Internet
Soros ha finanziato l’«armata» di Biden su TikTok
Lo scorso anno il megaspeculatore internazionale George Soros ha donato almeno 300.000 dollari a un gruppo di creatori di TikTok di sinistra, che hanno utilizzato i fondi per promuovere una serie di narrazioni gosciste sul social network. Lo riporta il New York Post, che asserisce che tale gruppo lavorava spesso sotto la guida diretta della Casa Bianca.
La Open Society Foundations di Soros ha donato 5,5 milioni di dollari all’organizzazione no-profit Accelerate Action Inc. nel 2020 e nel 2021, che a sua volta ha donato almeno 300.000 dollari nel 2022 alla Gen Z for Change, ha riferito il giornale, citando documenti fiscali.
Gen Z for Change si descrive come una rete di oltre 500 «attivisti, organizzatori e creatori» di social media. Attraverso varie piattaforme di social media, il gruppo pubblica contenuti che promuovono l’aborto, il controllo delle armi, la politica liberale sull’immigrazione e la «giustizia climatica», secondo il suo sito web. Si tratta, come noto, di cause che il miliardario Soros sostiene da anni in tutto il mondo.
Tuttavia, secondo quanto riporta il NY Post, il gruppo sarebbe stato assunto dal presidente Joe Biden per diffondere il suo messaggio e attaccare i politici repubblicani.
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I membri della Gen Z for Change sono stati invitati a intervistare l’allora plenipotenziario pandemico della Casa Bianca, il dottor Anthony Fauci, nel 2021, e sono stati convocati alla Casa Bianca l’anno scorso per un briefing sul conflitto in Ucraina, durante il quale è stato loro chiesto di produrre «contenuti esplicativi» sulla politica e gli obiettivi degli Stati Uniti nel conflitto tra Kiev e Mosca.
Il rapporto intimo tra l’amministrazione Biden e la Gen Z for Change ha attirato una notevole attenzione da parte dei media al punto che il programma TV satirico Saturday Night Live lo scorso anno ha mandato in onda uno sketch in cui Biden era alle prese con una ridda di TikToker ospiti nello studio ovale.
Oltre a finanziare le campagne sui social media, Soros ha anche incanalato 128 milioni di dollari verso candidati e organizzazioni democratiche durante la stagione di metà mandato dello scorso anno, rendendolo il più grande donatore di quel ciclo elettorale.
Da allora Soros si è dimesso dal timone della Open Society Foundations, cedendo il controllo della ONG a suo figlio, Alex Soros, il quale non perde tempo e, dopo aver visitato la Casa Bianca almeno 14 volte, pochi mesi fa è stato ricevuto dal papa assieme a Bill Clinton. I Soros starebbero per chiudere i progetti in UE e per licenziare il 40% della forza lavoro delle loro fondazioni.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa la Casa Bianca aveva assunto un influencer TikTok LGBTQ per incentivare la vaccinazione genica anti-COVID. In precedenza erano stati assunte almeno altre 50 figure simili, sempre con il fine di indurre la popolazione giovanile a sottoporsi alla siringa mRNA.
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Immagine screenshot da YouTube
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Internet
YouTube censura Emir Kusturica
Il regista serbo Emir Kusturica ha accusato YouTube di aver intrapreso una «guerra» contro le persone che pensano in modo indipendente e «dicono la verità», dopo che la piattaforma di proprietà di Google ha eliminato il suo canale senza alcun preavviso.
Secondo diverse fonti giornalistiche, YouTube ha rimosso mercoledì il canale «My Life» di Kusturica, senza fornire spiegazioni pubbliche sulla decisione. Il progetto, realizzato in collaborazione con il servizio serbo della testata governativa russa Sputnik (proibita anche quella sul sito video di Google), conteneva oltre 200 video e contava circa 30.000 iscritti. Alcuni video erano dedicati al destino della Jugoslavia, allo scontro di civiltà e alla contrapposizione tra valori cristiani e occidentali.
Commentando il blocco, Kusturica ha dichiarato all’agenzia di stato TASS che dietro la decisione c’è «una società totalitaria», aggiungendo che «per loro è normale che abbiano chiuso il canale su YouTube. Sono in guerra con noi, con le persone che pensano, che dicono la verità e la portano alle masse».
Inoltre, ha affermato che «non vogliono in quel coro nessuno che non canti una canzone in cui gli algoritmi riflettano ciò che vogliono i vertici, le persone più ricche del mondo, più i servizi segreti».
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Nato a Sarajevo nel 1954, Kusturica è uno dei cineasti più premiati d’Europa. Ha vinto la Palma d’Oro a Cannes per Papà… è in viaggio d’affari (1985) e di nuovo per il capolavoro Underground nel 1995, mentre il film hollywoodiano (con Johnny Depp e Jerry Lewis) Il valzer del pesce freccia (1993) e Gatto nero, gatto bianco (1998) hanno consolidato la sua reputazione di regista di cinema balcanico surreale e politicamente impegnato.
Segnaliamo al pubblico di Renovatio 21 il film Tempo di gitani, che racconta lucidamente la filiera dei campi nomadi dai balcani all’Italia, con scene che descrivono il racket dei bambini elemosinanti, i furti nelle case degli italiani, gli stupri delle ragazzine da avviare.
Consigliamo altresì di evitare il documentario Maradona di Kusturica (2008), realizzato in piena boria non global, se non per vedere il campione argentino che canta riguarda se stesso e tratta Kusturica malissimo.
Kusturica ha appoggiato la posizione di Mosca sulla crisi ucraina, sostenendo che il conflitto era stato «preparato da tempo con l’assistenza del Pentagono» e che si trattava di «una guerra contro l’ortodossia», definendo al contempo il governo ucraino «filo-nazista».
Come riportato da Renovatio 21, il regista serbo due anni fa ha presentato un documentario sui crimini di Kiev contro la Chiesa Ortodossa Ucraina (UOC).
Nel 2022 il Kusturica dichiarò di stare con i serbi del Kosovo, una posizione che non sorprende chi ricorda come si schierò con il presidente Slobodan Milosevic durante le manifestazioni di protesta di fine anni Novanta, ora riconosciute come il terreno di prova delle rivoluzione colorate sorosiane (in particolare, il segno del pugno, «otpor», poi veduto in molte altre rivolte fomentate dallo Stato profondo USA e dai suoi soci.
Va ricordato che altresì Kusturica è responsabile – assieme all’establishment culturale goscista che, allora, lo venerava – dell’iniezione nel nostro sistema della musica balcanica, che come giustamente detto in una canzone di denuncia di Elio e le Storie Tese, «ha rotto i coglioni».
Il suo partner musicale balcanizzante, Goran Bregovic, ha avuto anche lui i suoi problemi, venendo bandito dalla Moldavia per via delle sue posizioni filorusse.
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Immagine di Medija centar Beograd via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
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