Militaria
Putin annuncia la completa liberazione della regione di Kursk
Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che le forze ucraine sono state completamente respinte dalla regione di confine di Kursk, dopo mesi di feroci combattimenti. Ha rilasciato queste dichiarazioni mentre veniva informato sulla situazione in prima linea dal capo di Stato Maggiore, Valerij Gerasimov. Lo riporta la stampa russa.
Kiev ha subito pesanti perdite durante l’incursione, iniziata nell’agosto dell’anno scorso, che ha indebolito le sue difese in altri settori del fronte, ha affermato Putin.
Gerasimov ha confermato che le forze nordcoreane hanno contribuito a difendere la regione russa di Kursk.
El Ejército ruso libera la provincia de Kursk
🗣️🇷🇺Putin: La aventura del régimen de Kiev ha fracasado por completo, y las enormes pérdidas sufridas por el enemigo, incluso entre las fuerzas más preparadas para el combate, entrenadas y equipadas, incluso con material occidental,… pic.twitter.com/KeUibMJK0S
— Embajada de Rusia en México (@EmbRusiaMexico) April 26, 2025
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Sabato, le truppe russe hanno liberato il villaggio di Gornal, a 1 km dal confine, ultimo insediamento rimasto sotto il controllo ucraino nella regione di Kursk, ha affermato Gerasimov.
«La sconfitta delle formazioni armate delle forze armate ucraine che hanno invaso la regione di Kursk è stata completata», ha affermato. I piani di Kiev «di creare una cosiddetta testa di ponte strategica e di interrompere la nostra offensiva nel Donbass sono falliti».
All’inizio dell’incursione, le forze russe riuscirono a fermare l’avanzata ucraina, costringendola in seguito a passare a operazioni difensive, ha affermato il Gerasimov. I successivi contrattacchi di accerchiamento isolarono la punta di lancia di Kiev, consentendo alla Russia di distruggere le forze nemiche a pezzetti man mano che recuperavano terreno.
L’offensiva finale per liberare la regione è iniziata all’inizio di marzo, ha affermato il generale, sottolineando un’audace infiltrazione in profondità nel territorio controllato da Kiev attraverso una conduttura sotterranea nei pressi della città di Sudzha, che ha portato al completo collasso delle difese ucraine.
L’incursione fallita si è rivelata costosa per Kiev, ha detto Putin, sottolineando «le ingenti perdite… anche tra i più pronti al combattimento, addestrati ed equipaggiati, compresi i modelli occidentali di equipaggiamento». Queste perdite «si rifletteranno certamente su tutta la linea di combattimento», ha aggiunto.
Le perdite totali ucraine durante l’incursione di Kursk ammontarono a più di 76.000 militari uccisi e feriti, e alla perdita di più di 7.700 unità di equipaggiamento militare, tra cui 412 carri armati, 340 veicoli da combattimento della fanteria e 314 veicoli trasporto truppe, ha affermato Gerasimov.
Gerasimov ha confermato che l’impegno militare della Russia nella regione di Kursk è stato sostenuto dalle truppe nordcoreane, la cui assistenza è stata fornita ai sensi del Trattato di partenariato strategico globale firmato l’anno scorso.
I soldati e gli ufficiali dell’Esercito popolare coreano hanno «dimostrato elevata professionalità, coraggio ed eroismo in battaglia», ha affermato il generale.
Le forze russe stanno ora conducendo un’operazione su vasta scala per individuare «singoli membri delle forze armate ucraine che tentano di nascondersi in territorio russo», ha dichiarato il generale Gerasimov, aggiungendo che l’esercito sta fornendo assistenza alle autorità locali per «ripristinare una vita pacifica», con squadre di sminamento dispiegate nella regione.
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Militaria
Gli americani colpiscono tre petroliere iraniane
Thanks to the precision and professionalism of American service members, the M/T Kylo sank in the Gulf of Oman today and joined Iran’s navy at the bottom of the sea. pic.twitter.com/OwSDMl8SSQ
— U.S. Central Command (@CENTCOM) September 6, 2026
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Iran targets 3 oil tankers on an unauthorized route in the Strait of Hormuz and 3 US-affiliated vessels in response to the US attack on Iranian oil tankers.
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🚨 ALERT: President Trump makes a post about Iran’s “Kharg Island being blown to smithereens!!!”
But the video is AI slop. So I have no idea what to do with this information. But as of yet, I have no reason to believe Kharg is actually under fire. pic.twitter.com/bkPXx2omag — Nick Sortor (@nicksortor) August 31, 2026
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Intelligenza Artificiale
L’ex ministro della difesa ucraina lancia un’azienda finanziata da Palantir
L’ex ministro della Difesa ucraino Mikhaylo Fedorov ha annunciato il lancio di una nuova società di tecnologia militare, di cui Alex Karp, CEO di Palantir, sarà il principale investitore.
Da quando il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj lo ha rimosso dall’incarico a metà luglio, in seguito a presunte tensioni con l’allora comandante in capo Aleksandr Syrsky, il Fedorov è rimasto molto attivo nel mondo degli affari e della politica. L’ex ministro ha inoltre assunto un atteggiamento sempre più critico nei confronti dello Zelensk’yj (del quale aveva curato le campagne web), sostenendo di essere stato rimosso a causa della sua lotta alla corruzione e chiedendo elezioni, ripetutamente rinviate durante il periodo di legge marziale.
La scorsa settimana, Fedorov è emerso inaspettatamente come consigliere per le «innovazioni in materia di difesa» del ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, affermando che il suo ruolo consisterà nell’aiutare Roma a «sviluppare tecnologie belliche moderne» e a «migliorare il settore della difesa».
Questa settimana, Fedorov ha annunciato la creazione di «una nostra società di tecnologia per la difesa» con l’amministratore delegato di Palantir, la famigerata azienda statunitense di data mining e tecnologia militare che fornisce soluzioni di Intelligenza Artificiale all’esercito ucraino, destinato a diventare il suo principale investitore. Fedorov ha condiviso un video del suo incontro con Karp, in cui il magnate della tecnologia elogia l’ex ministro.
🇺🇦🇺🇸‼️🚨 Former defense minister of Ukraine is now a startup founder with Palantir CEO as the first investor.
Mykhailo Fedorov now starts a defense company with Palantir CEO Alex Karp as a first major investor.
Karp and Fedorov work closely together for a while and this is just… https://t.co/SJrxV9q3UM pic.twitter.com/GVle6VHZVJ
— Lord Bebo (@MyLordBebo) September 1, 2026
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«Abbiamo lavorato insieme per cinque anni. Sono rimasto profondamente colpito da ciò che tu e gli ucraini avete realizzato e sono estremamente lieto di aver potuto dare il nostro contributo. Tu e i tuoi colleghi state lanciando un’azienda che, a mio avviso, sarà un punto di riferimento a livello mondiale, mettendo a disposizione dei paesi alleati la vostra conoscenza e la vostra competenza nell’arte della guerra», ha detto il Karp al Fedorov.
I legami tra il Fedorov e il Karp risalgono a ben prima dei sei mesi in cui l’ex ministro ha ricoperto la carica di ministro della Difesa. Prima di assumere tale incarico a metà febbraio, il Fedorov ha supervisionato la trasformazione digitale dell’Ucraina in diverse posizioni. Subito dopo la sua rimozione dall’incarico, il Fedorov ha affermato di aver ricevuto un’offerta di lavoro dal Karp.
Come riportato da Renovatio 21, il ministro Fedorov fu a capo del lancio del sistema di identificazione digitale ucraino, con l’app Diia, lanciata a Kiev pochi giorni prima del conflitto, con il nome di Diia, che consentiva di interfaccia tra il cittadino e lo Stato e di fungere da «portafogli elettronici», nel quale lo Stato versava 40 dollari ad avvenuta vaccinazione COVID.
Parimenti, da ministro del digitale il Fedorov aveva promesso che il governo ucraino e le aziende dette «Big Tech» sarebbero divenuti «strettamente interconnessi», e che ciò trasformerà il Paese in «un Israele europeo», invocando la fiducia nell’archiviazione dei dati sui server delle aziende Big Tech, come Amazon e Microsoft, i quali a suo dire «non possono essere distrutti dai missili».
Fedorov era quindi entrato nel governo nel 2019 con il background della trasformazione digitale e si era legato strettamente alla guerra con i droni di Kiev e alla rapida integrazione di tecnologie civili nelle operazioni militari. Dopo aver assunto la guida del ministero della Difesa a gennaio, aveva intensificato i rapporti dell’Ucraina con Palantir, azienda statunitense controversa attiva nel data mining e nelle tecnologie militari.
Durante un incontro tenutosi a maggio con l’amministratore delegato di Palantir, Alex Karp, Fedorov aveva discusso dell’ampliamento della cooperazione in ambito di Intelligenza Artificiale, analisi dei dati sul campo di battaglia e pianificazione militare. Il ministero della Difesa ucraino aveva dichiarato che la partnership puntava ad aiutare Kiev a identificare bersagli aerei, prevedere attacchi e, in ultima analisi, «trasferire la guerra sul territorio russo».
Palantir era stata coinvolta anche nella creazione della Brave1 Dataroom, che consente agli sviluppatori ucraini di accedere a informazioni reali dal campo di battaglia per addestrare modelli di IA. Kiev aveva sostenuto che la tecnologia dell’azienda era già integrata nell’elaborazione dell’Intelligence e nella pianificazione di attacchi a lungo raggio. Karp aveva in precedenza affermato che il software di Palantir era responsabile della «maggior parte degli obiettivi» individuati dall’Ucraina.
Commentatori russi notano che sebbene i media occidentali e ucraini abbiano ampiamente dipinto Fedorov come un visionario militare incentrato sulla guerra con i droni, l’aumento degli attacchi a lungo raggio contro la Russia durante il suo mandato si è basato principalmente sull’espansione della produzione di droni in Europa occidentale, ottenuta grazie ai suoi predecessori.
I critici fanno notare che ripetute promesse del Fedorov di riformare il caotico sistema di mobilitazione ucraina non si sono concretizzate, e la pratica di prelevare uomini a caso per strada e arruolarli forzatamente nell’esercito è probabilmente diventata ancora più violenta sotto la sua guida.
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Come riportato da Renovatio 21, aveva destato scalpore l’uscita di un vero e proprio manifesto di Palantir in 22 punti che riassume i temi del libro di Karp La repubblica tecnologica. Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente (2025). Il testo sosteniene che la Silicon Valley ha l’obbligo di partecipare alla difesa nazionale, che il «potere militare» si baserà sul software e che le armi basate sull’Intelligenza Artificiale sono inevitabili.
I critici lo hanno definito un progetto per il «tecnofascismo». In molti sostengono che la spinta data dal governo Trump, il cui vicepresidente JD Vance ha lavorato per il fondatore di Palantir Peter Thiel, sia quella di portare verso una società di sorveglianza totale – perfino con algoritmi di predizione dei crimini – alimentata dai software di Palantir.
Renovatio 21 ha pubblicato un sunto del contenuto del libro-manifesto.
A luglio il governo spagnolo ha ordinato alle aziende statali di interrompere i rapporti con l’azienda statunitense di difesa Palantir.
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Economia
La Corea del Sud valuta un dispiegamento militare nello Stretto di Ormuzzo
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