IVF
Provetta e politica in USA: i motivi per cui la fecondazione in vitro è moralmente sbagliata e deve essere contrastata
Renovatio 21 pubblica la traduzione di questo articolo apparso lo scorso agosto su Mercator.net. Il tema della fecondazione in vitro, scoppiata con la sentenza della Corte Suprema dell’Alabama ad inizio anno, sta ancora oggi tenendo banco durante la campagna elettorale, come visibile dalle continue dichiarazioni di Trump, di cui Renovatio 21 dà costantemente conto. Renovatio 21 è stata ed è, in pratica, l’unica realtà italiana che si spende contro la pratica aberrante della riproduzione artificiale, a differenza di tante sigle sedicenti pro-life che captano danari dai donatori fingendo la battaglia contro l’aborto, che è oggi, né più né meno, non solo una battaglia di retroguardia, ma un vero e proprio specchietto per le allodole che concentra i cattolici sul tema dei feti uccisi chirurgicamente e chimicamente per lasciare la mano libera a chi li distrugge con la provetta – come ripetiamo, da molti anni sono più gli embrioni sterminati nelle cosiddette «cliniche della fertilità» che quelli abortiti con la legge stragista 194/78. Renovatio 21 alla questione della riproduzione artificiale ne associa altre sempre più aberranti, ma sottaciute, come quella della popolazione di chimere umane in via di drastico aumento, così come quella della visione teologica – ed escatologica – di un mondo abitato da esseri concepiti non secondo natura.
A marzo, Mercator aveva previsto che la fecondazione in vitro sarebbe diventata un tema importante nelle elezioni americane del 2024. Indovinate un po’? Avevamo ragione. Cinque mesi dopo, un titolo su Politico scrive: «I democratici testano una teoria del campo di battaglia: i timori sulla fecondazione in vitro possono vincere contro un repubblicano “pro-choice”».
Tim Walz, compagno di corsa di Kamala Harris, ha già messo la fecondazione in vitro al centro della sua retorica elettorale. Lui e sua moglie Gwen hanno trascorso sette anni con trattamenti di fecondazione in vitro prima che nascesse la loro figlia.
«Questo diventa personale per me e la mia famiglia», ha detto Walz a un comizio a Philadelphia. «Quando mia moglie e io abbiamo deciso di avere figli, abbiamo trascorso anni sottoponendoci a trattamenti per l’infertilità. E ricordo di aver pregato ogni notte per una chiamata che mi desse buone notizie. Il vuoto allo stomaco quando squillava il telefono e l’agonia quando abbiamo sentito che i trattamenti non avevano funzionato. Quindi non è stato un caso che quando abbiamo accolto mia figlia al mondo, l’abbiamo chiamata Hope».
(Flash dell’ultimo minuto: «Grazie a Dio per la fecondazione in vitro», ha detto Walz a un altro intervistatore. «Mia moglie e io abbiamo due splendidi bambini». Solo che non si è trattato affatto di fecondazione in vitro che distrugge gli embrioni, a quanto pare, ma di un altro tipo di trattamento per la fertilità. «Il governatore Walz parla come parlano le persone normali», ha spiegato il suo addetto stampa)
Sostieni Renovatio 21
In effetti, i democratici stanno usando la fecondazione in vitro come un cuneo per staccare i repubblicani anti-aborto dal ticket Trump-Vance. La fecondazione in vitro, sostiene l’argomentazione, è «pro-life» perché i bambini sono creati per coppie sterili. Opporsi alla fecondazione in vitro è crudele e anti-vita. È un argomento potente che ha presa sugli elettori.
Secondo un sondaggio del Pew Research Center pubblicato a maggio, il 70% degli adulti americani ritiene che l’accesso alla fecondazione in vitro sia positivo; il 22% è incerto e solo l’8 % afferma che è negativo. Il sondaggio ha rilevato che anche una larga maggioranza di evangelici bianchi (63%), protestanti neri (69%) e cattolici (65%) considera la fecondazione in vitro una cosa positiva.
Tuttavia, non molte persone hanno riflettuto sulle complessità morali della fecondazione in vitro. Cosa può esserci di sbagliato in una tecnologia che consente a una coppia innamorata di avere un bambino, si chiedono.
Ma ci sono questioni morali sostanziali.
La più grande confessione protestante degli Stati Uniti, la Southern Baptist Convention (SBC), ha recentemente sfidato i sondaggi d’opinione e ha approvato una risoluzione che ha fatto notizia in tutti gli Stati Uniti. La maggioranza dei suoi 10.000 delegati ha dichiarato che: «sebbene tutti i bambini debbano essere pienamente rispettati e protetti, non tutti i mezzi tecnologici di assistenza alla riproduzione umana sono ugualmente onoranti di Dio o moralmente giustificati». L’opposizione della SBC si basa principalmente sul fatto che l’industria della fecondazione in vitro ha creato milioni di embrioni umani congelati, e la maggior parte di essi verrà distrutta.
Il dottor R. Albert Mohler Jr, «l’intellettuale regnante del movimento evangelico negli Stati Uniti» secondo la rivista TIME, ha riconosciuto con rammarico che «troppi cristiani affermano di credere nella sacralità e dignità della vita umana in ogni fase, dalla fecondazione alla morte naturale, ma quando la questione si sposta sulle enormi questioni etiche legate alla fecondazione in vitro, molti evangelici, compresi troppi battisti del sud, si sono rifiutati di collegare i puntini».
La Chiesa cattolica ha collegato i puntini molto tempo fa. Si è sempre opposta alla fecondazione in vitro e ha sviluppato una critica sofisticata basata sulla sua comprensione della sessualità umana. Il suo Catechismo ufficiale afferma che la fecondazione in vitro è «moralmente inaccettabile» perché separa l’atto del matrimonio dalla procreazione e stabilisce «il dominio della tecnologia» sulla vita umana. Anch’essa è inorridita dal fatto che gli embrioni siano trattati come materia prima piuttosto che come esseri umani.
Aiuta Renovatio 21
Più sorprendente della posizione delle principali chiese cristiane, tuttavia, è la veemente opposizione all’industria della fecondazione in vitro mostrata da alcune femministe, tra cui la compagna di corsa di Robert F. Kennedy Jr, Nicole Shanahan. Non usa mezzi termini. «Credo che la fecondazione in vitro venga venduta in modo irresponsabile e la mia esperienza personale con il parto naturale mi ha portato a capire che l’industria della fertilità è profondamente imperfetta», ha affermato in un saggio sulla rivista People.
Shanahan non è cristiana, o almeno non è una cristiana praticante. Milioni di embrioni congelati non sembrano preoccuparla. Ma è una femminista combattiva e pensa che l’industria della fecondazione in vitro da 5 miliardi di dollari stia sfruttando le donne.
«Ho trascorso gli ultimi cinque anni a finanziare la scienza per comprendere i fattori ambientali che hanno un impatto sulla salute riproduttiva delle donne, perché sono stati ampiamente ignorati», ha detto Shanahan a Politico. «La fecondazione in vitro è un’attività a scopo di lucro molto costosa e molte di queste cliniche sono di proprietà di società di private equity che non investono nella salute di base delle donne».
Michael Cook
Articolo riproposto secondo linee di ripubblicazione di Mercator.net
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di ZEISS Microscopy via Flickr pubblicata su licenza CC BY-SA 2.0; immagine modificata
IVF
Trump propone un nuovo beneficio sanitario per la FIVET e critica la sentenza che definisce gli embrioni come bambini
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
IVF
Dalla fecondazione assistita all’ottimizzazione genetica: l’ascesa delle cliniche di Indira IVF
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
La startup statunitense Nucleus Genomics, nota per proporre discussi test genetici sugli embrioni, ha siglato una serie di accordi con la rete di cliniche indiane Indira IVF, che oggi conta più di 180 centri in tutto il Paese. Nonostante le normative attuali sulla fecondazione assistita nel Paese siano stringenti, la partnership darà accesso a un mercato enorme e in forte crescita anche dal punto di vista economico a causa del calo dei tassi di fertilità.
La startup statunitense Nucleus Genomics ha siglato accordi con una serie di cliniche di fecondazione in vitro straniere per espandere la diffusione di controversi test genetici sugli embrioni. Il mercato sembra destinato ad espandersi soprattutto in India grazie a una partnership con Indira IVF, la più grande rete di cliniche per la fertilità nel Paese. L’obiettivo della collaborazione è portare sul mercato indiano test avanzati sugli embrioni alle coppie che si sottopongono alla fecondazione in vitro (o IVF).
Nucleus Genomics, fondata nel 2021, utilizza una tecnologia nota come PGT-P per aiutare le coppie a selezionare embrioni con una minore probabilità di sviluppare malattie come il diabete o l’Alzheimer. Tuttavia, l’azienda ha suscitato controversie a livello internazionale per aver sviluppato modelli che, secondo il fondatore Kian Sadeghi, sono in grado di prevedere anche tratti non legati allo sviluppo di malattie, come un alto quoziente intellettivo o l’altezza. Anche se diversi scienziati mettono in dubbio la possibilità di selezionare correttamente i geni responsabili dello sviluppo di certe caratteristiche, numerosi esperti di bioetica ritengono che ci possa essere il rischio di creare neonati con caratteristiche su richiesta accessibili solo alle fasce più ricche della popolazione. Il prodotto di testing di Nucleus Genomics costa infatti 10mila dollari, mentre i cicli di trattamento di fecondazione in vitro costano almeno 20mila dollari l’uno.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
In India, almeno per ora, questo tipo di applicazioni incontra limiti normativi molto stringenti: la selezione degli embrioni sulla base di caratteristiche non mediche è illegale. Di conseguenza, Nucleus Genomics dovrebbe limitare la propria offerta nel Paese alle informazioni sul rischio di malattie. Tuttavia la partnership consente all’azienda americana di accedere a un mercato enorme e a una quantità significativa di dati genetici, in un contesto in cui il settore della fecondazione assistita è destinato a raggiungere un valore di circa 13 miliardi di dollari entro la fine di quest’anno.
La crescita di Indira IVF racconta bene lo sviluppo del settore. Fondata nel 1988 a Udaipur, nello stato del Rajasthan, dal dottor Ajay Murdia, l’azienda ha inizialmente operato come struttura indipendente prima di trasformarsi in una realtà su larga scala. Oggi è una delle principali catene di fertilità del Paese, passando da 165 centri nel marzo 2025 a 186 a luglio, con l’obiettivo di raggiungere quota 200 entro la fine dell’anno fiscale 2026. Parallelamente, l’azienda ha avviato una strategia di diversificazione entrando nel settore della salute materna e pediatrica, con l’apertura di ospedali in città come Varanasi, Pune e Prayagraj.
Questa crescita si riflette nei risultati finanziari: i ricavi hanno raggiunto 1.604,5 crore di rupie (circa 176 milioni di euro) nell’anno fiscale 2025. La società dal 2023 è sostenuta dal fondo svedese di private equity EQT, che ha acquisito il 60% delle quote. Mentre il percorso di Indira IVF verso la quotazione in borsa è stato tutt’altro che lineare. L’azienda aveva inizialmente presentato, a febbraio dello scorso anno, una richiesta per un’IPO da circa 3.500 crore di rupie (circa 407 milioni di dollari). Tuttavia, già a marzo è stata costretta a ritirare la documentazione dopo le osservazioni della Securities and Exchange Board of India (SEBI), l’ente indiano che vigila sui mercati finanziari.
I dubbi dell’autorità di vigilanza si sono concentrati su un film biografico di Bollywood intitolato Tumko Meri Kasam, diretto da Vikram Bhatt. Il film raccontava in chiave drammatica la storia personale e imprenditoriale del medico. La coincidenza tra l’uscita del film e il processo di IPO ha però sollevato sospetti: secondo la SEBI la pellicola avrebbe potuto funzionare come una forma di promozione indiretta e illegale durante una fase delicata di raccolta di capitali. Dopo questo episodio, Indira IVF ha ripresentato in modo confidenziale i documenti per la quotazione a luglio dello scorso anno. La vicenda si è ulteriormente complicata quando il regista Vikram Bhatt e sua moglie, Shwetambari Bhatt, sono stati arrestati. Secondo l’accusa, presentata dallo stesso Ajay Murdia, il medico avrebbe versato circa 47 crore di rupie (oltre 5 milioni di euro) per la realizzazione di quattro film, ma Bhatt ne avrebbe prodotto soltanto uno, il biopic su Indira IVF.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Nel frattempo il contesto demografico in India si è evoluto facendo crollare il tasso di fertilità totale, passato da oltre 6 figli per donna nel 1950 a 1,9 nel 2023, al di sotto della soglia di sostituzione. Per regolamentare il «business della fertilità», il Paese ha introdotto nel 2021 la legge sulla regolazione delle tecnologie di riproduzione assistita, che stabilisce che l’accesso alla fecondazione in vitro è consentito solo a coppie sposate o a donne single entro specifici limiti di età.
La normativa inoltre impone restrizioni severe sull’uso dei donatori e introduce garanzie etiche importanti. Tra queste, l’obbligo di registrazione per tutte le cliniche, il divieto di determinazione del sesso (in un Paese dove i maschi sono ancora preferiti alle femmine) e il riconoscimento dei pieni diritti legali per i bambini nati tramite queste pratiche di fecondazione assistita
Invitiamo i lettori di Renovatio 21 a sostenere con una donazione AsiaNews e le sue campagne.
Renovatio 21 offre questo articolo per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di ZEISS Microscopy via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
IVF
Clinica per la fertilità in Nepal sotto processo per aver sfruttato ragazze adolescenti con il prelievo forzato di ovuli
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Civiltà2 settimane faValpurga e oltre: le origini esoteriche del 1° maggio
-



Pensiero3 giorni faLa scomunica dei bambini
-



Pensiero1 settimana faDifesa di Nicole Minetti
-



Gender1 settimana faRapporto del Sinodo suggerisce che le relazioni omosessuali non sono peccato
-



Nucleare1 settimana faKaraganov: l’UE è impazzita, bisogna fermarla «preferibilmente senza uso di armi nucleari»
-



Salute2 settimane faI malori della 18ª settimana 2026
-



Senza categoria2 settimane faMuore a 102 il vescovo che definì Bergoglio «antipapa»
-



Persecuzioni2 settimane faIsraeliano aggredisce, prende a calci e picchia una suora anziana a Gerusalemme












