Geopolitica
L’Arabia Saudita ha condotto attacchi segreti contro l’Iran
L’Arabia Saudita avrebbe condotto attacchi segreti contro l’Iran nel corso dell’odierna guerra in Medio Oriente. Lo riporta l’agenzia Reuters, che cita fonti anonime.
Né Riad né Teheran hanno ufficialmente confermato gli attacchi. L’agenzia Reuters non è stata in grado di verificare in modo indipendente gli obiettivi o la tempistica di tali azioni, che rappresenterebbero la prima operazione militare diretta nota dell’Arabia Saudita sul territorio iraniano.
Secondo il reportage, l’aeronautica militare saudita ha lanciato numerosi attacchi «non pubblicizzati» contro l’Iran alla fine di marzo. Un funzionario anonimo li ha descritti come una rappresaglia «per quando l’Arabia Saudita è stata colpita».
Le fonti hanno riferito alla testata che l’Arabia Saudita aveva informato preventivamente l’Iran e che agli attacchi erano seguiti intensi negoziati diplomatici e minacce di ulteriori ritorsioni. Questi contatti informali avrebbero favorito il raggiungimento di un accordo di de-escalation che ha portato alla fine degli attacchi.
L’accordo sarebbe entrato in vigore nella settimana precedente all’annuncio del presidente statunitense Donald Trump del cessate il fuoco nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
All’inizio di questa settimana, il Wall Street Journal aveva riferito che anche gli Emirati Arabi Uniti hanno effettuato attacchi segreti contro l’Iran in risposta agli assalti alle loro infrastrutture avvenuti all’inizio di aprile, poco prima della dichiarazione di cessate il fuoco.
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Sia l’Arabia Saudita che gli Emirati Arabi Uniti ospitano importanti basi militari statunitensi e da tempo dipendono dalla protezione di Washington. Entrambi i Paesi sono stati ripetutamente bersagliati da attacchi missilistici e con droni in risposta all’Iran e alla campagna congiunta israelo-americana lanciata alla fine di febbraio.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno assunto un tono più duro, condannando gli attacchi sul proprio territorio come una «pericolosa escalation», rivendicando il proprio «diritto di risposta», congelando di fatto la diplomazia pubblica con l’Iran e chiudendo la propria ambasciata a Teheran.
L’Arabia Saudita, invece, ha cercato di evitare un’ulteriore degenerazione del conflitto, mantenendo apparentemente contatti regolari con funzionari iraniani, tra cui l’ambasciatore iraniano a Riyadh.
Un recente articolo del New York Times ha inoltre sostenuto che il «Progetto Libertà» di Trump, che prevedeva la scorta militare di navi battenti bandiera occidentale attraverso lo Stretto di Ormuzzo di fatto bloccato, è stato silenziosamente abbandonato due giorni dopo il suo lancio perché l’Arabia Saudita si è rifiutata di fornire supporto logistico.
Gli analisti ritengono che la disponibilità degli Stati del Golfo a colpire direttamente l’Iran, invece di affidarsi agli Stati Uniti, rifletta la crescente frustrazione verso Washington, accusata di aver lasciato i propri partner regionali esposti alle ritorsioni iraniane e di non avere una strategia a lungo termine.
«Dal punto di vista degli Stati del Golfo, sembra che gli Stati Uniti non stiano dando priorità alla loro sicurezza e che, in sostanza, li abbiano abbandonati a se stessi», ha dichiarato al Wall Street Journal Dania Thafer, direttrice del Gulf International Forum.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Storico russo scompare in Israele: Mosca protesta
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Geopolitica
L’Iran dice che l’Ucraina deve pagare per l’attacco mortale alla nave
L’Ucraina è tenuta a indennizzare l’Iran per il devastante attacco contro una delle sue navi mercantili nel Mar Caspio, dal momento che Kiev non è riuscita a persuadere Teheran circa la natura involontaria dell’azione, secondo quanto dichiarato dal ministero degli Esteri iraniano.
La nave è stata colpita da un attacco ucraino il mese scorso, che ha causato la morte di un marinaio. Teheran ha condannato l’episodio definendolo «sconsiderato». In un primo momento Kiev ha giustificato le proprie azioni, sostenendo che l’Iran «non ha il diritto di fingere di essere una vittima», ma in seguito ha qualificato l’attacco come un errore e ha precisato di non aver inteso provocare un’escalation con Teheran.
Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha dichiarato lunedì che Teheran ha preso in esame la versione dei fatti presentata da Kiev sull’attacco, ma non ritiene la questione conclusa.
«Abbiamo ascoltato le loro dichiarazioni, ma, vista l’ammissione da parte di alti funzionari ucraini che un simile attacco ha avuto luogo, devono certamente risarcirci», ha dichiarato Baghaei in una conferenza stampa, precisando che, qualora Kiev non provveda al risarcimento, Teheran gestirà la questione autonomamente.
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Dopo l’attacco, il presidente ucraino ha espresso apprezzamento per i «risultati molto positivi» degli attacchi contro le navi che, a suo dire, trasportavano materiale militare. Ha affermato che l’Ucraina non intende aprire un «nuovo fronte» con l’Iran, ma ha accusato quest’ultimo di attaccare il proprio Paese fornendo alla Russia i droni Shahed e la relativa tecnologia.
L’ambasciatore ucraino in Israele ha inoltre dichiarato che la nave, denominata Anna, trasportava componenti per droni e missili. Teheran ha ribattuto che la nave e il suo carico erano interamente civili.
Nel 2022 l’Iran ha dichiarato di aver consegnato alla Russia un «piccolo numero» di droni kamikaze Shahed-136, specificando però che le consegne erano avvenute mesi prima dell’intensificarsi del conflitto in Ucraina. Mosca ha sempre sostenuto che i suoi droni Geran-2, considerati basati sul progetto iraniano, siano prodotti a livello nazionale.
Kiev ha cercato attivamente di inserirsi nel conflitto mediorientale originato dall’attacco israelo-americano contro l’Iran all’inizio di quest’anno. La leadership ucraina ha dichiarato di aver concluso accordi con gli stati del Golfo per la fornitura di specialisti e tecnologie finalizzate a contrastare i droni iraniani, e di sperare di ottenere in cambio ulteriori sistemi di difesa aerea e munizioni.
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Immagine di : Mehr News Agency via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0
Geopolitica
Trump chiede un risarcimento all’Iran
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