Nucleare
Netanyahu: l’Iran non può più arricchire l’uranio
Giovedì Benjamin Netanyahu ha affermato che l’Iran non è più in grado di arricchire l’uranio o di costruire missili balistici, dichiarando di fatto che due dei principali obiettivi di Stati Uniti e Israele in questa guerra sono stati raggiunti.
«Stiamo vincendo e l’Iran viene annientato», ha detto il primo ministro israeliano ai giornalisti. «Quello che stiamo distruggendo ora sono le fabbriche che producono i componenti per realizzare questi missili e le armi nucleari che stanno cercando di produrre».
L’insistenza di Netanyahu sul fatto che gli iraniani stessero cercando di costruire una bomba atomica è in contraddizione con quanto credono i servizi segreti statunitensi e con quanto affermato dallo stesso Iran.
«Chiunque sia onesto può facilmente riconoscere la possibilità che gli israeliani abbiano mentito sulle ambizioni iraniane per spingere Donald Trump a entrare in guerra. Non sarebbe la prima volta che mettono in atto una simile manovra» scrive Tucker Carlson. «In ogni caso, visto che l’Iran a quanto pare non è più in grado di produrre armi nucleari o missili balistici, la mossa migliore per il presidente è dichiarare vittoria e porre fine a questo conflitto».
«Se Israele vuole altra guerra, può combatterla da solo» ha chiosato il popolare giornalista statunitense.
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La Romania chiude la sua unica centrale nucleare
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Nucleare
Stati Uniti e Israele concordano sulla rimozione del materiale nucleare da un sito segreto in Siria
Stati Uniti e Israele hanno trovato un’intesa con Damasco per prelevare materiale nucleare da un impianto clandestino in Siria. Lo riporta la testata Axios, sulla base di dichiarazioni di funzionari americani e israeliani.
La testata riferisce che all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) sarà permesso di entrare nella zona, chiamata «Sito 99», per ritirare i resti del reattore siriano di Al-Kibar, distrutto da un attacco aereo israeliano nel 2007.
Alcune fonti indicano che nel luogo si troverebbe yellowcake, una polvere di uranio arricchito che può essere convertita in combustibile nucleare. Anche se questa sostanza non è direttamente impiegabile per realizzare un’arma atomica, potrebbe essere sparsa con esplosivi ordinari, provocando una contaminazione radioattiva, nella forma nota come bomba sporca, minacciata tante volte anche nel teatro bellico ucraino.
Secondo certe informazioni, Israele avrebbe colpito gli accessi del sito poco dopo che una coalizione di formazioni ribelli appoggiate dagli Stati Uniti aveva preso il controllo di Damasco nel dicembre 2024, deponendo il presidente siriano Bashar al-Assad. Un funzionario israeliano ha detto ad Axios che Tel Aviv aveva minacciato di bombardare di nuovo l’area qualora il materiale nucleare non fosse stato allontanato o se fossero emersi indizi di un tentativo siriano di raggiungerlo.
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Il presidente siriano Ahmed al-Sharaa, già comandante jihadista in passato ricercato dagli Stati Uniti con il nome di Abu Mohammad al-Jolani, sta tentando di rafforzare i legami del Paese con l’Occidente e di ottenere aiuti internazionali per una Siria ancora segnata dalla guerra civile iniziata nel 2011. Il mese scorso ha reso noto di essere impegnato in un’intesa di sicurezza con Israele, che dal 2024 controlla porzioni della Siria sud-occidentale, ampliando la propria presenza oltre le alture del Golan occupate dal 1967.
Il reattore nucleare di Al-Kibar era stato attaccato da aerei israeliani ancora il 6 settembre 2007 durante la cosiddetta operazione Orchard («frutteto»).
Lo Stato Ebraico aveva pianificato e realizzato il raid dopo aver ottenuto informazioni di Intelligence secondo cui la Siria stava sviluppando capacità nucleari con il supporto della Corea del Nord. Gli aerei da combattimento israeliani hanno violato lo spazio aereo siriano e distrutto la struttura prima che il reattore potesse diventare operativo. Per garantire il successo della missione e limitare la reazione avversaria, le forze israeliane hanno anche neutralizzato temporaneamente i sistemi di difesa radar della Siria.
Il governo di Damasco ha inizialmente negato la natura militare o nucleare del sito bombardato. L’episodio è rimasto a lungo avvolto nel riserbo ufficiale da parte di Israele, che ha ammesso formalmente la responsabilità dell’attacco soltanto diversi anni più tardi.
L’operazione Frutteto ha bloccato sul nascere il programma atomico siriano ed è considerata un importante precedente strategico nell’ambito della dottrina di sicurezza israeliana contro la proliferazione nucleare nella regione.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia; modificata
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Il Pentagono sta elaborando una strategia nucleare in vista di una potenziale guerra con Russia e Cina
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