Nucleare
Medvedev: una bomba sporca ucraina avrebbe come conseguenza una vera bomba atomica russa
L’uso di una bomba sporca da parte di Kiev innescherebbe una risposta devastante da parte di Mosca, che includerebbe l’uso di armi nucleari tattiche, ha affermato Dmitry Medvedev, ex presidente russo e vice capo del Consiglio di sicurezza del Paese.
Medvedev ha lanciato l’allarme sabato, affermando che «i possibili tentativi del nemico di creare e utilizzare la cosiddetta bomba sporca» avrebbero incontrato una risposta «proporzionata» da parte di Mosca.
«Con cosa? Con una bomba pulita: armi nucleari tattiche. Ne abbiamo abbastanza», ha scritto Medvedev su Telegram. Una bomba nucleare tattica è un tipo di arma che si intende usare per aver effetto in un teatro limitato. Tuttavia, l’escalation alla guerra nucleare globale con armi nucleari strategiche (cioè missili balistici intercontinentali e missili da sommergibile) secondo alcuni può essere innescata da qualsiasi ricorso ad armamenti atomici.
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«Terrò il silenzio sulle conseguenze per la vita futura e l’ambiente. Ma i pervertiti malati di Kiev con la loro immaginazione distorta dovrebbero rendersene conto. Lasciateli fare una passeggiata nella zona di esclusione di Chernobyl e guardare quelle serie TV colorate», ha aggiunto, riferendosi apparentemente alla miniserie della HBO sul disastro degli anni Ottanta, un’opera molto controversa per le tante inesattezze storiche contenute che hanno fatto pensare di fatto ad un’operazione di propaganda antirussa.
Il tema del possibile utilizzo di una bomba sporca da parte dell’Ucraina è stato sollevato venerdì durante una sessione di domande e risposte con il presidente russo Vladimir Putin al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo. Putin ha affermato che si tratterebbe di un «errore definitivo» da parte di Kiev e che avrebbe conseguenze «catastrofiche» per l’Ucraina.
«La nostra risposta sarà molto dura e, molto probabilmente, catastrofica sia per il regime neonazista che, purtroppo, per l’Ucraina stessa. Spero che non si arrivi mai a tanto», ha detto Putin, aggiungendo che Mosca al momento non ha prove che Kiev stia tentando di creare e utilizzare una bomba sporca.
Nel corso del conflitto ucraino, Medvedev – come l’allora ministro della Difesa russo Sergej Shoigu, il cui ministero parlava sempre più apertis verbis della possibilità di un false flag nucleare ucraino – ha ripetutamente sollevato il tema delle bombe sporche, affermando che le autorità ucraine potrebbero alla fine ricorrere al loro utilizzo. Una bomba sporca è un ordigno rudimentale che combina esplosivi convenzionali con materiale nucleare ed è progettata per inquinare e irradiare pesantemente l’area bersaglio, anziché causare direttamente distruzione attraverso l’esplosione.
A febbraio, l’ex leader russo ha ipotizzato che l’Ucraina potrebbe usare una bomba sporca, anche in un attacco sotto falsa bandiera per incastrare Mosca, al fine di far deragliare il processo negoziale. Il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj potrebbe «creare qualsiasi provocazione per sovvertire un accordo e prolungare la guerra fino all’ultimo ucraino», ha avvertito Medvedev.
Il leader ucraino «farà ricorso a tutti i mezzi a sua disposizione, compresi attacchi contro le sue stesse città e la popolazione civile o addirittura l’uso di armi di distruzione di massa come la bomba sporca», aveva affermato all’epoca l’ex presidente della Federazione Russa, ora divenuto falco dell’amministrazione putiniana nonché detentore di uno dei canali Telegram più seguiti in Russia.
Cinque mesi fa, la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca Maria Zakharova aveva definito lo Zelen’skyj come un «maniaco» che chiede armi nucleari alla NATO.
Come riportato da Renovatio 21, mesi fa il quotidiano londinese Times aveva parlato di «opzione nucleare ucraina». Settimane prima il tabloid tedesco Bild aveva riportato le parole di un anonimo funzionario ucraino che sosteneva che Kiev ha la capacità di costruire un’arma nucleare «in poche settimane».
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La leadership di Kiev ha sostenuto a lungo che gli Stati Uniti e i suoi alleati avevano l’obbligo di proteggere l’Ucraina a causa del Memorandum di Budapest del 1994, in cui Stati Uniti, Regno Unito e Russia avevano dato garanzie di sicurezza in cambio della rimozione delle testate nucleari sovietiche dal territorio ucraino.
Come ricordato da Renovatio 21, c’è da dire che la fornitura di atomiche a Kiev è stata messa sul piatto varie volte da personaggi come l’europarlamentare ucraino Radoslav Sikorski, membro del gruppo Bilderberg sposato alla neocon americana Anne Applebaum.
Si tende a dimenticare che lo stesso Zelens’kyj parlò di riarmo atomico di Kiev alla Conferenza di Sicurezza di Monaco, pochi giorni prima dell’intervento russo. In seguito, Zelens’kyj e i suoi hanno più volte parlato di attacchi preventivi ai siti di lancio russi e di «controllo globale» delle scorte atomiche di Mosca.
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In questo contesto assume particolare rilievo l’assassinio a Mosca del generale Igor Kirillov, capo delle Forze di difesa radiologica, chimica e biologica (RChBZ) della Federazione Russa, eliminato con un’esplosione terrorista insieme al suo aiutante lo scorso dicembre.
Nel giugno 2024, il tenente generale aveva dichiarato che combustibile nucleare esaurito e rifiuti chimici pericolosi venivano importati in Ucraina per una potenziale creazione di «bomba sporca», aggiungendo che sostanze radiochimiche venivano ancora portate in Ucraina per lo smaltimento. Secondo Kirillov queste forniture erano supervisionate dall’entourage di Zelens’kyj, con rotte principali che passavano attraverso Polonia e Romania.
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Nucleare
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Nucleare
La Cina supera la Francia nel settore dell’energia nucleare e approva la costruzione di altri otto reattori.
Due reattori cinesi hanno raggiunto importanti traguardi di avvio a quattro giorni di distanza l’uno dall’altro, portando la capacità nucleare installata della Cina a 63,98 GWe e superando per la prima volta i 63 GW della Francia. Lo riporta EIRN.
La Cina è ora seconda al mondo, dopo gli Stati Uniti con 96,9 GWe, ed è l’unico dei tre paesi ad aver ampliato la propria capacità.
Il reattore Changjiang 3, sull’isola di Hainan, è stato collegato alla rete il 1° agosto. Si tratta di un Hualong One, il reattore ad acqua pressurizzata di progettazione nazionale, la cui costruzione, iniziata con la posa della prima pietra nel marzo 2021 e conclusa con il collegamento alla rete, è durata cinque anni e cinque mesi. Sono già state approvate per la costruzione altre 37 unità Hualong One.
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Il reattore Taipingling 2, nella provincia del Guangdong, è entrato in funzione il 3 agosto, dopo aver completato la fase dimostrativa. Il 31 luglio, il Consiglio di Stato ha approvato la costruzione di altre otto unità per un valore di circa 170 miliardi di CNY, pari a circa 25 miliardi di dollari: due a Jinqimen, nello Zhejiang, due a Taipingling, due a Zhuanghe, nel Liaoning, e due a Laiyang, nello Shandong.
Le due unità di Laiyang rappresenteranno il primo progetto standardizzato, costruito in serie, utilizzando il reattore Guohe One, la versione cinese ingrandita del Westinghouse AP1000.
Hainan, una provincia insulare di dieci milioni di abitanti, ha designato l’energia nucleare come principale fonte di elettricità. Nello stesso sito di Changjiang 3 sorge l’unità dimostrativa Linglong One, un piccolo reattore modulare da 125 MWe progettato per la produzione di elettricità, teleriscaldamento, vapore industriale o desalinizzazione dell’acqua di mare, risultando quindi una macchina ideale per quei luoghi privi di elettricità e acqua potabile.
La Repubblica Popolare si sta ponendo come protagonista dell’industria atomica, al punto che ci si chiede se sia in corso il sorpasso nucleare sugli USA.
Come riportato da Renovatio 21, l’anno scorso scienziati cinesi avevano introdotto un nuovo dispositivo di prova per la produzione di fusione.
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Sempre l’anno passato la Cina aveva fatto sapere che costruirà un reattore ibrido a fusione-fissione entro il 2030, con l’obiettivo di generare 100 megawatt di elettricità continua e connettersi alla rete nazionale entro la fine di questo decennio.
Come riportato da Renovatio 21, la Cina sta portando avanti le ricerche sulla fusione da anni. La Cina ha accelerato con i suoi studi per la fusione dopo che negli scorsi anni un team di scienziati cinesi aveva affermato di aver trovato un metodo nuovo e più conveniente per il processo.
Una volta scoperto un processo stabile per ottenere la fusione, potrebbe entrare in giuoco l’Elio-3, una sostanza contenuta in grande abbondanza sulla Luna, dove la Cina, come noto, sta operando diverse missioni spaziali di successo. Da qui potrebbe svilupparsi definitivamente il ramo cosmico dello scacchiere internazionale, la geopolitica spaziale che qualcuno già chiama «astropolitica», e già si prospetta come un possibile teatro di guerra.
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Immagine di Petr Pavlicek/IAEA via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
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