Intelligenza Artificiale
Musk: entro cinque anni i robot supereranno i chirurghi umani
Elon Musk ha previsto che i robot sostituiranno presto i chirurghi umani e sono già in grado di eseguire operazioni considerate impossibili da eseguire per le persone comuni.
In un post pubblicato su X sabato, il miliardario imprenditore tecnologico ha ipotizzato che nel giro di «pochi anni» i robot supereranno i «buoni chirurghi umani» e batteranno i migliori dottori entro circa cinque anni.
Ha fatto notare che la sua azienda biotecnologica Neuralink ha già dovuto ricorrere a chirurghi robot per effettuare l’inserimento degli elettrodi cervello-computer nei chip cerebrali perché la velocità e la precisione richieste sono «impossibili da raggiungere per un essere umano».
Robots will surpass good human surgeons within a few years and the best human surgeons within ~5 years. @Neuralink had to use a robot for the brain-computer electrode insertion, as it was impossible for a human to achieve the required speed and precision. https://t.co/ipPhQK8z1j
— Elon Musk (@elonmusk) April 27, 2025
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I commenti di Musk sono arrivati in risposta a un post del popolare influencer di X Mario Nawfal, che citava un articolo sul crescente successo di chirurghi robotici come il Medtronic «Hugo». Si dice che il robot sia già stato testato in 137 interventi chirurgici reali, tra cui interventi su prostata, reni e vescica.
«I risultati sono stati migliori di quanto i medici si aspettassero», ha affermato Nawfal, sottolineando che i tassi di complicazione erano del 3,7% per gli interventi alla prostata, dell’1,9% per gli interventi ai reni e del 17,9% per gli interventi alla vescica.
«I robot hanno ottenuto un tasso di successo del 98,5%, ben al di sopra dell’obiettivo dell’85%», si legge nel post, aggiungendo che dei 137 interventi chirurgici, solo due hanno dovuto essere ripresi in mano da veri dottori a causa di un problema tecnico e di un «caso paziente complicato».
Year 2035: Optimus bots performing surgery — no humans in sight. pic.twitter.com/8mIZ5llTEl
— DogeDesigner (@cb_doge) April 27, 2025
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In precedenza, Musk aveva ipotizzato che le interfacce cervello-computer, come quelle sviluppate da Neuralink, avrebbero sostituito tecnologie come i telefoni cellulari.
Dopo l’OK da parte dell’autorità regolamentare FDA due anni fa, Neuralink ha già impiantato con successo il suo chip cerebrale – delle dimensioni di una moneta – in tre pazienti. Dopo la procedura, sono stati in grado di controllare il cursore di un computer e giocare a videogiochi come scacchi e al videogiuoco Counter-Strike usando solo il pensiero. Uno dei pazienti, non verbale, è stato anche in grado di utilizzare il dispositivo per comunicare tramite un clone vocale generato dall’Intelligenza Artificiale.
Da allora Musk ha annunciato l’intenzione di ampliare le sperimentazioni cliniche di Neuralink con l’obiettivo di impiantare il chip cerebrale in altri 20-30 pazienti nel 2025.
Come riportato da Renovatio 21, un concorrente di Neuralink chiamato Science Corporation ha ripristinato la vista in pazienti ciechi con un impianto oculare.
Musk ha detto prevede un futuro con robot umanoidi super intelligenti – gli Optimus in produzione presso Tesla – in cui il denaro per gli uomini diverrà obsoleto.
In passato ha dichiarato che la creazione di Neuralink deriva dalla sua convinzione che l’AI diverrà una minaccia inevitabile ed inarrestabile per gli uomini, quindi l’unica via sarà la fusione degli umani con la macchina e la sua intelligenza.
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Immagine screenshot da Twitter
Guerra cibernetica
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Intelligenza Artificiale
Israele ha speso oltre 45 milioni di dollari in una campagna di propaganda basata sull’Intelligenza Artificiale e diretta contro gli Stati Uniti
Israele sta investendo decine di milioni di dollari in una campagna mediatica basata sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di migliorare la propria immagine e influenzare l’opinione pubblica negli Stati Uniti. Lo riporta il Wall Street Journal.
La reputazione di Israele tra gli americani è peggiorata negli ultimi anni. Secondo il Pew Research Center, a marzo circa il 60% degli adulti statunitensi aveva un’opinione sfavorevole del Paese, rispetto al 53% dell’anno precedente e al 42% del 2022.
Secondo un’inchiesta pubblicata sabato dal Wall Street Journal, milioni di messaggi generati dall’intelligenza artificiale sono stati inviati agli americani negli ultimi mesi da mittenti che utilizzavano nomi come Emma, Sarah e John.
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I messaggi affermano di provenire da un gruppo chiamato «Amici per la Pace» e pongono ai destinatari domande come «Come pensate che i colloqui di pace tra Stati Uniti e Israele con l’Iran influenzeranno la sicurezza globale?». Il giornale ha dichiarato di non essere riuscito a trovare alcuna organizzazione no-profit o società registrata con tale nome.
Secondo quanto riferito, i messaggi di testo fanno parte di un contratto più ampio del valore di oltre 45 milioni di dollari, assegnato a un’operazione guidata da Brad Parscale, ex responsabile della campagna elettorale del presidente statunitense Donald Trump. Sparkfire, la società che gestisce la campagna di messaggi, aveva ricevuto 6,5 milioni di dollari entro la metà di maggio.
Il team di Parscale ha anche creato siti web e post online filo-israeliani progettati per generare risposte più favorevoli sullo Stato Ebraicoda piattaforme di Intelligenza artificiale come ChatGPT e Claude.
L’anno scorso, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha dichiarato che lo Stato degli ebrei aveva stanziato oltre 700 milioni di dollari nel bilancio 2026 per migliorare l’immagine di Israele nel mondo e «plasmare la coscienza collettiva».
Secondo il WSJ, almeno sei società sono state incaricate di svolgere il lavoro negli Stati Uniti, mentre circa una trentina di persone si sono registrate come agenti stranieri per conto di Israele.
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Secondo quanto riferito, la campagna statunitense include anche oltre 500.000 dollari in pubblicità tramite l’emittente conservatrice Salem Media, dove Parscale ricopre il ruolo di responsabile della strategia. Salem ha negato di aver pagato i propri conduttori per promuovere posizioni specifiche.
In un’intervista rilasciata mercoledì al podcaster Joe Rogan, il vicepresidente statunitense JD Vance ha accusato alcuni membri del governo israeliano di tentare di manipolare l’opinione pubblica americana per prolungare il conflitto con l’Iran «a tempo indeterminato».
Come riportato da Renovatio 21, a giugno era emerso che il governo israeliano aveva triplicato la spesa per le campagne di influenza negli Stati Uniti.
Le pratiche di influenza di Israele sull’ecosistema mediatico statunitense hanno subito una profonda evoluzione digitale, come confermato dalle dichiarazioni del premier Benjamin Netanyahu. Mesi fa, durante un incontro a Nuova York con diversi creatori di contenuti americani, il primo ministro israeliano aveva esplicitamente definito i social media come l’arma più importante nella guerra informativa contemporanea per blindare il consenso negli Stati Uniti.
Nello specifico, il Netanyahu ha descritto il passaggio di TikTok sotto il controllo di un consorzio statunitense guidato da figure e investitori vicini a Israele, Tra cui il fondatore di Oracle Larry Ellison, ebreo sionista, come l’acquisizione geopolitica più rilevante del momento, in grado di alterare la moderazione algoritmica e arginare i trend pro-palestinesi tra i giovani americani.
Ellison, tra i primi uomini più ricchi del pianeta e grande finanziatore delle forze israeliane, ha guidato un consorzio per rilevare il social media cinese, popolarissimo tra i giovani, negli USA tramite Oracle, con il probabile obiettivo, neanche tanto occultato, di controllare l’algoritmo di TikTok e limitare il dissenso pro-Palestina.
Tale scalata al colosso informatico straniero si unisce alle mosse della sua famiglia: il figlio David ha infatti acquisito Paramount Global (che controlla il canale televisivi CBS), espandendo l’influenza degli Ellison dall’intrattenimento televisivo ai flussi informativi dei social network americani. A capo della CBS Ellison ha messo la giovane giornalista lesbo-sionista Bari Weiss, da moltissimi considerata senza alcuna esperienza per tale lavoro, ma la cui fede nella causa dello Stato Giudaico è totale. Alla Weiss, che è relativamente giovane, ora sarebbe stata affidata pure il colosso CNN.
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Documenti depositati presso il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ai sensi del Foreign Agents Registration Act (FARA) hanno svelato l’esistenza del progetto segreto denominato Progetto Esther. Attraverso questa operazione finanziata dal ministero degli Esteri israeliano e mediata da agenzie di pubbliche relazioni come Havas, lo Stato Ebraico ha stanziato ingenti budget per remunerare influencer americani con compensi fino a settemila dollari a post, con l’obiettivo di orientare la narrazione sul conflitto di Gaza.
Questa strategia aperta si affianca a campagne clandestine tracciate da società di sicurezza informatica, caratterizzate dall’uso di reti di profili falsi e bot basati sull’intelligenza artificiale per condizionare deputati ed elettori del Partito Democratico.
Il ministero degli Esteri israeliano ha inoltre finanziato una massiccia operazione di sorveglianza e tracciamento digitale nelle chiese degli Stati Uniti. Attraverso l’agenzia Show Faith by Works, registrata ai sensi del FARA, lo Stato degli ebrei ha stanziato oltre tre milioni di dollari per applicare un sistema di geofencing: si tratta di barriere virtuali basate sulla geolocalizzazione dei telefoni inserite intorno a centinaia di megachiese e campus protestanti ed evangelici in California, Arizona, Nevada e Colorado.
Il piano punta a contrastare il calo di consenso verso Israele riscontrato tra i giovani cristiani americani. Rilevando i dispositivi mobili dei fedeli riuniti per il culto domenicale, il sistema raccoglie i dati di tracciamento per inondarli di annunci digitali mirati, video e messaggi personalizzati sulla guerra a Gaza.
La campagna acquisisce l’identità dei presenti per continuare a bersagliarli con propagande pro-Israele e anti-palestinesi, trasformando i luoghi di culto in un bacino di raccolta dati geopolitici.
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