Spazio
Mosca invita Musk a collaborare all’esplorazione di Marte
Il capo del fondo sovrano russo Kirill Dmitriev ha proposto a Elon Musk una partnership tra Stati Uniti e Russia per l’esplorazione di Marte.
In un post su X di sabato, Dmitriev, che ha anche assunto il ruolo di capo inviato economico nei colloqui tra Stati Uniti e Russia, ha sottolineato l’importanza della collaborazione spaziale tra i due paesi «per la gloria dell’umanità».
Le osservazioni di Dmitriev sono arrivate in risposta all’annuncio di Musk di una missione su Marte pianificata per il 2026. Il fondatore di SpaceX ha dichiarato che la navicella spaziale Starship dell’azienda è pronta a partire per Marte l’anno prossimo e trasporterà robot umanoidi Tesla Optimus. Musk ha anche suggerito che gli atterraggi umani su Marte potrebbero iniziare già nel 2029.
«Il 2029 sarà l’anno di una missione congiunta USA-Russia su Marte, @elonmusk? Le nostre menti e la nostra tecnologia dovrebbero servire la gloria dell’umanità, non la sua distruzione», ha scritto il Dmitriev, osservando che il 2025 segna il 50° anniversario del progetto di test Apollo-Soyuz, la prima missione spaziale internazionale con equipaggio condotta congiuntamente dagli allora rivali nei voli spaziali, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, nel luglio 1975.
🚀 2025 is the 50th anniversary of the first international spaceflight: the Apollo-Soyuz mission 🇷🇺🇺🇸🤝.
Shall 2029 be the year of a joint US-Russia mission to Mars, @elonmusk?
Our minds & technology should serve the glory of humanity, not its destruction. #SpaceForPeace https://t.co/3tvMiPnAu3 pic.twitter.com/a9L5hwq68L
— Kirill A. Dmitriev (@kadmitriev) March 15, 2025
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La proposta arriva in un momento di disgelo nelle relazioni tra Mosca e Washington, dopo anni di tensioni sul conflitto ucraino. Dmitriev faceva parte della delegazione russa ai colloqui di alto livello tra Stati Uniti e Russia in Arabia Saudita il mese scorso, che hanno segnato il primo contatto diplomatico diretto tra i due stati dal 2022.
L’incontro si è concluso con entrambe le parti che hanno segnalato la loro disponibilità a riavviare la cooperazione economica e diplomatica e a unire le forze per risolvere il conflitto ucraino.
Nonostante il conflitto e le sanzioni occidentali imposte a Mosca, la cooperazione spaziale tra USA e Russia non è stata interrotta. Ad esempio, la NASA e l’agenzia spaziale russa Roscosmos hanno recentemente esteso il loro accordo sui voli incrociati verso la Stazione Spaziale Internazionale fino al 2026.
Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso, il presidente russo Vladimir Putin ha suggerito che le aziende nazionali dovrebbero collaborare con Musk una volta che il miliardario sposterà di nuovo la sua attenzione dalla riforma del governo (con il DOGE) alla scienza e all’innovazione.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Spazio
Israele sta sviluppando armi spaziali
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Spazio
Il capo NASA nel laboratorio nucleare per battere la Cina nella corsa alla Luna e a Marte
Il 14 agosto il direttore generale della NASA Jared Isaacman ha visitato l’Idaho National Laboratory per esaminare i progressi realizzabili nella realizzazione di un veicolo spaziale a propulsione nucleare, nell’ambito dell’impegno dell’Amministrazione a superare la Cina nella nuova «corsa allo spazio». Lo riporta EIRN.
Il laboratorio dell’Idaho è incaricato di sviluppare un motore spaziale a propulsione nucleare, Freedom-1, in vista di un possibile viaggio verso Marte. L’Amministrazione ha indicato la primavera del 2028 come termine per il completamento di questo progetto, in preparazione di un lancio di prova previsto per dicembre dello stesso anno.
Anche in questo caso l’Isaacman vuole che gli Stati Uniti siano «primi» nello sviluppo di tale motore, prima di qualsiasi motore a propulsione nucleare che la Cina potrebbe star sviluppando.
«L’America vincerà la seconda corsa allo spazio», ha dichiarato Isaacman. «Torneremo sulla Luna. Costruiremo la base lunare e padroneggeremo le competenze necessarie per le nostre prossime destinazioni, ma la navicella che ci porterà lì trarrà le sue origini dal lavoro che svolgiamo oggi». Isaacman ha ribadito che il lavoro sulla missione lunare deve proseguire parallelamente alla preparazione di una futura missione su Marte.
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Il laboratorio dell’Idaho affonda le radici nei primi studi per la costruzione di una centrale nucleare destinata ad alimentare un sottomarino, all’inizio degli anni ’50, un progetto unico avviato quasi interamente dall’ammiraglio Hyman Rickover.
Lo sviluppo del primo prototipo di reattore per sottomarini in Idaho fu guidato da Edwin Kintner, che in seguito avrebbe collaborato con la Fusion Energy Foundation negli anni Ottanta in qualità di responsabile del dipartimento di energia da fusione dell’ERDA (Energy Research and Development Administration, ente per la fusione nucleare nato negli anni Settanta).
La Cina invierà Chang’e-7 ad atterrare sul Polo Sud della Luna questo mese, la stessa area lunare individuata dalla prima missione americana come sede di una base statunitense. Sebbene la Cina stia presumibilmente lavorando a un reattore a fissione raffreddato al litio per una possibile propulsione missilistica, non ha annunciato alcun lancio in tal senso e rimane pubblicamente concentrata sulla propria stazione spaziale e sulla prevista Stazione Internazionale di Ricerca Lunare, che svilupperà insieme alla Russia.
La Russia, d’altro canto, sta portando avanti un progetto avanzato per un «rimorchiatore spaziale» a propulsione nucleare destinato a missioni nello spazio profondo e potrebbe vantare un vantaggio sugli Stati Uniti in questo settore. Mentre l’esplorazione spaziale sta riprendendo vigore, come avvenne durante la Guerra Fredda a seguito di una «corsa allo spazio» analoga a quella tra Stati Uniti e Unione Sovietica, quella attuale potrebbe trasformarsi in un progetto rivolto al bene dell’intera umanità.
Negli ultimi anni Mosca e Pechino hanno intensificato la cooperazione spaziale, concordando la creazione di un centro dati congiunto per l’esplorazione lunare e dello spazio profondo, incentrato sulla Luna e su Marte. Nel 2021, i due Paesi hanno annunciato il progetto International Lunar Research Station (ILRS), con l’obiettivo della Russia di costruire una centrale elettrica sulla Luna entro il prossimo decennio per alimentare la base.
Come riportato un anno fa da Renovatio 21, la Cina sta investendo in armi progettate per bloccare o distruggere i satelliti statunitensi, cioè armi antisatellite (ASAT). Di fatto, la Cina ha già schierato missili terrestri per distruggere i satelliti in orbita terrestre bassa (LEO).
La corsa internazionale verso la Luna si sta intensificando in grande stile e la Cina si pone tra i paesi più avvantaggiati nella sfida cosmonautica che poche potenze al mondo sono in grado di portare avanti. Essa non ha dubbi riguardo l’idea di sfruttare le risorse minerarie della Luna.
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Come riportato da Renovatio 21, un anno fa le forze armate cinesi avevano dichiarato che gli USA rappresentano la «massima minaccia alla sicurezza nello spazio». I vertici dei programmi spaziali americani negli anni hanno invece accusato che la Cina, che effettivamente vi ha piantato bandiera, potrebbe reclamare parti della Luna. Pochi mesi fa l’Esercito di Liberazione del Popolo era tornato ad attaccare come «militarizzazione dello spazio» il progetto Golden Dome di Trump.
Come riportato da Renovatio 21, a giugno la NASA ha reso noti i piani per una base lunare. Negli stessi giorni, Elon Musk aveva iniziato a parlare di mass driver – ossia «lanciatori di massa», sistemi per far decollare ingenti carichi – da piazzare sulla Luna. Anche scienziati cinesi starebbero lavorando su un sistema di lancio magnetico per trasportare materiali dalla Luna alla Terra.
Come riportato da Renovatio 21, a febbraio Musk aveva dichiarato di voler dare priorità alla costruzione di una «città autosufficiente» sulla Luna, ponendo temporaneamente in secondo piano il suo storico obiettivo di colonizzare Marte.
Due anni fa gli USA hanno iniziato a parlare di basi militari sulla Luna. La nuova frontiera della geopolitica, da alcuni detta «astropolitica», è alla porte, così come lo è lo spettro della guerra spaziale.
Gli esseri umani non mettono piede sulla Luna dalla missione Apollo 17 della NASA nel 1972.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Spazio
Il Comando Spaziale degli Stati Uniti progetta armi nello spazio
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