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Salute

Miocardite sportiva globale. Quando sarà abbastanza?

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Gli Stati Uniti sono ancora scioccati per Damar Hamlin. Con il caso del 24enne giocatore di football dei Buffalo Bills qualcosa sembra essersi rotto per sempre.

 

Il 2 gennaio 2023 Hamlin è collassato in campo nella partita del lunedì sera contro i Cincinnati Bengals. I giornali ora stanno ripetendo – per dei motivi che diremo più avanti – che il ragazzo è crollato dopo un placcaggio.

 

Se guardate le drammatiche immagini potete vedere che non è esattamente così. Hamlin si rialza e poi cade al suolo. Non c’entrano le botte ricevute dagli avversari.

 

 

 

Secondo la squadra, Damar era andato in arresto cardiaco. Soccorso nel giro di pochi secondi, gli è stata praticata rianimazione cardiopolmonare e colpi di defibrillazione per dieci minuti, mentre è steso sul campo di gioco davanti a decine di migliaia di persone che guardano attonite.

 

Si è percepito quasi subito che qualcosa si era rotto. I commentatori della telecronaca, senza dire di più, hanno parlato di «uncharted waters», acque sconosciute. Non era mai successo nella storia del football americano che un atleta crollasse in campo in quel mondo. No, non così. Un ragazzo ventenne, al massimo della sua forma fisica, che ha un infarto? No, mai visto.

 

La NFL è troppo importante, troppo esposta, per ignorare questa cosa. Anche perché rappresenta qualcosa di unico per gli USA: uno sport interamente americano, meno noioso del baseball, e soprattutto un mondo che prende i ragazzi più forti e determinati fin da quando sono a liceo e insegna loro spirito di squadra e disciplina. Vedere Damar Hamlin collassare su un campo di Football è quindi come vedere uno dei pezzi migliori del Paese (per dedizione, per fedeltà, per persistenza) andare perduto. È il collasso di una Nazione. È un colpo al cuore agli USA, una miocardite del futuro collettivo.

 

Dopo pochi minuti Twitter era già impazzito. Essendo che la NFL, cioè la federazione del football americano, aveva messo l’obbligo vaccinale, capite bene cosa ha cominciato a pensare, e scrivere la gente.

 

Anche i giornalisti, tuttavia, stavolta hanno cominciato ad osare. Tucker Carlson, ovviamente – che è arrivato a portare in trasmissione il dottor Peter McCullough, il quale ha detto che a questo punto è dovere della squadra e pure della famiglia dare delle spiegazioni. Ma anche mezzibusti vaccinati, come la bella Megyn Kelly, che a questo punto slatentizza tutti i suoi dubbi sulle siringhe mRNA. E ancora, commentatori sportivi, più o meno sottovoce, a cominciare a dirlo, come era successo per certi esperti di calcio: è stato… il vaccino?

 

Molti di noi di dubbi non ne hanno. Perché abbiamo già visto tutto con il calcio.

 

 

Abbiamo visto il numero «insolito» diciamo così, di giocatori crollati allo stadio.

 

Abbiamo visto l’anno con il più alto numeri di morti sul campo.

 

Abbiamo visto i primi casi di campioni giovanissimi con queste improvvise miocarditi, con i medici di squadra alle prese con la curiosità di certi giornalisti.

 

Abbiamo visto i compagni di squadra piangere come bambini.

 

 

Abbiamo, ad un certo punto, perfino scherzato sul fenomeno.

 

Abbiamo teorizzato, ad un certo punto, che le squadre avrebbero cominciato a mentire sulle vaccinazioni ai giocatori: perché essi sono, innanzitutto, investimenti.

 

Di fatto, è andata così. Ricordate gli ultimi Europei? Si aprirono con un calciatore danese, Christian Eriksen, che si accascia al suolo in campo. Ricordate gli ultimi campionati, le coppe, etc.? Casi di campioni con la mano sul cuore, e non per l’inno, ne abbiam veduti a go-go.

 

 

Un anno dopo, miracolosamente, ai mondiali corrotti e maledetti del Qatar non un giocatore ha malori: iniziano, tuttavia, ad averli i giornalisti sportivi, categoria che, a differenze di allenatori e direttori sportivi, non hanno ancora cominciato a capire cosa sta succedendo (anzi, i loro colleghi di redazione sono di fatto pagati per non capirlo, e non farlo capire). Eccovi tre giornalisti morti, uno dopo l’altro: una strage, mai testimoniato una cosa del genere ad un mondiale, non sono reporter di guerra in Medio Oriente, sono tranquilli scrittori di calcio…

 

Per il ciclismo, abbiamo cominciato a vedere cose simili, specie fra i dilettanti, dove magari i direttori sportivi non sono così saggi – anche se le voci circolano. Per le maratone pure. In realtà, un po’ tutti gli sport. Basket. Cricket. Tennis. Hockey. Mountain Bike. Di mezzo, certo, ci sono finiti dei campioni. Storie tragiche, queste improvvise miocarditi. Carriere distrutte. Esistenze spezzate definitivamente.

 

Il problema è che questa storia continua, e nell’intero universo sportivo.

 

Ieri a Las Vegas è morta una 16enne che giocava anche lei a Football. Sedici anni.

 

Tre giorni fa è mancata una stella nascente delle arti marziali miste (MME), Victoria Lee. 18 anni. Diciotto.

 

E via così. Sono solo gli ultimi giorni. È incredibile.

 

La domanda è quanto sarà abbastanza prima che qualcuno alzi la testa e faccia finire questa ecatombe. Quando gli dèi di questo nuovo sacrificio umano saranno sazi?

 

Difficile dirlo, perché la sete di sangue dei demoni non ha fine. Tuttavia, abbiamo realizzato che parliamo proprio di questo: di un sacrificio umano.

 

Non uso le parole a caso – e sapete come questo concetto sia centrale nel discorso di Renovatio 21. Bisogna ricordare anni fa, negli USA cominciò una campagna mediatica martellante contro il Football americano. Il tema erano le concussions, il trauma cranico che, per quanto ricoperti di elmi ed armature imbottite, subiscono gli atleti di questo sport. Il New York Times cominciò a scrivere che quello a cui assistevamo, andando a vedere il football negli stadi, era un «sacrificio umano».

 

Ebeti, imbecilli giornalisti. Il sacrificio umano, quello vero, globale, quello spinto da forze oscure, lo hanno provocato proprio loro, i giornalisti, spingendo la menzogna che sta uccidendo questa quantità sempre più imbarazzante di giovani sportivi. E mica solo loro. Ne parliamo perché crollano davanti a tutti – perché sono la parte visibile, appunto, la punta dell’iceberg. Sotto c’è la quantità ancora maggiore di malori che colpiscono tutti, dai ragazzi agli anziani, il grande massacro che sta sballando le statistiche mondiali delle morti (cosa che i padroni del vapore stanno facendo fatica ad aggiustare…). È il trionfo del calamaro della morte. È la Rapture mRNA di cui vi abbiamo scritto.

 

Ma torniamo in quello stadio.

 

Il proseguo di quanto accaduto al giovane Hamlin non è stato meno importante. Mentre rianimavano il ragazzo, entrambe le squadre, panchinari e personale vario incluso, si sono ammassati al lato del campo, in ginocchio. A pregare.

 

Proprio così: preghiere. Non le mani in testa, o le camminate di disperazione che fanno gli atleti stravolti quando perdono una finale. Qui, invece, abbiamo visto l’unione – perfino con gli avversari. L’unione per fare qualcosa che non sia solo disperarsi – rispondere nel modo più rapido e sincronico possibile, più moralmente giusto: la preghiera collettiva.

 

Bisogna avere il cuore di pietra per non essere commossi da questo momento.

 

 

Queste immagini ci danno tanta, tanta speranza. È un mondo terribile, ma non tutto è perduto. Damar è uscito dal coma, ha chiesto se avevano vinto la partita, ora sembra pure che mangi regolarmente.

 

Siano state le preghiere dei suoi colleghi o meno, non ho dubbi che quella sia stata la cosa giusta da fare. Lo sappiamo anche perché il New York Times, sempre lui, ha appena pubblicato un articolo che nota come la scena di cui vi stiamo parlando indichi come il Football si ancora qualcosa di molto «christian» in America, e non si tratta di una parola che si usa per dire una cosa bella.

 

Quindi, accetto questa lezione dei giocatori NFL. I quali probabilmente sanno anche meglio di me, visto che si sono sottomessi al siero genico, cosa sta accadendo.

 

È arrivato, anche nel loro mondo fatto di ori e di allori, il Male. Anche se danneggiati, anche se ingannati, hanno capito come combatterlo.

 

Bravi ragazzi. Forza ragazzi.

 

Sconfiggeremo quei bastardi che vi hanno fatto del male.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

Salute

Kennedy dichiara al Senato USA che il glifosato causa il cancro

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Il 21 aprile, il Segretario alla Salute e ai Servizi Umani Robert F. Kennedy Jr. ha dichiarato ai senatori che il glifosato, un ingrediente chiave di erbicidi come il Roundup, è cancerogeno e che il consumo umano di questa sostanza chimica dovrebbe essere ridotto al minimo.

 

Le sue dichiarazioni sono giunte nel mezzo di una crescente controversia politica e legale sulla sostanza chimica, ampiamente utilizzata in agricoltura. Durante un’audizione della Commissione Bilancio del Senato, il senatore democratico delle Hawaii Brian Schatz ha chiesto a Kennedy se la sostanza chimica causasse il cancro.

 

Senza esitazione, Kennedy ha risposto: «Sì». Schatz ha chiesto quindi se la sostanza chimica fosse sicura per l’uso umano.

 

«Voglio dire, è sicuro o uccide le erbacce? Uccide le erbacce», ha detto Kennedy. «Direi che è importante ridurre al minimo il consumo di glifosato».

 

Lo Schatz ha detto a Kennedy che si stava comportando in modo «insolito e diplomatico riguardo al glifosato», affermazione che Kennedy, uno dei principali esponenti del movimento Make America Healthy Again, neha negatoò.

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Nel 2018, Kennedy aveva contribuito a ottenere un risarcimento di 289 milioni di dollari da Monsanto, rappresentando un cliente che sosteneva che il Roundup gli avesse causato un linfoma non Hodgkin. Ora, Kennedy è il principale funzionario sanitario di un’amministrazione che difende Monsanto in un caso presso la Corte Suprema, la cui discussione orale è prevista pochi giorni dopo la testimonianza del segretario alla Salute.

 

Quel caso, noto come Monsanto contro Durnell, riguarda analogamente un uomo che sostiene che il Roundup della Monsanto gli abbia causato un linfoma non Hodgkin. Il Dipartimento di Giustizia non si è concentrato tanto sui presunti rischi per la salute derivanti dal glifosato, quanto sul fatto che la sentenza di primo grado contro la Monsanto fosse giuridicamente viziata.

 

Il presidente Donald Trump ha affrontato la questione a febbraio, firmando un ordine esecutivo in cui affermava che gli erbicidi a base di glifosato erano fondamentali per l’economia e la sicurezza nazionale.

 

«Qualsiasi restrizione significativa all’accesso agli erbicidi a base di glifosato comporterebbe perdite economiche per gli agricoltori e renderebbe insostenibile per loro soddisfare la crescente domanda di cibo e mangimi», si legge nell’ordinanza.

 

«Garantire un approvvigionamento adeguato di fosforo elementare e di erbicidi a base di glifosato è quindi fondamentale per la sicurezza e la difesa nazionale, compresa la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare, essenziale per proteggere la salute e la sicurezza degli americani».

 

Schatz disse a Kennedy di avere molti amici alle Hawaii che sostenevano il segretario alla Salute, ma che rimasero scioccati quando Kennedy rilasciò una dichiarazione a febbraio a sostegno dell’ordine esecutivo di Trump sul glifosato, che avrebbe concesso l’immunità anche ai produttori qualora il Congresso lo avesse approvato.

 

«I pesticidi e gli erbicidi sono tossici per loro stessa natura», ha scritto Kennedy in un post su X. «Purtroppo, il nostro sistema agricolo dipende fortemente da queste sostanze chimiche.»

 

L’ordine esecutivo e la reazione di Kennedy hanno suscitato polemiche tra i sostenitori di Make America Healthy Again (MAHA), che hanno denunciato la definizione di glifosato data da Trump come elemento cruciale per la sicurezza nazionale. «Ho espresso chiaramente al presidente il mio disappunto per l’ordine esecutivo», ha detto Kennedy a Schatz. «Il presidente riteneva che fosse necessario per ragioni di sicurezza nazionale».

 

Il segretario alla Salute statunitense ha affermato che l’idea per l’ordine esecutivo è venuta dal Pentagono e che l’amministrazione considera la questione come un problema ereditato da Trump, non creato da lui.

 

La stragrande maggioranza dell’agricoltura americana si basa su erbicidi a base di glifosato, e «il 100% di questi proviene dalla Cina», ha affermato Kennedy.

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«Avete un avversario che potrebbe letteralmente bloccare l’approvvigionamento alimentare americano da un giorno all’altro», ha testimoniato. «L’ordine esecutivo di Trump non aumenta l’uso del glifosato. Dice solo che, finché ne dipenderemo, continueremo a produrlo qui.»

 

Nel suo post su X, Kennedy ha affermato che si stanno adottando misure interagenzia per abbandonare le pratiche agricole dannose. Il segretario alla Salute ha ribadito questo obiettivo ai legislatori durante l’audizione del 21 aprile.

 

La Monsanto ha negato che il Roundup causi il cancro e ha sostenuto che non è necessario alcun avvertimento sul rischio di cancro poiché l’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) ha storicamente considerato il Roundup e il glifosato sicuri da usare.

 

Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa durante il podcasto di Joe Rogan Kennedy aveva dichiarato che gli agricoltori erano portati ad essere «dipendenti» dal glifosato.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Fliclr

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Salute

I malori della 17ª settimana 2026

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Eraclea, città metropolitana di Venezia: «Muore a 34 anni per un malore improvviso: lascia un bimbo di un anno». Lo riporta Corriere del Veneto.   Kaduna, Nigeria: «Muore a 40 anni in campo, l’ex attaccante della Nigeria stroncato da un malore. Colpito da un arresto cardiaco mentre partecipava a una partita locale». Lo riporta Fanpage.   Perugia: «Detenuta trovata morta in carcere . La giovane è deceduta nella notte, indagini in corso, l’ipotesi più accreditata resta quella delle cause naturali». Lo riporta La Nazione.   Tremignon di Piazzola sul Brenta, provincia di Padova: «Colto da malore in casa, muore a 41 anni. Lascia un figlio di 6 anni». Lo riporta Telenuovo.   Messico: «Muore nel sonno a 48 anni mentre si trova in Messico, addio al surfista originario di Senigallia». Lo riporta AnconaToday.   Bari: «Malore su un bus extraurbano: muore 50enne». Lo riporta BariToday.   Borgosatollo, provincia di Brescia: «Ucciso a 52 anni da un malore improvviso: il dramma». Lo riporta BresciaToday.   Abano Terme, provincia di Padova: «Commerciante  stroncato da un malore a 54 anni». Lo riporta Telenuovo.   Arienzo, provincia di Caserta: «56enne trovata morta in casa tra escrementi di cani e gatti: ipotesi malore. A dare l’allarme è stata una vicina». Lo riporta Il Mattino.

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Beverly Hills, California, Stati Uniti d’America: «E’ morto interprete di Melrose Place e Starship Troopers. Aveva 57 anni, stroncato da un infarto». Lo riporta Agenzia ANSA.   Massa Marittima, provincia di Grosseto: «Morto mentre lavorava la terra, un malore l’ipotesi più probabile». Lo riporta la La Nazione.   Treviso: «Malore per il presidente dell’Ana Sebastiano Favero: operato al cuore dopo le polemiche». Lo riporta TrevisoToday.   Ancona: «Malore mentre è alla guida di un monopattino, 18enne cade sull’asfalto: è grave». Lo riporta AnconaToday.   Biella, provincia di Biella: «Accusa un malore, soccorso un giovane al Gorgomoro di Biella: è grave». Lo riporta Virgilio / News Biella.   Brinzio, provincia di Varese: «Trovato cadavere nei boschi: è morto da mesi, indossava abiti da escursionista. L’ipotesi del malore o che si sia perso». Lo riporta il Corriere della Sera.   Sinalunga, provincia di Siena: «Morto un uomo per un malore all’uscita della farmacia». Lo riporta la Gazzetta di Siena.   San Giorgio di Nogaro, provincia di Udine: «Imprenditore malore in ufficio, dipendenti gli salvano la vita con il massaggio cardiaco». Lo riporta Il Gazzettino.   Alpago , provincia di Belluno: «Malore dopo il bagno alla Grotta Azzurra: panico per una 31enne punta da un insetto». Lo riporta Il Gazzettino   Sacile, provincia di Pordenone: «Malore dopo l’operazione: militare muore a 49 anni». Lo riporta Il Gazzettino.   Tübach, Canton San Gallo (Svizzera): «Malore al volante provoca un morto e un ferito». Lo riporta Tio.ch.   Roccalumera, città metropolitana di Messina: «Malore improvviso in strada a Roccalumera, muore 57enne. Di nazionalità rumena, si è accasciato mentre era con la moglie». Lo riporta Radio Taormina.   Treviso: «Muore in casa sotto gli occhi della compagna: un malore ha stroncato il vicepresidente della Cooperativa taxi. Aveva 58 anni». Lo riporta Il Gazzettino.

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Houston, Texas, Stati Uniti d’America: «Morta l’influencer: ha avuto un malore mentre nuotava in una gara di triathlon. La 38enne brasiliana è scomparsa durante la prova in acqua ed è stata ritrovata senza vita alcune ore dopo nel lago Woodlands». Lo riporta Il Fatto Quotidiano.   Castelvetro Piacentino, provincia di Piacenza: «Dramma in località Bedola: « 58enne trovato morto in casa. A fare scattare l’allarme alcuni conoscenti, preoccupati. Pare che il decesso risalga a diversi giorni fa». Lo riporta La Provincia Cremona.   Lodi: «Non ce l’ha fatta il camionista colto da malore in tangenziale. Tragedia. Il 58enne è morto all’ospedale San Matteo». Lo riporta Il Cittadino.   Gela, libero consorzio comunale di Caltanissetta: «Il malore e la morte, addio al giornalista siciliano, è morto a 61 anni». Lo riporta QdS.   Brescia: «Malore alla guida, si schianta contro un albero e muore. La vittima è un uomo di 62 anni». Lo riporta BresciaToday.   Borgomanero, provincia di Novara: «Malore in bicicletta, muore all’ospedale di Borgomanero un anziano di 71 anni. Stava entrando in piazza in sella alla sua bicicletta quando improvvisamente è collassato cadendo di lato». Lo riporta La Stampa.   Lucera, provincia di Foggia: «Uomo seduto su una panchina muore per un malore. La sua esistenza si è spenta a 71 anni a poche centinaia di metri dall’ospedale, dove aveva lavorato prima di andare in pensione». Lo riporta FoggiaToday.

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Bollate, città metropolitana di Milano: «Morto il giornalista 72enne stroncato da un malore improvviso. Poche ore prima di sentirsi male aveva presentato un concerto jazz a Bollate, la sua città». Lo riporta Il Giorno.   Messina: «Tragedia in via del Vespro, donna accusa un malore e muore in strada. Vittima una signora di 74 anni». Lo riporta MessinaToday.   Roma: «Ucciso da malore sulla sua amata bici, addio al ciclista originario di Montefalco, aveva 75 anni. Fatale un infarto mentre era in sella e andava a incontrare gli amici». Lo riporta La Nazione.   Susà di Pergine Valsugana, provincia di Trento: «Stroncato da un malore mentre guida, l’Ape si schianta contro un muro. Il mezzo è finito contro un’abitazione dopo l’uscita di strada. Il 78enne era conosciutissimo in zona». Lo riporta L’Adige.   Carpi, provincia di Modena: «Carpi in lutto, è morto a 78 anni il don. Era stato accolto presso la Casa del Clero nell’ultima settimana a seguito di un malore». Lo riporta La Pressa.   Chieti: «Malore improvviso in piazza Trinità: muore pensionato davanti a un bar. Inutili i soccorsi scattati subito dopo il malore. La vittima è un docente in pensione». Lo riporta ChietiToday.   Sestriere, città metropolitana di Torino: «Valsusa, malore improvviso: addio allo storico ristoratore». Lo riporta ValsusaOggi.   Sinalunga, provincia di Siena: «Morto un uomo per un malore all’uscita della farmacia. Borgo della Valdichiana sotto shock». Lo riporta Gazzetta di Siena.   Montelupo Fiorentino, città metropolitana di Firenze: «Malore mentre si allena, 17enne si accascia a terra. Attimi di terrore sul campo di calcio. Ricoverato in terapia intensiva e sottoposto a coma farmacologico». Lo riporta La Nazione.   Ancona: «Malore mentre è alla guida di un monopattino, 18enne, di origine straniera, cade sull’asfalto: è grave». Lo riporta AnconaToday.   Forlì: «Malore in casa, non dava notizie dalla mattina: i Vigili del Fuoco forzano la finestra e salvano un uomo». Lo riporta ForlìToday.   Trieste: «Malore a bordo della nave “Laura Bassi”: soccorso all’ex arsenale San Marco». Lo riporta Il Piccolo.   Caserta: «Malore alla guida, centra auto e poi abbatte piante e arredi urbani. Una donna di 85 anni finisce in ospedale». Lo riporta CasertaNews.   Erbusco, provincia di Brescia: «Malore improvviso in bici: portato al Civile in condizioni gravissime. L’uomo, 64 anni, vittima di un arresto cardiaco, è stato rianimato a lungo sul posto». Lo riporta BresciaToday.   Livorno: «Malore in piazza della Vittoria, rianimato da due passanti». Lo riporta QuiLivorno.   Singapore: «Assistente di volo colto da malore durante il servizio: trasferito da Singapore a Napoli». Lo riporta NapoliToday.   Treviso: «Malore per il presidente dell’Ana: operato al cuore dopo le polemiche». Lo riporta TrevisoToday.   Biella: «Accusa un malore, soccorso un giovane al Gorgomoro di Biella: è grave». Lo riporta NewsBiella.

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Ancona: «Sale sulla “Nave della salute” per i controlli, poi l’infarto: soccorso un 74enne». Lo riporta AnconaToday.   Brugherio, provincia di Monza e della Brianza: «Ha un malore all’impianto sportivo, 74enne in codice rosso all’ospedale». Lo riporta MonzaToday.   Teramo: «Malore per la conducente, auto contro la spalletta del tunnel. 67 anni ferita lievemente». Lo riporta Emmelle.it   Vedronza, provincia di Udine: «Cacciatore 75enne ha un malore nel bosco, trasportato in elicottero in ospedale». Lo riporta Il Gazzettino.   Forlì: «Malore a scuola, collaboratore scolastico salvato dal professore: massaggio cardiaco e defibrillatore. “Ora lotta per la vita”». Lo riporta Orizzonte Scuola.

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Salute

Lo smartfono può ridurre le dimensioni del cervello

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L’uso problematico dello smartfono può causare una riduzione del volume cerebrale. Lo riporta un’un’ampia meta-analisi (studio di studi) pubblicata sulla rivista Progress in Neuro-Psychopharmacology and Biological Psychiatry.

 

Oltre a ridurre la materia grigia nel cervello, l’uso problematico dello smartfono, ovvero la dipendenza, altera i circuiti neurali coinvolti nell’elaborazione della ricompensa, nel controllo esecutivo e nella regolazione emotiva, come dimostrano le neuroimmagini.

 

L’uso problematico dello smartfono viene generalmente studiato come un fenomeno di dipendenza, con particolare attenzione alla neurobiologia – ovvero al modo in cui il cervello reagisce fisicamente – e a come questa si modifica nel tempo. Sono stati condotti numerosi studi in tal senso, ma la nuova meta-analisi è la prima a sintetizzarli e a trarne conclusioni di ampio respiro.

 

«L’uso problematico dello smartphone viene sempre più spesso considerato un modello comportamentale clinicamente rilevante, eppure le sue basi neurobiologiche rimangono ancora poco chiare. Le ricerche esistenti hanno identificato alterazioni cerebrali strutturali e funzionali, ma il campo è tuttora caratterizzato da eterogeneità concettuale, terminologia variabile e una limitata integrazione dei risultati neuroscientifici con modelli psicologicamente significativi», ha affermato l’autore dello studio Robert Christian Wolf, vicedirettore del Dipartimento di Psichiatria Generale dell’Ospedale Universitario di Heidelberg.

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«Siamo rimasti particolarmente colpiti dal fatto che, nonostante la natura intrinsecamente sociale dell’uso dello smartphone, i meccanismi cognitivi sociali abbiano ricevuto relativamente poca attenzione nella ricerca di neuroimaging sull’uso problematico dello smartphone. Questa revisione è stata motivata dalla necessità di sintetizzare sistematicamente i risultati attuali dell’imaging multimodale e di inserirli in un quadro più ampio che includa il rinforzo sociale, la paura di perdersi qualcosa (FOMO) e la sensibilità all’esclusione sociale».

 

La revisione degli studi ha mostrato risultati coerenti.

 

Il sito web di psicologia Psypost spiega che «gli individui che mostrano un uso problematico dello smartfono tendono a presentare un volume ridotto di materia grigia in specifiche aree cerebrali, tra cui la corteccia insulare, la corteccia cingolata anteriore e la corteccia orbitofrontale. La corteccia insulare è coinvolta nella consapevolezza emotiva e nella regolazione degli stati interni del corpo, mentre la corteccia orbitofrontale svolge un ruolo nel processo decisionale e nell’attribuzione di valore alle ricompense».

 

«Inoltre, studi che utilizzano la risonanza magnetica con tensore di diffusione, che mappa i tratti di materia bianca, hanno suggerito alterazioni nei percorsi neurali che collegano le regioni frontali del cervello alle aree limbiche coinvolte nelle emozioni».

 

Gli studi di neuroimmagine funzionale hanno fornito ulteriori informazioni sui processi cognitivi negli individui affetti. Quando i loro cervelli sono stati scansionati a riposo, senza un compito specifico, hanno mostrato una connettività alterata all’interno delle reti responsabili dell’attenzione e del controllo esecutivo. Di fronte a compiti che richiedevano un elevato sforzo cognitivo, gli individui con problemi di utilizzo mostravano frequentemente una ridotta attivazione nelle regioni di controllo prefrontali.

 

Questo schema suggerisce una ridotta capacità di inibire gli impulsi o di mantenere la concentrazione in condizioni impegnative.

 

Vari studi hanno collegato negli anni ansia e depressione negli adolescenti all’uso dei telefonini. Di particolare rilievo sono le varie ricerche volte a vedere cosa succede se un adolescente rinuncia allo smartfono per un mese.

 

Come riportato da Renovatio 21, uno studio britannico ha rilevato che il 25% dei bambini di età compresa tra 3 e 4 anni già possiede uno smartfono .

 

Lo smartfono era stata denunciato come una droga «non diversa dalla cocaina» in una curiosa circolare del ministero della scuola italiano.

 

Come riportato da Renovatio 21, è scioccante la dimensione dello spionaggio che le app per smartfono impongono sui bambini.

 

L’uso del telefonino sembra legato ad aumenti del cortisolo, l’ormone correlato allo stress.

 

Come riportato da Renovatio 21, due anni fa un alto funzionario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha affermato che i Paesi dovrebbero imporre restrizioni all’uso di smartfono e altri dispositivi portatili per ridurre i danni che causano ai giovani.

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