Geopolitica
Magia francese: ecco un vaccino «tradizionale» per sedare la rivolta in Guadalupa. Una crepa nell’impero mRNA?
La protesta in Guadalupa ha spaventato il governo francese.
Gli abitanti dell’isola territorio d’oltremare di Francia sono in rivolta contro la vaccinazione obbligatoria; come il lettore ha potuto vedere su Renovatio 21, vi sono stati scontri e roghi. Parigi avrebbe mandato sul posto pure le forze speciali.
La protesta, come nel resto del mondo, non era partecipata da rivoltosi di professione, perdigiorno o teppisti: era iniziata il 15 novembre come protesta dei vigili del fuoco contro l’obbligo vaccinale per poi diventare una crisi sociale vera e propria.
Donc ça c’est une « grève » normale pour vous ??? #Guadeloupe pic.twitter.com/1yYopYR40w
— Aloha ???????? (@badgalregbi) November 19, 2021
Ecco che, come per magia, compare per i territori d’oltremare una vaccino senza mRNA.
Lo riporta il canale news generalista Europe 1:
«Nel tentativo di calmare le tensioni che hanno avuto luogo in Guadalupa per più di una settimana, il governo ha annunciato martedì che avrebbe fornito all’estero vaccini senza RNA messaggero»
«Nel tentativo di calmare le tensioni che hanno avuto luogo in Guadalupa per più di una settimana, il governo ha annunciato martedì che avrebbe fornito all’estero vaccini senza RNA messaggero. L’obiettivo è convincere badanti e vigili del fuoco, preoccupati dall’obbligo vaccinale, a farsi vaccinare».
«Il governo si è impegnato a fornire vaccini contro COVID-19 senza RNA messaggero ai caregiver in Guadalupa che lo desiderano, rispondendo a una delle richieste avanzate da coloro che contestano l’obbligo del vaccino, ha affermato martedì il ministro dei territori d’oltremare».
Quindi, esistono? È possibile una siringa anti-COVID non-genica?
In realtà, sì. I due vaccini cinesi in circolazione, Sinovac e Sinopharm, si basano sulla vecchia tecnologia, con il virus SARS-nCoV-2 inattivato. Come noto, entrambi sono duramente contestati in fatto di efficacia, specie dai Paesi sudamericani che ne hanno acquistato lotti per milioni di dosi.
Quindi, esistono? È possibile una siringa anti-COVID non-genica?
Il due sieri cinesi non-mRNA in Europa non sono consentiti: vaccinarsi con il composto del Regno di Mezzo, per esempio, in Italia non dà ancora diritto al green pass – stessa sorte di chi ha ricevuto lo Sputnik russo, con l’eccezione degli abitanti di San Marino, su cui la Repubblica Italiana ha effettuato una specie di condono biomolecolare.
Ricordiamo che il vaccino Pfizer è americano ma anche tedesco. Il Moderna, solo americano – con pesante e controverso contributo finanziario e scientifico del governo di Washington. L’anglosvedese AstraZeneca, che viene da un Paese ora secondario nello scacchiere atlantico ed europeo e da un Paese neutrale – di fatto è, bizzarramente, quella che ha avuto più problemi con la stampa. Ad ogni modo, Gates e la sua banda «filantrocapitalista» investono su tutte le società farmaceutiche coinvolte.
Vi sono insomma decisioni politiche – o meglio, geopolitiche – alla base dell’operato dei governi rispetto ai vaccini
Vi sono insomma decisioni politiche – o meglio, geopolitiche – alla base dell’operato dei governi rispetto ai vaccini.
Non vi è vero fondamento scientifico nei «confini vaccinali» ora implementati in tutto il mondo. Come nel caso di San Marino, si fa un’eccezione e via, come se il problema non fosse la possibilità di contagio dovuta all’efficacia del vaccino, ma, appunto, una questione politica occulta discussa a livelli che i comuni mortali non possono vedere.
In Francia molti hanno lamentato l’assenza dalla competizione vaccinale di un preparato nazionale. Qualcuno ha insinuato: un favore alle farmaceutiche di Germania e USA.
In Italia, con il vaccino Reithera, non sono state articolate accuse del genere per lo strano stop subito – stop che ha creato, anche qui, frotte di «esodati vaccinali» che si sono offerti per i test ma il cui destino rispetto al green pass è diventato incerto.
Resta, piuttosto evidente, un fatto – l’Occidente ha spinto per il vaccino mRNA, tollerando anche quello a vettore adenovirale (l’AstraZeneca), il quale però agisce comunque con una modifica genetica cellulare.
Europa e America hanno insomma prediletto l’approccio genico, dimenticandosi la possibilità di offrire un vaccino «tradizionale» a virus morto, attenuato, inattivato etc.
Europa e America hanno insomma prediletto l’approccio genico, dimenticandosi, salvo nel caso della Guadalupa in rivolta, la possibilità di offrire un vaccino «tradizionale» a virus morto, attenuato, inattivato etc.
Ciò che deve essere portato avanti, in una prima per la storia della medicina di massa, è la terapia genica.
Come riportato da Renovatio 21, mesi fa fece impressione il fatto che ai vertici dell’Unione Europea potesse esserci una strana coincidenza.
«Ursula van der Leyen, il nostro principale acquirente di vaccini in centinaia di milioni di unità, ha un marito, Heiko, che gestisce Orgenesis, una società di biotecnologie specializzata in terapia genica. Così è più chiaro» scrisse un utente di Twitter. La von der Leyen, considerata un prolungamento di Angela Merkel nel partito CDU e nella macchina statale tedesca, è figlia di papà Ernest Albrecht, che a sua volta fu papavero del CDU. È noto che ad inizio pandemia Trump trovò un accordo con i tedeschi per arrivare a velocità-luce (warp speed) al vaccino grazie agli studi avanzati, ma mai testati, della tedesca BioNTech. Quindi: la superpotenza globale americana incontrava la superpotenza europea tedesca.
Chi ha interessi in tutte le farmaceutiche che hanno vaccini genici sul mercato? Chi ha interesse in tutte le farmaceutiche che hanno vaccini genici sul mercato? Chi ha le leve nella sanità globale per implementarli magari escludendo altre tipologie? Chi ha una forma mentis informatica che può considerare l’uomo una macchina da operare attraverso il suo codice, cioè il DNA?
Sul perché della preminenza del vaccino mRNA, in una sorta di imperativo genico, possiamo solo fare delle supposizioni.
Chi ha interessi in tutte le farmaceutiche che hanno vaccini genici sul mercato?
Chi ha le leve nella sanità globale per implementarli magari escludendo altre tipologie?
Chi ha una forma mentis informatica che può considerare l’uomo una macchina da operare – program and control – attraverso il suo codice, cioè il DNA?
Geopolitica
Ben Gvir chiede di strappare le Isole Falkland a Londra e di cederle all’Argentina
Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir, ha chiesto che le Isole Falkland (Isole Malvinas) vengano strappate al Regno Unito e cedute all’Argentina.
«È ora che lo Stato di Israele riconosca pubblicamente che le Isole Malvinas sono territorio argentino occupato, che gli inglesi sottraggono violentemente al popolo argentino. Gli inglesi non si accontentano della semplice occupazione del territorio; vi effettuano anche trivellazioni petrolifere, derubando il popolo argentino del denaro ricavato».
«Chiedo al Primo Ministro Benjamin Netanyahu di riconoscere la sovranità dell’Argentina sulle Isole Malvinas e di imporre sanzioni alla Gran Bretagna finché l’occupazione persisterà».
Es hora de que el Estado de Israel reconozca públicamente que las Islas Malvinas son territorio argentino ocupado, que los británicos le roban violentamente al pueblo argentino. Los británicos no solo se conforman con ocupar el territorio, sino que también realizan allí…
— איתמר בן גביר (@itamarbengvir) September 7, 2026
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Londra controllava l’arcipelago dal 1833. Nel 1982 l’Argentina invase le Falkland, ma fu sconfitta dall’esercito britannico.
È chiaro che il Ben Gvirro si sta esprimendo a sostegno del suo alleato sionista, il presidente argentino Javier Milei, esortandolo ad espandere il proprio territorio. Israele stesso sta attivamente lavorando per espandere il proprio territorio attraverso conquiste, nell’ambito del progetto della Grande Israele. Non solo: voci consistenti parlano di interessi israeliani nell’acquisto di vastissimi terreni in Patagonia.
Va detto che il governo dell’Argentina ha avviato una denuncia penale e sanzioni contro la compagnia petrolifera israeliana Navitas Petroleum per le sue attività di esplorazione e trivellazione nella zona delle Falklandsenza l’autorizzazione di Buenos Aires. La vicenda rappresenta un delicato caso geopolitico che mette a dura prova l’asse diplomatico tra il presidente argentino Javier Milei e lo Stato d’Israele.
«Il governo sostiene che le società abbiano violato la legge argentina detenendo licenze di esplorazione e sfruttamento di idrocarburi rilasciate dalla Gran Bretagna nel bacino delle Falkland settentrionali. La denuncia si baserebbe sulla legislazione vigente in materia di progetti petroliferi e del gas in aree rivendicate dall’Argentina. Non è chiaro se un tribunale abbia deciso di avviare un’indagine sulla denuncia del governo», ha riferito l’agenzia Reuters martedì.
«La denuncia penale inasprisce una disputa di lunga data sulla sovranità tra Argentina e Gran Bretagna per le Falkland e potrebbe mettere alla prova la capacità di Buenos Aires di utilizzare il proprio sistema legale per ostacolare un importante progetto petrolifero offshore sostenuto da investitori stranieri e autorizzato da un territorio britannico autonomo».
Mentre Israele appoggia le nazioni che lo sostengono apertamente, come l’Argentina , si scaglia contro le nazioni e le regioni che non lo fanno.
La scorsa settimana il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha messo in guardia tutta l’Europa dal partecipare alla guerra contro l’Iran, nella quale lo Stato ebraico ha trascinato con successo gli Stati Uniti .
NETANYAHU PUTS ALL OF EUROPE ON NOTICE for not joining the war on Iran.
“Israel will not forget what you did to us in the holocaust.”
Remember the leadership of Israel sees Europe, the United States and the west in general as the new Rome that must pay for the destruction of… pic.twitter.com/UFWkXb8Sex
— Alex Jones (@RealAlexJones) September 1, 2026
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I vertici israeliani sono stati accusati pure di aver ingegnerizzato, forse con l’ausilio di alleati all’interno della politica statunitense, l’invasione degli immigrati a Ceuta, che ha registrato messaggi aperti di soddisfazione da parte di funzionari israeliani che hanno ricordato l’ostilità di Madrid verso le politiche israeliane recenti.
Come riportato da Renovatio 21, l’asse tra l’Argentina di Milei, che è circondato da rabbini interessanti e sarebbe in procinto di convertirsi al giudaismo, è divenuto chiaro durante i Mondiale, dove il tifo del governo Netanyahu per nazionale albiceleste fu sfacciato,e poco fortunato.
Netanyahu to Argentina’s Milei:
We support Argentina in so many ways, including tomorrow.
I don’t hide that I’m rooting for Argentina. I think most Israeli citizens are rooting for Argentina.
Good luck! Vamos Argentina!pic.twitter.com/NigTSDQAr8
— Clash Report (@clashreport) July 18, 2026
Cosa non saputa da proprio tutti, la quarta città al mondo per numero di cittadini di religione ebraica è Buenos Aires, dove la comunità giudea è fiorente, alla faccia della nomea dell’Argentina come Paese ospite dei gerarchi nazisti fuggiti dall’Europa.
Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi anni l’Argentina di Milei aveva promesso di prendere il controllo delle isole contese, dicendo di volere discutere con Londra della loro restituzione. Il tono inzialmente tiepido tuttavia sta alzandosi di temperatura.
Come riportato da Renovatio 21, rivendicazioni delle isole da parte di Buenos Aires sono state viste pure tra i giocatori all’ultimo mondiale americano, perso malamente dagli argentini.
Come riportato da Renovatio 21, riguardo alle Falkland è arrivato in settimana anche l’avvertimento di Washington che avrebbe minacciato di rivedere la propria posizione sul controllo britannico delle Isole Falkland per spingere Londra a destinare somme ben più elevate alle proprie forze armate.
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Geopolitica
Ursula in Groenlandia attacca Trump e promette 200 milioni di euro
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Geopolitica
L’Iran minaccia la Corea del Sud che valuta operazioni militari congiunte a Ormuzzo
Lunedì il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha lanciato un avvertimento alla Corea del Sud, esortando il Paese a riflettere attentamente prima di unirsi alle operazioni americane nello Stretto di Ormuz.
La scorsa settimana l’ufficio del presidente sudcoreano ha annunciato di stare valutando l’adozione di misure militari a sostegno degli sforzi statunitensi volti a garantire la libertà di navigazione delle navi che attraversano lo Stretto di Ormuzzo.
Seoul dipende in modo molto significativo dal petrolio che passa attraverso lo Stretto ormusino, Il paese si rifornisce per circa il 70% del suo petrolio greggio dal Medio Oriente, con il 95% delle importazioni petrolifere che passano proprio attraverso Ormuzzo. Anche sul fronte del gas, la dipendenza è rilevante: il 20% del gas naturale liquefatto sudcoreano arriva dal Medio Oriente.
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Le importazioni nette di petrolio della Corea del Sud rappresentano il 2,7% del PIL, e il paese ha riserve strategiche limitate rispetto, ad esempio, alla Cina — il che la rende una delle economie più vulnerabili della regione a uno shock nello stretto. A maggio 2026, l’arrivo di una singola petroliera proveniente da Hormuz è stato descritto come capace di coprire tra il 35% e il 50% del consumo giornaliero di greggio della Corea del Sud — un dato che dà la misura di quanto ogni singolo carico sia strategicamente rilevante.
Ora l’Iran afferma che la Corea del Sud subirà «gravi conseguenze» se deciderà di inviare navi, aerei o personale militare nello Stretto ermisino.
In un messaggio pubblicato su X, Baghaei ha scritto: «La relazione tra l’Iran e la Repubblica di Corea ha una storia che dura da oltre 64 anni e i legami tra i due Paesi si sono costantemente sviluppati sulla base del reciproco rispetto. L’Iran attribuisce grande importanza alle sue relazioni amichevoli con la Repubblica di Corea».
«Tuttavia, al momento il popolo iraniano si sta difendendo dalle azioni aggressive dell’America e, nella situazione in cui sta rispondendo con fermezza ai crimini di guerra americani contro donne e bambini, qualsiasi altro Paese che mantenga una presenza militare o partecipi a operazioni nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz non può che essere considerato come un diretto sostenitore degli autori dell’aggressione, e ciò comporterà gravi conseguenze», ha aggiunto.
Il portavoce iraniano ha concluso: «Nessun Paese sovrano e responsabile dovrebbe cedere alle pressioni e alle minacce dell’America e rendersi complice degli atti aggressivi e degli orribili crimini contro il grande popolo iraniano».
이란과 대한민국의 관계는 64년이 넘는 역사를 지니고 있으며, 양국 관계는 줄곧 상호 존중을 바탕으로 발전해 왔습니다. 이란은 대한민국과의 우호 관계를 매우 중요하게 여기고 있습니다.
그러나 현재 이란 국민이 미국의 침략적 행위에 맞서 자위하고 있으며, 여성과 어린이를 상대로 한 미국의… pic.twitter.com/ThlIXzIyIN
— Esmaeil Baqaei (@IRIMFA_SPOX) September 7, 2026
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Il presidente statunitense Donald Trump ha esercitato pressioni sulle nazioni alleate, tra cui la Corea del Sud, criticandole per il loro rifiuto di partecipare alle operazioni nello Stretto di Ormuzzo.
Gli Stati Uniti, il Giappone e la Corea del Sud parteciperanno questa settimana alle esercitazioni militari congiunte «Freedom Edge», suscitando critiche da parte del neo-nominato ministro della Difesa nordcoreano Kim Song-gi.
In risposta alle esercitazioni, il dittatore nordcoreano Kim Jong-un ha annunciato lunedì la messa in servizio del secondo cacciatorpediniere della marina militare, affermando: «Le preoccupazioni dei nemici si acuiranno sicuramente. Dobbiamo stabilire in modo più chiaro un deterrente nucleare potente e affidabile, mettere in pratica l’impiego diversificato ed efficace dei nostri sistemi di combattimento nucleare e rafforzare ulteriormente le nostre attività militari per la difesa marittima e la deterrenza bellica».
L’Iran e la Corea del Nord intrattengono da decenni una partnership strategica, militare ed economica, il che significa che i due Paesi potrebbero unire le forze contro gli Stati Uniti se le tensioni dovessero continuare ad aumentare.
La voce circolante (o fatta circolare…) è che sia possibile che i nordcoreani stiano effettivamente collaborando alla progettazione di una testata nucleare iraniana. Si tratta di un sospetto pubblicato spesso da realtà avverse ai due Paesi. Tuttavia, è invece confermata la cooperazione missilistica tra Teherano e Pyongyango. La Corea del Nord ha intensificato la collaborazione con l’Iran per la produzione di missili balistici e per la progettazione di modelli più avanzati.
Ambedue i Paesi disporrebbero di missili ipersonici.
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La relazione tra i due paesi non è nuova. Con lo sviluppo del programma nucleare nordcoreano e il suo ritiro dal Trattato di Non Proliferazione (TNP) nel 2003, Pyongyang era già stata accusata di fornire tecnologia nucleare all’Iran, e nel 2012 i due paesi avevano firmato un accordo di cooperazione scientifica, accademica e tecnologica.
Dopo la Guerra dei 12 Giorni (giugno 2025) tra Israele e Iran, la guida suprema Khamenei aveva sempre bloccato la decisione di procedere all’arricchimento al 90% e allo sviluppo di testate miniaturizzate; oggi, con Teheran che cerca di ricostruire la propria deterrenza, la Corea del Nord resta una delle poche opzioni percorribili, dato che il Pakistan (in buoni rapporti con USA e Arabia Saudita) non avrebbe interesse ad aiutare l’Iran.
Diversi analisti notano come la guerra contro l’Iran abbia rafforzato a Pyongyang la convinzione che l’arsenale nucleare sia l’unica vera garanzia di sopravvivenza per un regime sotto pressione — una lezione che l’Iran stesso potrebbe voler applicare, rendendo più plausibile una richiesta di assistenza nordcoreana.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
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