Bizzarria
L’Intelligenza Artificiale di Google ha un problema di razzismo verso i bianchi?
Il programma di Intelligenza Artificiale di Google Gemini AI sta venendo canzonato senza alcuna pietà per la produzione di immagini che mostrano cose come vichinghi neri, rivoluzionari americani cinesi, scozzesi ottocenteschi con la pelle scura, regine medievali inglesi dai tratti cinesi o – ancora – neri. Lo riporta Modernity.news.
Le rappresentazioni storicamente imprecise fanno parte con probabilità di una programmazione verso il politicamente corretto che va oltre ogni limite, superando abbondantemente il confine del grottesco e del ridicolo.
Gli utenti segnalano che la ricerca di immagini basata sull’intelligenza artificiale del programma ha un pregiudizio woke, al punto da limitare fortemente la visualizzazione di immagini di persone bianche.
Una persona ha cercato immagini tipiche di australiani, americani, tedeschi e inglesi e in risposta ha ricevuto in risposta risultati impressionanti.
It's embarrassingly hard to get Google Gemini to acknowledge that white people exist pic.twitter.com/4lkhD7p5nR
— Deedy (@debarghya_das) February 20, 2024
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«È difficile ad un livello imbarazzante convincere Google Gemini a riconoscere che esistono i bianchi» scrive un utente.
Il giornalista Ian Miles Cheong ha mostrato su Twitter soldati della Rivoluzione Americana di origine cinese o africana e pure di sesso femminile.
I asked Gemini to make images of American revolutionary soldiers. pic.twitter.com/eqLgaBgz0U
— Ian Miles Cheong (@stillgray) February 21, 2024
In Iscozia, nel 1820, per il cervellone elettronico eranvi africani subsahariani.
Google's AI is a joke pic.twitter.com/TMhRdzIUwI
— Andrew Torba (@BasedTorba) February 20, 2024
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«I bambini del futuro cresceranno pensando che i Vichinghi fossero così?» si chiede Modernity News.
Google's Gemini AI cannot understand cultural and historical context, and has to play the 'diversity card' including changing white people (males in particular) to any other ethnic group or sex. pic.twitter.com/vXzLQUP0Ai
— Jean Easter (@JeanGardenLuv) February 21, 2024
«L’Intelligenza Artificiale di Google Gemini è in crack» scrive un utente. «Ho chiesto un vichingo, nessun problema nel mostrarmi vichinghi “diversi“. Alla domanda su un africano, l’intelligenza artificiale mi sta insegnando che non può farlo in nome della diversità. Non cercare di farmi credere che non esiste più la guerra contro i Bianchi».
Google Gemini AI is on crack.
Asked for a Viking, no problems showing me "diverse" Vikings.
Asked for an African, the AI is schooling me that it can't in the name of Diversity.
Don't try to make me believe there's no war on Whites anymore.#googlegemini pic.twitter.com/8fvnXJqMT5
— MAiD Organ Donor (@maidorgandonor) February 21, 2024
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Ecco quindi le regine medioevali britanniche in versione rigorosamente multirazziale.
This is what happens when the woke start to play with AI models…Google's Gemini trying to be inclusive. Love the diversity….lol #AI #google #Gemini pic.twitter.com/CZiv5N8bM6
— Ghost-e/acc (@CannaFirm) February 19, 2024
E il re d’Inghilterra?
I asked it to generate images of the King of England the other day ???? pic.twitter.com/NEOqDELwmz
— Alexander Leishman ???????? (@Leishman) February 20, 2024
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Imperatori romani anche dall’Africa e dall’Estremo Oriente: ah non me l’aspettavo.
generates an image of a Roman emperor ???? pic.twitter.com/PFHe4vG6lc
— Emanuele Sogus (@es0gus) February 20, 2024
Il re di Francia nel 1700, com’era fatto?
Le wokisme est en train de se suicider
L’IA Gemini de Google est tellement WOKE qu’elle représente systématiquement les rois de France en noir
Même @sandrousseau et @Clem_Autain pensent que les rois de France étaient blancs
Nous avions prévu cela avec @OlivierBabeau pic.twitter.com/QNIVdNzBe8
— Docteur Laurent Alexandre (@dr_l_alexandre) February 22, 2024
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Riformatori protestanti del 1500? La Riforma è stata fata anche da donne cinesi ed africane, più anche da tizi che sembrano proprio indiani d’America.
So I tried Google's Gemini AI for myself, and what everybody is saying on here is true. Every image is a woke joke!???? pic.twitter.com/gXhbfHeeQy
— Conjunction 77 (@conjunction77) February 21, 2024
Fisici del 1600? Eccoli
17th century was wild pic.twitter.com/r5Jl0UZyTn
— Joscha Bach (@Plinz) February 20, 2024
Poteva mancare il Papa nero, cantato da Pitura Freska a fine anni Novanta? Ecco, per non farci mancare niente, abbiamo la papessa nera, una crasi proprio del testo della canzone reggae che parlava del pontefice africano a seguito della Miss Italia Nera Denny Mendez.
New game: Try to get Google Gemini to make an image of a Caucasian male. I have not been successful so far. pic.twitter.com/1LAzZM2pXF
— Frank J. Fleming (@IMAO_) February 21, 2024
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«Si concentra davvero sulla diversificazione degli europei. Prova con “imperatori cinesi” o “re africani” e improvvisamente è storicamente accurato» scrive in risposta un utente.
In alcuni casi, il programma si rifiuta apertamente di mostrare le coppie bianche, insistendo sul fatto che la «diversità» dovrebbe essere «celebrata» e che non mostrerà uno specifico gruppo etnico. Epperò se non sono bianchi, allora produrrà immagini senza problemi, notano gli utenti.
Gemini by @Google is ludicrously racist.
Refuses to show white couples, shows black couple with no pushback.
Says to “celebrate diversity and inclusivity” under white.
Says “deserve to be celebrated and represented” under black. pic.twitter.com/yZ9omb8By8
— Tractavi (@Tractavi) February 20, 2024
Con ostinazione da Terminator, l’Intelligenza Artificiale offre immagini donne nere anche quando gli si domanda di produrre una foto di una donna bianca.
I'm CRINE!!!???????????? pic.twitter.com/3NYKQFX72M
— Da Squadfather (@HardRapLyricism) February 20, 2024
La bomba, tuttavia, arriva quando vengono mostrati i risultati quando si chiede al software di creare delle immagini di soldati nazisti nel 1943.
Google Gemini values diversity and inclusion pic.twitter.com/TjPq3byn20
— George Freud????☠️???????? (@qorgidaddy) February 21, 2024
Google vient de publier un communiqué pour s'excuser car son intelligence artificielle woke Google Gemini génère du coup aussi des nazis de couleurhttps://t.co/DATbRJTELB pic.twitter.com/sg1Qdkz1sG
— Pierre Sautarel (@FrDesouche) February 22, 2024
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Gemini actively refuses to make people white and changes prompts to promote "diversity" pic.twitter.com/rI5ZHL6S8A
— Jay (@InvasiveAmerica) February 20, 2024
Ebbene sì, soldatesse della Germania nazionalsocialista con le fattezze asiatiche. E pure miliziani hitleristi nativi americani. E l’immancabile soldato nazista africano, croce di ferro e aquilozzo svasticato inclusi. Eccezio-nale.
La pelle bianca, ad ogni modo, è esclusa anche dalla conquista di Marte.
Not a lot of diversity in mars astronauts #Gemini pic.twitter.com/AlbaRahzWb
— Mars Miner (@realMarsMiner) February 18, 2024
La ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer era nera!
Google's Gemini is absurdly woke. I asked it to depict the Johannes Vermeer painting, "The Girl with the Pearl Earring." Here's what it produced. pic.twitter.com/PteQdGK1rO
— Ian Miles Cheong (@stillgray) February 21, 2024
Incredibile anche il risultato quando gli si chiede un’immagine del fondatore di Apple: una su quattro immagini somiglia, in qualche modo, a Steve Jobs, le altre sono donne – o forse vaghe versioni femminili del Jobs – compresa una nerboruta edizione nera con braccine che neanche Michelle «Big Mike» Obama.
Google #Gemini: woke and ready to gaslight you at any moment.
Pass it on.#GoogleGeminiLies pic.twitter.com/qpIZ05fdc2
— silmarilya (@silmarilya) February 21, 2024
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Lo stesso New York Post, quarto giornale più antico degli USA fondato da Alexander Hamilton in persona, ci ha fatto la copertina. Chiedendo al computer di mostrare un’immagine di un padre fondatore degli Stati Uniti, cosa credete sia saltato fuori?
Google’s AI chatbot, Gemini, is as woke as its programmers.
AI has a long way to go before it will be factually accurate, unbiased, and free of human influence. pic.twitter.com/fI0EuLck1T
— Eddie (@ICU1010) February 22, 2024
Holy crap. I actually thought that maybe some on the Right were exaggerating how Woke Google’s Gemini AI is.
Nope! Here’s what it just gave me when I used the same exact prompt. https://t.co/FoAYJ4129d pic.twitter.com/kqwB7tWal7
— John William Sherrod (@jwsherrod) February 21, 2024
Bisogna dare un po’ di contesto al lettore, e ricordare il disastro in cui Google incorse con la sua Intelligenza Artificiale qualche anno fa, quando scoppiò il caso, davvero offensivo, dell’algoritmo di visione artificiale di Google Photo, che riconosceva le persone di origine africana come «gorilla». Google affermò allora di essere «sconvolta» dal fatto che la sua app fotografica etichettasse una coppia nera come scimmie, scrisse la BBC. L’app era costruita per taggare automaticamente le immagini caricate utilizzando il proprio software di Intelligenza Artificiale.
L’errore era stato portato all’attenzione del colosso tecnologico da uno sviluppatore di software residente a Nuova York, il quale era una delle persone ritratte nelle foto coinvolte. Secondo il Guardian, l’azione immediata dell’azienda per risolvere la crisi fu la messa al bando di parole come «gorilla», «scimpanzè» e «scimmia».
Internet, senza pietà, è tornata sull’antico scandalo gorillesco del colosso di Mountain View, con un utente che nota come 10 anni dopo i software Google ancora confondano le persone di colore con i gorilla. Secondo quanto suggerisce, questo sarebbe il risultato quando gli si chiede di generare immagini di un ranger di un parco in Ruanda mentre si incammina alla ricerca di gorilla.
Nearly nine years later, Google still gets black people mixed up with gorillas ???? pic.twitter.com/W3k3b3cb9Y
— Ryan Landay (@ryan_landay) February 20, 2024
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Non è stato l’unico momento di imbarazzo per i robot razzisti prodotti da Google, la quale una decina di anni fa mancò di rispetto anche ai cani, che identificava come «cavalli».
Come riportato da Renovatio 21, lo scorso anno Lily Ray, un’esperta di internet, aveva scoperto che Search Generative Experience (SGE), un’Intelligenza Artificiale di Google, difendeva la schiavitù, elencando ragioni economiche per cui questa pratica abominevole era in realtà buona cosa.
Al contempo, va sottolineato che Google non è sola nel dramma dell’IA razzista.
Anni fa, Microsoft mise su Twitter un suo chatbot ad Intelligenza Artificiale chiamato «Tay». Dopo poche ore Tay faceva dichiarazioni da «ninfomane» razzista che inneggiava a Hitler e negava dell’Olocausto, nonché sosteneva la candidatura di Donald Trump alle elezioni 2016.
Come riportato da Renovatio 21, un esperimento del 2022 pubblicato dai ricercatori della John Hopkins University, del Georgia Institute of Technology e dell’Università di Washington, ha scoperto che il loro robot, controllato da un popolare modello di apprendimento automatico, classificava le persone in base a stereotipi legati alla razza e al genere.
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Immagine da Twitter
Bizzarria
Donna si denuda in volo in un aereo di linea e commette «atti indecenti»
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L’episodio aeronautico può inquadrarsi nel fenomeno più ampio, diffusamente discusso da Renovatio 21, dell’uomonudismo, ossia la comparsa in luoghi pubblici di persone ignude – fenomeno certo aiutato, sulle strade italiane, dalla catastrofe migratoria, tanto più che è forse il caso di parlare di «anarconudismo». Renovatio 21 a breve sarà conto dei più sviluppi dell’uomonudismo sul territorio nazionale. SOSTIENI RENOVATIO 21 Immagine di Venkat Mangudi via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 GenericWhy didn’t they duct tape her ass to a seat? Besides why is this a topic a year later? Deflecting much??
Woman strips naked in flight, performs ‘explicit, indecent’ acts in full view of other passengershttps://t.co/lrG3HyvA56 pic.twitter.com/MLKXS3aCjI — ꧁☘️𝓥𝓲𝓸𝓵𝓮𝓷𝓽𝓥𝓲𝔁𝓮𝓷29☘️꧂ (@ViolentVixen29) September 14, 2026
Bizzarria
Ebrei ortodossi pellegrinano in Ucraina e ballano scatenati
Decine di migliaia di ebrei chassidici stanno affluendo nell’Ucraina centrale per pregare, cantare e ballare in vista delle celebrazioni del Rosh Hashanah, il capodanno ebraico.
Il pellegrinaggio annuale richiama migliaia di giudei ortodossi da ogni parte del mondo, concentrandoli nella città di Uman, conosciuta in lingua yiddish come Umen.
Gli osservatori sono colpiti dal fatto che ridde di giudei festanti, riccioloni e kippah di ordinanza, continuano ad arrivare nonostante la guerra che attanaglia il Paese.
Decine di migliaia di persone hanno proseguito il viaggio nonostante le ostilità e gli avvisi ufficiali di viaggio. Secondo funzionari e media ucraini, circa 35.000 pellegrini hanno visitato Uman sia nel 2023 che nel 2024; nel 2025 il numero è salito a oltre 35.000. Le autorità ucraine prevedono che quest’anno i pellegrini arrivino a 40.000.
Ogni anno, durante il Rosh Hashanah (l’anno nuovo ebraico, dal 11 al 13 settembre), gli hassidim provenienti da Israele, Europa e Stati Uniti si recano a Uman, in Ucraina, per visitare la tomba del loro leader spirituale, il Rebbe Nachman, che morì lì nel 1810. All’epoca, Uman… pic.twitter.com/dAaoUhQdiF
— Silvio Bertoldi (@SilviusBerthold) September 12, 2026
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L’ebraismo chassidico è un movimento interno all’ebraismo ortodosso nato nell’Europa orientale nel XVIII secolo. Nel tempo si è articolato in diversi gruppi, ciascuno con proprie tradizioni e propri leader religiosi. La maggior parte di chi ogni anno va a Uman segue il ramo di Breslov. Il legame con la città risale a chi fondò il movimento più di due secoli fa: il rabbino Nachman, il quale nacque nel 1772 in quella che oggi è l’Ucraina ed era pronipote di Israel Baal Shem Tov, considerato il fondatore del movimento chassidico.
Rebbe Nachman fondò la congregazione di Breslov e insisteva sulla preghiera, sulla semplicità e sulla gioia. Riteneva inoltre essenziale che i suoi seguaci si riunissero con lui per Rosh Hashanah, il capodanno giudaico. Il rabbì morì a Uman nel 1810 e vi fu sepolto. I suoi discepoli continuarono a radunarsi in città anche dopo la sua morte, dando vita a una tradizione che si è poi trasformata nell’attuale pellegrinaggio di massa.
Uman è una città relativamente piccola nell’oblast’ di Cherkasy, nell’Ucraina centrale, a circa 200 km a Sud della capitale Kiev. Prima dell’escalation del conflitto nel 2022 contava poco più di 80.000 abitanti; il pellegrinaggio annuale porta ogni volta decine di migliaia di visitatori in più.
Il rabbino Nachman si trasferì a Uman solo pochi mesi prima di morire. Secondo le cronache storiche scelse la città perché migliaia di ebrei vi erano stati uccisi in un massacro nel 1768 e voleva essere sepolto vicino alle vittime. In seguito Uman ospitò una numerosa comunità ebraica. Nel 1897 gli ebrei rappresentavano il 59% della popolazione. La comunità fu devastata durante la Seconda guerra mondiale, quando circa 17.000 ebrei furono uccisi dopo l’occupazione nazista.
Le visite alla tomba del Nachman proseguirono, sia pure in scala molto ridotta, durante il periodo sovietico, per poi crescere in modo marcato dopo il crollo dell’URSS.
Uman, Ukraine today.
Tens of thousands of Hasidic pilgrims have descended on the city for the annual Rosh Hashanah pilgrimage.
Every year, the influx brings the same controversies with it: enormous piles of garbage, alcohol violations and documented cases involving narcotics.… pic.twitter.com/ExOgTCEBsq
— DD Geopolitics (@DD_Geopolitics) September 11, 2026
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Quest’anno Rosh Hashanah è iniziato al tramonto dell’11 settembre ed è terminato dopo il tramonto del 13 settembre. A differenza del capodanno civile, è soprattutto una festività religiosa incentrata sulla preghiera e sulla riflessione – e a guardare dalle immagini, sulla festa musicherella danzereccia.
Per i seguaci di Breslov la ricorrenza ha un peso particolare, perché Rebbe Nachman considerava il loro raduno annuale di Rosh Hashanah particolarmente significativo. Dopo la sua morte i discepoli continuarono a riunirsi a Uman in quel periodo, ed è per questo che la città registra il maggior afflusso di pellegrini proprio in quei giorni.
I canti e le danze che si vedono per le strade di Uman non sono riti obbligatori di Rosh Hashanah.
Musica e danza sono frequenti negli incontri chassidici e il rabbino Nachman insisteva soprattutto sulla gioia. I suoi seguaci, quindi, uniscono spesso preghiera, canto e danza comunitaria durante il soggiorno a Uman.
Il canto e la danza occupano un posto centrale nella vita religiosa ebraica, e in particolare nel mondo ortodosso e chassidico, per ragioni che affondano le radici sia nella teologia sia nella storia sociale delle comunità ebraiche dell’Europa orientale. Per comprendere perché gli ebrei ortodossi cantino e ballino con tanta frequenza ed entusiasmo, occorre partire da un concetto chiave dell’ebraismo chassidico: la gioia, in ebraico simchah, non è considerata un semplice stato d’animo piacevole, ma un vero e proprio dovere religioso e uno strumento di connessione con il divino.
Il fondatore del movimento chassidico da cui il Nachman discendeva, il Baal Shem Tov, vissuto nel diciottesimo secolo in Ucraina, insegnava che servire Dio con gioia e con il corpo, non solo con l’intelletto e lo studio, fosse una via di avvicinamento al sacro accessibile a tutti, non solo agli eruditi. Da questa intuizione nacque un’intera cultura in cui il canto senza parole, la danza in cerchio e il movimento del corpo durante la preghiera divennero pratiche quotidiane e non semplici eccezioni festive.
⛔️A video from the Jewish New Year festival Rosh Hashanah in Ukraine in the city of Uman‼️ pic.twitter.com/HH2eCqAdlA
— Dr.Sam Youssef Ph.D.,Ph.D.,DPT. (@drhossamsamy65) September 13, 2026
50,000 this year.
It’s the place that Rabbi Nachman’s grave is; “the only spot he promised would pull a soul from hell.”
The crowd grows every Rosh Hashanah while the war continues.
Part of the plan?
pic.twitter.com/qGfuNQTw2d— Noah’s Ark 🚢 (@NoahsArk1000) September 13, 2026
Roş Aşana (Yahudi Yeni Yılı) ve geleneksel Uman Hac ziyareti için Ukrayna’nın Uman şehrine gelen Yahudilere, Ukraynalılar tepki gösterdi.
▪️Şehrin içine s*çtılar. pic.twitter.com/OcDeY7A63i
— Havadis (@havadisX) September 14, 2026
The dancing Israelis are back at it again around 9/11 in Uman, Ukraine while young white Christians die for the greater Israel project.
This is how thousands of Hasidic Jews celebrate during the annual Rosh Hashanah pilgrimage to honour the death of rabbi Nachman of Breslov. https://t.co/jCGHLG3MPo pic.twitter.com/GCQTJsHODs
— Truth_teller 🇷🇺 (@Truthtellerftm) September 13, 2026
Jews celebrate “Rosh Hashanah” in their natural habitat of Ukraine while listening to EDM pic.twitter.com/5XsvtX8qsZ
— AppropriateWeapon الله (@SinwarTactical) September 12, 2026
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Il tipo di canto più caratteristico di questa tradizione si chiama niggun, plurale niggunim. Si tratta di melodie spesso prive di testo, cantate su sillabe come ai-ai-ai, oy-oy-oy, bim-bam o simili, ripetute in cicli che possono durare minuti, a volte anche mezz’ora o più durante le celebrazioni più intense. L’assenza di parole non è un limite ma una scelta consapevole: le parole, secondo l’insegnamento chassidico, appartengono al mondo razionale e limitato dell’intelletto, mentre la melodia pura può esprimere ciò che il linguaggio non riesce a contenere, un’aspirazione dell’anima verso Dio che trascende il significato letterale.
Ogni corte chassidica, cioè ogni gruppo che segue un particolare rebbe o maestro spirituale, come i chassidim di Chabad-Lubavitch, di Breslov, di Ger, di Satmar o di Bobov, ha sviluppato nel tempo un proprio repertorio di niggunim, alcuni composti dal rebbe stesso, altri tramandati oralmente per generazioni e attribuiti a figure leggendarie del passato. Alcuni niggunim sono associati a momenti specifici, come il niggun che si canta prima di iniziare una seduta di insegnamento chassidico, quello che accompagna il terzo pasto del sabato al calar del sole, chiamato seudah shlishit, oppure quelli intonati durante le celebrazioni di Simchat Torah, la festa che segna la fine e il nuovo inizio del ciclo di lettura della Torah.
Dal punto di vista musicale, i niggunim spesso rivelano un’influenza diretta della musica popolare dell’Europa orientale in cui il movimento chassidico è nato e cresciuto: melodie modali, scale che ricordano quelle della musica popolare ucraina, russa, rumena e polacca, con inflessioni che si ritrovano anche nella musica rom e in certe tradizioni ottomane, dato che molte di queste regioni erano crocevia di culture diverse.
Non è un caso che esista una parentela sonora evidente tra il niggun chassidico e il klezmer, il genere strumentale festivo tradizionalmente suonato alle nozze ebraiche ashkenazite, con il suo caratteristico uso del clarinetto, del violino e della fisarmonica, le sue scale con intervalli aumentati che creano un’atmosfera insieme malinconica ed esuberante, e il suo passaggio spesso brusco da toni minori dolenti a ritmi di danza travolgenti.
Circolava persino, secondo alcune tradizioni orali, l’idea che alcune melodie fossero state letteralmente prese in prestito da canti contadini o militari del luogo e poi reinterpretate spiritualmente, elevate a un uso sacro attraverso l’intenzione con cui venivano cantate: un’operazione che nella teologia chassidica viene chiamata elevazione delle scintille, ovvero la ricerca del bene e del divino nascosto anche in ciò che appare profano.
La danza si intreccia strettamente con questo repertorio musicale e ha anch’essa una logica ben precisa. La forma più diffusa è la danza in cerchio, in cui un gruppo di uomini si tiene per le spalle o per le mani formando uno o più cerchi concentrici che ruotano, spesso accelerando progressivamente il ritmo fino a un culmine di grande intensità fisica.
Questa struttura non è casuale: il cerchio simboleggia l’unità della comunità, l’assenza di una gerarchia visibile dato che nel cerchio non c’è un vero inizio né una vera fine, e insieme la ciclicità del tempo religioso ebraico, scandito da feste che ritornano ogni anno. In molte comunità ortodosse, per ragioni di modestia religiosa legate alla separazione tra uomini e donne nella vita pubblica e liturgica, queste danze vengono eseguite separatamente dai due generi, spesso in stanze diverse durante un matrimonio, oppure le donne danzano tra loro in un’area riservata durante le celebrazioni sinagogali.
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Vale la pena sottolineare che non tutto l’ebraismo ortodosso condivide lo stesso grado di enfasi su canto e danza: esiste una differenza significativa tra il mondo chassidico, in cui questi elementi sono centralissimi e quasi definitori dell’identità del gruppo, e il mondo cosiddetto litvish o mitnagdico, tradizionalmente più orientato verso lo studio intellettuale rigoroso dei testi sacri, dove la componente emotiva ed estatica della preghiera viene vista con maggiore cautela, pur non essendo affatto assente, specialmente nei momenti festivi condivisi da tutto l’ebraismo osservante.
Anche nel sionismo religioso e nell’ebraismo ortodosso moderno il canto collettivo, spesso in ebraico moderno con melodie più contemporanee, accompagna cerimonie comunitarie, celebrazioni nazionali come l’indipendenza di Israele e occasioni sinagogali, sebbene con uno stile generalmente meno estatico rispetto a quello chassidico.
This is what Uman looks like after the arrival of tens of thousands of Hasidic Jews for Rosh Hashanah.
Around 50,000 pilgrims have descended on a city of roughly 75,000 people this year.
Uman spent around 1.5 million hryvnias just cleaning the pilgrimage district last year. pic.twitter.com/SAkfmxfpvc
— DD Geopolitics (@DD_Geopolitics) September 13, 2026
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La scorsa settimana l’ambasciata statunitense a Kiev aveva emesso un avviso di sicurezza sconsigliando ai cittadini americani di recarsi a Uman, citando il rischio di attacchi aerei, la legge marziale e le restrizioni alla circolazione. L’ambasciata ha inoltre avvertito i cittadini maschi con doppia cittadinanza statunitense e ucraina che potrebbero non riuscire a lasciare il Paese e potrebbero essere soggetti alla coscrizione obbligatoria. L’Ucraina ha revocato un’esenzione che in precedenza permetteva ad alcuni uomini ucraini residenti all’estero di uscire dal Paese.
Le misure di sicurezza sono state rafforzate in vista del raduno di quest’anno. Secondo la polizia dell’oblast’ di Cherkasy, agenti israeliani sono arrivati a Uman per collaborare con le forze dell’ordine ucraine nelle zone in cui i pellegrini alloggiano e si radunano.
Il pellegrinaggio è andato avanti anche dopo interruzioni precedenti. Nel 2020 i pellegrini tentarono di raggiungere Uman nonostante le restrizioni di confine e di viaggio legate al COVID-19.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa vi era stata tra Israele e l’Ucraina una querelle riguardo a restrizioni di viaggio degli ucraini nello Stato Ebraico (dove vi era un’esenzione di visto dal 2010). Protestando contro l’«umiliazione» degli ucraini che tentavano di entrare in Israele lo scorso agosto, l’ambasciatore ucraino aveva avvertito lo Stato Giudaico che i pellegrini potrebbero sopportare il peso della ritorsione di Kiev.
Kiev si lamentava da tempo della riluttanza di Israele a garantire protezione di asilo ai rifugiati ucraini, accusando il governo di essere più interessato agli ebrei ucraini che potrebbero voler immigrare.
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Immagine screenshot da Twitter
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Uomo ricoverato in ospedale dopo essersi occluso l’uretra con la colla superadesiva
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