Militaria
L’esercito russo risponde agli «attacchi terroristici» di Kiev: parla il ministro della Difesa di Mosca
L’esercito russo ha condotto giovedì una serie di rilevanti attacchi contro infrastrutture militari ucraine e impianti energetici collegati, come comunicato dal ministero della Difesa di Mosca in una nota ufficiale. Lo riporta la stampa russa.
L’operazione è arrivata il giorno successivo a un massiccio attacco ucraino, nel quale sono stati impiegati centinaia di droni, missili HIMARS e bombe plananti contro infrastrutture civili in diverse regioni della Russia.
Il ministero della Difesa russo ha riferito che la maggior parte dei proiettili in arrivo è stata intercettata. Tuttavia, secondo il governatore Vyacheslav Gladkov, almeno sei civili – tra cui una donna – sono rimasti feriti da schegge e onde d’urto nella regione di Belgorod.
La risposta russa di giovedì ha coinvolto armi a lungo raggio aviotrasportate e terrestri, oltre a velivoli senza pilota (UAV). Secondo Mosca, gli obiettivi includevano impianti ucraini di produzione e stoccaggio di droni, nonché infrastrutture utilizzate per scopi militari.
In totale, le forze russe hanno colpito 147 località, tra cui un aeroporto ucraino, basi militari, depositi e campi di addestramento di mercenari stranieri, ha precisato il ministero della Difesa, senza però indicare con dettaglio le coordinate o i nomi degli obiettivi.
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I media ucraini hanno riportato che gli attacchi hanno interessato la capitale Kiev, la città centrale di Dnepropetrovsk e il porto di Odessa sul Mar Nero.
Il sindaco di Kiev, Vitaly Klitschko, ha collegato i bombardamenti alla persistente crisi energetica che colpisce la capitale, dove migliaia di edifici rimangono privi di riscaldamento. In precedenza, il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj aveva attribuito al sindaco la responsabilità della scarsa preparazione della città a gestire emergenze di questo tipo.
L’Ucraina sta affrontando da settimane blackout elettrici diffusi: Mosca ha dichiarato di voler colpire sistematicamente la capacità produttiva di armamenti ucraina per ridurre la frequenza e l’intensità degli attacchi in profondità contro obiettivi civili russi.
Lo scorso mese, la Russia aveva accettato di sospendere temporaneamente gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine, su richiesta del presidente statunitense Donald Trump, come gesto di buona volontà per favorire i negoziati di pace.
Tuttavia, secondo Mosca, l’Ucraina non ha diminuito le proprie operazioni transfrontaliere. Solo nel mese di gennaio, gli attacchi ucraini avrebbero causato almeno 79 morti civili, tra cui tre bambini, e 378 feriti.
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Immagine di Tibboh via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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La Spagna chiude il proprio spazio aereo agli aerei USA coinvolti nelle operazioni in Iran
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Militaria
L’Iran rivendica la distruzione di un aereo spia statunitense AWACS
Un importante aereo da comando e controllo AWACS E-3 Sentry dell’aeronautica statunitense è stato «completamente distrutto» in un attacco missilistico e con droni iraniani contro la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita, secondo quanto affermato dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (i pasdaran).
L’aereo spia è stato colpito insieme a diversi altri jet statunitensi durante l’attacco di venerdì alla base, situata a circa 96 km a sud-est di Riyadh, ha dichiarato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche in un comunicato di domenica. La base saudita è stata presa di mira «in risposta alle azioni ostili dell’esercito terroristico statunitense», si legge nel comunicato.
Secondo l’agenzia Associated Press, sono stati utilizzati fino a sei missili balistici e 29 droni, causando il ferimento di almeno 15 soldati statunitensi, cinque dei quali in gravi condizioni.
La rivista statunitense Air & Space Forces Magazine ha riportato la distruzione di un velivolo AWACS presso la base aerea Prince Sultan sabato scorso, citando fonti a conoscenza dei fatti.
Lo stesso giorno, OSINTdefender, un sito di monitoraggio dell’intelligence open-source, ha pubblicato su X delle foto che, a suo dire, documentavano i danni subiti dall’aereo spia. Sembra che sia stato colpito nella parte posteriore, dove si trova la sua caratteristica cupola radar rotante.
Pictures show the total loss of 81-0005, an E-3G “Sentry” Airborne Early Warning and Control (AEW&C) Aircraft with the U.S. Air Force’s 552nd Air Control Wing based out of Tinker Air Force Base, Oklahoma, following yesterday’s Iranian ballistic missile and drone attack on Prince… pic.twitter.com/NNnILybnrU
— OSINTdefender (@sentdefender) March 29, 2026
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Nel frattempo, l’emittente iraniana PressTV ha diffuso immagini satellitari che mostrerebbero la distruzione di diversi aerei nella base saudita. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha rifiutato di commentare la perdita di un E-3 quando è stato contattato dai media.
🇺🇸🇮🇷 Iran gloats over destruction of U.S. Air Force E-3G Sentry AWACS aircraft at Saudi Arabia’s Prince Sultan Air Base.
They published satellite images from before and after their missile strike.
Source: Cash Report https://t.co/6yx1MdDp9t pic.twitter.com/ilYw9i1LMo
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) March 29, 2026
I dati di tracciamento dei voli open-source suggeriscono che almeno sei velivoli di questo tipo siano stati stazionati presso la base aerea Prince Sultan, che è stata presa di mira dall’Iran tre volte nell’ultima settimana.
Tra il 1977 e il 1992, la Boeing ha prodotto circa 70 velivoli E-3 Sentry, di cui 16 sarebbero ancora in servizio con l’Aeronautica Militare statunitense. Questi aerei sono progettati per svolgere funzioni di sorveglianza, comando, controllo e comunicazione in qualsiasi condizione meteorologica e, nonostante l’età, rimangono cruciali per le operazioni militari americane.
La produzione di un E-3 Sentry costa circa 270 milioni di dollari, ma l’E-7 Wedgetail, che il Pentagono considera il sostituto del vecchio aereo spia, ha un prezzo superiore a 700 milioni di dollari.
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Il capo IDF avverte del rischio di un «collasso» per il ritardo nella naja degli ultraortodossi
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