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Paternità

L’Epidemia degli orfani di padre

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Negli USA si comincia a parlare di una nuova epidemia che pare infettare gravemente il tessuto sociale del Paese: la chiamano fatherless epidemic, l’epidemia degli orfani di padre.

 

Mike Rowe, meglio conosciuto come il conduttore della serie di Discovery Channel Dirty Jobs, lo scorso martedì ha scritto su Facebook sull’«epidemia di orfani di padre» che «colpisce ogni livello della società». Molti siti internet hanno ripreso il suo sfogo.

Negli USA si comincia a parlare di una nuova epidemia che pare infettare gravemente il tessuto sociale del Paese: la chiamano fatherless epidemic, l’epidemia degli orfani di padre

 

«Un paio di anni fa, quando Angelina Jolie e Brad Pitt avevano divorziato, Jolie aveva detto: “Non mi è mai passato per la mente che mio figlio avrebbe avuto bisogno di un padre» ricorda Rowe.

 

«Sono rimasto colpito dal suo commento, e ricordo di essermi chiesto quanti altri americani avrebbero potuto condividere il suo punto di vista. A quel tempo, non ne pensavo molti. Ma oggi sono convinto che il numero sia significativo. Sono anche stupito di quanto rapidamente la paternità sia caduta in disgrazia. Riesci a immaginare una celebrità – o chiunque altro – mentre dice una cosa del genere solo venti anni fa?».

 

Discutendo  di un programma anti-bullismo per la sua serie web Returning the Favour, Rowe ha considerato la connessione tra i tassi di bambini senza padre e mali della società come bullismo, scarso rendimento scolastico, senzatetto, suicidio e violenza.

 

Provengono da case senza padre:
Il 63% dei giovani suicidi (5 volte la media).
Il 90% di tutti i senzatetto e i bambini scappati di casa (32 volte la media).
L’85% di tutti i bambini che mostrano disturbi del comportamento (20 volte la media).
L’80% degli stupratori (14 volte la media).
Il 71% di tutti coloro che abbandonano le scuole superiori (9 volte la media).
Il 43% dei bambini statunitensi

Citando le statistiche, Rowe ha sostenuto nel post di Facebook che i bambini, in particolare i giovani, che crescono nelle case senza un padre sono in netto svantaggio.

 

I fatti sembrano abbastanza chiari:

Il 63% dei suicidi giovanili proviene da case senza padre – 5 volte la media. (US Department of Health / Census)
Il 90% di tutti i senzatetto e i bambini scappati provengono da case senza padre – 32 volte la media.
L’85% di tutti i bambini che mostrano disturbi del comportamento provengono da case senza padre – 20 volte la media. (Center for Disease Control)
L’80% degli stupratori con problemi di rabbia proviene da case senza padre – 14 volte la media. (Justice & Behaviour, Vol 14, pag 403-26)
Il 71% di coloro che abbandonano le scuole superiori proviene da case senza padre – 9 volte la media. (Rapporto della National Principals Association)
Il 43% dei bambini statunitensi vive senza il padre (Dipartimento del Censimento degli Stati Uniti)

 

Rowe ha osservato che, come il bullismo, la maggior parte delle sparatorie a scuola sono perpetrate da individui provenienti da case senza padre.

 

«È davvero così sorprendente apprendere che la maggior parte dei bulli proviene anche da case senza padre?» si chiede Rowe.

«È sorprendente che sia senza padre la maggior parte degli high school shooters [gli stragisti da scuola superiore, ndr] ? È sorprendente che lo sia la maggior parte degli stragisti maschi più anziani?».

 

Rowe ammette che l’argomento è controverso e probabilmente non gli farà guadagnare molti fan tra coloro che cercano una soluzione unidimensionale ai problemi che affliggono i giovani uomini.

 

«So che questo è controverso» scrive. “Mi dispiace iniettare un ingrediente scomodo in un post su uno spettacolo di benessere, ma penso sia importante considerare la possibilità che questa cosa che ci piace chiamare “un’epidemia di bullismo” sia davvero una fatherlessness epidemic, un’epidemia di paternità mancante».

È davvero così sorprendente apprendere che la maggior parte dei bulli proviene anche da case senza padre?

 

Rowe ha anche sottolineato il fatto che la società e i social media forniscono ai maschi, indipendentemente dall’età, un messaggio contorto e conflittuale sulla mascolinità.

 

«È ragionevole concludere che la nostra società sta inviando un messaggio agli uomini di tutte le età che è decisamente ambiguo», ha scritto la Rowe. «Da un lato, stiamo dicendo loro di “fare i duri” ogni volta che il gioco si fa duro, dall’altro condanniamo un clima di” mascolinità tossica” ad ogni piè sospinto».

 

Rowe sostiene che è abbastanza difficile per i giovani uomini con una stabile struttura di supporto familiare distinguere ciò che vuole da loro la società, per non parlare di quelli senza una figura paterna presente.

I bambini sono gli stessi ora come lo erano cento anni fa: petulanti, coraggiosi, arroganti, sinceri, spaventati. Sono i genitori che hanno messo la propria felicità al di sopra dei migliori interessi dei propri figli

 

«Se questo ti confonde, immagina di essere un ragazzo di 14 anni senza una figura paterna che ti aiuti a dare un senso a tutto questo».

 

Rowe non ha smentito la serietà del bullismo, ma ha tentato di dipingerlo come un sintomo della disintegrazione delle strutture di supporto familiare. Ha criticato gli sforzi per incolpare dei mali della società i social media, il libero accesso alle armi o deviazioni genetiche, sostenendo che tali scuse servono solo a mascherare il problema in questione.

 

«La crisi del bullismo è reale, ma la causa principale non ha nulla a che fare con i videogiochi, le armi, i social media, il rock and roll, o le bevande zuccherate, o qualsiasi altro babau attualmente di moda» dice la Rowe. «Né è una funzione di qualche nuovo cromosoma dei bambini che diventano maggiorenni».

 

Rowe dice che i bambini delle generazioni recenti non sono radicalmente diversi da quelli che li hanno preceduti; piuttosto sono «i genitori che sono cambiati».

 

«I bambini sono gli stessi ora come lo erano cento anni fa: petulanti, coraggiosi, arroganti, sinceri, spaventati», ha scritto. «Sono i genitori che hanno messo la propria felicità al di sopra dei migliori interessi dei propri figli».

Questa abdicazione della responsabilità, viene da pensare, è lampante nel caso dei vaccini: genitori che affidano ciecamente allo Stato la cosa più preziosa che hanno, la salute della loro prole.

 

Tale sentimento è stato il risultato, ha affermato la Rowe, in una generazione di genitori che ha abdicato alle proprie responsabilità di allevare bambini ben adattati, optando invece per consentire alla comunità di svolgere un ruolo sempre crescente.

 

«Sono i genitori che credono davvero che “la comunità” possa crescere i loro figli» scrive Rowe. «Quando invece “la comunità” è profondamente incapace di fare qualcosa del genere».

 

Questa abdicazione della responsabilità, viene da pensare, è lampante nel caso dei vaccini: genitori che affidano ciecamente allo Stato la cosa più preziosa che hanno, la salute della loro prole.

Al contempo, non possiamo non pensare che proprio la questione vaccinale in Italia denota lo stesso problema: la mancanza di qualcuno che voglia proteggere la propria famiglia davanti non solo a leggi ingiuste, ma a pericoli esiziali.

La mancanza di veri padri.

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Arte

Addio Robert Bly, poeta contro la società degli adulti adolescenti

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Robert Bly, poeta e pensatore tra i più abissali e necessari del nostro tempo è morto il 21 novembre nella sua casa di Minneapolis. Aveva 94 anni.

 

Chi conosce la sua opera può avere un’idea del vuoto che lascia. Nessuno era riuscito a parlare della crisi dell’uomo maschio nel mondo moderno come lui. Nessuno aveva quella lucidità, unita a quel tocco di poesia. Nessuno, soprattutto, era in grado argomentare non distruttivamente, ma anche costruttivamente: Robert Bly aveva fondato un movimento culturale che dava agli uomini risposte precise sul loro destino in questo mondo impazzito.

 

Bly, che aveva iniziato distillando in versi la sua opposizione alla guerra in Vietnam, disdegnava la parola sanscrita guru, epperò quello era: una guida, un maestro.

 

Negli anni ’90 Bly cominciò ad organizzare i ritiri nei boschi dove conduceva glu uomini alla ricerca di un essere primordiale nascosto dietor il loro sé più tenero e socializzato. Ai suoi reading di poesia suonava anche il bouzouki, «con la sua criniera bianca (…) era un bardo dal carisma irresistibile» ha scritto il Washington Post.

 

Anche la rivista People, normalmente non nota per la sua enfasi sulla poesia moderna, ha incluso Bly in una classifica delle persone «più intriganti» del 1991: l’anno prima era stato pubblicato Iron John: A Book About Men, una critica della moderna società americana in cui le persone – incluso se stesso, confessava – spesso perseguono gratificazioni istantanee per fini più elevati. Il testo che ha avuto una limitata circolazione in Italia, ma sappiamo esserci comunità non pubbliche dove gira una versione elettronica della traduzione. Il titolo allude ad una favola dei fratelli Grimm dove un uomo selvaggio viene scoperto sul fondo di un lago.

Il pensiero di Bly è riconosciuto come il più grande scavo realizzato sul senso di abbondano e di fallimento delle ultime generazioni di maschi americani.

 

Bly era indissolubilmente legato al Minnesota, dove è cresciuto in una comunità agricola norvegese, e dove ha vissuto e scritto per gran parte della sua vita. L’ambientazione forniva un’ispirazione infinita per la sua arte, ma Bly non viveva una vita isolata; era profondamente impegnato con la società fin dall’inizio.

 

Bly è stato un co-fondatore del gruppo American Writers Against the Vietnam War. Quando ha ricevuto un National Book Award nel 1968 per la sua seconda raccolta di poesie, The Light Around the Body, Bly ha donato il premio in denaro alla causa dell’assistenza ai resistenti alla leva.

 

Influenzato dalle teorie di Carl Gustava Jung, Bly faceva appello alle religioni antiche, alla mitologia, alle fiabe e alla psicologia,  sostenendo con chiarezza come la modernità avesse indebolito la stessa natura dei maschi, diminuendo la loro autostima e rendendoli incapaci di impartire forza l’uno all’altro. Cosa specialmente vera, e specialmente tragica, nel rapporto di trasmissione dai padri ai figli

Egli vedeva il maschio moderno cresciuto a metà a causa dell’assenza del padre – che è lontano perché separato, o indaffarato, o disinteressato, o alcolizzato –  e quindi incastrato in un meccanismo di perpetuazione di un modello di esistenza incompleta

Tale problema, diceva Bly, risale alla Rivoluzione Industriale, che aveva allontanato i padri dalla casa al posto di lavoro. L’assenza dei padri generava una società instabile, che, non avendo veri riferimenti per il proprio comportamento, viene pervasa dalla percezione di non essere all’altezza.

«L’esperienza primaria dell’uomo americano è di essere inadeguato», aveva detto Bly in un’intervista con il giornalista televisivo Bill Moyers.

 

Nei suoi scritti e ritiri con quello che si chiamò Mythopoetic Men’s Movement, Bly invitava gli uomini a riconoscere il dolore che provavano per il loro stato e a partecipare a riti di iniziazione per rafforzare la loro psiche. Bly quindi è stato spesso descritto come colui che ha guidato un movimento maschile, una nozione che a volte ha attirato l’ira, se non lo scherno, delle femministe.

 

Il pensiero di Bly è riconosciuto come il più grande scavo realizzato sul senso di abbondano e di fallimento delle ultime generazioni di maschi americani.

 

La droga, la depressione, la delinquenza, l’omosessualità, il suicidio, le turbe maschili tutti deriverebbero dallo spegnimento della tradizione di padre in figlio e dall’instaurarsi di una società orizzontale che Bly chiama «società fraterna»

Egli vedeva il maschio moderno cresciuto a metà a causa dell’assenza del padre – che è lontano perché separato, o indaffarato, o disinteressato, o alcolizzato –  e quindi incastrato in un meccanismo di perpetuazione di un modello di esistenza incompleta.

 

Per una società dove dominano incontrastate le vacche sacre del divorzio e del femminismo, le corde toccate dal poeta costituivano un tabù totale.

 

La crisi del maschio contemporaneo, e più estesamente forse di tutto il mondo moderno, è causata, secondo il poeta, dal fatto che gli adolescenti oggi sono «non guidati» verso l’età adulta proprio per l’assenza delle funzioni paterne. Questo tema fu dettagliatamente sviluppato nel libro La società degli eterni adolescenti, che affrontava la catastrofe individuale e collettiva di una società fatta di persone incapaci di raggiungere la piena maturità.

 

La scomparsa della figura paterna crea la parallela scomparsa del rito di passaggio: il ragazzo non sa esattamente quando diventa adulto, né probabilmente lo vuole diventare. Interrotta l’iniziazione paterna, gli individui  restano invischiati in un limbo che porta necessariamente al caos.

 

La scomparsa della figura paterna crea la parallela scomparsa del rito di passaggio: il ragazzo non sa esattamente quando diventa adulto, né probabilmente lo vuole diventare. Interrotta l’iniziazione paterna, gli individui  restano invischiati in un limbo che porta necessariamente al caos

La droga, la depressione, la delinquenza, l’omosessualità, il suicidio, le turbe maschili tutti deriverebbero dallo spegnimento della tradizione di padre in figlio e dall’instaurarsi di una società orizzontale che Bly chiama «società fraterna».

 

Questi mezzi adulti, dice Bly, avranno quindi difficoltà nel lavoro e nella vita famigliare – perché non sono formati alla responsabilità, intrappolati come sono tra l’infanzia e l’età matura.

 

Ciò li porta ineludibilmente a poter divenire, salvo sacrificio e trasformazione in grado di rompere il ciclo di ripetizione imitativa, dei padri assenti, dei padri di figli che non cresceranno mai del tutto.

 

La più grande illustrazione del pensiero di Bly è stata, non si sa quanto volontariamente, la storia di Fight Club, un romanzo e una pellicola epocali.

 

Questi mezzi adulti, dice Bly, avranno quindi difficoltà nel lavoro e nella vita famigliare – perché non sono formati alla responsabilità, intrappolati come sono tra l’infanzia e l’età matura

L’autore della storia, Chuck Palahniuk, in un’intervista dichiarò che avrebbe scoperto solo poi il pensiero di Bly, e quanto profondamente esso rispecchiava il suo racconto, in parte autobiografico. Ricorderete la scena: il narratore (nella pellicola, Edward Norton) fa un bilancio esistenziale con Tyler Durden (Brad Pitt) mentre, pieni di lividi, riposano in bagno.

 

«Io non conosco mio padre. Insomma, lo conosco, ma se n’è andato via quando avevo sei anni. Ha sposato un’altra donna, ha avuto altri figli. Lo fa ogni sei anni: va in una nuova città e mette su una nuova famiglia» dice il protagonista.

 

«Il cazzone ha aumentato le filiali! Il mio non ha fatto l’università, perciò era essenziale che ci andassi io» risponde Tyler Durden. «Così mi laureo, gli faccio un’interurbana e gli dico: papà, e adesso? E lui: trovati un lavoro!»

 

«Stessa cosa!»

 

La più grande illustrazione del pensiero di Bly è stata, non si sa quanto volontariamente, la storia di Fight Club, un romanzo e una pellicola epocali

«A venticinque anni faccio la mia telefonata annuale e gli dico: papà, e adesso? E lui: non lo so, vedi di sposarti!» continua Pitt.

 

Norton risponde: «non puoi sposarti. Sei un bambino di 30 anni».

 

«Siamo una generazione cresciuta dalle donne. Mi chiedo se un’altra donna sia davvero la risposta».

 

Fight Club era l’urlo, sardonico quanto sadico, lucido quanto distruttivo, della crisi del maschio americano in quanto orfano di padre.

 

 

Addio Robert Bly, addio poeta, filosofo, guida – padre.

Il padre di Bly, aveva raccontato il poeta, era un alcolizzato che preferiva la bottiglia alla famiglia.

 

È toccante leggere quindi quanto Bly abbia da dirgli nella poesia Preghiera per mio padre:

 

Se non sono

con te quando morirai,

questo è giusto.

Va tutto bene.

Quella parte di te ha pulito

le mie ossa di più

di una volta. Ma io

ti incontrerò

nel giovane falco

che vedo

dentro entrambi.

io e te; lui

guiderà

te al Signore della Notte,

che ti darà

la tenerezza

volevi qui.

 

Addio Robert Bly, addio poeta, filosofo, guida – padre.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

Immagine di Nic McPhee via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0); immagine modificata.

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Bioetica

Il grande mercato della donazione di sperma

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

Un altro capitolo della rivoluzione riproduttiva. Secondo un’importante società di ricerche di mercato, entro il 2027, il mercato dello sperma commerciale varrà 4,86 ​​miliardi di dollari.

 

Il suo rapporto afferma che la crescita delle entrate è guidata da un aumento dell’infertilità maschile e femminile, iniziative governative di sostegno e una crescente accettazione sociale in tutto il mondo.

Il mercato dello sperma commerciale varrà 4,86 ​​miliardi di dollari

 

Questa notizia ha coinciso con l’ennesima storia di frode sulla fertilità da parte di un medico americano, questa volta nel registro di Des Moines. L’uomo dell’Iowa Mark Hansen ha appreso all’età di 47 anni che il suo padre biologico era il dottor Sidney Yugend, il medico di sua madre. È stata una rivelazione devastante.

 

Medici in 20 stati sono stati accusati di usare il proprio sperma per i loro pazienti, secondo Traci Portugal, figlia di un medico donatore accusato e amministratore del sito web Donor deceived («Ingannati dai donatori»), che traccia le frodi sulla fertilità.

Calcoli approssimativi suggeriscono che questo ipotetico donatore avrebbe 269 figli nello Stato di New York o 10.225 figli negli Stati Uniti o addirittura 240.625 figli a livello globale

 

Donor Deceived afferma che l’ American Society for Reproductive Medicine raccomanda un limite di nascita di 25 figli per donatore per popolazione di 800.000. Calcoli approssimativi suggeriscono che questo ipotetico donatore avrebbe 269 figli nello Stato di New York o 10.225 figli negli Stati Uniti o addirittura 240.625 figli a livello globale. «Vorresti avere 10.000 fratellastri?» chiede.

 

Il sito web cataloga esempi noti di donatori di sperma in gruppi: da 25 a 50 fratelli, da 50 a 100, da 100 a 200, da 200 a 500 e oltre 500. Il più prolifico è un medico britannico, Bertold Wiesner, che potrebbe essere stato il padre biologico di oltre 600 bambini.

 

Con l’aumento delle banche del seme e delle cliniche per la fecondazione in vitro, la tentazione per i medici di assistere personalmente i propri pazienti potrebbe essere diminuita.

Il più prolifico è un medico britannico, Bertold Wiesner, che potrebbe essere stato il padre biologico di oltre 600 bambini

 

Tuttavia, come ha sottolineato questa settimana un articolo su The Atlantic, le donne stanno ora cercando lo sperma su Facebook da gruppi come Sperm Donation USA. Nessuno tiene traccia di quanti figli hanno generato questi uomini.

 

 

Michael Cook

Direttore di Bioedge

 

 

 

 

Immagine © Renovatio 21

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Essere genitori

Ecco la genitorialità «light»: fare figli senza sesso, sentimento, coabitazione o matrimonio

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

 

Tra le miriadi di nuove forme familiari che nascono quando il matrimonio tradizionale perde popolarità c’è la co-genitorialità platonica.

 

Questa non è co-genitorialità dopo il divorzio, con tutta la sua acrimonia e competizione per l’affetto di un bambino. Invece questo coinvolge due estranei che progettano di concepire i bambini (naturalmente o artificialmente) e si assumono la responsabilità congiunta di crescerli, ma senza sposarsi o vivere insieme.

 

Tra le miriadi di nuove forme familiari che nascono quando il matrimonio tradizionale perde popolarità c’è la co-genitorialità platonica

Secondo Susan Golombok, direttrice del Center for Family Research dell’Università di Cambridge e autrice di We Are Family, un libro che esamina nuove strutture familiari, questo è un «nuovo fenomeno che prende velocità».

 

Di cui un esempio è un nuovo reality sulla TV britannica Channel 4, «Strangers Making Babies». Nell’episodio 1, proiettato all’inizio di questa settimana, «Un gruppo di aspiranti genitori single cerca un partner platonico con cui avere un bambino, senza la complicazione di trovare prima l’amore».

 

Il Daily Mail ammette che questo suona «folle» ma riflette una tendenza in crescita:

 

«Negli ultimi anni, c’è stato un enorme aumento del numero di siti Internet e forum che affermano di mettere in collegamento potenziali co-genitori. Si stima che circa 70.000 persone nel Regno Unito siano iscritte a tali siti, alla ricerca di partner genitoriali platonici»

«Negli ultimi anni, c’è stato un enorme aumento del numero di siti Internet e forum che affermano di mettere in collegamento potenziali co-genitori. Si stima che circa 70.000 persone nel Regno Unito siano iscritte a tali siti, alla ricerca di partner genitoriali platonici».

 

«Questi siti non sono regolamentati, tuttavia, e averci a che fare significa andare in punta di piedi attraverso un campo minato legale, morale ed etico. Uno degli uomini che è già stato su Facebook come co-genitorialità di gruppi di corrispondenza riassume così: un c***o di inferno. Ci sono i pazzi lì dentro».

 

I matchmaker professionisti di Channel 4 hanno accoppiato tre uomini con tre donne assordate dal ticchettio del loro orologio biologico. Per prima cosa, c’è una possibilità di conoscerti bevendo, poi un fine settimana insieme, poi un contratto, poi un tentativo di concepimento.

 

Channel 4 ha anche reclutato un esperto di fecondazione in vitro, la dottoressa Marie Wren, della Lister Fertility Clinic , per fungere da consulente. «La società è cambiata così tanto», ha detto al Daily Mail.

 

Un esempio è un nuovo reality sulla TV britannica Channel 4, «Strangers Making Babies». Nell’episodio 1 «un gruppo di aspiranti genitori single cerca un partner platonico con cui avere un bambino, senza la complicazione di trovare prima l’amore»

«Le persone sembrano lottare per incontrare qualcuno con cui avere un figlio. La donazione anonima di sperma non è l’ideale per tutte le donne single e la maternità surrogata con la donazione di ovociti potrebbe essere un’opzione appropriata per alcuni uomini che cercano di essere genitori, ma la co-genitorialità è per alcuni un’opzione di gran lunga migliore».

 

Uno dei tre uomini ha 50 anni e ha già figli da un matrimonio fallito, ma ne vorrebbe altri. Spiega i vantaggi della co-genitorialità. «Il romanticismo è adorabile ma riesce a far perdere la testa alle persone. In questo processo, stanno pensando in modo abbastanza chiaro».

 

Tuttavia, Harry Benson, direttore della ricerca della Fondazione per il matrimonio, è stato molto meno positivo. Ha commentato:

 

«Studi statunitensi dimostrano che accordi di co-genitorialità cooperativa come questo hanno molti meno benefici per i bambini di quanto la maggior parte delle persone supponga. Questo programma sembra trattare i bambini come beni di consumo secondari piuttosto che come il prodotto di una relazione d’amore. Le prove nel Regno Unito e negli Stati Uniti mostrano che i bambini tendono a stare meglio con entrambi i genitori sotto lo stesso tetto. È molto probabile che accada se i genitori sono sposati».

«Questo programma sembra trattare i bambini come beni di consumo secondari piuttosto che come il prodotto di una relazione d’amore. Le prove nel Regno Unito e negli Stati Uniti mostrano che i bambini tendono a stare meglio con entrambi i genitori sotto lo stesso tetto. È molto probabile che accada se i genitori sono sposati»

 

Esistono numerosi siti web che si rivolgono a persone – gay, lesbiche ed eterosessuali – interessate ad accordi di co-genitorialità. I loro clienti vogliono diventare genitori e avere una famiglia, ma non sono ostacolati dal romanticismo e dall’impegno.

 

Come afferma il sito web di Modamily , i loro clienti sono perfettamente consapevoli che l’orologio biologico sta ticchettando: «C’è tutto il tempo per trovare il signor o la signora giusta, ma solo un tempo limitato per trovare la mamma o il papà giusto. Forse la persona cpm cui cresci i bambini con non è la stessa persona con cui invecchi?».

 

Il dottor Golombok afferma che gli scienziati sociali hanno ancora pochi dati sulla co-genitorialità platonica.

 

«Non sappiamo ancora come si sentiranno i bambini riguardo alla loro situazione familiare e come andrà a finire nel tempo”, scrive nel suo libro. Ma, come ha detto al Guardian lo scorso anno, «è possibile, però, che portare via il bagaglio romantico possa anche creare un ambiente più stabile».

«C’è tutto il tempo per trovare il signor o la signora giusta, ma solo un tempo limitato per trovare la mamma o il papà giusto. Forse la persona cpm cui cresci i bambini con non è la stessa persona con cui invecchi?»

 

 

Michael Cook

Direttore di Bioedge

 

 

* Questo articolo è stato corretto in risposta ai commenti della dott.ssa Susan Golombok. 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

 

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