Connettiti con Renovato 21

Paternità

Vitamina K, tra beceri complottismi e vera comprensione del problema

Pubblicato

il

 

 

Le controversie sulla somministrazione della Vitamina K per via parenterale ai bambini appena nati continua a far discutere, non foss’altro per la generale scarsa conoscenza dell’argomento e della stessa pratica, fatta quasi in segreto nella fretta e nell’emozione del momento della nascita.

 

Esistono due categorie di persone che dimostrano, l’una nel medesimo modo dell’altra, di non capire il vero problema che in questa sede, invece, tenteremo di spiegare.

 

La prima categoria è quella dei menefreghisti, che lasciano alle grinfie dello Stato industrial-sanitario i loro figli senza nemmeno premurarsi di ciò che viene a loro fatto e inoculato.

 

La seconda è quella dei complottisti perdigiorno, che vedendo cospirazioni ovunque mettono in pericolo la credibilità e l’onestà della causa, soprattutto di chi la combatte con motivazioni ben solide, argomentate con criteri razionali lontani anni luce dalla banale impulsività. 

 

Occorre capire come mai venga somministrata ai bambini appena nati una dose di Vitamina K senza nemmeno spiegare ai genitori di cosa si tratti e il motivo per cui viene inoculata per via parenterale. Cioè con la siringa

Di questa seconda categoria, non molto tempo addietro, ha avuto modo di parlarne il Dott. Stefano Montanari che insieme alla moglie ha analizzato il KONAKION ® prima infanzia, cioè la famosa Vitamina K.

 

L’analisi è stata commissionata ai due ricercatori modenesi da un gruppo di persone – probabilmente genitori – come spiega lo stesso Montanari:

 

«Bisogna sapere che tempo fa un gruppo di persone mi chiese di analizzare una fiala della vitamina K che, per ragioni a me ignote, viene somministrata ai bambini usciti pochi minuti prima dal grembo materno. L’analisi che noi possiamo fare è solo relativa all’eventuale presenza di micro- e nanoparticelle inorganiche e quella fiala ne era priva. Ma per il complottista ad oltranza la cosa non può essere vera: in quella fiala c’è il precursore del cancro».

 

«Ora, io capisco la delusione di chi sperava che in quella roba noi ci trovassimo la ferraglia che troviamo costantemente nei vaccini ma, nel caso specifico, non è stato così. Al contrario di qualcuno, io mi limito a riferire in modo freddo ciò che risulta dall’osservazione di microscopia elettronica che mia moglie esegue, e, se il risultato non piace, non so proprio che farci”.

Il vero problema della somministrazione della Vitamina K ai bambini appena nati è infatti legato all’atto sanitario in sé e alla «violenza» fatta contro l’innocenza dei bambini. Il tutto, ovviamente, senza nessun consenso dato dai genitori

 

Proprio così, per il complottista in scricto sensu l’idea della cospirazione ai suoi dannisupera persino la realtà delle cose. Non solo: supera, anche, le analisi fatte secondo metodo scientifico da due scienziati non certo piegati ai diktat delle farmaceutiche (come quelli, e vi sono esempi che tengono nascosto un eventuale pericolo presente nel farmaco), ma da due ricercatori assolutamente liberi e senza conflitti d’interessi di sorta (come spesso invece accade a chi fa “scienza” con i dindi di Big Pharma).

 

Occorre però capire come mai venga somministrata ai bambini appena nati una dose di Vitamina K senza nemmeno spiegare ai genitori – quantomeno nella maggior parte dei casi – di cosa si tratti e il motivo per cui viene inoculata, peraltro non per via orale (come dovrebbe essere) – ma per via, appunto, parenterale. Cioè con la siringa.

 

Sappiamo che la deficienza di vitamina K può causare sanguinamenti inaspettati (con un’incidenza dallo 0,25 all’1,7%), durante i primi mesi di vita in neonati in buona salute: questo quadro viene chiamato oggi «emorragia precoce del neonato da deficienza di vitamina K» (VKDB). Tuttavia non abbiamo certezze sul fatto che questo avvenga subito dopo la nascita, così come non abbiamo evidenze sul fatto che la pratica, come al solito, debba essere fatta in maniera massiva. 

Il primo atto dunque, non è una dose di amore alla vita, ma la puntura sotto il minuscolo piede o nella coscia

 

Aldilà di ciò che però si può dire sulle evidenze scientifiche, sulla bontà del farmaco o, invece, come sostiene qualcuno, sulla sua nocività, il nocciolo della questione a nostro parere è un altro: la dea Siringa invocata dalla religione sanitaria mondiale, che include ormai tutto e tutti, deve essere adorata ed incensata da tutto il volgo.

 

Il vero problema della somministrazione della Vitamina K ai bambini appena nati è infatti legato all’atto sanitario in sé e alla «violenza» fatta contro l’innocenza dei bambini. Il tutto, ovviamente, senza nessun consenso dato dai genitori. 

 

Bisogna rendersi conto che, una volta usciti dal ventre materno, i bambini piaccia o non piaccia vengono siringati dai camici bianchi.

 

Venuti fuori da quel guscio caldo e sicuro che è la pancia della mamma, sono subito siringati in gloria alla «prevenzione»

Il primo atto dunque, non è una dose di amore alla vita, ma la puntura sotto il minuscolo piede o nella coscia.

 

Venuti fuori da quel guscio caldo e sicuro che è la pancia della mamma, sono subito siringati in gloria alla «prevenzione».

Più che riflettere sul possibile danno a lungo termine che potrebbe esser prodotto inoculando la Vitamina K via parenterale piuttosto che per via orale, magari non nella prima mezz’ora di vita ma dopo qualche settimana, sarebbe bene riflettere sull’esigenza di bucare tutto e tutti senza sosta.

 

Su questo dobbiamo infuriarci. Abbiamo il dovere di infuriarci quando un operatore sanitario toglie dalle braccia della mamma il bambino per elevarlo al rito di iniziazione in sacrificio alla dea Siringa

Su questa ossessione, forse gli psicanalisti potrebbero trarre qualche pensiero.

 

Come il sistema educativo statale vuole imporsi anche sopra la volontà e la potestà educativa dei genitori, inoculando nel cervello le direttive di un sistema avente scopo di creare giovani senz’anima e senza spina dorsale, analogicamente il sistema sanitario inocula farmaci in maniera massiva, senza alcuna distinzione soggettiva: è la massa quella che conta.

È, appunto, il gregge.

 

Su questo dobbiamo infuriarci. Abbiamo il dovere di infuriarci quando un operatore sanitario toglie dalle braccia della mamma il bambino per elevarlo al rito di iniziazione in sacrificio alla dea Siringa.

 

La generazione dei nostri figli e la loro conseguente nascita, crescita, è il miracolo più grande che dobbiamo difendere con le unghie e con i denti da chi si vuole imporre su questa chiamata alla custodia della loro incolumità fisica e moral

Bisogna combattere per riaffermare il nostro essere genitori in lato sensu. Genitore, deriva dal latino  «gignere», ovvero generare.

La generazione dei nostri figli e la loro conseguente nascita, crescita, è il miracolo più grande che dobbiamo difendere con le unghie e con i denti da chi si vuole imporre su questa chiamata alla custodia della loro incolumità fisica e morale.

 

Cristiano Lugli

 

 

 

 

Continua a leggere

Arte

Addio Robert Bly, poeta contro la società degli adulti adolescenti

Pubblicato

il

Da

 

 

Robert Bly, poeta e pensatore tra i più abissali e necessari del nostro tempo è morto il 21 novembre nella sua casa di Minneapolis. Aveva 94 anni.

 

Chi conosce la sua opera può avere un’idea del vuoto che lascia. Nessuno era riuscito a parlare della crisi dell’uomo maschio nel mondo moderno come lui. Nessuno aveva quella lucidità, unita a quel tocco di poesia. Nessuno, soprattutto, era in grado argomentare non distruttivamente, ma anche costruttivamente: Robert Bly aveva fondato un movimento culturale che dava agli uomini risposte precise sul loro destino in questo mondo impazzito.

 

Bly, che aveva iniziato distillando in versi la sua opposizione alla guerra in Vietnam, disdegnava la parola sanscrita guru, epperò quello era: una guida, un maestro.

 

Negli anni ’90 Bly cominciò ad organizzare i ritiri nei boschi dove conduceva glu uomini alla ricerca di un essere primordiale nascosto dietor il loro sé più tenero e socializzato. Ai suoi reading di poesia suonava anche il bouzouki, «con la sua criniera bianca (…) era un bardo dal carisma irresistibile» ha scritto il Washington Post.

 

Anche la rivista People, normalmente non nota per la sua enfasi sulla poesia moderna, ha incluso Bly in una classifica delle persone «più intriganti» del 1991: l’anno prima era stato pubblicato Iron John: A Book About Men, una critica della moderna società americana in cui le persone – incluso se stesso, confessava – spesso perseguono gratificazioni istantanee per fini più elevati. Il testo che ha avuto una limitata circolazione in Italia, ma sappiamo esserci comunità non pubbliche dove gira una versione elettronica della traduzione. Il titolo allude ad una favola dei fratelli Grimm dove un uomo selvaggio viene scoperto sul fondo di un lago.

Il pensiero di Bly è riconosciuto come il più grande scavo realizzato sul senso di abbondano e di fallimento delle ultime generazioni di maschi americani.

 

Bly era indissolubilmente legato al Minnesota, dove è cresciuto in una comunità agricola norvegese, e dove ha vissuto e scritto per gran parte della sua vita. L’ambientazione forniva un’ispirazione infinita per la sua arte, ma Bly non viveva una vita isolata; era profondamente impegnato con la società fin dall’inizio.

 

Bly è stato un co-fondatore del gruppo American Writers Against the Vietnam War. Quando ha ricevuto un National Book Award nel 1968 per la sua seconda raccolta di poesie, The Light Around the Body, Bly ha donato il premio in denaro alla causa dell’assistenza ai resistenti alla leva.

 

Influenzato dalle teorie di Carl Gustava Jung, Bly faceva appello alle religioni antiche, alla mitologia, alle fiabe e alla psicologia,  sostenendo con chiarezza come la modernità avesse indebolito la stessa natura dei maschi, diminuendo la loro autostima e rendendoli incapaci di impartire forza l’uno all’altro. Cosa specialmente vera, e specialmente tragica, nel rapporto di trasmissione dai padri ai figli

Egli vedeva il maschio moderno cresciuto a metà a causa dell’assenza del padre – che è lontano perché separato, o indaffarato, o disinteressato, o alcolizzato –  e quindi incastrato in un meccanismo di perpetuazione di un modello di esistenza incompleta

Tale problema, diceva Bly, risale alla Rivoluzione Industriale, che aveva allontanato i padri dalla casa al posto di lavoro. L’assenza dei padri generava una società instabile, che, non avendo veri riferimenti per il proprio comportamento, viene pervasa dalla percezione di non essere all’altezza.

«L’esperienza primaria dell’uomo americano è di essere inadeguato», aveva detto Bly in un’intervista con il giornalista televisivo Bill Moyers.

 

Nei suoi scritti e ritiri con quello che si chiamò Mythopoetic Men’s Movement, Bly invitava gli uomini a riconoscere il dolore che provavano per il loro stato e a partecipare a riti di iniziazione per rafforzare la loro psiche. Bly quindi è stato spesso descritto come colui che ha guidato un movimento maschile, una nozione che a volte ha attirato l’ira, se non lo scherno, delle femministe.

 

Il pensiero di Bly è riconosciuto come il più grande scavo realizzato sul senso di abbondano e di fallimento delle ultime generazioni di maschi americani.

 

La droga, la depressione, la delinquenza, l’omosessualità, il suicidio, le turbe maschili tutti deriverebbero dallo spegnimento della tradizione di padre in figlio e dall’instaurarsi di una società orizzontale che Bly chiama «società fraterna»

Egli vedeva il maschio moderno cresciuto a metà a causa dell’assenza del padre – che è lontano perché separato, o indaffarato, o disinteressato, o alcolizzato –  e quindi incastrato in un meccanismo di perpetuazione di un modello di esistenza incompleta.

 

Per una società dove dominano incontrastate le vacche sacre del divorzio e del femminismo, le corde toccate dal poeta costituivano un tabù totale.

 

La crisi del maschio contemporaneo, e più estesamente forse di tutto il mondo moderno, è causata, secondo il poeta, dal fatto che gli adolescenti oggi sono «non guidati» verso l’età adulta proprio per l’assenza delle funzioni paterne. Questo tema fu dettagliatamente sviluppato nel libro La società degli eterni adolescenti, che affrontava la catastrofe individuale e collettiva di una società fatta di persone incapaci di raggiungere la piena maturità.

 

La scomparsa della figura paterna crea la parallela scomparsa del rito di passaggio: il ragazzo non sa esattamente quando diventa adulto, né probabilmente lo vuole diventare. Interrotta l’iniziazione paterna, gli individui  restano invischiati in un limbo che porta necessariamente al caos.

 

La scomparsa della figura paterna crea la parallela scomparsa del rito di passaggio: il ragazzo non sa esattamente quando diventa adulto, né probabilmente lo vuole diventare. Interrotta l’iniziazione paterna, gli individui  restano invischiati in un limbo che porta necessariamente al caos

La droga, la depressione, la delinquenza, l’omosessualità, il suicidio, le turbe maschili tutti deriverebbero dallo spegnimento della tradizione di padre in figlio e dall’instaurarsi di una società orizzontale che Bly chiama «società fraterna».

 

Questi mezzi adulti, dice Bly, avranno quindi difficoltà nel lavoro e nella vita famigliare – perché non sono formati alla responsabilità, intrappolati come sono tra l’infanzia e l’età matura.

 

Ciò li porta ineludibilmente a poter divenire, salvo sacrificio e trasformazione in grado di rompere il ciclo di ripetizione imitativa, dei padri assenti, dei padri di figli che non cresceranno mai del tutto.

 

La più grande illustrazione del pensiero di Bly è stata, non si sa quanto volontariamente, la storia di Fight Club, un romanzo e una pellicola epocali.

 

Questi mezzi adulti, dice Bly, avranno quindi difficoltà nel lavoro e nella vita famigliare – perché non sono formati alla responsabilità, intrappolati come sono tra l’infanzia e l’età matura

L’autore della storia, Chuck Palahniuk, in un’intervista dichiarò che avrebbe scoperto solo poi il pensiero di Bly, e quanto profondamente esso rispecchiava il suo racconto, in parte autobiografico. Ricorderete la scena: il narratore (nella pellicola, Edward Norton) fa un bilancio esistenziale con Tyler Durden (Brad Pitt) mentre, pieni di lividi, riposano in bagno.

 

«Io non conosco mio padre. Insomma, lo conosco, ma se n’è andato via quando avevo sei anni. Ha sposato un’altra donna, ha avuto altri figli. Lo fa ogni sei anni: va in una nuova città e mette su una nuova famiglia» dice il protagonista.

 

«Il cazzone ha aumentato le filiali! Il mio non ha fatto l’università, perciò era essenziale che ci andassi io» risponde Tyler Durden. «Così mi laureo, gli faccio un’interurbana e gli dico: papà, e adesso? E lui: trovati un lavoro!»

 

«Stessa cosa!»

 

La più grande illustrazione del pensiero di Bly è stata, non si sa quanto volontariamente, la storia di Fight Club, un romanzo e una pellicola epocali

«A venticinque anni faccio la mia telefonata annuale e gli dico: papà, e adesso? E lui: non lo so, vedi di sposarti!» continua Pitt.

 

Norton risponde: «non puoi sposarti. Sei un bambino di 30 anni».

 

«Siamo una generazione cresciuta dalle donne. Mi chiedo se un’altra donna sia davvero la risposta».

 

Fight Club era l’urlo, sardonico quanto sadico, lucido quanto distruttivo, della crisi del maschio americano in quanto orfano di padre.

 

 

Addio Robert Bly, addio poeta, filosofo, guida – padre.

Il padre di Bly, aveva raccontato il poeta, era un alcolizzato che preferiva la bottiglia alla famiglia.

 

È toccante leggere quindi quanto Bly abbia da dirgli nella poesia Preghiera per mio padre:

 

Se non sono

con te quando morirai,

questo è giusto.

Va tutto bene.

Quella parte di te ha pulito

le mie ossa di più

di una volta. Ma io

ti incontrerò

nel giovane falco

che vedo

dentro entrambi.

io e te; lui

guiderà

te al Signore della Notte,

che ti darà

la tenerezza

volevi qui.

 

Addio Robert Bly, addio poeta, filosofo, guida – padre.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

Immagine di Nic McPhee via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0); immagine modificata.

Continua a leggere

Bioetica

Il grande mercato della donazione di sperma

Pubblicato

il

Da

 

 

Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

Un altro capitolo della rivoluzione riproduttiva. Secondo un’importante società di ricerche di mercato, entro il 2027, il mercato dello sperma commerciale varrà 4,86 ​​miliardi di dollari.

 

Il suo rapporto afferma che la crescita delle entrate è guidata da un aumento dell’infertilità maschile e femminile, iniziative governative di sostegno e una crescente accettazione sociale in tutto il mondo.

Il mercato dello sperma commerciale varrà 4,86 ​​miliardi di dollari

 

Questa notizia ha coinciso con l’ennesima storia di frode sulla fertilità da parte di un medico americano, questa volta nel registro di Des Moines. L’uomo dell’Iowa Mark Hansen ha appreso all’età di 47 anni che il suo padre biologico era il dottor Sidney Yugend, il medico di sua madre. È stata una rivelazione devastante.

 

Medici in 20 stati sono stati accusati di usare il proprio sperma per i loro pazienti, secondo Traci Portugal, figlia di un medico donatore accusato e amministratore del sito web Donor deceived («Ingannati dai donatori»), che traccia le frodi sulla fertilità.

Calcoli approssimativi suggeriscono che questo ipotetico donatore avrebbe 269 figli nello Stato di New York o 10.225 figli negli Stati Uniti o addirittura 240.625 figli a livello globale

 

Donor Deceived afferma che l’ American Society for Reproductive Medicine raccomanda un limite di nascita di 25 figli per donatore per popolazione di 800.000. Calcoli approssimativi suggeriscono che questo ipotetico donatore avrebbe 269 figli nello Stato di New York o 10.225 figli negli Stati Uniti o addirittura 240.625 figli a livello globale. «Vorresti avere 10.000 fratellastri?» chiede.

 

Il sito web cataloga esempi noti di donatori di sperma in gruppi: da 25 a 50 fratelli, da 50 a 100, da 100 a 200, da 200 a 500 e oltre 500. Il più prolifico è un medico britannico, Bertold Wiesner, che potrebbe essere stato il padre biologico di oltre 600 bambini.

 

Con l’aumento delle banche del seme e delle cliniche per la fecondazione in vitro, la tentazione per i medici di assistere personalmente i propri pazienti potrebbe essere diminuita.

Il più prolifico è un medico britannico, Bertold Wiesner, che potrebbe essere stato il padre biologico di oltre 600 bambini

 

Tuttavia, come ha sottolineato questa settimana un articolo su The Atlantic, le donne stanno ora cercando lo sperma su Facebook da gruppi come Sperm Donation USA. Nessuno tiene traccia di quanti figli hanno generato questi uomini.

 

 

Michael Cook

Direttore di Bioedge

 

 

 

 

Immagine © Renovatio 21

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

Continua a leggere

Essere genitori

Ecco la genitorialità «light»: fare figli senza sesso, sentimento, coabitazione o matrimonio

Pubblicato

il

Da

 

 

Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

 

Tra le miriadi di nuove forme familiari che nascono quando il matrimonio tradizionale perde popolarità c’è la co-genitorialità platonica.

 

Questa non è co-genitorialità dopo il divorzio, con tutta la sua acrimonia e competizione per l’affetto di un bambino. Invece questo coinvolge due estranei che progettano di concepire i bambini (naturalmente o artificialmente) e si assumono la responsabilità congiunta di crescerli, ma senza sposarsi o vivere insieme.

 

Tra le miriadi di nuove forme familiari che nascono quando il matrimonio tradizionale perde popolarità c’è la co-genitorialità platonica

Secondo Susan Golombok, direttrice del Center for Family Research dell’Università di Cambridge e autrice di We Are Family, un libro che esamina nuove strutture familiari, questo è un «nuovo fenomeno che prende velocità».

 

Di cui un esempio è un nuovo reality sulla TV britannica Channel 4, «Strangers Making Babies». Nell’episodio 1, proiettato all’inizio di questa settimana, «Un gruppo di aspiranti genitori single cerca un partner platonico con cui avere un bambino, senza la complicazione di trovare prima l’amore».

 

Il Daily Mail ammette che questo suona «folle» ma riflette una tendenza in crescita:

 

«Negli ultimi anni, c’è stato un enorme aumento del numero di siti Internet e forum che affermano di mettere in collegamento potenziali co-genitori. Si stima che circa 70.000 persone nel Regno Unito siano iscritte a tali siti, alla ricerca di partner genitoriali platonici»

«Negli ultimi anni, c’è stato un enorme aumento del numero di siti Internet e forum che affermano di mettere in collegamento potenziali co-genitori. Si stima che circa 70.000 persone nel Regno Unito siano iscritte a tali siti, alla ricerca di partner genitoriali platonici».

 

«Questi siti non sono regolamentati, tuttavia, e averci a che fare significa andare in punta di piedi attraverso un campo minato legale, morale ed etico. Uno degli uomini che è già stato su Facebook come co-genitorialità di gruppi di corrispondenza riassume così: un c***o di inferno. Ci sono i pazzi lì dentro».

 

I matchmaker professionisti di Channel 4 hanno accoppiato tre uomini con tre donne assordate dal ticchettio del loro orologio biologico. Per prima cosa, c’è una possibilità di conoscerti bevendo, poi un fine settimana insieme, poi un contratto, poi un tentativo di concepimento.

 

Channel 4 ha anche reclutato un esperto di fecondazione in vitro, la dottoressa Marie Wren, della Lister Fertility Clinic , per fungere da consulente. «La società è cambiata così tanto», ha detto al Daily Mail.

 

Un esempio è un nuovo reality sulla TV britannica Channel 4, «Strangers Making Babies». Nell’episodio 1 «un gruppo di aspiranti genitori single cerca un partner platonico con cui avere un bambino, senza la complicazione di trovare prima l’amore»

«Le persone sembrano lottare per incontrare qualcuno con cui avere un figlio. La donazione anonima di sperma non è l’ideale per tutte le donne single e la maternità surrogata con la donazione di ovociti potrebbe essere un’opzione appropriata per alcuni uomini che cercano di essere genitori, ma la co-genitorialità è per alcuni un’opzione di gran lunga migliore».

 

Uno dei tre uomini ha 50 anni e ha già figli da un matrimonio fallito, ma ne vorrebbe altri. Spiega i vantaggi della co-genitorialità. «Il romanticismo è adorabile ma riesce a far perdere la testa alle persone. In questo processo, stanno pensando in modo abbastanza chiaro».

 

Tuttavia, Harry Benson, direttore della ricerca della Fondazione per il matrimonio, è stato molto meno positivo. Ha commentato:

 

«Studi statunitensi dimostrano che accordi di co-genitorialità cooperativa come questo hanno molti meno benefici per i bambini di quanto la maggior parte delle persone supponga. Questo programma sembra trattare i bambini come beni di consumo secondari piuttosto che come il prodotto di una relazione d’amore. Le prove nel Regno Unito e negli Stati Uniti mostrano che i bambini tendono a stare meglio con entrambi i genitori sotto lo stesso tetto. È molto probabile che accada se i genitori sono sposati».

«Questo programma sembra trattare i bambini come beni di consumo secondari piuttosto che come il prodotto di una relazione d’amore. Le prove nel Regno Unito e negli Stati Uniti mostrano che i bambini tendono a stare meglio con entrambi i genitori sotto lo stesso tetto. È molto probabile che accada se i genitori sono sposati»

 

Esistono numerosi siti web che si rivolgono a persone – gay, lesbiche ed eterosessuali – interessate ad accordi di co-genitorialità. I loro clienti vogliono diventare genitori e avere una famiglia, ma non sono ostacolati dal romanticismo e dall’impegno.

 

Come afferma il sito web di Modamily , i loro clienti sono perfettamente consapevoli che l’orologio biologico sta ticchettando: «C’è tutto il tempo per trovare il signor o la signora giusta, ma solo un tempo limitato per trovare la mamma o il papà giusto. Forse la persona cpm cui cresci i bambini con non è la stessa persona con cui invecchi?».

 

Il dottor Golombok afferma che gli scienziati sociali hanno ancora pochi dati sulla co-genitorialità platonica.

 

«Non sappiamo ancora come si sentiranno i bambini riguardo alla loro situazione familiare e come andrà a finire nel tempo”, scrive nel suo libro. Ma, come ha detto al Guardian lo scorso anno, «è possibile, però, che portare via il bagaglio romantico possa anche creare un ambiente più stabile».

«C’è tutto il tempo per trovare il signor o la signora giusta, ma solo un tempo limitato per trovare la mamma o il papà giusto. Forse la persona cpm cui cresci i bambini con non è la stessa persona con cui invecchi?»

 

 

Michael Cook

Direttore di Bioedge

 

 

* Questo articolo è stato corretto in risposta ai commenti della dott.ssa Susan Golombok. 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

 

Continua a leggere

Più popolari