Militaria
Le forze russe distruggono un gruppo di ricognizione ucraino vicino a Maryinka. Attacchi missilistici russi nelle regioni occidentali
Le forze russe hanno distrutto un gruppo di ricognizione ucraino nel distretto di Maryinka della Repubblica popolare di Donetsk (DPR). Lo riporta il sito governativo russo Sputnik citando un portavoce del ministero della Difesa di Mosca.
«Nella direzione meridionale di Donetsk, le unità avanzate del gruppo di forze “Vostok” hanno localizzato e, con il supporto dell’artiglieria, distrutto un gruppo di ricognizione nemico a sud di Prechystevka [villaggio, situato nel distretto di Marinka]», ha detto il portavoce.
Il portavoce ha aggiunto che le unità di artiglieria russe hanno distrutto due punti di schieramento temporaneo delle truppe ucraine nella regione di Zaporiggia, scoperti tramite ricognizione aerea.
Inoltre, un attacco HIMARS (High Mobility Artillery Rocket System) è stato respinto in direzione Zaporiggia e tre razzi sono stati abbattuti dai sistemi missilistici antiaerei Buk.
Il portavoce ha anche detto a Sputnik che un obice M777 prodotto negli Stati Uniti è stato distrutto usando le munizioni vaganti di precisione Lancet.
Nella giornata di ieri si sono segnalati allarmi per possibili missilistici contro ogni singola oblast’ sotto il controllo del regime di Kiev.
Tra le città colpite Kharkov e la lontana Ternopol’, città ai confini occidentali dell’Ucraina, un tempo parte della Polonia.
Secondo il canale Telegram Intel Slava Z, altri missili sarebbero stati visti in direzione, oltre che di Ternopoli, anche delle oblast’ occidentali di Ivano-Frankivsk e Leopoli.
Nelle scorse ore è stata colpita duramente anche la città ucraina occidentale di Khmelnytskyi. Le immagini, non verificate, in alcuni casi sono accompagnata dalle solite, intollerabili musichette. Alcune esplosioni sono cosi gigantesche da far pensare a un effetto speciale digitale di compositing.
Si tratta, ad ogni modo, di immagini spaventose.
Preghiamo perché la guerra finisca presto. Per il bene di tutti i soldati che stanno morendo inutilmente, per il bene del mondo sull’orlo di una Terza Guerra Mondiale combattuta con armi mai viste prima.
Immagine da Telegram
Militaria
Immagini della rapina in Puglia
Le immagini dell’assalto al portavalori in autostrade nel brindisino stanno facendo il giro del mondo.
Durante l’assalto al blindato, la banda – composta da almeno sei persone – ha bloccato la superstrada in località Tuturano, ha fatto esplodere il furgone portavalori impugnando kalashnikov, ha sottratto l’auto a una studentessa per darsi alla fuga e, nel corso dell’inseguimento, ha esploso alcuni colpi di arma da fuoco contro una gazzella dei carabinieri, senza però causare feriti.
I carabinieri del Comando Provinciale di Lecce nel frattempo hanno eseguito due fermi di indiziati in relazione all’assalto a un portavalori avvenuto questa mattina sulla superstrada che collega Lecce a Brindisi, in corrispondenza della località di Tuturano.
Dalle immagini dell’azione, si vede che i responsabili hanno bloccato la carreggiata disponendo autovetture di traverso e hanno poi fatto esplodere il furgone portavalori. Nei filmati registrati da alcuni automobilisti di passaggio si distinguono almeno sei persone con il volto coperto che agiscono coordinatamente: alcuni indossano tute bianche e imbracciano armi da fuoco.
#Italy 🇮🇹: Gunmen blew up an Armored Van belonging to BTV Company and attacked Carabinieri near #Tuturano in #Puglia.
Gunmen used Kalashnikov assault rifles with jungle-taped mags and removed buttstocks —some seem to be #Chinese 🇨🇳 Type 56 / #Albanian 🇦🇱 ASh-78 Tip-1 rifles. pic.twitter.com/NhUeAGUTJT
— War Noir (@war_noir) February 9, 2026
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Secondo le prime informazioni, la rapina non sarebbe andata a buon fine. Per darsi alla fuga, i malviventi avrebbero sottratto un’autovettura ad alcuni conducenti fermati lungo la strada. La banda, inoltre, avrebbe utilizzato veicoli dotati di lampeggianti, al fine di farli apparire come auto della polizia o di altre forze dell’ordine in servizio.
Uno dei due fermati per l’assalto al portavalori in Puglia sarebbe un 38enne ex paracadutista dell’esercito con un passato nel battaglione San Marco della Marina Militare.
Attualmente si trova in carcere in regime di fermo per l’attacco a un furgone portavalori avvenuto sulla statale 613 tra Brindisi e Lecce, la stessa arteria che nel 2024 era già stata teatro di una rapina da quattro milioni di euro. L’azione di ieri, tuttavia, non sarebbe andata a segno: il commando ha sbagliato i tempi di esecuzione e l’ex parà sarebbe stato bloccato insieme a un altro uomo 62enne al termine di un inseguimento nelle campagne del Salento.
Al termine degli accertamenti e dei riscontri, i carabinieri hanno disposto il fermo di indiziato di delitto nei loro confronti, contestando in concorso i reati di tentato omicidio, rapina pluriaggravata, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Nelle prossime ore i due compariranno davanti al giudice per le indagini preliminari per l’udienza di convalida del fermo.
Il caso si è creato grazie al fatto che oggi con gli onnipresenti telefonini è possibile filmare al volo tutto. Rapine autostradali del genere, con chiodi e mitragliatori, le si ricordano anche negli anni passati.
Ad esempio nel caso della rapina sull’A9 (Saronno-Turate), nel 2013, i resoconti dettagliano un commando che usa camion di traverso, fuoco di mitragliatrici kalashnikove, chiodi e tagli al guardrail, bottino di 10 milioni di euro, con tecniche consolidate in quel decennio.
Il 13 dicembre 1997 vi fu un assalto sulla Salerno-Reggio Calabria: un furgone della società San Nicola, che trasportava valori, fu assaltato e rapinato a mano armata sulla autostrada A3. In casi analoghi in Calabria in quel periodo (citati talvolta con i medesimi dettagli, anche se la memoria cronologica può fondere eventi simili), venivano assaltati convogli che consegnavano le tredicesime per le zone rurali.
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Nel 2014 si ebbe un altro assalto autostradale fallito a Lodi, sulla A1. Il 27 novembre , un gruppo armato ha tentato di rapinare un portavalori nel tratto lodigiano dell’Autostrada del Sole. Il modus operando prevedeva anche qui l’incendio di diversi camion per creare una barriera invalicabile e spargimento di chiodi.
Nonostante l’uso di mitragliatrici, il furgone è riuscito a speronare il blocco o a deviare la rotta, costringendo i rapinatori alla fuga a mani vuote.
Il 25 luglio 2020, un commando armato di kalashnikov e fumogeni ha agito tra Cerignola e Canosa di Puglia con una precisione chirurgica. In quel caso vennero usati escavatori per squarciare il tetto del blindato e tir messi di traverso per isolare il tratto autostradale.
La componente ex militare, necessaria alla precisione dell’organizzazione e al maneggio di armi pesanti, è secondo alcuni un’invariante. Un ramo della criminalità pugliese sembra pure essersi specializzate in questi assalti da Far Westo.
Le moderne schiume blocca-valori e i sistemi di macchiatura delle banconote rendono oggi questi colpi molto più difficili da portare a termine.
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Immagine screenshot da Twitter
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L’Associated Press dice che l’FBI non ha trovato prove della rete di traffico sessuale di Epstein
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Militaria
Il capo della difesa tedesca fa un discorso motivazionale con le «scoregge felici» di Lutero
I tedeschi devono assumere un atteggiamento intransigente verso i «nemici della democrazia» all’interno del Paese e accettare senza proteste la prosecuzione degli ingenti aiuti all’Ucraina, ha sostenuto con fermezza il ministro della Difesa Boris Pistorius, richiamando un antico detto sulle «scoregge felici».
Il discorso sull’euforica flatulenza è stato dato sabato al congresso del Partito Socialdemocratico (SPD) a Coblenza, quando Pistorius ha qualificato il partito di opposizione di destra Alternativa per la Germania (AfD) e tutti i suoi elettori come «nemici della democrazia».
Il ministro ha invitato i cittadini tedeschi a «difendere questa democrazia» con maggiore determinazione.
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«Una scoreggia felice non viene mai da un asino miserabile», ha affermato il Pistorio, citando l’eresiarca tedesco Martin Lutero, figura centrale della Riforma protestante del XVI secolo, detto anche dai cattolici porcus saxioniae. L’espressione implica che è la disposizione interiore a determinare gli esiti concreti.
Secondo il ministro, lo stesso principio dovrebbe guidare l’approccio della Germania agli affari internazionali.
«Ed è per questo che è così importante che noi, come Repubblica Federale di Germania… sosteniamo l’Ucraina, anche se ciò dovesse costare molto denaro», ha dichiarato il Pistorio, ha aggiunto che la Germania, in quanto principale economia europea e terza al mondo, è in grado di sostenere tale impegno finanziario.
Il ministro della Difesa ha riconosciuto che, in assenza degli aiuti occidentali, «l’Ucraina sarebbe morta domani».
La Germania rappresenta il principale contributore dell’Unione Europea a favore di Kiev, avendo erogato oltre 40 miliardi di euro dall’aggravarsi del conflitto tra Ucraina e Russia nel febbraio 2022.
Subito dopo aver assunto la carica lo scorso maggio, il cancelliere Friedrich Merz si è impegnato a fare dell’esercito tedesco «il più forte esercito convenzionale d’Europa», mantenendo al contempo un sostegno costante all’Ucraina.
Nel frattempo, l’economia tedesca ha registrato due anni consecutivi di recessione nel 2023 e nel 2024, seguiti da una fase di quasi stagnazione nel 2025.
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Lo scorso dicembre, la banca centrale del Paese ha segnalato che la Germania è destinata a registrare il più ampio deficit di bilancio dalla riunificazione del 1990, attribuendo tale andamento all’aumento della spesa militare e al perdurante sostegno finanziario a Kiev.
Nel corso dell’anno scorso, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha affermato che «con i loro attuali leader, la Germania moderna e il resto dell’Europa si stanno trasformando in un Quarto Reich».
I discorsi del Pistorio, noto per la sua postura aggressiva (annunzia che le truppe tedesche sono «pronte ad uccidere i russi»), riguardanti i peti via citazione luterana sono già sgradevoli in sé. Tuttavia la cosa peggiuora molto se si pensa che ora la germania parla di riarmo atomico e pure di armi laser spaziali: scorregge nucleari, scorregge laserre cosmiche, in mano a quelli di cui nessuno si fidava tantissimo, visto che la NATO è stata costruita, secondo la battuta, per «tenere l’Europa dentro, la Russia fuori, e la Germania sotto».
Fermo restando che, per precauzione, un dirigente tedesco mai dovrebbe parlare di gas, anche solo per evitare la spiacevole situazione di quando, qualche anno fa, emerse il cosiddetto «Dieselgate», lo scandalo dei test sui gas di scarico effettuati da Volkswagen su scimmie (e successivamente anche su esseri umani) è emerso all’inizio del 2018. La storia ci ricorda qualcosa, ma non siamo sicuri.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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