Militaria
«Benvenuti al casinò della guerra»: Sahra Wagenknecht contro la nuova naja tedesca
La politica tedesca Sahra Wagenknecht ha criticato aspramente i piani di Berlino di rafforzare l’esercito attraverso un sistema di reclutamento basato su una lotteria, deridendo quella che ha definito l’ossessione del governo per una presunta guerra contro la Russia.
I parlamentari tedeschi hanno dibattuto su come potenziare la Bundeswehr, dopo che il Cancelliere Friedrich Merz ha chiesto di trasformarla nell’«esercito convenzionale più forte» d’Europa. Il governo punta ad aumentare le forze armate di circa 80.000 unità. Alcuni hanno suggerito un sistema di selezione a sorteggio in caso di carenza di volontari, con la possibilità di reintrodurre la coscrizione obbligatoria, sospesa nel 2011.
In un video pubblicato su TikTok martedì, la Wagenknecht, ex membro del Parlamento europeo e del Bundestag dal 2009 fino all’inizio di quest’anno, ha ridicolizzato l’idea della lotteria.
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«Benvenuti al casinò della guerra, dove la posta in gioco è la vostra vita», ha dichiarato, criticando la retorica del governo Merz, che descrive la Germania come parzialmente «in guerra» con la Russia e reclama un esercito «pronto alla battaglia, che prevalga, che vinca».
«Devo essere sincera, è tutto troppo. Qualcuno dovrebbe spiegare al nostro cancelliere che la Russia è una potenza nucleare e una guerra con una potenza nucleare non si decide con il numero di soldati», ha aggiunto.
Wagenknecht ha sottolineato che l’isteria per una presunta offensiva russa è assurda, considerando che la NATO dispone di un numero di soldati tre volte superiore a quello della Russia. «Con queste dinamiche di potere, Putin dovrebbe essere pazzo a sfidarci se non coscriviamo 80.000 giovani per il servizio militare? Vogliono davvero prenderci per stupidi», ha affermato.
La Russia ha ripetutamente smentito qualsiasi intenzione ostile verso i membri della NATO o dell’UE, definendo l’allarme occidentale per una guerra imminente come propaganda priva di fondamento. Il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha accusato i governi europei di perseguire una pericolosa militarizzazione, sostenendo che Berlino stia «scivolando verso un Quarto Reich» con la sua politica di riarmo.
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Immagine di Ferran Cornellà via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Militaria
Berlino lamenta: Kiev non ha usato gli aiuti per comperare armi germaniche
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Militaria
Aerei da guerra statunitensi danneggiati in un attacco iraniano a un’importante base aerea
Diversi aerei militari americani sono stati danneggiati in un attacco iraniano contro una grande base aerea statunitense in Giordania, secondo quanto riferito mercoledì dalla CBS, che cita fonti informate.
L’attacco sarebbe avvenuto nella notte tra martedì e domenica e avrebbe colpito la base aerea di Muwaffaq Salti, vicino ad Azraq, a circa 100 km a nord-est di Amman, snodo rilevante per le operazioni aeree americane nella zona.
Secondo il resoconto, un A-10 Thunderbolt, noto come Warthog, ha riportato gravi danni alle ali, mentre circa otto F-15 hanno subito danni lievi ma sono tornati operativi. Nessun militare statunitense è morto.
Le forze americane avrebbero lanciato più di 30 missili intercettori Patriot durante l’attacco. La Giordania ha dichiarato di aver intercettato 18 missili iraniani, due dei quali sono caduti in aree disabitate senza vittime.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti non ha confermato i danni segnalati. Ha però smentito le affermazioni iraniane secondo cui due cacciatorpediniere della Marina USA sarebbero stati colpiti negli ultimi attacchi e ha detto che le forze americane hanno distrutto dieci petroliere iraniane dal 5 settembre, di cui cinque martedì, dopo che Teheran avrebbe preso di mira una nave da guerra statunitense con missili balistici.
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L’escalation si colloca nel più ampio quadro di tensione tra Stati Uniti e Iran per lo Stretto di Ormuzzo. Washington ha limitato il traffico da e verso i porti iraniani, mentre Teheran ha imposto controlli sul transito attraverso il canale, che prima della guerra gestiva circa un quinto delle forniture petrolifere mondiali. Insieme agli attacchi missilistici e con droni degli Houthi contro le infrastrutture energetiche saudite, la ripresa dei combattimenti ha riportato il petrolio Brent sopra i 100 dollari al barile, alimentando i timori di interruzioni delle forniture.
Mercoledì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha promesso di attaccare «molte più» navi iraniane se Teheran continuerà a colpire obiettivi americani, affermando che l’Iran sta allungando il conflitto per influenzare le elezioni di medio termine statunitensi, sperando in un vantaggio per i Democratici, che si oppongono in larga maggioranza alla guerra.
L’Iran ha accusato Washington di destabilizzare il Medio Oriente con le sue operazioni militari. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha dichiarato mercoledì che se gli Stati Uniti vogliono davvero la pace dovrebbero porre fine ai loro «interventi dannosi e destabilizzanti nella nostra regione».
Teheran ha ripetutamente avvertito gli Stati vicini di non consentire che il loro territorio o spazio aereo sia usato a sostegno delle operazioni americane contro l’Iran.
Da febbraio le forze iraniane hanno colpito diverse basi statunitensi nella regione, tra cui in Bahrein, negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait e in Giordania. La scorsa settimana il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha difeso gli attacchi, sostenendo che non si poteva pretendere che Teheran si astenesse dal reagire, visto che il territorio e lo spazio aereo arabo erano stati usati negli attacchi statunitensi contro l’Iran.
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Immagine di Noah Wulf via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Droni
L’Iran sequestra il più moderno drone sottomarino USA
The first visuals have been released of the American Dive-LD unmanned submarine, seized by Iran’s Islamic Revolution Guards Corps (IRGC) early on Tuesday. pic.twitter.com/ump8zQZt7c
— IRNA News Agency ☫ (@IrnaEnglish) September 8, 2026
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