Geopolitica
Le forze di pace NATO hanno dato al Kosovo «carta bianca» per uccidere i serbi: parla il presidente serbo Vucic
La forza di pace della NATO dispiegata in Kosovo avrebbe chiuso un occhio di fronte alla repressione della polizia nei confronti dei serbi locali: lo dichiara il presidente Aleksandar Vucic all’indomani di una schermaglia mortale nella regione separatista domenica mattina presto. Lo riporta RT.
Il leader serbo, parlando nella conferenza stampa più tardi lo stesso giorno, ha parlato del caos scoppiato nel villaggio di Banjska, nel nord del Kosovo. Secondo Vucic, un gruppo di serbi ha eretto una barricata nell’insediamento, provocando scontri con la polizia del Kosovo che hanno provocato la morte di un agente.
Durante lo scontro, un totale di tre serbi locali sono stati uccisi e altri due feriti, mentre si teme che un’altra persona sia morta, ha detto.
Tuttavia, le autorità del Kosovo hanno affermato che circa 30 uomini armati pesantemente hanno teso un’imboscata alla polizia locale, per poi fuggire in un vicino monastero. Dopo una sparatoria durata diverse ore, le forze dell’ordine sono riuscite a sgombrare la chiesa. Ha confermato la morte di tre serbi, aggiungendo che altri cinque sono stati arrestati.
Il primo ministro del Kosovo Albin Kurti ha affermato che i presunti colpevoli erano «le truppe serbe appoggiate dallo Stato» che hanno compiuto «atti terroristici», un’accusa categoricamente smentita da Vucic.
Il leader serbo ha dichiarato che «Kurti è l’unico responsabile» dell’alterco fatale, aggiungendo che «il suo unico desiderio è trascinarci in una guerra con la NATO e non fa altro tutto il giorno».
Vucic ha quindi accusato la KFOR, la forza del Kosovo guidata dalla NATO (KFOR), che è di stanza nella regione separatista da più di due decenni, di sostenere Pristina.
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Vucic ha dichiarato che i serbi a Banjska «sono stati completamente circondati in un’ora e 20 minuti», sostenendo che ciò è stato «evidentemente fatto in collaborazione con le forze internazionali». «Su di loro è stato effettuato un attacco brutale. Ci siamo chiesti perché la KFOR non lo ha fatto, ci sarebbero state molte meno vittime, ma hanno dato a Kurti carta bianca, come si suol dire, per affrontare i terroristi e uccidere quante più persone possibile», ha detto il leader serbo.
Come riportato da Renovatio 21, le tensioni avevano portato Belgrado a muovere le truppe verso il confine. Cinque mesi fa in alcuni scontri la polizia kosovara aveva sparato sulla protesta serba. In un momento di tensione i poliziotti di etnia albanese avevano strappato bandiere, mostrato le armi e occupato una diga.
«Il Kosovo vuole iniziare una guerra NATO-Serbia» aveva detto in seguito il presidente serbo Vucic.
Sebbene l’UE abbia inizialmente dichiarato legittime le elezioni, da allora ha chiesto a Kurti di indire un nuovo voto e di ritirare le sue forze dalle città a maggioranza serba. Stano ha detto ai giornalisti mercoledì che Kurti ha finora ignorato queste richieste. Si tratta di lieve un cambiamento di rotto, apparentemente: l’anno scorso il cancelliere tedesco Scholz aveva minacciato il presidente serbo: o riconosceva il Kosovo o doveva dimenticarsi l’adesione all’UE.
Il rifiuto di Kurti di allentare la tensione ha anche minacciato le relazioni del Kosovo con l’Albania. Kurti avrebbe dovuto incontrare il primo ministro albanese Edi Rama in Kosovo mercoledì, ma l’incontro è stato annullato da Rama martedì. A causa del «peggioramento delle relazioni del Kosovo con l’intera comunità euro-atlantica, questo incontro non può essere tenuto nel formato previsto», ha detto il Rama in una nota.
Il Kosovo è essenzialmente una creazione dei Clinton, che si appoggiavano al cosiddetto «Ulivo mondiale»: Blair a Londra e l’ex comunista Massimo D’Alema a Roma, che fornì aiuto politico, materiale, militare dal nostro Paese. Lo «Stato» kosovaro fu creato grazie a massicci bombardamenti NATO della Serbia voluti dall’amministrazione americana a fine anni Novanta, in primis il senatore Joe Biden, che, amico personale di Tito, rivendica addirittura di aver indicato ai militari le zone da colpire.
Secondo il New York Times il Kosovo è percentualmente il più grande fornitore di foreign fighter ISIS in rapporto alla popolazione.
L’ex presidente kosovaro Hashim Thaci, pupillo del segretario di Stato clintoniano Madeleine Albright a lungo al vertice del Paese, è stato accusato di crimini tra cui il traffico di organi.
Negli scontri di quattro mesi tra polizia, manifestanti serbi e truppe NATO fa furono feriti, tra gli altri, alcuni militari italiani, suscitando una reazione rabbiosa da parte del premier Meloni.
Riguardo la posizione del primo ministro rispetto al conflitto serbo-albanese è forse possibile trarre qualche idea dal misterioso viaggio fatto in piena estata per andare a trovare il presidente albanese Edi Rama, uomo di Soros e fratello di un uomo che i serbi sospettano di aver ordito una provocazione durante una partita di calcio della nazionale dove un drone portò sul campo una bandiera che recava la mappa della «grande Albania», che comprendeva ovviamente anche il Kosovo come territorio di Tirana.
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Immagine di NATO North Atlantic Treaty Organization via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)
Geopolitica
Gli Houthi rivendicano il controllo dello strategico stretto di Bab al-Mandeb
Houthi forces captured the key coastal city of Mokha overnight after Saudi/UAE backed forces retreated.
Seen here, Houthi fighters pose with an abandoned M-ATV MRAP at the city’s critical seaport. pic.twitter.com/1WD6l08MVc — OSINTtechnical (@Osinttechnical) September 10, 2026
Houthi convoys have reportedly entered the city of Mokha. https://t.co/nKrIOyt0Zy pic.twitter.com/wFjvGPzg3H
— Open Source Intel (@Osint613) September 10, 2026
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Geopolitica
Ben Gvir chiede di strappare le Isole Falkland a Londra e di cederle all’Argentina
Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir, ha chiesto che le Isole Falkland (Isole Malvinas) vengano strappate al Regno Unito e cedute all’Argentina.
«È ora che lo Stato di Israele riconosca pubblicamente che le Isole Malvinas sono territorio argentino occupato, che gli inglesi sottraggono violentemente al popolo argentino. Gli inglesi non si accontentano della semplice occupazione del territorio; vi effettuano anche trivellazioni petrolifere, derubando il popolo argentino del denaro ricavato».
«Chiedo al Primo Ministro Benjamin Netanyahu di riconoscere la sovranità dell’Argentina sulle Isole Malvinas e di imporre sanzioni alla Gran Bretagna finché l’occupazione persisterà».
Es hora de que el Estado de Israel reconozca públicamente que las Islas Malvinas son territorio argentino ocupado, que los británicos le roban violentamente al pueblo argentino. Los británicos no solo se conforman con ocupar el territorio, sino que también realizan allí…
— איתמר בן גביר (@itamarbengvir) September 7, 2026
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Londra controllava l’arcipelago dal 1833. Nel 1982 l’Argentina invase le Falkland, ma fu sconfitta dall’esercito britannico.
È chiaro che il Ben Gvirro si sta esprimendo a sostegno del suo alleato sionista, il presidente argentino Javier Milei, esortandolo ad espandere il proprio territorio. Israele stesso sta attivamente lavorando per espandere il proprio territorio attraverso conquiste, nell’ambito del progetto della Grande Israele. Non solo: voci consistenti parlano di interessi israeliani nell’acquisto di vastissimi terreni in Patagonia.
Va detto che il governo dell’Argentina ha avviato una denuncia penale e sanzioni contro la compagnia petrolifera israeliana Navitas Petroleum per le sue attività di esplorazione e trivellazione nella zona delle Falklandsenza l’autorizzazione di Buenos Aires. La vicenda rappresenta un delicato caso geopolitico che mette a dura prova l’asse diplomatico tra il presidente argentino Javier Milei e lo Stato d’Israele.
«Il governo sostiene che le società abbiano violato la legge argentina detenendo licenze di esplorazione e sfruttamento di idrocarburi rilasciate dalla Gran Bretagna nel bacino delle Falkland settentrionali. La denuncia si baserebbe sulla legislazione vigente in materia di progetti petroliferi e del gas in aree rivendicate dall’Argentina. Non è chiaro se un tribunale abbia deciso di avviare un’indagine sulla denuncia del governo», ha riferito l’agenzia Reuters martedì.
«La denuncia penale inasprisce una disputa di lunga data sulla sovranità tra Argentina e Gran Bretagna per le Falkland e potrebbe mettere alla prova la capacità di Buenos Aires di utilizzare il proprio sistema legale per ostacolare un importante progetto petrolifero offshore sostenuto da investitori stranieri e autorizzato da un territorio britannico autonomo».
Mentre Israele appoggia le nazioni che lo sostengono apertamente, come l’Argentina , si scaglia contro le nazioni e le regioni che non lo fanno.
La scorsa settimana il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha messo in guardia tutta l’Europa dal partecipare alla guerra contro l’Iran, nella quale lo Stato ebraico ha trascinato con successo gli Stati Uniti.
NETANYAHU PUTS ALL OF EUROPE ON NOTICE for not joining the war on Iran.
“Israel will not forget what you did to us in the holocaust.”
Remember the leadership of Israel sees Europe, the United States and the west in general as the new Rome that must pay for the destruction of… pic.twitter.com/UFWkXb8Sex
— Alex Jones (@RealAlexJones) September 1, 2026
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I vertici israeliani sono stati accusati pure di aver ingegnerizzato, forse con l’ausilio di alleati all’interno della politica statunitense, l’invasione degli immigrati a Ceuta, che ha registrato messaggi aperti di soddisfazione da parte di funzionari israeliani che hanno ricordato l’ostilità di Madrid verso le politiche israeliane recenti.
Come riportato da Renovatio 21, l’asse tra l’Argentina di Milei, che è circondato da rabbini interessanti e sarebbe in procinto di convertirsi al giudaismo, è divenuto chiaro durante i Mondiale, dove il tifo del governo Netanyahu per nazionale albiceleste fu sfacciato,e poco fortunato.
Netanyahu to Argentina’s Milei:
We support Argentina in so many ways, including tomorrow.
I don’t hide that I’m rooting for Argentina. I think most Israeli citizens are rooting for Argentina.
Good luck! Vamos Argentina!pic.twitter.com/NigTSDQAr8
— Clash Report (@clashreport) July 18, 2026
Cosa non saputa da proprio tutti, la quarta città al mondo per numero di cittadini di religione ebraica è Buenos Aires, dove la comunità giudea è fiorente, alla faccia della nomea dell’Argentina come Paese ospite dei gerarchi nazisti fuggiti dall’Europa.
Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi anni l’Argentina di Milei aveva promesso di prendere il controllo delle isole contese, dicendo di volere discutere con Londra della loro restituzione. Il tono inizialmente tiepido tuttavia sta alzandosi di temperatura.
Come riportato da Renovatio 21, rivendicazioni delle isole da parte di Buenos Aires sono state viste pure tra i giocatori all’ultimo mondiale americano, perso malamente dagli argentini.
Come riportato da Renovatio 21, riguardo alle Falkland è arrivato in settimana anche l’avvertimento di Washington che avrebbe minacciato di rivedere la propria posizione sul controllo britannico delle Isole Falkland per spingere Londra a destinare somme ben più elevate alle proprie forze armate.
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Immagine screenshot da YouTube
Geopolitica
Ursula in Groenlandia attacca Trump e promette 200 milioni di euro
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