Geopolitica
Morta la Albright, il segretario di Stato USA che stava con i sospetti trafficanti di organi
È morta Madeleine Albright, il primo Segretario di Stato donna degli USA.
Presiedette, come responsabile degli Esteri di Clinton, alla distruzione della Serbia con gli attacchi aerei del 1999.
Nata da una famiglia ebraica in Cecoslovacchia nel 1937, il suo vero nome era Marie Jana Korbelová. Il padre, diplomatico, fece fuggire la famiglia in Colorado.
Negli USA la Korbelová (Albright era il nome del marito, erede di un impero mediatico) studiò alla Georgetown University (culla gesuita del personale per la politica esteraamericana) e fece carriera sotto il più grande stratega russofobo di tutti i tempi, il polacco Zbigniew Brzezhinski.
La Albright si fece notare per un’intervista televisiva del 1996 con la giornalista Leslie Stahl della CBS in cui affermò che valeva la pena che mezzo milione di bambini iracheni fossero morti a causa delle sanzioni.
Nel 2012 fu registrata mentre definiva i serbi «disgustosi» dopo aver mostrato le foto delle vittime della guerra del Kosovo.
La questione serba è particolarmente rilevante per il suo vissuto personale: durante la fuga della sua famiglia dall’Europa nazista, una famiglia della città serba di Vrnjacka Banja ospetò lei e la famiglia. Si dice che Marie Jania, futura Madeleine, parlasse anche serbo.
Tuttavia, per il popolo serbo non sembra aver conservato alcuna gratitudine, visto il suo supporto incondizionato al Kosovo albanese e al suo capo, poi divenuto premier e presidente del nuovo Paese creato dall’intervento USA, Hashim Thaçi .
Capo del gruppo paramilitare etnonazionalista albanese UÇK, Thaci, come noto, è stato negli anni accusato di crimini di guerra orrendi come il traffico di organi.
Durante il periodo in cui era a capo dell’Esercito di liberazione del Kosovo, il Washington Times ha riferito che l’UCK finanziava le sue attività con il traffico di droghe illegali di eroina e cocaina nell’Europa occidentale
Le accuse contro Thaci risalgono a decenni fa, e furono formulate da sedi istituzionali come il Consiglio d’Europa di Strasburgo. Un rapporto al Consiglio d’Europa, scritto da relatore presso il Consiglio d’Europa Dick Marty ed emesso il 15 dicembre 2010 afferma che Thaçi era il leader del «Gruppo Drenica» incaricato del traffico di organi prelevati dai prigionieri serbi. Come noto ai lettori di Renovatio 21, i trapianti di organo – cioè, la predazione degli organi – possono avvenire solo a cuor battente, e con il ricevente non troppo lontano.
Diverse agenzie di stampa internazionali riportarono quindi che in un’intervista per la televisione albanese il 24 dicembre 2010, Thaçi aveva dichiarato che avrebbe pubblicato informazioni sui nomi di Marty e dei collaboratori di Marty. Nel 2011, Marty ha chiarito che il suo rapporto coinvolgeva gli stretti collaboratori di Thaçi ma non lo stesso Thaçi.
Il 24 aprile 2020, le Camere specializzate per il Kosovo e l’Ufficio del procuratore specializzato con sede all’Aia hanno presentato un atto d’accusa in dieci capi per l’esame della Corte, accusando Thaçi e altri di crimini contro l’umanità e crimini di guerra, tra cui omicidio, sparizione forzata di persone, persecuzioni e torture.
L’accusa accusa i sospetti di circa 100 omicidi di albanesi, serbi, rom e oppositori politici del Kosovo.
Un’analisi del 2008 sulla criminalità organizzata in Kosovo preparata dal servizio di Intelligence tedesco BND e un rapporto riservato appaltato dall’esercito tedesco, la Bundeswehr, accusavano Thaçi ed altri, tra cui parlamentari kosovari, di coinvolgimento di vasta portata nella criminalità organizzata. «Gli attori chiave (…) sono intimamente coinvolti nelle interconnessioni tra la politica, gli affari e le strutture della criminalità organizzata in Kosovo».
Il rapporto, dettagliato dalla testata germanica Die Welt, accusava Thaçi di guidare una «rete criminale operante in tutto il Kosovo» verso la fine degli anni ’90. Il rapporto dei servizi segreti tedeschi sosteneva inoltre che Thaçi avesse contatti con le mafie ceca e albanese, arrivando a parlare di assassini su commissione perpetrati fa un sicario professionista, , responsabile di almeno 11 omicidi.
Le accuse, riemerse dopo anni in cui il mondo politico mondiale aveva stranamente dimenticato, si sono rimaterializzate mentre Thaci, presidente kosovaro, era in volo per la Casa Bianca di Trump per incontrare il presidente serbo. Non è difficile sentire come anche molti serbi italiani vivessero con incredulità il fatto che il loro rappresentante dovesse incontrare un sospetto criminale di guerra e trafficante di organi.
Thaci e lo Stato kosovaro (primo al mondo per percentuale di foreign fighters finiti a combattere per l’ISIS) hanno goduto di ampi appoggi anche in Italia. Fu un governo di sinistra, fatto anche quello di persone che magari avevano frequentato la Yugoslavia, a consentire l’uso delle basi aeree per piegare la Serbia e creare il Kosovo. Il rapporto magico tra vari politici italici e Thaci e i suoi continuò negli anni.
Tutto il mondo, a dire il vero, sembrava totalmente dimentico delle ombre tremende figura di Thaci. Eccolo con il vicepresidente Biden, eccolo con il presidente Bush jr., eccolo con il presidente turco Erdogano.
Ci si chiede se il rapporto fortissimo con stabilì con la Albright, e quindi con un pezzo dello stato profondo americano, possa aver giocato un ruolo.
Il giornalista d’inchiesta Wayne Madsen riporta che fonti croate e serbe assicurerebbero di una relazione speciale tra Thaçi, allora venti-trentenne, e la Albright.
In un articolo del 2007 WMR scriveva «si dice che durante i negoziati sul Kosovo a Rambouillet, in Francia, nel 2000, [il segretario di Stato Madeleine] Albright avesse più di un interesse diplomatico per Thaci, che allora aveva 31 anni. Thaçi diventerà il Primo Ministro del Kosovo. Il New York Daily News ha riferito che quando Albright è entrato nella stanza d’albergo della delegazione albanese a Rambouillet a mezzanotte, un albanese le ha detto di “andare via” e di tornare tra cinque minuti. Gli albanesi pensavano che Albright fosse una donna delle pulizie d’albergo. Secondo quanto riferito, Albright è esploso di rabbia e ha lanciato un linguaggio esplicito contro gli albanesi».
Non a caso ora i kosovari «piangono» la morte della Albright, dicendo che «era diventata la nostra voce».
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il vicepresidente Kamala Harris, l’ex segretario di Stato dell’amministrazione Trump Mike Pompeo, l’ex primo ministro del Regno Unito Tony Blair e il miliardario fondatore di Microsoft Bill Gates hanno tutti rilasciato dichiarazioni mercoledì in lutto per la morte di Albright.
Tuttavia, non poteva mancare l’addio accorato dello speculatore internazionale distruttore di Stati Giorgio Soros.
Madeleine Albright was an astute stateswoman, scholar, and a true champion for freedom and democracy. She was a trailblazer in her field. My colleagues and I at the @OpenSociety Foundations mourn her passing today. We will miss her. pic.twitter.com/HCf6jp1r34
— George Soros (@georgesoros) March 23, 2022
Nel 2009, Soros ha collaborato con Albright e il miliardario Jacob Rothschild per investire 350 milioni di dollari nella costruzione di antenne mobili in Africa.
Geopolitica
Trump annuncia attacchi terrestri in Venezuela «presto»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che gli USA potrebbero avviare «molto presto» operazioni terrestri contro presunte reti di narcotraffico collegate al Venezuela, dopo aver quasi completamente interrotto i flussi di stupefacenti via mare. Caracas ha respinto con forza ogni accusa di legami con i cartelli della droga.
Parlando venerdì con i giornalisti alla Casa Bianca, Trump ha annunciato che il traffico di droga marittimo legato al Venezuela è calato del 92%, sostenendo che le forze americane stanno «eliminando la droga a livelli mai visti prima». «Abbiamo bloccato il 96% degli stupefacenti che arrivavano via mare», ha precisato, per poi aggiungere: «Presto le operazioni inizieranno anche sulla terraferma».
Il presidente statunitense non ha tuttavia fornito indicazioni su eventuali obiettivi o sull’estensione di tali azioni.
Da settembre le forze USA hanno intensificato sensibilmente la presenza militare nei Caraibi e nel Pacifico orientale, conducendo oltre 20 interventi contro imbarcazioni sospette di traffico di droga e causando la morte di decine di persone. Trump ha affermato che queste operazioni hanno salvato decine di migliaia di vite americane, impedendo l’ingresso di narcotici nel Paese.
Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha sempre rigettato le accuse di Trump su presunti rapporti tra Caracas e i narcocartelli, sostenendo che Washington utilizzi la campagna antidroga come pretesto per destabilizzare e rovesciare il suo governo.
Come riportato da Renovatio 21, Maduro, che avrebbe offerto ampie concessioni economiche agli USA per restare al potere, sarebbe stato oggetto di un tentativo di rapimento tramite il suo pilota personale.
Il Venezuela ha stigmatizzato il rinforzo militare come violazione della sovranità e tentativo di golpe. Il governo venezuelano starebbe cercando appoggio da Russia, Cina e Iran. Mosca ha di recente riaffermato la sua alleanza con Caracas, esprimendo pieno sostegno alla leadership del Paese nella difesa della propria integrità. Mosca ha accusato il mese scorso Washington di preparare il golpe in Venezuela.
Questa settimana le autorità statunitensi hanno sequestrato anche la petroliera Skipper al largo delle coste venezuelane, una nave cargo che secondo gli USA trasportava petrolio dal Venezuela e dall’Iran. Le autorità di Caracas hanno condannato l’operazione definendola «furto manifesto» e «pirateria navale criminale».
Come riportato da Renovatio 21, nel frattempo, la Russia – da tempo alleata stretta del Venezuela – ha rinnovato pubblicamente il suo sostegno a Maduro. Secondo il Cremlino, il presidente Vladimir Putin «ha espresso solidarietà al popolo venezuelano e ha ribadito il proprio appoggio alla ferma determinazione del governo Maduro nel difendere la sovranità nazionale e gli interessi del Paese dalle ingerenze esterne». I due leader hanno inoltre confermato l’impegno a dare piena attuazione al trattato di partenariato strategico siglato a maggio.
Trump nelle scorse settimane ha ammesso di aver autorizzato le operazioni CIA in Venezuela. Di piani CIA per uccidere il presidente venezuelano il ministro degli Interni del Paese aveva parlato lo scorso anno.
Come riportato da Renovatio 21, Maduro aveva denunciato l’anno scorso la presenza di mercenari americani e ucraini in Venezuela. «Gli UA finanziano Sodoma e Gomorra» aveva detto.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
La Slovacchia «non sosterrà nulla» che contribuisca a prolungare il conflitto in Ucraina
Today I held an almost hour-long phone conversation with the President of the European Council, A. Costa. I fully respect him, but while he spoke about money for the war in Ukraine, I kept repeating the senseless daily killing of hundreds to thousands of Russians and Ukrainians.… pic.twitter.com/0f9JiitWjG
— Robert Fico 🇸🇰 (@RobertFicoSVK) December 12, 2025
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Geopolitica
Orban come John Snow
Il principale negoziatore russo Kirill Dmitriev ha paragonato il primo ministro ungherese Vittorio Orban al personaggio di Jon Snow della serie Il Trono di Spade, raffigurandolo come l’unico baluardo a difesa del diritto europeo mentre l’UE procede al congelamento a tempo indeterminato degli asset sovrani russi.
In un post su X pubblicato venerdì, Dmitriev ha lodato lo Orban per aver «difeso il sistema legale e finanziario dell’UE dai folli burocrati guerrafondai dell’Unione», sostenendo che il leader ungherese stia lottando per «ridurre la migrazione, accrescere la competitività e ripristinare buonsenso, valori e pace».
Dmitriev ha allegato una sequenza tratta dalla celeberrima «Battaglia dei Bastardi», una delle scene più memorabili della fortunata serie. Il frammento mostra Jon Snow, isolato sul campo di battaglia, che estrae la spada mentre la cavalleria della Casa Bolton gli si avventa contro. Nella saga, i Boltoni sono noti per la loro crudeltà e spietatezza, mentre Snow è dipinto come un condottiero riluttante che antepone il dovere all’ambizione personale, spesso a caro prezzo.
Hungary PM Orbán as Jon Snow from Game of Thrones in defending the EU’s legal&financial system from crazy EU bureaucratic warmongers—fighting them to reduce migration, increase competitiveness, and restore sanity, values and peace. 🕊️
Help is coming as Russian CB sues Euroclear pic.twitter.com/jHyav6mk0f
— Kirill Dmitriev (@kadmitriev) December 12, 2025
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Venerdì, Orban – che in numerose occasioni ha criticato duramente le politiche conflittuali dell’UE nei confronti della Russia – ha accusato Bruxelles di «violentare il diritto europeo», riferendosi alla decisione che ha permesso all’Unione di bypassare il requisito dell’unanimità per prorogare le sanzioni sugli asset sovrani russi, valutati in circa 210 miliardi di euro. Mosca ha bollato il congelamento come «furto», minacciando azioni legali in caso di confisca da parte dell’UE.
In un altro post, Dmitriev ha attaccato il segretario generale della NATO Mark Rutte, paragonandolo al Re della Notte, il principale antagonista di Game of Thrones, che guida un esercito di non-morti ed è completamente privo di empatia.
Unmasked NATO’s Mark Rutte.
He does not have family or children. He wants war.
But peace will prevail. 🕊️ https://t.co/lDPBucIAkA pic.twitter.com/JjqVogOSWM
— Kirill Dmitriev (@kadmitriev) December 12, 2025
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Il paragone è arrivato in risposta alle dichiarazioni di Rutte, che ha accusato la Russia di «riportare la guerra in Europa» e ha invitato i membri della NATO a prepararsi a un conflitto su scala paragonabile a quelli affrontati dalle generazioni passate. Il Dmitriev ha quindi affermato che Rutte «non ha famiglia né figli» e «desidera la guerra», aggiungendo però che «alla fine prevarrà la pace».
Dmitriev, figura chiave negli sforzi per risolvere il conflitto in Ucraina, ha fatto eco alle critiche del ministro degli Esteri ungherese Pietro Szijjarto, che aveva accusato Rutte di «alimentare le tensioni belliche».
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Immagine screenshot da YouTube
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