Gender
L’arcivescovo di Canterbury approva l’attività omosessuale all’interno di una «relazione impegnata»
L’arcivescovo di Canterbury, vertice clericale della religione anglicana, ha affermato che il sesso è consentito all’interno di una relazione omosessuale e che le coppie dello stesso sesso possono essere benedette in chiesa.
«Ogni attività sessuale dovrebbe avvenire all’interno di una relazione impegnata… che sia etero o gay», ha affermato Giustino Welby, il principale religioso della Comunione anglicana mondiale, in una recente intervista a The Rest is Politics, un podcast condotto da Alastair Campbell e Rory Stewart.
Il Campbell è un ex portavoce, addetto stampa e direttore delle comunicazioni e della strategia dell’ex primo ministro britannico Tony Blair, mentre Stewart è un ex membro del Parlamento del Partito conservatore.
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Lo Welby ha continuato, sostenendo che una coppia dello stesso sesso può essere «sposata» e sostenendo la loro benedizione da parte della Chiesa anglicana:
«Non stiamo rinunciando all’idea che il sesso sia all’interno del matrimonio o dell’unione civile o se il matrimonio sia civile o religioso e che, pertanto, abbiamo avanzato una proposta secondo cui laddove le persone abbiano vissuto un’unione civile o un matrimonio omosessuale (…) dovrebbero essere in grado di venire in una chiesa e avere un servizio di preghiera e benedizione per loro nella loro vita insieme».
Per alcuni osservatori si tratta delle parole più «chiare» dello Welby sull’omosessualità. Come ha osservato Anglican Ink, i commenti dello Welby sono «un chiaro allontanamento dalla dottrina della Chiesa d’Inghilterra sul matrimonio e l’etica sessuale, dalla Comunione anglicana globale, dalla posizione storica di ogni altra confessione cristiana nel mondo e dal chiaro insegnamento della Bibbia».
Nel 2017, il Campbell aveva chiesto a Welby se il sesso gay fosse peccaminoso, e l’arcivescovo ha detto la famosa frase «non posso dare una risposta diretta».
In accordo con la Scrittura, che dice che le relazioni omofile costituiscono abominio (San Paolo, prima lettera ai Romani, 23-27) la Chiesa d’Inghilterra insegna ufficialmente che “il rapporto sessuale, come espressione di fedele intimità, appartiene propriamente ed esclusivamente al matrimonio”, definendo il matrimonio come un’unione per tutta la vita tra «un uomo e una donna».
Questo allontanamento dall’insegnamento tradizionale ha scatenato una reazione negativa all’interno della Comunione anglicana, spingendo lo Welby a fare una dichiarazione di follow-up che spiega che «l’arcivescovo Giustino stava dando una visione personale che riflette la posizione ora sostenuta da lui stesso, dall’arcivescovo di York e da molti altri vescovi riguardo all’intimità sessuale. È stato onesto nel dire che il suo pensiero si è evoluto nel corso degli anni attraverso molta preghiera e riflessione teologica… e ora sostiene questa visione sinceramente».
«Welby usa la classica difesa postmoderna della sincerità. Dovremmo tutti rispettare le sue opinioni perché è sincero. Ma molti apostati sono sinceri» commenta Anglican Ink.
L’allontanamento di importanti prelati anglicani dall’insegnamento cristiano fondamentale ha portato a una frattura all’interno della Comunione anglicana, nonché alla defezione di un numero significativo di ecclesiastici verso la Chiesa cattolica, come quella dell’ex vescovo anglicano Michael Nazir-Ali nel 2021, assistita fin dall’istituzione dell’Ordinariato da Papa Benedetto XVI nel 2011.
Dopo i recenti commenti di Welby, The Alliance, un gruppo di gruppi della Chiesa d’Inghilterra che aderiscono all’insegnamento biblico sulla sessualità, ha scritto ai vescovi anglicani, osservando che hanno iniziato a «creare una provincia parallela de facto all’interno della Chiesa d’Inghilterra in risposta al cambiamento di fatto nella dottrina».
L’anno scorso, i vescovi anglicani di tutto il mondo hanno dichiarato che la loro comunione con la Chiesa anglicana d’Inghilterra era «rotta» a causa del suo sostegno al «matrimonio» tra persone dello stesso sesso e della sua approvazione ufficiale di un rito liturgico di benedizione per le unioni omosessuali.
La dichiarazione è stata rilasciata in una dichiarazione rilasciata dalla quarta Global Anglican Future Conference (GAFCON) della Global Fellowship of Confessing Anglicans tenutasi in Ruanda. I 1.300 delegati presenti rappresentavano circa l’85% degli anglicani del mondo.
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«Le attuali divisioni nella Comunione anglicana sono state causate da radicali allontanamenti dal vangelo del Signore Gesù Cristo. Alcuni all’interno della Comunione sono stati presi prigionieri da filosofie vuote e ingannevoli di questo mondo (Colossesi 2, 8). Tale incapacità di ascoltare e prestare attenzione alla Parola di Dio mina la missione della chiesa nel suo insieme», affermava la dichiarazione del GAFCON IV.
Un gruppo di 12 leader anglicani aveva appena pubblicamente respinto Welby come capo spirituale della Chiesa d’Inghilterra, dopo che questi aveva consentito la benedizione delle unioni omosessuali.
La velocità con cui Canterbury opera la sua stessa demolizione con continue rivoluzioni benedizione delle coppie omosessuali, al matrimonio omofilo e alla questione gender in generale (che non esclude i pronomi di Dio) ha portato a tensioni con il ramo africano della chiesa nata con lo Scisma d’Occidente – una situazione speculare a quella delle Conferenze Episcopali cattoliche africane dopo la pubblicazione del documento per la benedizione omosessualista Fiducia Supplicans.
Come riportato da Renovatio 21, l’omosessualismo della Chiesa anglicana, che si è mostrato di recente anche con episodi blasfemi come il ricercatore di Cambridge che fa una conferenza sul «corpo trans di Gesù», tracima anche nella Chiesa cattolica, come parso evidente tre mesi fa nel viaggio africano congiunto di Bergoglio e Welby in Africa e nella devastante conferenza stampa aera di ritorno.
Sempre parlando di velocità anglica, abbiamo pure notato la rapidità con la quale l’anno scorso è stata incredibilmente concessa la Chiesa di San Giovanni Laterano ad una celebrazione anglicana presidiata da un loro vescovo, Johnatan Baker della diocesi di Fulham, già noto per la sua carriera in massoneria. Quest’anno siamo passati direttamente alle celebrazioni anglicane nella Basilica papale di San Bartolomeo a Roma, che ora monsignor Viganò chiede di riconsacrare.
Come riportato da Renovatio 21, lo Welby tempo fa era stato severamente multato per eccesso di velocità mentre guidava per le strade di Albione. Da segnalare, en passant, un altro arcivescovo di Canterbury campione di velocità: George Carey, predecessore dello Welby, che in Australia trasformossi in grande promotore dell’eutanasia.
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Immagine di Catholic Church England and Wales via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
Gender
Parlamentare finnica condannata per un libro di 20 anni fa: definiva i gay come affetti da un disturbo dello sviluppo
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Gender
Atleti transgender esclusi dalle Olimpiadi
Il Comitato Olimpico Internazionale ha vietato agli atleti transgender di competere nelle categorie femminili dei Giochi Olimpici, nell’ambito della sua nuova politica di ammissibilità, definendo la decisione «basata su dati concreti e sul parere di esperti».
Il precedente regolamento del CIO consentiva la partecipazione delle persone transgender a condizione che avessero livelli ridotti di testosterone.
La partecipazione di atleti transgender allo sport è stata fonte di controversie a livello globale, con casi come quello della nuotatrice statunitense Lia Thomas e della sollevatrice di pesi neozelandese Laurel Hubbard che hanno alimentato il dibattito sui potenziali vantaggi competitivi.
Durante le Olimpiadi di Parigi del 2024, la pugile algerina Imane Khelif, precedentemente dichiarata non idonea ai Campionati del Mondo in base a criteri di genere, ha vinto la medaglia d’oro, mettendo in luce le continue controversie sui criteri di ammissibilità.
Come riportato da Renovatio 21, all’epoca, l’allora presidente del CIO Thomas Bach affermò che non esisteva «un sistema scientificamente valido» per distinguere tra categorie maschili e femminili nello sport.
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La politica revisionata, presentata giovedì, fa seguito a una revisione scientifica che ha concluso che alcuni vantaggi fisici associati alla pubertà maschile, come una maggiore massa muscolare e una maggiore capacità cardiovascolare, possono persistere anche dopo la riduzione medica dei livelli di testosterone.
«Ai Giochi Olimpici, anche i minimi dettagli possono fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Pertanto, è assolutamente chiaro che non sarebbe giusto che atleti biologicamente maschi gareggiassero nella categoria femminile. Inoltre, in alcuni sport sarebbe semplicemente pericoloso», ha dichiarato in un comunicato Kirsty Coventry, presidente del CIO ed ex nuotatrice olimpica.
Le nuove regole entreranno in vigore ai Giochi di Los Angeles del 2028. Questa decisione si inserisce in un più ampio cambiamento di politica negli Stati Uniti, dove il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che vieta agli atleti transgender di partecipare alle competizioni sportive femminili, e il Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti ha adottato restrizioni simili lo scorso anno.
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Immagine di Andy Miah via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC 2.0
Gender
Politica brasiliana si dipinge la faccia: «mi identifico come negra, fatemi presiedere la commissione antirazzismo»
Fabiana Bolsonaro, a Brazilian politician, protests transgenderism using blackface to prove that changing your appearance doesn’t change what you are.
“I identify as black…why can’t I preside over the anti-racism commission?.. Because I am not black.” pic.twitter.com/uMRHepuHjd — Libs of TikTok (@libsoftiktok) March 20, 2026
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Durante il discorso, trasmesso su TV Alesp, la parlamentare si è dichiarata donna bianca e ha chiesto: «Io, essendo una persona bianca, avendo vissuto tutto ciò che ho vissuto come una persona bianca, ora a 32 anni, decido di truccarmi, di travestirmi da persona nera, truccandomi e lasciando trasparire solo l’aspetto esteriore. E qui, chiedo: e adesso? Sono diventata nera?», elaborando un’analogia per sostenere che le persone trans non potevano rappresentare le cause delle donne cisgender.
Dopo la sessione, la Fabiana ha negato di aver praticato il cosiddetto blackface, descrivendo l’atto come un’«analogia» e un «esperimento sociale», e ha affermato che il suo discorso era stato «distorto». La messa in scena ha generato una reazione immediata in plenaria da parte delle forze gosciste. La deputata Mônica Seixas (PSOL) ha sollevato una questione di ordine, classificando l’episodio come razzismo e transfobia, chiedendo l’interruzione della sessione. Dopo la fine della sessione, Seixas e la consigliera comunale di San Paolo Luana Alves (PSOL) hanno presentato una denuncia alla stazione di polizia per la repressione dei crimini razziali e dei crimini di intolleranza (Decradi). La Seixas ha riferito che il delegato della Polizia Civile presente all’Assemblea Legislativa dello Stato di San Paolo(ALESP) si è rifiutata di registrare l’arresto in flagranza di reato, invocando l’immunità parlamentare. Un gruppo di 18 parlamentari di PT, PSOL, PCdoB e PSB ha presentato una denuncia al Consiglio etico dell’ALESP chiedendo la rimozione di Fabiana per violazione del decoro parlamentare, sostenendo che la condotta era «premeditata e intenzionale» e superava i limiti dell’immunità parlamentare. La deputata Ediane Maria (PSOL) ha anche annunciato una denuncia alla Procura della Repubblica per razzismo e transfobia, mentre Beth Sahão (PT) ha presentato separatamente una denuncia al Consiglio etico, sottolineando che entrambe le condotte costituiscono reati. In una dichiarazione ufficiale, l’ALESP ha informato che la Costituzione garantisce l’inviolabilità dei parlamentari per le loro opinioni, parole e voti espressi in plenaria e che il Consiglio etico è l’organo competente ad analizzare eventuali eccessi di immunità parlamentare. «Eu sou uma mulher» ha esclamato la Bolsonaro durante la performanza assembleare mentre si spalmava la cute di una sostanza marròn. «Io sono una donna». Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato il Brasile ha visto il caso di una femminista brasiliana che ha ottenuto asilo in Europa dopo aver rischiato 25 anni di carcere solo per aver detto che un trans è un uomo e non una donna.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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