Militaria
L’India presenta i missili ipersonici alla parata del Giorno della Repubblica
L’India ha festeggiato il suo 77° Giorno della Repubblica con una imponente parata militare nella capitale Nuova Delhi, durante la quale ha esibito la propria potenza bellica. Per la prima volta nel Paese è stato presentato in pubblico il sistema di difesa aerea S-400 di origine russa, accompagnato dai carri armati T-90 e dai missili supersonici BrahMos.
Tra le novità più rilevanti spicca anche il missile antinave ipersonico a lungo raggio (LRAShM), capace di raggiungere una gittata superiore ai 1.500 km e una velocità massima di Mach 10.
La presidente Droupadi Murmu, insieme a due ospiti di alto profilo – il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen – ha fatto il suo ingresso sul percorso della parata a bordo di un tradizionale calesse trainato da cavalli, scortata dal reggimento di cavalleria presidenziale, unità d’élite dell’esercito indiano.
Il tragitto tra Rashtrapati Bhavan, la residenza presidenziale, e il Monumento Nazionale di Guerra è stato adornato con decorazioni sontuose per celebrare la Festa della Repubblica. Il primo ministro Narendra Modi ha reso omaggio al samadhi della parata.
As🇮🇳India unveils their First ever Hypersonic Anti-Ship Missile, with 1550km range and a speed of MACH 10. Compare to Chinese YJ-17? Absolute nothing.
This thing is big, bulky, and only land capable, while Chinese have the same missile that can fit VLSpic.twitter.com/s3nEniCFpc
— PLA Military Updates (@PLA_MilitaryUpd) January 26, 2026
Aiuta Renovatio 21
In un messaggio pubblicato su X, Modi ha sottolineato che questa ricorrenza rafforza ulteriormente la determinazione collettiva a costruire una nazione sviluppata, ricordando il giorno in cui, nel 1950, entrò in vigore la Costituzione del Paese.
«La Festa della Repubblica, emblema dell’onore, dell’orgoglio e della dignità dell’India, deve infondere nuova energia e rinnovato entusiasmo nella vita di ogni cittadino», ha scritto Modi sul social.
Il premier ha inoltre lodato le capacità del sistema missilistico terra-aria mobile S-400, affermando che «piattaforme come l’S-400 hanno conferito al Paese una forza senza precedenti». Tali parole erano state pronunciate da Modi in un discorso alle truppe dopo l’Operazione Sindoor del maggio 2025.
Durante il conflitto armato dello scorso anno con il Pakistan, il sistema S-400 – acquistato dalla Russia nel 2016 – è stato impiegato con successo, nonostante le reiterate minacce statunitensi di applicare sanzioni a chi utilizzasse tale armamento.
Elicotteri hanno sorvolato la parata spargendo una pioggia di petali di fiori, mentre un centinaio di artisti ha dato vita a una performance musicale dedicata al tema «unità nella diversità».
Tra gli altri elementi di spicco della parata figuravano un contingente di cammelli, una formazione aerea dell’Operazione Sindoor composta da due Sukhoi Su-30MKI e due MiG-29, due Rafale, un caccia Jaguar dell’Indian Air Force, diversi UAV e una squadra di animali da parata.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da Twitter
Militaria
Gli Stati Uniti stanno pianificando di allestire un arsenale di armi pronte alla guerra in Australia
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Militaria
La Germania inaugura un centro per la guerra ibrida
Il ministro degli Interni tedesco Alexander Dobrindt ha inaugurato un nuovo centro per la guerra ibrida, nell’ambito della più ampia militarizzazione del Paese in risposta a una presunta «minaccia russa». Tuttavia, precedenti notizie di stampa avevano suggerito che la Germania e altri Stati membri della NATO stessero pianificando operazioni informatiche offensive contro la Russia.
I membri del blocco militare hanno ripetutamente accusato la Russia di aver hackerato i server governativi, disturbato i segnali GPS degli aerei e dirottato i droni ucraini nel loro spazio aereo, con prove scarse o inesistenti. Mosca ha respinto le accuse definendole guerrafondaie volte a giustificare la «militarizzazione sfrenata» dell’Europa.
Intervenendo martedì alla cerimonia di inaugurazione del centro a Berlino, Dobrindt ha affermato che «la Germania non è in guerra, ma siamo quotidianamente bersaglio di una guerra ibrida».
«Potenze straniere ci stanno attaccando con spionaggio, sabotaggio, attacchi informatici e campagne di disinformazione», ha affermato il ministro, aggiungendo che i presunti soggetti malintenzionati cercano di «seminare incertezza tra la popolazione, avvelenare il dibattito democratico e promuovere la polarizzazione».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Dobrindt ha affermato che la Germania non si limita ad «aspettare che succeda qualcosa», ma che il centro sarà coinvolto fin dal primo giorno in quella che ha definito «difesa cibernetica attiva».
Il ministro ha inoltre annunciato un’imminente decisione del Consiglio dei ministri per concedere maggiori poteri al Servizio federale di intelligence (BND) e all’Ufficio federale per la tutela della Costituzione (BfV), con l’obiettivo di trasformarli in vere e proprie «agenzie di intelligence».
Nel frattempo, il procuratore generale federale Jens Rommel ha criticato la creazione del nuovo centro, sottolineando che la Germania dispone già del Centro nazionale di difesa cibernetica (NCAZ), del Centro congiunto per la difesa dai droni (GDAZ) e del Centro congiunto per la difesa dall’estremismo e dal terrorismo (GETZ). Ha previsto che l’esistenza di diverse entità con compiti sovrapposti potrebbe generare attriti e inefficienze.
Secondo quanto riportato lo scorso anno da Politico, che citava il Piano Operativo per la Germania (OPLAN), classificato come riservato, la Bundeswehr considera ora le misure ibride, come gli attacchi informatici e le cosiddette campagne di disinformazione, come fasi preparatorie a un conflitto militare.
Secondo quanto affermato a febbraio da Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, anche l’Unione europea nel suo complesso deve sviluppare capacità offensive nel campo della sicurezza informatica.
«Non basta solo difenderci… Dobbiamo anche avere capacità offensive», disse all’epoca.
Alla fine del 2024, il blocco militare atlantico ha presentato i piani per la creazione di un nuovo centro integrato di difesa cibernetica presso il suo quartier generale in Belgio, che dovrebbe entrare in funzione entro il 2028. Lo scorso novembre, sempre Politico ha riportato che i membri europei della NATO stavano valutando la possibilità di condurre operazioni cibernetiche offensive contro la Russia.
Aiuta Renovatio 21
La guerra ibrida è definita una strategia militare che combina mezzi convenzionali e non convenzionali per destabilizzare un avversario. Essa agisce nella «zona grigia» tra pace e conflitto aperto, sfruttando la negabilità plausibile per evitare risposte armate dirette. I suoi pilastri includono attacchi cibernetici, disinformazione, pressioni economiche e l’uso di milizie irregolari.
Le origini teoriche risalgono agli scritti classici di Sun Tzu. In epoca moderna, il concetto è stato formalizzato nel 2007 dall’analista dei Marines Frank Hoffman e successivamente integrato nella dottrina russa da Valerij Gerasimov.
Lo Hoffman aveva formalizzato il concetto nel 2007 focalizzandosi sulla fusione delle modalità di combattimento. Per l’analista statunitense, la guerra ibrida non è una novità assoluta, ma la convergenza simultanea, nello stesso spazio di battaglia, di forze convenzionali, tattiche irregolari, terrorismo e criminalità organizzata. La sua visione è prettamente operativa e militare: l’avversario (spesso un attore non-statale evoluto, come Hezbollah) utilizza tecnologie avanzate (per esempio droni o sistemi cyber) insieme a imboscate tradizionali. Lo Hoffman voleva spingere il Pentagono a superare la rigida divisione tra guerre «grandi» (convenzionali) e «piccole» (guerriglia).
La prospettiva russa, legata al Capo di Stato Maggiore Valerij Gerasimov (2013), estende il conflitto all’intera società. La cosiddetta «Dottrina Gerasimov» (teorizzata come guerra di nuova generazione o «guerra non-lineare») nasce dall’osservazione delle «rivoluzioni colorate» e delle Primavere Arabe, interpretate da Mosca come complotti occidentali. Gerasimov teorizza che il rapporto tra mezzi non-militari e militari debba essere di 4:1. La guerra quindi si combatte in tempo di pace attraverso lo spazio informativo, attacchi cyber, pressioni economiche e psicologiche, volti a collassare lo Stato nemico dall’interno prima ancora che intervengano le armi.
Mentre lo Hoffman guarda a come ottimizzare le forze militari di fronte a minacce fluide sul campo, il Gerasimov concepisce il conflitto come uno sforzo politico e sociale permanente, dove l’uso della disinformazione e della manipolazione cognitiva è l’arma principale, relegando la forza cinetica a un ruolo di puro completamento.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Sandro Halank via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Militaria
Fregata russa spara colpi di avvertimento nel Canale della Manica
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Immigrazione2 settimane faImmigrazione e stupro sistemico: la guerra contro la donna e la società è qui
-



Immigrazione2 settimane fa«Grooming gang», ragazzine inglesi chiuse in gabbie per cani da pedofili pakistani
-



Spirito1 settimana faMons. Viganò: da Ambrogio a Maometto, il tradimento di Milano grida vendetta al Cielo
-



Intelligenza Artificiale1 settimana faElone trilionario, verso Marte e l’apocalisse
-



Occulto2 settimane faL’arcidiocesi di Parigi approva mostre a tema occulto all’interno di chiese storiche. La Polizia reprime chi protesta
-



Misteri1 settimana faGli esorcisti insistono: sì, i demoni posso camuffarsi da alieni
-



Persecuzioni1 settimana faColoni «giudeo-nazisti» incendiano la città cristiana di Taybeh. Mons. Viganò: «sionisti cristiani» servili e disgustosi
-



Immigrazione2 settimane fa«Jihad stradale» a Brusselle: altra rivolta dei giovani immigrati














