Pensiero
La guerra in Iran è un progetto politico della Torah
Renovatio 21 ripubblica un articolo dello scrittore francese Matthieu Buge apparso su Russia Today. Buge è un analista politico e geopolitico che ha studiato all’Università della Sorbona e all’Istituto di Studi Politici di Parigi. È l’autore del libro Le Cauchemar Russe («L’incubo russo»), un pamphlet sui cliché e le fantasie occidentali riguardanti il mondo russo e le sue culture. Originario di Parigi, si è trasferito in Russia nel 2012 e ha ottenuto la cittadinanza russa.
L’attuale conflitto tra Iran e Israele non è una guerra classica motivata da stretti interessi geopolitici. Certo, la rivalità tra i due Paesi è ben nota e tutti si concentrano sullo Stretto di Hormuz e sulle drammatiche conseguenze economiche della sua interruzione. Naturalmente, molti hanno giustamente osservato la tempistica: questa improvvisa svolta degli eventi è stata perfetta per seppellire lo scandalo Epstein sotto le macerie palestinesi, libanesi e iraniane (e persino israeliane). Ma queste considerazioni non sono forse puramente temporanee?
Il conflitto iniziato da Israele (e nel quale ha trascinato gli Stati Uniti, come ha spiegato Joe Kent rassegnando le dimissioni da direttore dell’antiterrorismo statunitense) può essere visto come un’avventura religiosa ed escatologica del tutto irrazionale, guidata dalla mitologia ebraica. Proviamo ad analizzare tre dei suoi pilastri principali.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Amalek
Nel Libro dell’Esodo, Amalek è il nome del fondatore di una nazione omonima, che attacca i figli d’Israele dopo la loro uscita dall’Egitto, apparentemente senza una ragione specifica. Di conseguenza, gli Amaleciti sono considerati i nemici più acerrimi e persistenti di Israele, e Geova diede un ordine preciso.
Deuteronomio 25:17-19: «Non dimenticate ciò che Amalek vi ha fatto lungo il cammino dopo la vostra uscita dall’Egitto: come vi ha attaccato quando eravate stanchi, a malapena in grado di muovere un passo, come ha stroncato senza pietà i vostri ritardatari e non ha avuto alcun riguardo per Dio. Quando il Dio, il vostro Dio, vi darà riposo da tutti i nemici che vi circondano nella terra che il Dio, il vostro Dio, vi dà in possesso, allora cancellerete il nome di Amalek dalla terra. Non dimenticatelo!»
Samuele 15:3: «Ora va’, attacca gli Amaleciti e distruggi completamente tutto ciò che appartiene loro. Non risparmiarli; metti a morte uomini e donne, bambini e lattanti, bovini e ovini, cammelli e asini».
A questo punto, si va persino oltre il genocidio. Si potrebbe dire che si tratta solo di mitologia biblica. Ma nell’ottobre del 2023 il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha invocato la storia di Amalek quando le Forze di Difesa Israeliane sono entrate a Gaza, e ancora una volta nel marzo del 2026 riguardo all’Iran: «Nella porzione della Torah di questa settimana leggiamo: “Ricordate ciò che Amalek vi ha fatto”. Noi ricordiamo e agiamo». Nulla potrebbe essere più chiaro.
Ester
Dobbiamo quindi passare al Libro di Ester.
Il fatto è che gli Israeliti sterminarono gli Amaleciti, tranne uno. E il suo discendente, Haman, divenne gran visir alla corte dell’Impero persiano (situato sull’altopiano iranico). Ester è un’orfana ebrea adottata da suo cugino Mardocheo, che ricopre anch’egli una carica a corte. Diventa la nuova regina del re. Ed ecco che ricomincia la storia: Haman (cioè Amalek) vuole sbarazzarsi degli ebrei. Sterminarli tutti. Senza altra ragione apparente se non perché Mardocheo si è rifiutato di inchinarsi a lui. Mardocheo esorta Ester a convincere il re a sventare il complotto di Haman. Il re si infuria con Haman, e alla fine il corso degli eventi si ribalta e la popolazione ebraica riesce a sterminare i suoi nemici nell’Impero persiano. Questo è ciò che gli ebrei celebrano ogni anno durante la festa di Purim.
Non si può fare a meno di riflettere sul livello di infiltrazione dei servizi segreti israeliani nell’Iran contemporaneo. Altrimenti, Israele non sarebbe stato in grado di agire con tanta efficacia contro Teheran.
Gog e Magog
Poi, il Libro di Ezechiele.
Il profeta Ezechiele ebbe alcune visioni. Una di queste riguardava l’attacco di Gog e Magog al ricostruito Stato di Israele, da parte di quest’ultimo, che alla fine sarebbe stato distrutto da Geova. Di conseguenza, come sappiamo, sarebbe stato costruito un nuovo tempio, sarebbe apparso il Messia e Israele avrebbe regnato sovrano. Quanto a cosa fossero esattamente Gog e Magog, le interpretazioni sono praticamente infinite. Ma secondo il Libro dell’Apocalisse, si tratterebbe di una coalizione di nazioni pagane ostili contro gli Israeliti.
Ora, se guardiamo al conflitto attuale, abbiamo da una parte Israele, sostenuto dai sionisti cristiani, e dall’altra l’Iran, appoggiato principalmente, seppur silenziosamente, da Russia e Cina. La Russia è uno stato multiconfessionale in cui il cristianesimo ortodosso è la maggioranza. In Cina, il sistema di credenze predominante è il buddismo. L’Iran è una repubblica islamica, certo, ma essendo una delle culle più antiche della civiltà, ha conservato elementi della sua antica religione, lo zoroastrismo. Ad esempio, Nowruz, il Capodanno iraniano, è una tradizione zoroastriana, e lo Stretto di Hormuz prende il nome da Hormuz, il dio zoroastriano della saggezza, della luce e dell’ordine cosmico.
Qui si delinea lo schema biblico: una coalizione di Paesi con credenze diverse in una lotta esistenziale contro Israele. Si tratta, ovviamente, di una concezione estremamente semplicistica: una battaglia finale tra Gog e Magog (ovvero Iran, Cina e Russia) e l’Israele biblico (ovvero israeliani sionisti e americani). Tuttavia, i cinesi sono molto pragmatici e molti ebrei russi vivono in Israele, quindi Pechino e Mosca non agiranno direttamente contro Israele.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Ma gli israeliani e i sionisti americani sembrano essere convinti da questa interpretazione mitologica. Basti pensare a Pete Hegseth, l’attuale Segretario alla Guerra americano, che ha definito ogni fase della creazione dello Stato di Israele un «miracolo». O si pensi a Mike Huckabee, ambasciatore statunitense in Israele, che in un’intervista con Tucker Carlson, a proposito degli israeliani e del Medio Oriente, ha affermato: «andrebbe bene se si prendessero tutto».
I principali media occidentali definiscono costantemente l’Iran una «teocrazia» e Israele «l’unica democrazia in Medio Oriente». Ma, come dimostrano gli attuali eventi geopolitici che rispecchiano le storie bibliche, la posizione di Stati Uniti e Israele è guidata da una visione religiosa con tre obiettivi: la fondazione del Grande Israele (dal Nilo all’Eufrate), la ricostruzione del Tempio e la venuta del Messia.
Perché, anche se una parte consistente della Torah (per non parlare del Talmud) sembra più un progetto politico che un testo religioso, Israele è di fatto una teocrazia mascherata. Pertanto, anche se l’Iran dovesse prevalere nell’attuale conflitto, gli israeliani continueranno a considerare le nazioni che non li sostengono pienamente come Gog e Magog.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Chajm Guski via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Immigrazione
La violenza immigrata contro le famiglie, il culmine di un processo
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Pensiero
La vera natura dei progetti di legge sull’antisemitismo. Intervista al prof. Marini
In un momento storico in cui i destini del mondo paiono appesi alle mosse del governo di Israele – il gabinetto più estremista e fanaticamente religioso mai espresso dallo Stato di Israele – avanzano, in Italia come in altre parti del mondo, progetti di legge sull’antisemitismo, che finirebbero per rendere illegali finanche le critiche mosse nei confronti delle politiche israeliane. È evidente che, in Italia, un progetto del genere cozza con la libertà di pensiero ed espressione garantita dalla Costituzione repubblicana. Per capire la natura di questo progetto di legge abbiamo sentito il professor Luca Marini, già vicepresidente del Comitato Nazionale di Bioetica, professore di diritto internazionale alla Sapienza Università di Roma, presidente del Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina (CIEB).
Professor Marini, da romano Lei è vissuto per forza di cose a contatto con la cultura ebraica. Secondo lei, cosa può spingere, improvvisamente, l’Italia a dotarsi di una legge bipartisan sull’antisemitismo?
Guardi, cominciamo col dire che, personalmente, non ho nulla contro gli ebrei: mio nonno, romano di San Lorenzo, ne aiutò molti in Ungheria, durante la guerra, come agente del Comitato d’Azione Italia Libera, ricordandocelo poi fino allo sfinimento, ma comunque insegnandoci un valore importante. Detto questo, francamente non vedo perché dovrei passare per antisemita solo perché, da docente di diritto internazionale, critico la politica estera israeliana e condanno il genocidio palestinese. In ogni caso, la domanda andrebbe rivolta a chi ha presentato il disegno di legge, perché senz’altro avrà avuto le sue buone ragioni.
Lei crede che anche in Italia operi una lobby ebraica forte come in America?
In America, la componente ebraica è indubbiamente molto presente e organizzata, come dimostra Hollywood, la più importante industria statunitense, cosa che forse non può dirsi ancora per l’Italia. Eppure, va ricordato che, qui come oltreoceano, i circuiti accademici, scientifici, tecnologici, industriali, produttivi, commerciali, comunicativi, mediatici, culturali, sociali e politici – quindi, in poche parole, l’intera società civile – sono controllati e, se del caso, manipolati dalla grande finanza transnazionale. E tutti sanno a quali lobby risponde quella finanza.
La formula dell’Alleanza Internazionale per la Memoria dell’Olocausto (AIMO) dice: «Per antisemitismo si intende una determinata percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti, le cui manifestazioni di natura verbale o fisica, sono dirette verso le persone ebree e non ebree, i loro beni etc.». La legge italiana può punire un cittadino per una percezione altrui?
Non scherziamo. Tuttavia, siamo di fronte a una strategia semantica e politica da tempo condivisa e supportata da quella parte della cittadinanza che si crede sveglia e consapevole. Si tratta, ovviamente, di una strategia portata avanti dalle forze euro-globaliste e demo-liberal-progressiste: cioè, guarda caso, quelle più funzionali agli interessi delle lobby di cui sopra.
Sostieni Renovatio 21
Resta il fatto che la formula dell’AIMO, ripresa dalla proposta di legge, considera antisemita non colui a cui non piacciono gli ebrei, ma colui che non piace agli ebrei.
In effetti è un po’ come chiedere all’oste come è il vino. Ma, del resto, di cosa ci meravigliamo? Chi materialmente fa le norme – ossia gli organi legislativi – finisce sempre per subire le spinte gentili di questa o di quella lobby e per decidere al di là e al di sopra della volontà dei soggetti che, di quelle norme, sopporteranno i costi.
Ma, così facendo, non si introduce una categoria etno-spirituale superiore alle altre, una sorta di eccezionalismo ebraico? Di fatto, i cristiani – che subiscono ancora oggi persecuzioni immani – non godono dello stesso favor legislativo. Lo stesso può dirsi per gli altri popoli che magari hanno subito un genocidio: i nativi americani, i cambogiani, o, per restare più vicino casa e nell’attualità, gli armeni…
Per favore, se proprio dobbiamo parlare di genocidi, portiamo esempi attuali, perché ce ne sono in abbondanza: dai palestinesi, appunto, ai tibetani ai sahrawi. E magari chiediamoci una buona volta perché i media non ne parlano o perché nessuno, a cominciare dai politici, alzi in dito in loro difesa.
Com’è possibile che la sinistra italiana, che da decenni ha sposato la causa palestinese, non si opponga a questo disegno di legge?
E si meraviglia anche di questo? Una volta, la sinistra italiana era anti-Europa e anti-NATO. Da trent’anni a questa parte, la sinistra italiana è la forza più euro-globalista e demo-liberal-progressista. Il cerchio si chiude ancora una volta. O sbaglio?
Con questa legge non sarà possibile criticare le politiche dello Stato di Israele, che di fatto sta destabilizzando il Medio Oriente e il mondo intero perseguendo una guerra su fronti diversi, né ricordare le accuse di genocidio rivolte ai leader ebraici e portate all’attenzione della Corte dell’Aia, né pubblicare le e-mail di Epstein in cui si riportano le espressioni dispregiative verso i goyim, i non ebrei, pronunciate da esponenti della finanza di Nuova York.
Io non mi fascerei la testa prima di romperla. È difficile credere che questa legge possa essere approvata senza un adeguato dibattito in Parlamento, a meno di non voler pensare, maliziosamente, che la lobby da Lei citate in apertura non sia, in effetti, tanto potente quanto pervasiva.
Possiamo sperare che, andando palesemente contro più articoli della Costituzione, la Corte costituzionale possa in un secondo tempo smantellare una legge del genere?
Personalmente, prima di arrivare alla Consulta, preferirei che il Parlamento facesse il suo lavoro di rappresentante di un corpo sociale che ha fiducia nei valori costituzionali e si affida a essi, primo tra tutti il diritto fondamentale alla libertà di espressione.
Aiuta Renovatio 21
Da tempo sentiamo ripetere il mantra sui «valori giudeocristiani», sull’«origine giudeocristiana» e sulla «cultura giudeocristiana» dell’Europa, tanto che la Von der Leyen, in Israele, ha affermato che «i valori dell’Europa si fondano sul Talmud».
Cosa vuole che le dica? L’Europa è il tempio del capitalismo ultra-finanziario e digitale che intende sostituirsi alla politica nella gestione della società civile, con il fine ultimo di abbattere i valori democratici, le libertà fondamentali e la dignità dell’essere umano in quanto ostacoli ai suoi obiettivi di controllo totalitario dell’umanità. E, lo ripeto ancora una volta, tutti sanno a chi risponde quella forma di capitalismo.
Un suo collega giurista mancato pochi anni fa, Filippo Sgubbi, parlava di «Diritto penale totale», un sistema in cui diventa possibile punire senza legge, senza verità e senza colpa, dove la condanna è meritata non tanto per quello che il soggetto ha fatto, quanto piuttosto per ciò che quel soggetto è, per il suo ruolo nella società, per la pericolosità dei suoi pensieri.
Che poi, se ci pensa, è proprio quello cui ci ha abituato Mani pulite, la gigantesca messinscena pianificata per distogliere l’attenzione degli italiani dagli sfaceli che l’allora neonata Unione europea avrebbe prodotto con i suoi pareggi di bilancio, la sua normativa antitrust, le sue privatizzazioni, la sua moneta unica, nonché per incanalare l’odio popolare verso bersagli spendibili: ricorda le monetine lanciate contro un ex presidente del Consiglio che, guarda caso, non era filo-europeista? Sarà una coincidenza, ma quell’inchiesta prese il via proprio all’indomani della firma del Trattato di Maastricht.
Si sarebbe mai aspettato, durante la sua lunga carriera di accademico del diritto, di vedere l’alba della psicopolizia sulla società occidentale?
Certo che sì. Stiamo assistendo, in modo più esplicito dal COVID in poi, all’instaurazione del totalitarismo biopolitico fondato sulla strumentalizzazione delle evidenze e la propaganda del terrore finalizzate al soggiogamento della società civile. Questa deriva, dissimulata dietro parole chiave efficentiste e moderniste, era evidente già trent’anni fa a chi, come me, seguiva gli sviluppi della normativa europea in tema di biotecnologie. Nel mio caso, le critiche al progresso tecno-scientifico supportato dall’Unione Europea costarono, in tempi non sospetti, cioè vent’anni fa, la destituzione dalla carica di vicepresidente del Comitato Nazionale per la Bioetica: e sarebbe divertente, oltreché calzante in questa sede, ricordare chi venne nominato al posto mio. In ogni caso, per dirla tutta, non c’era bisogno di fare il professore universitario per prefigurare tutto ciò: bastava leggere Bradbury.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Pensiero
Perché Trump attacca il papa?
BLASPHEMY. pic.twitter.com/n7Vn36Lvkr
— Carrie Prejean Boller (@CarriePrejean1) April 13, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Era presente sul palco il vescovo Robert Barron, prelato podcasterro che ha paura del diavolo e non difende le signore cattoliche dinanzi alla prepotenza sionista. E quindi, il Donaldo per forza si sente un po’ unto. Al punto che ora il bersaglio è diventato ufficialmente il papa – e qui cercheremo di dire perché. Il messaggio è ancora più impressionante di quelli di scherno agli avversari morti che il presidente ha prodotto di recente, e pure di quello con cui ha insultato Tucker Carlson, Megyn Kelly, Candace Owens, Alex Jones, ai quali deve porzioni non indifferenti di consenso per tutte e due le elezioni vittoriose. «Papa Leone è DEBOLE in materia di criminalità e pessimo in politica estera» attacca il presidente statunitense. «Parla di “paura” dell’amministrazione Trump, ma non menziona la PAURA che la Chiesa Cattolica e tutte le altre organizzazioni cristiane hanno provato durante il COVID, quando arrestavano sacerdoti, ministri e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose, anche all’aperto e mantenendo una distanza di tre o addirittura sei metri». Qui, bisogna dire, il presidente non ha tutti i torti, tuttavia va ricordato che le prime clausure, e l’avvio del programma letale del vaccino mRNA, furono fatti nell’ultimo anno del suo primo mandato. «Preferisco di gran lunga suo fratello Louis a lui, perché Louis è un vero sostenitore del MAGA. Lui ha capito tutto, Leone no!» puntualizza il Donald, che subito dopo l’elezione al Soglio del Prevost aveva invitato alla Casa Bianca e ad altri eventi il fratello floridiano suo sostenitore – che per qualche ragione aveva posato con Trump presso lo Studio Ovale in camicetta.“Christian pastor” Paula White, President Trump’s spiritual advisor, compares Trump to Jesus.
Follow: @AFpost pic.twitter.com/kiOw8r71Zi — AF Post (@AFpost) April 2, 2026
Pope Leo XIV’s MAGA boomer brother Louis Prevost met President Trump in the Oval Office.
Follow: @AFpost pic.twitter.com/0HqdFTEeX5 — AF Post (@AFpost) May 21, 2025
Sostieni Renovatio 21
Secretary Pete Hegseth Pastor who was Invited to Pray at Pentagon Says Publicly Eucharist and Marian Procession Should NOT be Permitted in Public. See more here: https://t.co/5fpjjd1ff8 pic.twitter.com/iKJg1bPCuI
— John-Henry Westen (@JhWesten) March 13, 2026
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Arte2 settimane faDalla Passione di Gibson alla conversione a Cristo. Renovatio 21 intervista Luca Lionello
-



Occulto7 giorni faGli USA sono sotto il controllo di cinque demoni-generali: parla l’esorcista
-



Pensiero5 giorni faPerché Trump attacca il papa?
-



Misteri2 settimane faIl vicepresidente Vance: gli alieni sono in realtà demoni
-



Pensiero7 giorni faPresidenti USA ricattati da Israele: Tucker Carlson risponde a Trump
-



Spirito1 settimana faIl Pentagono minaccia il papato con la cattività di Avignone. Perché la notizia esce ora?
-



Storia2 settimane faVaccini, la storia del movimento anti-obbligo dell’epoca vittoriana
-



Epidemie1 settimana faAvanzamenti della Commissione COVID. Intervista al dottor Giacomini














