Utero in affitto
Il re della Cambogia grazia donne filippine che affitavano l’utero
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Graziate dal re della Cambogia in una vicenda che ha portato sotto i riflettori i traffici illegali. I tre bambini già nati saranno dati in adozione nelle Filippine se le madri non saranno in grado di farsene carico
I figli già nati dalle tre donne filippine arrestate come le compagne a ottobre in Cambogia per essersi prestate a fornire maternità surrogata e rimpatriate ieri, potranno essere dati in adozione se le madri non avranno la possibilità economica di crescerli. Altre dieci cittadine filippine rientrate contemporaneamente sono incinta mentre altre sette, non in stato di gravidanza, erano state rilasciate poco dopo l’arresto e già rimpatriate.
Per il momento le donne restano sotto custodia del dipartimento per la sicurezza sociale e dell’Autorità nazionale per la cura dei bambini che si occuperanno della loro reintegrazione nella società filippina e di esaminare l’eventualità dell’adozione.
Tuttavia sono anche preziose fonti di informazioni sul racket dei reclutatori di madri surrogate. Per questo il sottosegretario alla Giustizia, Nicholas Felix L. Ty, ha indicato che «saranno aiutate se avranno il coraggio di denunciare il loro reclutatori» con «l’assicurazione che il governo provvederà alla loro protezione».
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Le donne, accusate in Cambogia di avere violato la legge contro il traffico di esseri umani, hanno potuto abbandonare il Paese immediatamente dopo avere ottenuto il perdono del sovrano cambogiano, Norodom Sihamoni. I giudici avevano motivato la sentenza di condanna per «l’intento di partorire bambini da vendere a una terza persona in cambio di denaro che equivale a tratta di esseri umani».
Nel regno cambogiano, la pratica della maternità surrogata – per quanto fuorilegge – resta ampiamente praticata in cliniche compiacenti sotto il controllo di una racket locale e internazionale a beneficio soprattutto di coppie cinesi disposte a pagare tra 40mila e 100mila dollari statunitensi agli intermediari in grado di trovare una donna disponibile a dare alla luce un figlio per loro.
La vicenda delle filippine ora rientrate che hanno rischiato pesanti pene carcerarie per guadagnare cifre che sono una parte minore di quanto versato dai «committenti», ha riacceso i riflettori sui rischi che anche cittadine dell’arcipelago siano «arruolate» dalla «mafia della surrogata» come peraltro evidenziato, secondo il Dipartimento della Giustizia, dall’individuazione e dallo stop alla partenza di alcune di esse in procinto di lasciare il Paese e l’arresto dei loro reclutatori.
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Gender
Padri omosessuali con otto figli surrogati accusati di stupro e traffico di esseri umani
Barrie has 8 children he bought from surrogate mothers, including buying donor eggs for £50k from a model in Miami to avoid having an ‘ugly baby’.
Most recently he acquired triplets with his new 25-year-old male partner, who is the ex-boyfriend of his 20 year old daughter. https://t.co/MUfmY5wp3k pic.twitter.com/Yz5wEMNJHk — Family Education Trust (@FamEdTrust) May 7, 2026
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Utero in affitto
«Papà» omosessuali prendono in giro il bambino nato da madre surrogata perché dice «mamma»
Una coppia di uomini omosessuali ha scatenato l’indignazione su internet dopo aver pubblicato un video in cui deridevano il loro bambino nato da madre surrogata perché piangeva chiamandolo «mamma».
Il cantante e cantautore di musica country Shane McAnally (cognome che apprendiamo esistere davvero) ha pubblicato un video del suo «marito» Michael Baum sdraiato su un divano, che culla giocosamente il bambino sulla sua pancia mentre gli chiede: «Chi preferisci, dada («papà») o pop («papi»)?».
Quando il bambino dice «Mama», il Baum risponde: «No! Non c’è nessuna mamma», facendo imbronciare e piangere il bambino. Entrambi gli uomini scoppiano a ridere.
These men laugh as the baby cries and says “ma ma ma.”
They think it’s funny because “there is no mama.”
This baby was designed to never have a mother so that two men could satisfy their selfish desires.
It’s impossible for a normal person to watch this without instinctual… pic.twitter.com/uMVU3tPtdo
— Billboard Chris 🌎 (@BillboardChris) April 16, 2026
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In un altro post sui social media, gli uomini che li deridevano hanno pubblicato una foto del loro bambino con la didascalia: «Bambino omofobo di 6 settimane».
Il McAnally e il Baum, entrambi omosessuali, hanno anche due gemelli di 12 anni, un maschio e una femmina.
«So che le cose cambiano continuamente», ha dichiarato McAnally a People Magazine in ottobre, riferendosi alle convenzioni sociali. «E naturalmente, dato che la nostra è già una famiglia non tradizionale, non riteniamo che queste regole si applichino a noi».
Nel 2016 sulla TV pubblica italiana andò in onda l’elaborazione di concetti analoghi. Durante la trasmissione Fuori Onda, la giornalista cattolica Costanza Mirano aveva discusso in maniera accesa con due omosessuali che avevano ottenuto tre bambini con la pratica dell’utero in affitto (che, parentesi, in Italia era già ampiamente proibita, nella fischiettosa indifferenza dei magistrati e dell’obbligo di azione penale).
«Dov’è la madre di quei bambini?» aveva chiesto la Mirano. La risposta fu precisa quanto spiazzante: «la madre non c’è, la madre è un concetto antropologico, non c’è».
A seguire l’hashtag #concettoantropologico trovò fortuna su Twitter e oltre, con persone che proponevano di cambiare il nome della Festa della Mamma in «Festa del Concetto antropologico».
Il lettore di Renovatio 21 ad ogni modo sa che l’utero in affitto è uno specchietto per le allodole: protestando contro di esso non si fa nulla contro l’aberrazione totale che né è la base, ossia la riproduzione artificiale.
E così che si è fatta largo la propaganda indegna della legge sull’utero in affitto «reato universale», operazione cosmetica e priva di sostanza che però ha ringalluzzito i cattolici superficiali che bovinamente si stanno facendo portare allo sdoganamento vaticano del bambino sintetico.
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Utero in affitto
Madre surrogata costretta ad abortire su richiesta dei genitori committenti
A woman was legally required to kill her baby in the third trimester because the “commissioning parents” for the surrogacy demanded it, and threatened a lawsuit.
The baby was missing two fingers, so the people purchasing this precious child demanded it be aborted, per their… pic.twitter.com/iAO6GSWVwz — Billboard Chris 🌎 (@BillboardChris) April 17, 2026
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