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Il Kazakistan vieta la pornografia via webcam
Il Kazakistan ha modificato il suo codice penale, vietando le esibizioni sessuali tramite webcam, che ora sono legalmente equiparate ad attività legate alla prostituzione. I media regionali hanno recentemente lanciato l’allarme per l’ascesa dell’industria in Asia centrale.
La pratica dei live-stream di contenuti espliciti in cambio di denaro si è diffusa in molte parti del mondo negli ultimi decenni. Alcune piattaforme pubblicizzano anche servizi sessuali fisici.
In Kazakistan la prostituzione in sé è legale, ma gli atti che la facilitano, tra cui la coercizione e la gestione di bordelli, sono considerati reato.
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Secondo l’agenzia di stampa Tengrinews.kz, gli emendamenti sono stati introdotti ai sensi di una legge kazaka sulla «lotta al traffico di esseri umani» entrata in vigore a luglio. Un nuovo termine, «altri servizi di natura sessuale», è stato aggiunto al codice penale.
«Per altri servizi di natura sessuale si intende la commissione di atti volti a soddisfare i bisogni sessuali di un altro individuo, anche a distanza e in tempo reale con l’ausilio della tecnologia delle telecomunicazioni, tra cui Internet, allo scopo di ottenere un profitto», afferma l’emendamento, come citato dall’organo di stampa.
La nuova definizione è stata aggiunta a diversi articoli del codice penale che riguardano la prostituzione, la gestione di bordelli e il coinvolgimento di minori in tali attività illegali.
L’anno scorso, le autorità kazake hanno riferito di aver smantellato un gruppo criminale altamente organizzato specializzato in servizi webcam illegali. La rete avrebbe attirato giovani donne con la promessa di alti salari e le avrebbe trattenute tramite ricatto.
A fine giugno, il presidente kirghiso Sadyr Japarov ha firmato le modifiche al codice penale del Paese, che hanno messo al bando «la facilitazione e l’istigazione alla prostituzione e alla dissolutezza tramite Internet (studi di webcam)». Gli emendamenti prevedevano anche sanzioni per le lavoratrici del sesso coinvolte in tali attività.
Gli individui ritenuti colpevoli di aver organizzato live-stream espliciti potrebbero affrontare fino a sette anni dietro le sbarre, o fino a 15 se sono coinvolti minori. Gli individui sorpresi a fornire tali servizi potrebbero essere multati per la cifra di circa un centinaio di euro.
I cambiamenti sono stati avviati da diversi legislatori che sostenevano che il fenomeno aveva raggiunto proporzioni preoccupanti nella regione.
Commentando il divieto di pornografia tramite webcam in Kirghizistan a fine luglio, la parlamentare russa Nina Ostanina, che presiede la commissione per la famiglia nel parlamento russo, ha dichiarato all’agenzia di stampa RTVI che «non c’era bisogno di ulteriori misure regolamentari» che prendessero di mira tali servizi in Russia, riconoscendo che alcune giovani donne in Russia si dedicano a tali pratiche «a causa della mancanza di istruzione», ma ha affermato che non sono necessarie restrizioni speciali.
Come riportato da Renovatio 21, un’altra ex repubblica sovietica, l’Ucraina, sta invece muovendosi in direzione opposta, con proposte da parte di parlamentari della Verkhovna Rada (il Parlamento unicamerale di Kiev) di legalizzare la produzione di materiale pornografico, e l’attività delle ragazze con la webcam potrebbe ascriversi proprio in questa categoria.
L’anno passato lo sponsor principale del disegno di legge, Yaroslav Zheleznyak, ha sostenuto che le leggi attuali incoraggiano la corruzione e che la legalizzazione della pornografia potrebbe aiutare a raccogliere fondi per i militari.
La misura 9623 modificherebbe l’articolo 301 del codice penale ucraino, che Zheleznyak ha definito «niente meno che stupidità». Non cambia nulla che riguarda la pornografia infantile, il traffico di esseri umani o la prostituzione.
«Non stiamo nemmeno parlando di OnlyFans, ma del consumo di questi contenuti in generale», ha detto al Kiev Post, aggiungendo che mandare qualcuno in prigione fino a otto anni per aver inviato o ricevuto immagine di nudo è un’eredità sovietica.
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Migliaia di ucraini sarebbero attivamente impiegati nella produzione di materiale pornografico. Secondo Zheleznyak, lo Stato ha ricevuto oltre 34 milioni di grivna (circa 840.000 euro) di tasse nella prima metà del 2023 da siti come OnlyFans, il cui proprietario di maggioranza è l’uomo d’affari ucraino-americano Leonid Radvinsky.
Anche un ente di beneficenza che utilizza i nudi per raccogliere fondi per l’esercito ucraino ha contribuito all’iniziativa. Chiamato «Teronlyfans», il gruppo premia coloro che fanno donazioni alle forze armate o ai rifugiati con foto per adulti.
Il deputato Zheleznyak ha anche sostenuto che la polizia ucraina ha cose migliori da fare che dare la caccia alle ragazze delle webcam, citando statistiche che mostrano che 85.500 ore-uomo sono state dedicate a casi di pornografia nel 2021, che secondo lui equivaleva a un anno di lavoro quotidiano, senza ferie, per 41 investigatori.
Come riportato da Renovatio 21, in Ucraina sono state organizzate eventi con pornostar che posano in servizi fotografici di beneficenza con veterani del fronte mutilati di guerra.
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Immagine generata artificialmente
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Operazione Blackout: l’FBI ha smantellato 4 dei «più grandi centri di truffa al mondo»
Operation Blackout took down 4 of the largest scam compounds on earth. $15.2 BILLION seized. Thousands of trafficked workers freed. 8,000 internet terminals shut off. 10,000 Americans already saved from losing their life savings. The mission is results. The end. pic.twitter.com/wN4vTpQwSl
— FBI Director Kash Patel (@FBIDirectorKash) July 31, 2026
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Ingegnere Meta delle «esperienze digitali per bambini» arrestato per messaggi espliciti verso un’utente ritenuta minorenne
Un ingegnere newyorkese che sosteneva di occuparsi della creazione di «esperienze digitali per bambini» presso il gigante dei social media Meta è stato arrestato dopo aver confessato di aver cercato di inviare messaggi a sfondo sessuale a una ragazza di tredici anni nel corso di un’operazione sotto copertura. Lo riporta il quotidiano New York Post.
L’uomo, 44 anni, al momento in congedo dall’azienda che controlla Facebook, ha ammesso di aver adescato e scambiato messaggi a sfondo sessuale con qualcuno che riteneva essere una minorenne, nell’ambito di un’operazione condotta sotto copertura dai Predator Poachers Long Island, un collettivo di vigilantes impegnato a smascherare potenziali pedofili.
«Anche se erano già successe cose inappropriate, vorrei quasi essere suo padre», avrebbe dichiarato — sposato e padre di un bambino piccolo — a un membro del gruppo che si fingeva la nonna della presunta vittima, come emerge dal filmato dell’incontro che sarà diffuso lunedì.
L’uomo, che in un profilo LinkedIn ormai rimosso si descriveva come responsabile ingegneristico per lo sviluppo di «esperienze digitali per bambini» presso Meta, aveva contattato a maggio l’account civetta del gruppo, operativo da tredici anni, continuando poi a scambiare messaggi con loro con regolarità, secondo quanto riferito dall’organizzazione.
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L’uomo avrebbe fatto poi affermazioni specifiche, arrivando a tentare di spiegare alla ragazza come masturbarsi, a inviarle diverse foto e video di sé mentre faceva lo stesso, e persino a provare a organizzare incontri dal vivo, ha raccontato al NY Post Mike Villani, uno degli specialisti nella cattura di predatori sessuali che ha coordinato l’operazione.
Mercoledì il gruppo lo ha affrontato di sorpresa fuori dal suo appartamento. L’uomo in un primo momento ha tentato di allontanarsi, ma ha poi accettato di fermarsi a parlare in un luogo nelle vicinanze, poiché sua suocera si trovava in casa e non voleva che lo sentisse mentre tradiva la moglie adescando quella che riteneva fosse una minorenne, come si vede nel video.
Messo davanti alle proprie conversazioni, l’uomo ha ammesso di aver scambiato messaggi con quella che credeva fosse la giovane adolescente — in realtà mai esistita — e ha rivelato che non si trattava del primo episodio del genere, secondo quanto mostrato nel filmato.
«L’ho già fatto una volta con un’altra ragazza minorenne», ha detto, arrivando a paragonare in modo inquietante le adolescenti a «qualsiasi porto sicuro in caso di tempesta».
L’uomo ha poi attribuito in modo bizzarro la responsabilità alla moglie e al loro matrimonio privo di vita sessuale, sostenendo che questo avesse alimentato le sue fantasie morbose, spingendolo verso gli angoli più oscuri di internet.
L’incontro con il gruppo, durato quasi due ore, si è concluso con l’arrivo della polizia poco dopo la fine della sua confessione, e con il suo arresto a pochi isolati dall’appartamento di Manhattan. Egli è accusato di diffusione di materiale osceno a minori e di messa in pericolo del benessere di un minore.
Giovedì, durante l’udienza preliminare, si è dichiarato non colpevole e tornerà in tribunale il 9 settembre.
Un portavoce di Meta ha riferito al giornale neoeboraceno che l’uomo è stato posto in congedo. «Collaboreremo con le forze dell’ordine nelle indagini», ha dichiarato il portavoce.
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Come riportato da Renovatio 21, a marzo Meta, la società che controlla Facebook e Instagram, è stata condannata dal dipartimento di Giustizia dello Stato del Nuovo Messico a pagare 375 milioni di dollari per aver consapevolmente danneggiato la salute mentale dei bambini e per aver occultato prove di sfruttamento sessuale minorile sulle proprie piattaforme di social media. Un altro processo di grande risonanza è a Los Angeles, dove famiglie e istituti scolastici hanno intentato causa contro i principali giganti dei social media – Meta, TikTok e YouTube – nel primo caso di responsabilità da prodotto: le piattaforme sarebbero state progettate consapevolmente per indurre dipendenza nei bambini e compromettere la loro salute mentale
Come riportato da Renovatio 21, negli anni si sono accumulate varie accuse e rivelazioni su Facebook, tra cui accuse di uso della piattaforma da parte del traffico sessuale, fatte sui giornali ma anche nelle audizioni della Camera USA.
Due anni fa durante un’audizione al Senato americano era stato denunciato da senatori e testimoni come i social media ignorano le reti pedofile che operano sulle loro piattaforme.
Secondo il Wall Street Journal, che già in passato aveva trattato l’argomento, Meta avrebbe un problema con i suoi algoritmi che consentono ai molestatori di bambini sulle sue piattaforme. La cosa stupefacente è il fatto che ai pedofili potrebbe essere stato concesso di connettersi sui social, mentre agli utenti conservatori no.
Le accuse sono finite in una storia udienza a Washington di Mark Zuckerberg, che è stato indotto dal senatore USA Josh Holloway a chiedere scusa di persona alle famiglie di bambini danneggiati dal social.
DO NOT trust Mark Zuckerberg. His Platforms participate in Human Trafficking.
Never forget that Senator Hawley verbally destroyed Zuckerberg…and surprised him with the Trafficking Victims…at the Hearing…and forced him to apologize on National TV. pic.twitter.com/tjgTemIfJL
— Liz Churchill (@liz_churchill10) December 13, 2024
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I fratelli Tate arrestati a Miami: via all’estradizione in Gran Bretagna
Both Andrew and Tristan Tate have been arrested by U.S. Marshals outside of a private event in Miami, Florida, following an extradition request by the UK Government against the brothers on over fifty charges related to rape, arranging or facilitating trafficking for sexual… pic.twitter.com/zW9qOOhlFU
— OSINTdefender (@sentdefender) July 19, 2026
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