Guerra cibernetica
Il generale USA: Washington sta conducendo operazioni informatiche offensive contro Mosca
Gli Stati Uniti sono direttamente coinvolti nel dominio informatico nella guerra contro la Russia.
Il generale Paul Nakasone, comandante del Cyber Command e National Security Agency e capo del Central Security Service, lo ha ammesso in un’intervista esclusiva con Sky News.
Il generale Nakasone ha confermato per la prima volta che gli Stati Uniti starebbero conducendo operazioni offensive di hacking a sostegno dell’Ucraina in risposta all’operazione militare russa.
«Abbiamo condotto una serie di operazioni su tutto lo spettro; operazioni offensive, difensive e di informazione» ha confessato il generale a Sky News.
Nakasone non ha dettagliato le attività, ma ha spiegato come tali operazioni di attacco fossero presumibilmente legittime, condotte con il completo controllo civile dell’esercito e attraverso la politica decisa presso il Dipartimento della Difesa.
Nakasone si trovava a Tallin, in Estonia, dove ha tenuto un discorso al CyCon, una conferenza internazionale sui conflitti informatici, ospitata dal Centro di eccellenza per la difesa informatica cooperativa della NATO.
Sky News riferisce che «pubblicherà un servizio completo dell’intervista esclusiva nei prossimi giorni».
Come riportato da Renovatio 21, la guerra cibernetica, fatta di hackeraggi che possono essere stati realizzati o facilitati da Stati sovrani e dai loro eserciti, sta impazzando.
Il mese scorso alcuni hacker hanno pubblicato un falso avviso di attacco nucleare sul sito del ministero russo per le emergenze.
La Corea del Sud è appena entrata in collaborazione piena con la NATO per quanto riguarda il dominio bellico informatico.
Da notare come Israele, conosciuto come campione della guerra informatica, abbia per il momento rifiutato la vendita di armi cibernetiche a Kiev.
Come riportato da Renovatio 21, a inizio conflitto è emerso che Microsoft, l’azienda di Bill Gates praticamente monopolista dei sistemi operativi per PC, abbia lavorato a fianco di NATO e governi occidentali riguardo a presunti attacchi russi.
La Gran Bretagna ha ammesso, per bocca Sir Jeremy Fleming capo del GCHQ (l’agenzia di Intelligence informatica di sua Maestà) di star combattendo una guerra di informazione contro la Russia con un cosiddetto «Information Front».
Attacchi cibernetici in questi mesi si sono avuti contro il sistema ferroviario bielorusso, il sistema ferroviario italiano e contro la rete petrolifera tedesca.
Un rapporto pubblicato l’anno scorso dalla World Economic Forum-Carnegie Cyber Policy Initiative chiedeva la fusione delle banche di Wall Street, dei loro regolatori e delle agenzie di Intelligence per affrontare un presunto attacco informatico imminente che farà crollare il sistema finanziario esistente.
Ciò che si dice a Davos, ad una certa, sapete bene che si realizza…
Guerra cibernetica
Centrale termoelettrica sabotata ciberneticamente in Svezia: Mosca respinge le accuse
Le accuse mosse da Stoccolma secondo cui un gruppo di hacker filorusso avrebbe tentato di sabotare una centrale termoelettrica in Svezia lo scorso anno sono infondate e prive di prove concrete, ha dichiarato l’ambasciatore russo in Svezia, Sergej Beljaev.
Il ministro svedese della Protezione Civile, Carl-Oskar Bohlin, ha affermato mercoledì che un gruppo legato all’Intelligence russa ha tentato di attaccare una centrale di teleriscaldamento nella Svezia occidentale nella primavera del 2025. Bohlin ha dichiarato che i servizi di sicurezza svedesi hanno identificato l’autore dell’attacco, che, a suo dire, è stato sventato dai sistemi di sicurezza integrati nella centrale.
«I servizi di sicurezza svedesi si sono occupati del caso e sono riusciti a identificare il responsabile, che ha legami con i servizi di Intelligence e di sicurezza russi», ha dichiarato Bohlin ai giornalisti.
Tuttavia, Beljaev ha respinto le accuse definendole infondate, sottolineando che Stoccolma non ha richiesto alcuna consultazione con la parte russa sulla questione, il che suggerisce che «non ci sono fatti o prove specifici», affermando inoltre che le affermazioni sul presunto coinvolgimento di «alcuni hacker russi in tali attività illegali rimangono al livello del principio ‘altamente probabile’, caro ai paesi occidentali, ovvero sospetti infondati».
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Mosca ha ripetutamente respinto le accuse occidentali di coinvolgimento in attività di hacking, definendole bellicose, e ha costantemente espresso la volontà di cooperare in materia di sicurezza informatica. Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, aveva precedentemente osservato che accusare la Russia di hacking è «un passatempo molto diffuso in tutto il mondo» e che attribuire la colpa di tutto a Mosca è diventata una tendenza comune in Occidente.
Le ultime accuse svedesi giungono in un contesto di crescenti tensioni tra Mosca e la NATO. Il blocco militare ha citato la presunta minaccia di aggressione russa per giustificare un massiccio rafforzamento militare e lo sviluppo di capacità offensive nel cyberspazio. A febbraio, anche Henna Virkkunen, responsabile tecnologica dell’UE, aveva affermato che non bastavano le misure difensive e che il blocco aveva bisogno anche di una «capacità offensiva».
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Guerra cibernetica
Nuova Intelligenza Artificiale trova centinaia di falle nei sistemi informatici: più nessuno è al sicuro
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«Esistono rischi che ancora non comprendiamo» ha continuato l’ex imprenditrice galeotta in un post. «Siate diligenti. Vivete partendo dal presupposto che tutto verrà alla luce. Buona fortuna. L’Intelligenza Artificiale generale (AGI) è qui. Anche se non è ancora ampiamente diffusa».Delete your search history, delete your bookmarks, delete your reddit, medical records, 12 yr old tumblr, delete everything.
Every photo on the cloud, every message on every platform. None of it is safe. It will all become public in the next year Local storage and compute 📈 https://t.co/KRfamnRSRk — Elizabeth Holmes (@ElizabethHolmes) April 8, 2026
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Guerra cibernetica
La Svezia indaga su un potenziale attacco hacker alla piattaforma di Stato: violata la «firma elettronica» dei cittadini
Le autorità svedesi hanno avviato un’indagine su una potenziale violazione della piattaforma di e-government del paese, che contiene informazioni sensibili e dati personali.
ByteToBreach ha annunciato la violazione della sicurezza sul dark web nelle prime ore di giovedì. Il gruppo di hacker ha pubblicato una serie di file che, a suo dire, avrebbe ottenuto dalla filiale svedese della società globale di consulenza e outsourcing IT CGI Group. I file sembrano includere il codice sorgente della piattaforma di e-government, un database del personale, file di configurazione e altro materiale. ByteToBreach ha anche offerto in vendita quelli che ha definito «database dei cittadini» e «documenti di firma elettronica».
Le autorità svedesi hanno riconosciuto l’incidente e il centro nazionale svedese per gli incidenti informatici (CERT-SE) ha dichiarato che la fuga di dati è sotto analisi. Anche altre agenzie governative stanno valutando la violazione segnalata e i potenziali danni, secondo quanto affermato dalle autorità.
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«Il governo sta seguendo gli sviluppi e mantiene contatti costanti con gli enti responsabili, tra cui il CERT-SE e il Centro nazionale per la sicurezza informatica», ha dichiarato il ministro svedese della Protezione civile Carl-Oskar Bohlin.
CGI sembra aver cercato di minimizzare la portata del presunto attacco informatico, insistendo sul fatto che nessun codice sorgente aggiornato fosse stato compromesso. La portavoce dell’azienda, Agneta Hansson, ha dichiarato al tabloid svedese Aftonbladet che le analisi interne di CGI indicavano che nessun ambiente di produzione, dato di produzione o servizio operativo dei clienti era stato interessato.
«L’evento riguarda due server di test interni in Svezia, non utilizzati in produzione ma impiegati per test relativi a un numero limitato di clienti. In relazione all’incidente, è stato effettuato l’accesso a un sistema con una versione precedente del codice sorgente di un’applicazione», ha dichiarato Hansson al quotidiano in un comunicato.
Tuttavia, analisti indipendenti hanno avvertito che l’apparente attacco informatico potrebbe avere implicazioni a lungo termine per l’azienda e per i servizi di e-government svedesi, suggerendo che il codice sorgente esposto potrebbe consentire ad altri malintenzionati di individuare potenziali vulnerabilità e tentare successive violazioni.
L’episodio dimostra, se mai ve ne fosse ancora bisogno, come ogni sistema informatico, specie quelli di Stato, sia fragile e davvero pericoloso per i cittadini.
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