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I vescovi ucraini criticano le «benedizioni» per le coppie omosessuali lanciate dal Vaticano
I vescovi cattolici romani ucraini hanno rifiutato il permesso di Fiducia Supplicans di benedire le coppie in unioni irregolari o omosessuali.
In un’intervista pubblicata ieri sul sito web della Conferenza dei Vescovi Cattolici dell’Ucraina , un vescovo ha precisato che i preti ucraini non benediranno le coppie che vivono in unioni irregolari o omosessuali.
«Io stesso e qualsiasi altro sacerdote daremo una benedizione, non a una coppia, ma a una persona specifica che ha intrapreso il cammino di conversione», ha detto il vescovo Vitaliy Kryvytskyi di Kyiv-Zhytomyr.
«Se una persona viene da noi che ha un problema e cerca una soluzione secondo la volontà di Dio, allora riceverà sicuramente una benedizione, ma non come coppia che vive in concubinato».
Kryvytskyi ha ricordato che, da adolescente, ha spesso visto i preti rifiutarsi di benedire viaggi o altri eventi, e che le persone sarebbero disposte a cambiare i loro piani se il prete li ritenesse dannosi. Kryvytskyi ha sottolineato che in Ucraina la benedizione è sempre vista come un’approvazione.
«Se si guarda la cosa da questo punto di vista, è chiaro che non stiamo parlando di benedire le coppie che vivono una relazione non sacramentale e ancor più quando si tratta di coppie dello stesso sesso», ha dichiarato il prelato del Paese in guerra.
«La Chiesa ha l’obbligo di benedire in nome di Dio individui e determinati gruppi di persone: possono essere gruppi di anziani, malati, pellegrini, gruppi di volontari o difensori del nostro Stato. Ma le persone che vivono nel peccato non sono qualcosa che Dio possa benedire; e quindi, ovviamente, non faremo neanche questo».
Martedì sera, la Conferenza episcopale ucraina aveva rilasciato una dichiarazione in cui criticava la Fiducia Supplicans, affermando che la sua formulazione è ambigua e problematica.
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I vescovi hanno affermato che «non c’è benedizione per chi vive nel peccato» in risposta alla nuova dichiarazione. Sebbene l’episcopato ucraino rilevi che il documento sottolinea ripetutamente che non esiste una «legalizzazione» di questo tipo di rapporti, è preoccupato che il concetto di «benedizione» possa essere percepito da molti come «permesso».
Pertanto, qualsiasi movimento verso il cambiamento dell’ordine tradizionale è considerato controverso e pericoloso.
I vescovi ucraini hanno osservato che il nuovo documento vaticano esamina i diversi tipi di benedizioni che possono essere impartite al di fuori della liturgia e amplia la comprensione delle benedizioni extraliturgiche che generalmente vengono offerte a tutte le persone, introducendo la possibilità di benedire le coppie omosessuali. Notano che questa «possibilità» ha suscitato una tempesta di reazioni e incomprensioni riguardo alle questioni morali e dottrinali nella Chiesa cattolica con tali «benedizioni».
Questo perché il concetto di benedizione è visto da molti come un permesso, soprattutto come «permesso di peccare». Mentre l’intero documento dà una chiara comprensione che non vi è alcun «permesso» o «benedizione» per la convivenza omosessuale o qualsiasi tipo di vita nel peccato, né alcun cambiamento nell’insegnamento tradizionale della Chiesa sul matrimonio, la nozione di benedizione delle coppie dello stesso sesso, o anche le coppie sacramentalmente non regolamentate, possono essere interpretate come una legalizzazione di queste relazioni.
I vescovi hanno inoltre affermato che il documento sottolinea l’amore sconfinato di Dio per tutte le persone, compresi i peccatori, e dimostra che la Chiesa non rifiuta questi individui, vale a dire le persone con tendenze omosessuali o che addirittura commettono atti omosessuali. Tuttavia, «sembra che la distinzione tra una persona e il suo rango, l’accoglienza misericordiosa di questa persona e il disaccordo espressivo con il suo peccato, non siano molto chiari nel testo».
I vescovi cattolici ucraini notano che la dichiarazione si concentra su due categorie di persone: coloro che vivono relazioni non sacramentali (uomini e donne) e le coppie dello stesso sesso. In quanto tale, il documento tratta questi due casi allo stesso modo, il che secondo i vescovi cattolici ucraini non è corretto, sebbene entrambi siano gravemente peccaminosi.
La Conferenza dei Vescovi Cattolici dell’Ucraina vede un pericolo in una formulazione ambigua che può portare a interpretazioni divergenti tra i fedeli, osservando che a Fiducia supplicans manca qualsiasi appello dei peccatori alla conversione e che, senza di essa, la «benedizione» offerta può sembrare un’approvazione. Tuttavia, hanno sottolineato che il documento afferma che la benedizione delle coppie dello stesso sesso non equivale a legalizzare tali tipi di convivenza e che l’insegnamento della Chiesa cattolica sul sacramento del matrimonio, che è l’unione di un uomo e di una donna, rimane invariato.
Come riportato da Renovatio 21, la recente dichiarazione Fiducia supplicans del Dicastero della Dottrina della Fede (DDF), approvata dal Papa il 18 dicembre 2023, ha suscitato polemiche in tutto il mondo. È stata criticata da vescovi del Kazakistan, del Malawi, dello Zambia, mentre è stata applaudita dai vescovi tedeschi che già all’inizio di quest’anno avevano approvato questo tipo di «benedizione». Anche i vescovi austriaci e svizzeri hanno accolto con favore il documento.
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha dichiarato che con questo atto di «strategia infernale», la «setta di Santa Marta» guidata da Bergoglio vuole rendere la chiesa «concubina del Nuovo Ordine Mondiale».
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Immagine di Szyszka8075 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine tagliata
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I legislatori di Nuova York cercano di rilanciare i bagni pubblici gay: nessuno teme più l’AIDS?
Una nuova proposta lanciata nello Stato di Nuova Yorklegalizzerebbe il sesso nelle saune e nei bagni pubblici di tutta la città, abrogando una legge degli anni Ottanta che accusava questi incontri sessuali sfrenati di diffondere l’AIDS tra gli omosessuali. Lo riporta il New York Post.
Il senatore statale Erik Bottcher e il deputato Tony Simone, che rappresentano il West Side di Manhattan, zona considerata aperta alla comunità LGBT, hanno affermato che è giunto il momento di sostituire il vecchio e polveroso divieto sulle «saune per adulti».
«Dovremmo farli uscire allo scoperto», ha dichiarato Simone durante un’intervista la scorsa settimana, sostenendo che i bagni pubblici sarebbero più sani e sicuri se fossero regolamentati. «Faceva parte della cultura gay. Queste persone sono adulte. Il sesso è consensuale», ha affermato il Simone, che è il primo membro dell’assemblea apertamente gay a rappresentare il 75° distretto dell’Assemblea statale di Nuova York. Pure il Bottcherro, 47enne, è dichiaratamente omosessuale e che ha raccontato a favor di stampa di aver avuto pensieri suicidi quando al liceo era omosessuale non dichiarato.
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La legge vigente stabilisce: «Nessun locale può mettere a disposizione strutture per attività sessuali in cui si pratichino rapporti anali, vaginali o fellatio. Tali strutture costituiscono una minaccia per la salute pubblica». Tuttavia la nuova legge che la abroga riconosce che le saune sono state per decenni importanti luoghi di ritrovo per le persone omosessuali, prima di essere chiuse durante il picco dell’epidemia di HIV/AIDS per contenere i contagi e i decessi.
«Siamo nel 2026, non nel 1986: le pratiche basate su dati concreti, frutto degli ultimi 30 anni di ricerca nel campo della salute pubblica, dimostrano chiaramente che dovremmo abrogare il divieto di accesso a bagni pubblici e saune per adulti», ha dichiarato il deputato Simone in un comunicato stampa che annunciava il disegno di legge. «Le persone queer di Nuova York sono costrette a vivere nell’ombra… sappiamo tutti che questi posti esistono», ha affermato.
In effetti, diverse spa e stabilimenti termali nella Grande Mela sono già noti per essere luoghi frequentati da coppie senza scrupoli, con segnalazioni di incontri sessuali in pubblico allo Spa Castle nel Queens e all’East Side Club, una sauna aperta 24 ore su 24 a Midtown.
Allen Roskoff, veterano attivista LGBT che ha perso persone care a causa dell’AIDS, ha affermato che il divieto delle saune gay è stato un tema controverso nella comunità gay negli anni Ottanta, con molti omosessuali favorevoli e contrari alla chiusura. Tuttavia ha affermato che è giunto il momento del ritorno dei bagni pubblici. «Per decenni, le saune gay di Nuova York sono state parte integrante della vita omosessuale», ha affermato Roskoff, presidente del Jim Owles Liberal LGBT Democratic Club.
Il decano dell’attivismo omotransessualista neoeboraceno ha detto al NY Post che i bagni pubblici erano luoghi di socializzazione e di sesso, ma che erano molto di più. «Erano simboli della nostra comunità, della nostra cultura e della nostra lotta per i diritti civili e la liberazione sessuale. Ho trascorso gran parte della mia giovinezza in quei luoghi», ha detto il Roskoffo, raccontando che i leader politici hanno fatto campagna elettorale in quei locali e che artisti come Bette Midler e Barry Manilow vi si sono esibiti.
Roskoff sosteneva che si trattava di attrazioni turistiche, frequentate da omosessuali provenienti da tutto il mondo. «Uomini gay provenienti da tutto il mondo si recavano in questo luogo simbolo di Nuova York. È ora di scrollarsi di dosso la paura e lo stigma del passato e permettere la sua riapertura», ha affermato.
Il Bottcher e il Simone hanno inoltre sottolineato che ora esistono trattamenti efficaci per l’HIV/AIDS, come la PrEP, la PEP, i test di routine per l’HIV e altre strategie di prevenzione. «Le misure di emergenza di un’altra epoca non dovrebbero diventare politiche pubbliche permanenti», ha affermato Bottcher, presidente della Commissione Città del Senato statale, nella dichiarazione congiunta.
«Le misure adottate al culmine della crisi dell’AIDS sono anacronistiche rispetto alla realtà moderna. La scienza è cambiata. La prevenzione è cambiata. Le cure sono cambiate. È ora che cambino anche le nostre leggi». Dall’inizio dell’epidemia di AIDS, oltre 100.000 cittadini neoboraceni sono morti a causa di malattie correlate all’AIDS.
I due politici, al pari di tanti attivisti omotransessualisti in tutto il mondo, tanno parlando di forme di cura della malattia che taluni ritengono inevitabile – qualora non si voglia rinunciare allo stile di vita di promiscuità assoluta (con saune e club gay, assieme ai cespugli e alle piazzole di sosta in autostrada a rappresentarne il teatro d’elezione) e di sesso perverso come nelle dark room et similia – se non addirittura desiderabile, come dimostra il fenomeno dei bugchaser e dei giftgiver: esistono omosessuali che vogliono apertamente prendere il virus e altri che vogliono darlo.
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Per quanto allucinante – il programma scandalistico-progressita Le Iene ci fece un servizio anni fa andando in cortocircuito – il fenomeno di epidemizzazione volontaria dell’HIV esiste e ci interroga sulle radici stesse dell’omosessualismo. Da una parte c’è chi tenta di giustificare razionalmente la scelta di ammalarsi dicendo che vuole farlo per non pensarci più e vivere con le cure (in Europa garantite dallo Stato) che adesso permettono di vivere a lungo – una malattia più trattabile del diabete, dice il luogo comune diffuso tra i gay; dall’altra è visibile un impulso di morte di tipo sadomasochista sia in chi riceve il male sia in che lo dà volontariamente.
Grande frequentatore delle saune gay a San Francisco, capitale globale LGBT, fu il filosofo francese Michel Foucault, che contrasse l’AIDS e ne morì. La voce secondo cui egli sarebbe divenuto per ragioni filosofiche un untore volontario del virus sono raccolte del libro di James Miller La passione di Michel Foucault (1983), dove però si dice di non averne trovato prove. Foucault era omosessuale e sadomasochista, frequeantore nella città nordcaliforniana dei club di perversione. Secondo la biografia di Miller, il Foucalto omprò l’attrezzatura tipica (giacca e cappello di pelle, manette, fruste, pinze per capezzoli, ecc.) e partecipò a pratiche che includevano bondage, fist-fucking e altri giochi di potere e dolore consensuali.
Il filosofo di Sorvegliare e punire non lo nascondeva. In interviste degli anni Ottanta (per esempio quella pubblicata su The Advocate, storica rivista dell’omosessualismo statunitense) ne parlò in modo esplicito e positivo: non lo vedeva come liberazione di una violenza nascosta, ma come invenzione di nuovi piaceri, lo definiva un’«impresa creativa» che erotizza parti del corpo normalmente ignorate e «desessualizza» il piacere (lo stacca dal solo sesso genitale), lo interpretava come un gioco strategico di potere in cui i ruoli (padrone e schiavo) sono reversibili e sempre negoziati, quindi come continuazione del suo pensiero filosofico sul potere.
Foucault è idoltrato oggidì anche in Italia da impiegati della greppia dell’Istruzione di Stato e da laureati di filosofia perditempo da essa sfornati.
Ulteriore frequentatore delle saune gay era, per motivi di studio, il dottor Anthony Fauci, che all’epoca si era lanciato nella ricerca del morbo che decimava gli omosessuali. Gli errori ascritti a Fauci sono di portata mostruosa: promuovendo come cura il farmaco anticancro AZT avrebbe cagionato la morte di migliaia di omosessuali. La storia è in parte raccontata nel film Texas Buyers Club (2013).
Come riportato da Renovatio 21, Fauci anche a quel tempo pontificava beato sui media sparando bufale a tavoletta, come quando disse che l’HIV poteva trasmettersi in casa senza contatto.
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Fauci era divenuto quindi una sorta di nemico pubblico del movimento omosessuale, con un attivista che arrivò a scrivergli una storica lettera pubblica in cui lo definiva «idiota e incompetente».
Secondo il libro di John F. Kennedy jr. The Real Anthony Fauci, il dottore avrebbe eseguito studi di crudeltà indicibili su bambini orfani a Nuova York, usati impunemente come cavie umane.
Fauci, che è come lo definisce Robert Kennedy jr. il tessitore della narrazione pandemica era anche il socio di Robert Gallo, l’altro virologo connesso alla scoperta dell’AIDS. Montagnier e Gallo si disputarono la scoperta e la scienza dell’AIDS per anni. Anche in un ambiente non prono alle scenate, come quello dell’alta medicina, fu uno spettacolo poco edificante, tenuto in piedi anche da Fauci, che secondo alcuni ha favorito come ha potuto – con il potere sanitario che già accumulava – il socio Gallo. Alla fine, a risolvere furono, addirittura, i presidenti di USA e Francia, che siglarono una pace per le pretese scientifiche e soprattutto le questioni di brevetti e proprietà intellettuale.
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Mons. Strickland: perché i leader della Chiesa continuano a sostenere l’agenda LGBT?
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