Geopolitica
I cristiani del Libano, la guerra e l’espansione di Israele
Gli eventi dell’attuale conflitto tra Israele ed Hezbollah si susseguono con rapidità impressionante tra bombardamenti particolarmente intensi, uccisioni di leader sciiti, e la presunta sparizione del candidato alla leadership di Hezbollah, già preso di mira dagli attacchi aerei israeliani dopo la morte di Hassan Nasrallah.
L’esercito d’Israele starebbe avanzando nel frattempo nel sud del Libano, dove degli scontri avrebbero avuto luogo principalmente nei distretti di Bint Jbeil e Marjayoun.
Nella zona, secondo un post di un canale Telegram vicino ad Hezbollah, truppe israeliane sarebbero state viste nei giorni scorsi avvicinarsi ai villaggi cristiani di Ain Ebel e Rmeish, considerati da alcuni come ostili ad Hezbollah o abitati da simpatizzanti del partito delle Forze Libanesi, acerrimo nemico insieme alla Falange, del partito sciita. L’offensiva israeliana sarebbe stata momentaneamente bloccata da Hezbollah proprio ad Ain Ebel.
Sostieni Renovatio 21
Come riportano diverse fonti giornalistiche internazionali e come risulta dalla storia dei passati conflitti tra Israele ed Hezbollah i due villaggi sono stati spesso «tra due fuochi» data la loro vicinanza al confine con Israele e, mentre Ain Ebel sarebbe già stato evacuato nei mesi passati, Rmeish sarebbe ancora abitato.
Rmeish in particolare si è spesso segnalato in diverse occasioni come luogo ostile ad Hezbollah, non tanto per ragioni politiche quanto per la ferma volontà di non farsi coinvolgere nel conflitto tra la milizia sciita ed Israele opponendosi strenuamente ad ogni tentativo di utilizzo dei villaggi cristiani come campi di lancio per razzi e missili.
Tale rifiuto di essere coinvolti nelle ostilità e la volontà di evitare un conflitto su larga scala tra Libano ed Israele è diffusa da tempo tra i cristiani libanesi e non ha nulla a che vedere con un atteggiamento di simpatia nei confronti dello Stato Ebraico. Semmai i cristiani, di diversi schieramenti politici, pur riconoscendo le ragioni dei palestinesi, non vogliono essere coinvolti in una guerra che percepiscono come estranea alle loro comunità e al Libano in generale.
Non va infatti dimenticato che, in Libano, il Paese in cui da sempre convivono chiese, moschee, casinò e locali notturni, il governo è estremamente attento a qualsivoglia infiltrazione di spie o «talpe» israeliane adotta una politica draconiana nei confronti di ogni possibile «intesa» o contatto tra libanesi e israeliani.
Tanto è vero che chi ha vissuto in Libano e frequentato i cristiani locali sa che l’argomento è quasi un «tabù» e spesso Israele non viene nemmeno nominato nelle conversazioni. Permane nel frattempo un atteggiamento di estraneità se non di ostilità nei confronti della presenza palestinese in Libano, ancorché meno scomoda rispetto ai tempi in cui Arafat e l’OLP scorrazzavano armati per il Libano forti della debolezza di uno Stato da sempre diviso lungo fratture religiose e comunitarie.
Ciò detto, a oltre trent’anni dalla fine della cosiddetta guerra civile libanese non si può fare a meno di notare che la voce dei cristiani nell’attuale situazione geopolitica e militare è pressoché inesistente. I cristiani libanesi sono di fatto vittime degli eventi, non esprimono nessuna forza reale, incapaci come sono di giocare un ruolo o di mettere fine al conflitto tra Hezbollah, che alcuni osservatori di parte considerano ormai il vero esercito libanese, e lo Stato Ebraico.
In uno scontro militare in cui l’elemento religioso la fa ormai da padrone i cristiani, che sono pochi in Medio Oriente ma quasi la metà della popolazione libanese, sembrano incapaci di esprimere una qualsivoglia reazione e non sembra esserci una visione cristiana per il futuro del Libano e del Medio Oriente.
In tale contesto si è vista unicamente la reazione del politico cristiano Samir Geagea, capo della milizia ora partito delle Forze Libanesi, che ha invitato diverse forze politiche ad incontrarsi in una conferenza nazionale per porre fine all’attuale situazione affinché lo stato riprenda il controllo del territorio ed il Libano sia messo al riparo dai conflitti che dilagano nella regione.
Aiuta Renovatio 21
L’ironia di tutto ciò è che alla vigilia dell’invasione terrestre da parte di Israele, il multiconfessionale esercito libanese si è completamente ritirato abbandonando le sue posizioni nel sud del Paese.
È pertanto difficile se non impossibile che l’esercito libanese possa controllare il sud Libano senza entrare in conflitto con Hezbollah movimento, partito e milizia capace di tenere testa alle truppe israeliane fin dal precedente conflitto del 2006.
Tuttavia l’incognita più grande resta un’altra.
Ipotizziamo che lo Stato Ebraico decida di far avanzare le sue truppe oltre il fiume Litani procedendo magari verso Beirut e poi ancora oltre verso le zone interamente cristiane del Monte Libano.
L’ipotesi non è poi così campata per aria se consideriamo le parole che Bezalel Smotrich, ministro delle finanze israeliano ha espresso qualche giorno fa durante un’intervista concessa alla rete franco-tedesca ARTE per un documentario sull’attuale «destra» nazional-religiosa israeliana. Israele si espanderà annettendo, oltre ai territori palestinesi, diverse altre terre tra cui Damasco e il Libano.
In a documentary produced by Arte, Israeli finance minister Bezalel Smotrich says he wants a “Jewish state,” adding that, “It is written that the future of Jerusalem is to expand to Damascus.” pic.twitter.com/E2SBu1LJvD
— Middle East Eye (@MiddleEastEye) October 10, 2024
Le premesse sono fatte di fanatismo, e odio blasfemo contro Nostro Signore Gesù Cristo e i cristiani mentre coloni estremisti occupano sempre nuovi territori.
Se mai quella situazione si verificherà come si comporteranno i cristiani libanesi?
Victor Garcia
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Evilscaught via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported.
Geopolitica
Trump definisce «idiota» il suo inviato in Ucraina che sostiene Zelens’kyj
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Israele metterà al bando più di 30 gruppi umanitari che operano a Gaza
Secondo quanto riferito mercoledì dal quotidiano Asharq Al-Awsat, Israele intenderebbe vietare a 37 organizzazioni umanitarie di operare nella Striscia di Gaza a partire dalla prossima settimana, salvo che queste non forniscano informazioni dettagliate sul proprio personale palestinese.
Tra le ONG incluse nell’elenco, figurerebbero Medici Senza Frontiere, Oxfam e il Consiglio norvegese per i rifugiati.
La misura potrebbe essere adottata nonostante le crescenti critiche provenienti dalle Nazioni Unite e dall’Unione Europea, ha riportato il giornale. Le autorità israeliane riterranno comunque incomplete le eventuali risposte fornite, ha dichiarato Bushra Khalidi, responsabile delle politiche di Oxfam. «Siamo preoccupati per i dati personali sensibili, soprattutto considerando il bilancio delle vittime di oltre 500 operatori umanitari», ha aggiunto.
«Israele conduce da anni una campagna per screditare le organizzazioni umanitarie (…) Per le famiglie di Gaza, questo significherà riparazioni più lente, forniture ridotte e attese più lunghe per i servizi di base», ha proseguito il Khalidi parlando con una testata russa. «Continueremo a lavorare a Gaza nonostante il divieto perché questo è il nostro imperativo umanitario. Questo è il nostro mandato», ha concluso. Il termine ultimo fissato da Israele per la consegna dei dati richiesti alle ONG scade a mezzanotte di mercoledì.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di UNRWA/ Ashraf Amra via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 IGO
Geopolitica
Yemen: l’avanzata dei separatisi alimenta la tensione fra Riyadh e Abu Dhabi
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Predazione degli organi2 settimane faNeonata morta consegnata all’agenzia di pompe funebri senza i suoi organi
-



Nucleare2 settimane faMuore assassinato un grande esperto di energia da fusione nucleare
-



Animali2 settimane faLo strumento per capire quando i lupi attaccano l’uomo: ecco la scala di Geist
-



Salute2 settimane faI malori della 51ª settimana 2025
-



Intelligence2 settimane faIl generale Flynn dice che la CIA lavora contro Trump per la guerra imminente in Europa
-



Spirito1 settimana faIl Natale degli orfani della Signora Blu
-



Oligarcato1 settimana faDonne nude, oggetti perversi ed ospiti VIP: pubblicati migliaia di documenti su Epstein
-



Arte1 settimana faCarol of the Bells, la musica di sottofondo della vostra vigilia di Natale










