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I 100 anni del Partito Comunista Cinese: Xi Jinping uguale a Mao, quasi un dio

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Renovatio 21 pubblica questo articolo di Willy Wo-Lap Lam su gentile concessione di Asianews

 

Intellettuali silenziati, imprenditori emarginati, militari eliminati in preparazione alle celebrazioni del centenario del Partito. Una nuova lettura della storia del Partito, in cui si tacciono gli errori e si elogia Xi Jinping e i «principini rossi», con il «DNA della vera interpretazione».

 

 

I 100 anni dalla fondazione del Partito comunista cinese sono l’occasione per sfornare libri e film sull’argomento con alcune particolarità: non si parla degli errori di Mao Zedong e della Rivoluzione culturale; Xi Jinping è esaltato come un dio. Chi non è d’accordo con questa interpretazione viene eliminato: intellettuali, imprenditori, militari, … L’analisi dell’esperto Willy Wo-Lap Lam. Per gentile concessione della Jamestown FoundationTraduzione dall’inglese a cura di AsiaNews.

 

 

Introduzione

Il Segretario generale del Partito comunista cinese (PCC) Xi Jinping ha preso varie misure per consolidare la sua posizione come «il nocciolo a vita» della leadership, mentre si avvicina il primo luglio, il centenario della fondazione del partito. Anzitutto, egli ha stabilizzato il suo status come l’interprete più autorevole della storia del PCC  e quindi come il nuovo timoniere per guidare il partito lungo il cammino iniziato dal presidente Mao Zedong (China Brief, 3 novembre 2020).

 

Xi ha raddoppiato gli sforzi per reprimere il dissenso fra intellettuali e perfino fra ex alti quadri, imbrigliando imprenditori privati più in vista, la cui ricchezza e influenza potrebbe sminuire i poteri onnicomprensivi del partito

Egli ha raddoppiato gli sforzi per reprimere il dissenso fra intellettuali e perfino fra ex alti quadri, imbrigliando imprenditori privati più in vista, la cui ricchezza e influenza potrebbe sminuire i poteri onnicomprensivi del partito.

 

Infine, Xi, che è anche presidente della Commissione militare centrale (CMC), che sovrintende all’esercito per la liberazione del popolo (PLA), ha escogitato una pulizia radicale fra i militari e la polizia nazionali.

 

 

Rafforzare una corretta lettura della storia del Partito

Una serie ufficiale di libri e articoli su riviste hanno sbiancato il regime tirannico del presidente Mao Zedong e celebrato i contributi di Xi, ora considerato alla pari di Mao nel pantheon del PCC.

 

A differenza delle passate cronache del partito, una recente pubblicazione, «Breve storia del Partito comunista cinese» (中国共产党简史, Zhongguo Gongchangdang jianshi) non contiene alcun riferimento alle iniquità commesse da Mao durante la Rivoluzione culturale (1966-1976).

 

Xi, che è anche presidente della Commissione militare centrale (CMC), che sovrintende all’esercito per la liberazione del popolo (PLA), ha escogitato una pulizia radicale fra i militari e la polizia nazionali

Al contrario, al leader della Prima generazione si dà credito per aver gettato le basi del «socialismo con caratteristiche cinesi», offrendo un arricchimento ideologico alla nazione con «esperienze di valore, preparazione teoretica e fondazione materiale» durante il periodo 1949-1976. Un resoconto di nove anni sotto Xi Jinping (2012-2021), in cui il supremo leader perfeziona “«l socialismo con caratteristiche cinesi per la nuova era», occupa circa un quarto del libro (Radio Free Asia, 30 aprile; CNA.com.tw, 12 aprile).

 

Quadri anziani vicini a Xi hanno sottolineato l’imperativo di seguire con tutto il cuore le parole del «nocciolo del partito», citando esempi sui leader deviati nel negli anni ’30 hanno cercato di dividere il partito sfidando le autorità centrali (党中央, dangzhongyang) guidate da Mao. agli inizi di maggio, è apparso un articolo sulla rivista teoretica «Cercare la verità», dal titolo «L’ascesa e la caduta del partito dipendono dal mantenere l’unità del partito e la leadership concentrata e unificata». L’autore è una personalità di primo piano, Zhang Qingli (张庆黎), il vice-presidente del Comitato nazionale della Conferenza politica consultiva del popolo cinese. Zhang Qingli ricorda che nella storia del partito, le fazioni e la divisione hanno inferto duri colpi al PCC.

 

Una serie ufficiale di libri e articoli su riviste hanno sbiancato il regime tirannico del presidente Mao Zedong e celebrato i contributi di Xi, ora considerato alla pari di Mao nel pantheon del PCC

Zhang è stato segretario del partito in Tibet ed è visto come vicino al presidente Xi. Egli spiega che nel 1935, un leader degli inizi, Zhang Guotao (张国焘), ha usato le potenti truppe sotto il suo comando per «ricattare le autorità centrali e percorrere la via della divisione del partito e dell’esercito».

 

Un altro traditore preso in giro da Zhang Qingli è Wang Ming (王明), protetto dall’Internazionale comunista, sostenuta dall’URSS (Comintern). Zhang Qingli scrive che Wang ha tentato di usare la sua posizione come «plenipotenziario» di Mosca per «rifiutarsi di seguire gli ordini della leadership centrale e ha spezzato in modo severo le corrette vedute del Compagno Mao Zedong e delle autorità centrali del partito» (Xuexi.cn, 8 maggio; Qstheory.cn, 1 maggio).

 

Le autorità del partito hanno anche dato il cacio di avvio a una campagna nazionale per studiare la storia del partito, il cui scopo, secondo le parole di Xi, è «stabilire la visione corretta sugli eventi passati del partito».

 

Le autorità del partito hanno anche dato il cacio di avvio a una campagna nazionale per studiare la storia del partito, il cui scopo, secondo le parole di Xi, è «stabilire la visione corretta sugli eventi passati del partito»

Il dipartimento di propaganda del partito ha diffuso l’ultimo libro di Xi, dal titolo «Sulla storia del Partito comunista cinese» (论中国共产党历史, lun zhongguo gongchangdang lishi).

 

Assemblando una selezione di articoli e discorsi di Xi negli ultimi 9 anni, il libro evidenzia il grande contributo storico di Xi, nel disegnare i principali piani in gioco per un socialismo con caratteristiche cinesi della nuova era.

 

Un articolo precedente, non pubblicato, mette in luce già nel 2012 i suggerimenti di Xi per «realizzare il sogno grandioso del grande rinascimento della nazione cinese». Ancora più importante per il gioco di potere di Xi è il suo insistere sul diritto dei principini [figli di leader del Partito] di essere imbevuti della corretta visione della storia, capace di «ereditare per bene il DNA rosso e passarlo al jiangshan (cielo e terra) rosso, di generazione in generazione» (People’s Daily, 21 aprile; Ming Pao, 22 febbraio).

 

 

Perfino un saggio causale dell’ex premier Wen Jiabao in memoria di sua mamma è stato rimosso e cancellato dalla pubblicazione ufficiale e dai social, dopo che era apparso verso la fine di aprile in uno sconosciuto giornale di Macao

Repressione degli intellettuali dissidenti

In preparazione al centenario del partito al primo luglio – e a un importante plenum del Comitato centrale nell’ottobre di quest’anno – i più vicini a Xi e i propagandisti non risparmiano sforzi nel sostenere nella società la maoista «camera a una sola voce». Professori liberali e gruppi di élite accademica, come la Scuola centrale del partito e l’università Qinghua hanno ricevuto l’ordine di stare zitti. Il mese scorso, il tribunale ha comminato una pena di 14 anni di prigione all’attivista di internet Niu Tengyu (牛腾宇) per aver diffuso una foto della figlia di Xi, Xi Mingze (习明泽) e del cognato di Xi, Deng Jiagui (邓家贵) (Apple Daily, 24 aprile; Radio French International, 23 aprile).

 

Avvocati per i diritti umani sono stati detenuti e cancellati dal registro ufficiale (Radio Free Asia, 11 febbraio; VOA Chinese, 8 febbraio).

 

Perfino un saggio causale dell’ex premier Wen Jiabao in memoria di sua mamma è stato rimosso e cancellato dalla pubblicazione ufficiale e dai social, dopo che era apparso verso la fine di aprile in uno sconosciuto giornale di Macao.

Mantenere un alto grado relativo di crescita è l’ansia della leadership di Xi, ma nonostante ciò, il supremo leader ha represso un certo numero di personalità al top del successo nel settore privato. Ai vertici delle imprese di fama mondiale, come Alibaba, Tencent e Meituan sono state installate ancora più cellule del partito

 

Wen aveva scritto che «la Cina del mio cuore dovrebbe essere una nazione piena di giustizia e rettitudine, dove vi è rispetto per il cuore della gente, umanitarismo e umanità (人的本质, ren de benzhi)».

 

Egli aveva aggiunto che la Cina dovrebbe «sempre essere ripiena dello spirito di giovinezza, libertà e sforzo [per migliorare]» (HK01.com, 24 aprile; BBC Chinese, 19 aprile). Wen, un sostenitore delle “norme universali”, anche se in modo selettivo, è noto per essere un oppositore dei valori maoisti che Xi ha abbracciato.

 

 

Colpire il settore privato e il potere militare

Mantenere un alto grado relativo di crescita è l’ansia della leadership di Xi, ma nonostante ciò, il supremo leader ha represso un certo numero di personalità al top del successo nel settore privato. Ai vertici delle imprese di fama mondiale, come Alibaba, Tencent e Meituan sono state installate ancora più cellule del partito. Tali gigantesche compagnie sono ritenute delle minacce potenziali al monopolio del potere del PCC, specie se esse sono sostenute da fazioni nel partito, non favorite da Xi (VOA Chinese, 15 dicembre 2020; Wall Street Journal Chinese, 14 dicembre 2020).

Tali gigantesche compagnie sono ritenute delle minacce potenziali al monopolio del potere del PCC, specie se esse sono sostenute da fazioni nel partito, non favorite da Xi

 

Il mese scorso, Alibaba è stata multata per 18,2 miliardi di Rmb (2,75 miliardi di dollari Usa) per aver infranto le leggi anti-monopolio della nazione. L’ex presidente del gruppo, il leggendario Jack Ma è scomparso dalla pubblica vista per diverse settimane (New York Times Chinese, 12 aprile; BBC Chinese, 10 aprile). La teoria prevalente per quanto successo all’azienda vede la causa in un discorso di Ma lo scorso ottobre in cui ha criticato il regime di regolamentazione finanziaria della Cina, ma un’altra ragione potrebbe essere il legame di Ma con la cosiddetta Fazione di Shanghai, un tempo guidata dall’ex presidente Jiang Zemin. Ad esempio, il nipote di Jiang, Jiang Zhicheng, si dice che sia uno dei maggiori azionisti del gruppo Ant, una sussidiaria di Alibaba, la cui entrata in borsa verso la fine dell’anno scorso è stata fermata – a quanto pare – per ordine di Xi (Radio French International, 18 febbraio; Ming Pao, 17 febbraio).

 

Anche Wang Xing (王兴), il miliardario presidente di Meituan, una piattaforma internet per la vendita, ha avuto guai dopo che il 6 maggio, sul sito della compagnia, Wang ha postato un poema del tempo della dinastia Tang, dal titolo «Bruciare i libri e bruciare gli scribi». Il poema descrive il crudele governo del primo imperatore della Cina, Qin Shi Huang (259-210 a.C.). Sebbene i censori non siano entrati subito in azione, esso è stato percepito perfino da investitori cinesi fra i più ordinari come qualcosa che potrebbe far infuriare Xi, che come Mao, è considerato un fan dell’imperatore Qin. Alcuni giorni dopo il post del poema, le azioni della Meituan sono scese del 10% alla borsa di Hong Kong (Deutche Welle Chinese, 12 maggio; Radio Free Asia, 10 maggio).

 

Seguendo il famoso detto di Mao, secondo cui «il potere cresce sulla canna del fucile», Xi ha anche eliminato quadri corrotti o sleali nel PLA. Un documento pubblicato in marzo della Commissione di ispezione disciplinare del PLA, dava indicazioni che tutti gli ufficiali dell’esercito devono senza domande seguire le istruzioni della leadership del partito. Per il presidente del CMC, Xi, i soldati devono essere «leali in modo assoluto, puri in modo assoluto e assolutamente fidati» (China News Service, 14 marzo).

 

Seguendo il famoso detto di Mao, secondo cui «il potere cresce sulla canna del fucile», Xi ha anche eliminato quadri corrotti o sleali nel PLA

Nel solo aprile, almeno due ufficiali di lunga data legati all’esercito sono stati incarcerati per attività «anti-disciplina e illegali». Fra questi il gen. Song Xue (宋学), vice-capo dello staff generale della marina militare, e Yin Jiaxu (尹家绪), già presidente della Norinco, enorme ditta di produzione e vendita di armi (Guancha.cn, 30 aprile; People’s Daily, 4 aprile).

 

Negli ultimi due anni, numerosi alti membri dell’esercito sono stati arrestati per infrazioni disciplinari. Fra essi vi sono il vice-comandante della forza di supporto strategico Rao Kaixun (饶开勋); il commissario politico del distretto militare di Hainan, gen. Ye Qing (叶青); il commissario politico del distretto militare del Jiangsu, gen. Meng Zhongkang (孟中康); il vice-comandante delle forze di terra del comando del teatro occidentale, gen. Xu Xianghua (徐向华); il presidente e il general manager della China Shipbuilding Industry Corp., rispettivamente Hu Wenming (胡问鸣) e Sun Bo (孙波) (Finance.sina.cn, 6 maggio; Caixin.com, 19 maggio 2020; HK01.com, 1 gennaio 2020).

 

Le pulizie di casa nel PLA sono andate di pari passo con un approfondito rimpasto del personale di alto livello nel ministero della Pubblica sicurezza e in quello della Sicurezza dello Stato, avvenuto lo scorso anno.

 

 

«Deificare Xi» e trasformare il suo insegnamento in una religione

Conclusione

Oltre ad essere osannato come un maestro di finanza, economia, politica estera e costruzione del partito, ora Xi è anche riconosciuto come il custode della «corretta visione della storia del partito».

 

Di recente, in una conferenza nazionale su «Studiare e insegnare la storia», il leader onnicomprensivo ha sottolineato che ogni membro del partito deve avere “la corretta visione della storia del partito”.

 

«Dobbiamo stabilire una grande visione storica (大历史观, da lishi guan) –ha aggiunto Xi – Dobbiamo sempre più controllare le leggi e le tendenze dello sviluppo storico e cogliere l’iniziativa storica (历史主动, lishi zhudong) nello sviluppo del partito e delle imprese nazionali» (People’s Daily, 27 aprile).

 

Agli inizi dell’anno, Wu Qiang (吴强), scienziato politico con base a Pechino, ha dichiarato ai media di Hong Kong che il PCC pubblicherà il primo luglio un importante documento storico.

Rifiutando di ammettere i molti gravi errori commessi dalla leadership del partito dal 1921 – ed elogiando i dubbi dogmi  del maoismo – Xi corre il rischio di ignorare le lezioni del passato e di impegnare il partito e lo Stato dalla parte sbagliata della storia

 

Esso «glorificherà la posizione di Xi come la più alta e determinata personalità (decision-maker)», fino a «deificare Xi» e trasformare il suo insegnamento in una religione (Hong Kong Citizen News, 21 febbraio).

 

Ma rifiutando di ammettere i molti gravi errori commessi dalla leadership del partito dal 1921 – ed elogiando i dubbi dogmi  del maoismo – Xi corre il rischio di ignorare le lezioni del passato e di impegnare il partito e lo Stato dalla parte sbagliata della storia.

 

 

 

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Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

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I televisori LG ti spiano anche da spenti

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I dispositivi del grande produttore coreano LG continuerebbero a raccogliere dati anche quando sono spenti o in standby. Lo rivelano indagini comparse in rete e sulla stampa nelle ultme settimane.

 

Il 6 settembre il canale YouTube Gamers Nexus ha pubblicato un video di due ore dal titolo «216.000.000 Spy TV», in cui sostiene che le smart TV LG funzionino di fatto come dispositivi di sorveglianza. Secondo l’inchiesta, anche quando i televisori risultavano scollegati da Internet erano comunque in grado di registrare l’audio tramite il microfono, salvare i file offline e caricarli non appena la connessione Wi-Fi veniva ripristinata.

 

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Come riportato da The Verge, i televisori sarebbero progettati per raccogliere e trasmettere dati in modo pressoché costante su proprietari e abitazioni, scansionando le reti Wi-Fi vicine, registrando tramite i microfoni e usando il campionamento audio-video per identificare con precisione i contenuti visualizzati attraverso i vari ingressi.

 

L’indagine è stata condotta insieme al canale Level1Techs e a ricercatori di sicurezza indipendenti, con test approfonditi su diversi modelli OLED LG in vendita al dettaglio.

 

Al centro delle accuse c’è la funzione di riconoscimento automatico dei contenuti (ACR), che secondo Gamers Nexus monitorerebbe tutto ciò che compare sullo schermo, rilevando audio e video anche dai dispositivi collegati via HDMI o USB e dalle app utilizzate. I dati raccolti verrebbero poi inviati a LG Ad Solutions per finalità pubblicitarie e di «profilazione del nucleo familiare»: un televisore analizzato nel test avrebbe trasmesso circa 4 GB di dati ACR al mese.

 

Gamers Nexus ha definito il comportamento del televisore assimilabile a quello di un malware, evidenziando anche una serie di vulnerabilità di sicurezza che, a detta degli autori dell’inchiesta, potrebbero essere sfruttate per trasformare il dispositivo in un vero e proprio strumento di ascolto nascosto.

 

 

Secondo quanto riportato, le smart TV LG effettuerebbero anche una scansione costante della rete locale, censendo altri dispositivi connessi a scopo di profilazione: smartwatch, smartphone, stampanti, server, ma persino termostati e purificatori d’aria. In un caso, un televisore avrebbe rilevato 38 dispositivi nelle vicinanze, oltre ai nomi delle reti Wi-Fi limitrofe e a dati di geolocalizzazione.

 

Gli autori dell’inchiesta sostengono inoltre che la registrazione audio proseguirebbe anche dopo la conclusione dei comandi vocali, e persino quando il microfono risulta disattivato tramite l’apposita opzione sullo schermo — una falla che, secondo Gamers Nexus, renderebbe estremamente semplice trasformare il televisore in un dispositivo di ascolto da remoto.

 

Il report arriva a poco più di un mese da precedenti accuse secondo cui LG avrebbe installato adware – cioè software pubblicitario – sui PC, accuse che l’azienda aveva respinto con una dichiarazione ufficiale.

 

Come sottolineato da TechRadar lo scorso 9 settembre, questa nuova inchiesta rischierebbe però di risultare ancora più dannosa per l’immagine dell’azienda, alla luce di alcuni materiali di marketing rivolti alle aziende in cui LG dichiarava di conoscere gli abitanti delle case dotate dei propri prodotti, i dispositivi presenti e i contenuti televisivi consumati, oltre alla possibilità di estendere questo monitoraggio anche agli smartphone.

 

Da anni circola il sospetto che smart TV, telefoni e smartwatch ci ascoltino di nascosto per bombardarci di pubblicità mirata.

 

Il fenomeno dell’ACR (Automatic Content Recognition) — la tecnologia che «fotografa”»ciò che appare sullo schermo per profilare gli utenti — non riguarda solo LG: pratiche simili di raccolta dati sono state contestate in passato anche a Samsung, con un accordo raggiunto con il Texas nel marzo 2026. Già in precedenza Vizio aveva pagato una sanzione milionaria negli Stati Uniti per aver tracciato le abitudini di visione di milioni di televisori senza consenso esplicito, rivendendo i dati a fini pubblicitari.

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Sul fronte assistenti vocali, tra il 2019 e il 2020 emerse che sia Apple (Siri) sia Amazon (Alexa) sia Google Assistant impiegavano appaltatori esterni per ascoltare e trascrivere manualmente frammenti di registrazioni vocali degli utenti, allo scopo dichiarato di migliorare il riconoscimento linguistico. Le rivelazioni, riportate da Bloomberg e dal Guardian, mostrarono che tra questi audio finivano anche conversazioni private, rapporti sessuali e discussioni mediche captate per errore. Le aziende introdussero poi opzioni per disattivare la revisione umana.

 

Il precedente più clamoroso resta quello di Cox Media Group, che nel 2023 pubblicizzò un servizio chiamato «Active Listening», presentato come capace di sfruttare l’IA per intercettare le conversazioni tramite smartphone e smart speaker a fini pubblicitari. La pagina fu rimossa in fretta dopo il clamore mediatico, e l’azienda ha poi precisato di non ascoltare direttamente gli utenti, ma di usare dati aggregati e anonimizzati di terze parti.

 

Apple, Google e Amazon negano sistematicamente l’uso dei microfoni per scopi pubblicitari, e nessuna indagine indipendente ha finora trovato prove concrete di un ascolto sistematico su larga scala.

 

La popolazione, tuttavia, ha un’altra opinione: vi sono persone non solo rassegnate ad essere ascoltate, ma pure entusiaste della cosa: Renovatio 21 ha veduto casi di persone che quando vogliono acquistare qualcosa, lo dicono semplicemente ad alta voce, sperando che il telefonino senta così da mandargli della pubblicità del prodotto.

 

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I tempi di consegna del petrolio saudita in Asia potrebbero raddoppiare

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Diversi media organi di stampa ripreso i dati più recenti dell’Associazione degli Armatori Giapponesi, secondo cui la chiusura dello Stretto di Bab el-Mandeb, nel Mar Rosso, alle navi saudite potrebbe allungare di oltre 2,5 volte i tempi di consegna del petrolio saudita in Asia. Lo slittamento segue il controllo da parte degli Houthi dell’intera costa del Mar Rosso.   Yahya Saree, portavoce militare degli Houthi, ha dichiarato venerdì in un comunicato che «la navigazione marittima è sicura per tutte le compagnie, ad eccezione delle navi saudite», come riferito da NPR il 12 settembre.   Prima del blocco, la rotta tradizionale attraverso lo Stretto di Ormuzzo richiedeva circa 40 giorni andata e ritorno. L’alternativa del Mar Rosso — il greggio saudita viene portato via terra fino alla costa e poi imbarcato su petroliera attraverso Bab el-Mandeb — richiede circa 40-50 giorni andata e ritorno. L’unica via rimasta passa dal Canale di Suez e circumnaviga il Capo di Buona Speranza, all’estremità meridionale dell’Africa: il viaggio andata e ritorno richiederebbe almeno 100 giorni. Inoltre le petroliere più grandi sono troppo ingombranti per transitare dal Canale di Suez.

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Allungare un viaggio andata e ritorno da 40 a 100 giorni non solo ritarda le consegne, ma riduce drasticamente il numero di viaggi annuali di una petroliera da circa nove a meno di quattro, raddoppiando di fatto il numero di navi necessarie per spostare lo stesso volume di greggio. La deviazione di rotta si traduce così in uno shock sui prezzi: la capacità delle petroliere non può crescere in tempi brevi, quindi quando i giorni di navigazione salgono di colpo salgono anche le tariffe di trasporto, e quei costi finiscono nel prezzo finale del greggio anziché nel prezzo di riferimento. I margini di raffinazione assorbono il primo colpo e l’onere aggiuntivo si scarica poi sull’intero mercato.   Viaggi più lunghi costringono inoltre gli acquirenti a tenere scorte più consistenti: una raffineria che lavora su un ciclo di 100 giorni deve impegnarsi ad acquistare con oltre tre mesi di anticipo, invece di poter aggiustare gli ordini in poche settimane, come riporta Business Upturn.   Prima dell’attuale conflitto tra Stati Uniti e Iran, il Giappone dipendeva per il 95% del proprio fabbisogno di greggio da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, secondo Reuters del 4 marzo 2026; ora quella dipendenza si è spostata in larga misura verso Stati Uniti e Messico.   Prima del conflitto, circa il 25% del commercio mondiale di petrolio via mare, il 19% del GNL e fino al 30% dei fertilizzanti azotati scambiati a livello internazionale passavano dallo Stretto ormusino. Un aumento di 2,5 volte dei tempi di transito per queste risorse essenziali avrebbe evidentemente effetti gravi e dirompenti sulle catene di approvvigionamento globali.   Come riportato da Renovatio 21, la Corea del Sud, un altro Paese estrmo-orientale gravemente danneggiato nelle forniture di idrocarburi dalla chiusura dello Stretto ermesino, sta pensando di partecipare all’azione militare statunitense, ricevendo in risposta un duro ammonimento dalla Repubblica Islamica dell’Iran, che come noto è in grandi rapporti con la Corea del Nord.

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Profanazione in una cappella di Bari

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La settimana scorsa è stata profanata la cappella del cimitero di rione Santo Spirito di Bari. La scoperta è avvenuta quando i parroci del quartiere si sono recati nella necropoli per la messa in suffragio dei defunti.

 

I delinquenti si sono introdotti all’interno del luogo sacro distruggendo l’altare e danneggiando la statua della Madonna presente in cappella. Pare che i ladri non abbiano risparmiato nemmeno i paramenti sacri che sono stati trafugati.

 

Fortunatamente questo «atto vandalico ha riguardato esclusivamente il furto del tabernacolo che in quel momento era assolutamente vuoto: non vi è stata pertanto alcuna sottrazione di ostie consacrate», come precisato dai presbiteri baresi tramite i loro canali social.

 

I parroci don Fabio Campione, don Tommaso Genghi e don Gianni De Robertis hanno commentato così tale sfregio: «Un gesto ignobile, che ha profondamente turbato l’intera comunità in un momento di preghiera e di festa», riporta La Gazzetta del Mezzogiorno

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La profanazione è avvenuta a ridosso della festa patronale in onore di Maria Immacolata. Nonostante il sopruso, i prelati annunciano che le celebrazioni proseguiranno.

 

«Nonostante questo, la nostra Comunità non si lascia intimidire: celebreremo la Festa Patronale con ancora più fede e partecipazione, come segno di speranza che nessun atto di violenza potrà mai spegnere», si legge nella pagina Facebook della parrocchia. I fedeli sono invitati a stringersi in preghiera dopo l’accaduto, mentre resta da chiarire la dinamica dell’irruzione e individuare i responsabili di tale oltraggio.

 

Questi macabri rituali sembrano quasi diventare una nefasta routine. Come scritto poche settimane fa su Renovatio21, un altro luogo sacro è stato profanato: la chiesa di San Giorgio in Conca, a Cattolica, provincia di Rimini, appartenente alla parrocchia di Santa Maria di Nazareth di Montalbano dove il tabernacolo è stato divelto e portato via dalla chiesa mentre le ostie consacrate sono state ritrovate sparse all’esterno.

 

Sono episodi che colpiscono al cuore noi cristiani e questo fenomeno dilaga un po’ in tutto il mondo, non solo in Italia. In Francia due uomini omosessuali hanno compiuto una serie di furti introducendosi in 29 chiese cattoliche nell’arco di tre mesi, rubando ostie consacrate e utilizzando i vasi sacri come decorazioni domestiche. La Francia – che oramai possiamo considerare un’ex Nazione cattolica – subisce il vandalismo religioso sempre più marcatamente con la profanazione di chiese sparse un po’ in tutto il territorio transalpino.

 

Anche oltreoceano si hanno episodi simili: nella parrocchia di San Michele Arcangelo a Portland, nell’Oregon, è stato rubato il tabernacolo.

 

Come riportato da Renovatio 21, due anni fa a Perugia sono state trafugate ostie consacrate, tanto che in Umbria è altissima l’attenzione per evitare che le Ostie finiscano in mani sbagliate.

 

Sono crimini che feriscono e offendono nel profondo la fede di noi cattolici. Preghiamo e celebriamo messe di riparazione a tali sfregi, sperando che episodi del genere non accadano più.

 

Francesco Rondolini

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