Misteri
«Gola profonda» della Boeing trovato morto
Un ex dipendente della Boeing è stato trovato morto negli Stati Uniti pochi giorni prima che testimoniasse in una causa contro il colosso aerospaziale.
Gli standard di produzione della Boeing negli Stati Uniti e nel mondo sono stati recentemente sottoposti a un maggiore controllo a seguito di un’esplosione in volo su uno dei loro aerei a gennaio.
John Barnett, un ex responsabile della qualità della Boeing di 62 anni, è stato trovato morto nella sua auto, presumibilmente per una ferita autoinflitta, nel parcheggio di un hotel, sette anni dopo essersi ritirato da una carriera di 32 anni con il gruppo.
Il coroner locale della contea di Charleston ha confermato la morte di Barnett ed è in corso un’indagine della polizia.
Nel 2019 Barnett aveva dichiarato alla BBC di aver visto i dipendenti Boeing spinti a montare deliberatamente parti di basso standard negli aerei per far fronte all’aumento della domanda, affermando inoltre o di aver scoperto problemi con i sistemi di ossigeno nel 2016 durante il suo periodo come responsabile della qualità, in cui fino a un quarto delle maschere respiratorie non si sono attivate correttamente durante i test degli scenari di emergenza.
La mancata osservanza delle procedure in fabbrica ha portato alla scomparsa di alcuni componenti, a volte con parti non conformi prelevate dai contenitori dei rottami e montate sugli aerei sulla linea di produzione per evitare ritardi, ha detto alla news corporation.
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Secondo Barnett, i suoi reclami alla direzione non hanno portato all’adozione di alcuna azione. Boeing ha negato le affermazioni dell’informatore, ammettendo che alcune bombole di ossigeno erano difettose, ma sostenendo che nessuna di esse era installata sul loro aereo.
Le revisioni del 2017 da parte della Federal Aviation Administration (FAA) hanno rilevato che 53 parti non conformi non sono state registrate in fabbrica.
Dopo il suo pensionamento nel 2017, Barnett ha intrapreso una lunga azione legale contro il suo ex datore di lavoro, accusando l’azienda di denigrare il suo carattere e di ostacolare la sua carriera a causa delle questioni su cui aveva attirato l’attenzione – accuse che Boeing ha negato.
Un audit della FAA su Boeing e Spirit AeroSystems, innescato dall’incidente della porta del 737 MAX-9 di gennaio e pubblicato lunedì scorso, «ha identificato problemi di non conformità nel controllo del processo di produzione di Boeing, nella movimentazione e nello stoccaggio delle parti e nel controllo del prodotto».
Nel marzo 2019, un Boeing 737 MAX appartenente all’Ethiopian Airlines si è schiantato subito dopo il decollo, uccidendo tutti i 157 passeggeri e l’equipaggio. L’incidente è avvenuto cinque mesi dopo l’incidente del 737 MAX della Lion Air in Indonesia che ha ucciso tutte le 189 persone a bordo. Le tragedie portarono alla messa a terra per 20 mesi della linea di aerei 737 MAX della compagnia.
In rete abbondano speculazioni e battute per cui la «gola profonda» dell’aerospazio avrebbe subito un «trattamento Clinton», un riferimento al cosiddetto «Clinton Body Count», controversa lista di persone collegate in qualche modo all’ex coppia presidenziale poi trovate morte.
Come nota prosaicamente l’imprenditore finnico-tedesco-neozelandese Kimdotcom: «Le persone che assemblano gli aeroplani Boeing non consiglierebbero di usarli. Goditi il tuo prossimo volo».
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Misteri
Starmer invita l’ex principe Andrea a testimoniare sui legami con Epstein
Disturbing photos in Epstein files appear to show Andrew on all fours over female sprawled on floor https://t.co/wIEiulHlG6 pic.twitter.com/I38cRPsWCq
— Daily Mail (@DailyMail) January 31, 2026
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Misteri
Nuovi file Epstein: spuntano i nomi di Trump, Musk e Bill Gates
Il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha reso pubblico l’ultimo, vasto lotto di documenti legati al finanziere condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein, in ottemperanza a un obbligo imposto dal Congresso. La pubblicazione porta alla luce nuovi dettagli sulle frequentazioni del magnate, senza però formulare nuove accuse penali nei confronti delle figure di spicco menzionate.
Il vice procuratore generale Todd Blanche ha comunicato venerdì il rilascio di oltre 3 milioni di pagine, 2.000 video e 180.000 immagini, precisando tuttavia l’applicazione di «ampie» censure finalizzate a tutelare l’identità delle vittime e le indagini ancora in corso.
L’insieme dei documenti, diffuso con oltre un mese di ritardo rispetto alla scadenza fissata dal Congresso, conclude l’adempimento dell’amministrazione Trump previsto dall’Epstein Files Transparency Act.
I materiali, provenienti dalle indagini dell’FBI e dagli archivi personali di Epstein, comprendono email in cui il CEO di Tesla, Elon Musk, discuteva di un possibile viaggio sull’isola privata di Epstein. Alla fine del 2013 Musk scrisse a Epstein comunicando di essere diretto a St. Barts e chiedendo «un buon momento per la visita»; Epstein propose di inviare il proprio elicottero. Il viaggio non ebbe mai luogo e Musk ha dichiarato pubblicamente di non aver mai messo piede sull’isola.
In un’altra email del 2013 Epstein si inviò da solo un documento redatto come lettera di dimissioni dalla Bill & Melinda Gates Foundation, in cui sosteneva in modo clamoroso e non verificato che Gates avrebbe chiesto assistenza per procurarsi farmaci «per affrontare le conseguenze dei rapporti sessuali con ragazze russe». Un portavoce di Gates ha smentito categoricamente l’affermazione, definendola «assolutamente assurda e completamente falsa».
Dai documenti emerge inoltre che i contatti tra Epstein e il Segretario al Commercio Howard Lutnick proseguirono fino al 2018, smentendo le precedenti dichiarazioni di Lutnick secondo cui i rapporti si sarebbero interrotti nel 2005. Nei manifesti di volo e negli orari compaiono anche il principe Andrea, insieme ad altre personalità quali il magnate tecnologico Peter Thiel e Steve Bannon, già consigliere del presidente Donald Trump.
Parte del database raccoglie sintesi di segnalazioni inviate alla linea pubblica dell’FBI, contenenti accuse non verificate di illeciti attribuiti a Trump in relazione a Epstein. Il dipartimento di Giustizia ha premesso al comunicato una nota in cui avverte che alcuni documenti «contengono affermazioni false e sensazionalistiche contro il Presidente Trump», giudicate «infondate e false».
Il Blanche ha precisato che l’esame delle email personali di Epstein non ha evidenziato alcun elemento da cui emerga che quest’ultimo ritenesse Trump colpevole di crimini o coinvolto in contatti inappropriati con le vittime. Al contrario, le email rivelano che Epstein criticava spesso Trump, definendolo «stupido» e mettendo in dubbio le sue capacità mentali.
Durante una conferenza stampa, Blanche ha giustificato il ritardo nella diffusione citando la complessità della revisione di milioni di pagine e ha respinto con decisione le accuse di occultamento.
«Non stiamo nascondendo alcuna tranche di documenti super segreti», ha dichiarato, sottolineando che la Casa Bianca non ha esercitato «alcuna supervisione» sul processo di vaglio.
Il comunicato include inoltre nuovi elementi relativi alla collaboratrice di Epstein, Ghislaine Maxwell, attualmente detenuta per una condanna a 20 anni, tra cui la sua foto segnaletica e il certificato di naturalizzazione che indica la professione di «manager» al servizio di Epstein.
La pubblicazione segue una recente istanza presentata in tribunale dalla Maxwell, secondo cui 29 presunti complici di Epstein avrebbero evitato il processo grazie a accordi riservati; Blanche ha affermato di non essere a conoscenza di tale circostanza.
Il rilascio dell’ultimo lotto di documenti non ha placato le speculazioni che circondano la rete di Epstein: legislatori e opinione pubblica continuano a esaminare i fascicoli, pesantemente oscurati, alla ricerca di ulteriori indizi sull’estensione dei suoi crimini e sui rapporti con ambienti di potere.
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Militaria
«Il Discombobulatore»: Trump ammette l’uso di un’arma segreta nell’operazione per catturare Maduro
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