Stragi
Due adolescenti complottano per uccidere un coetaneo in un «rituale di sangue» per resuscitare uno stragista di bambini
In Florida, due studentesse di una scuola superiore sono state arrestate e accusate di aver complottato per uccidere un compagno di classe, presumibilmente nel tentativo di riportare in vita Adam Lanza, l’autore della strage alla scuola di Sandy Hook.
Le due studentesse, Lois Olivios Lippert, 14 anni, e Isabelle Aurelia Valdez, 15 anni, detta «Jimmy», sono state accusate di aver pianificato l’omicidio di uno studente maschio presso la Lake Brantley High School nella contea di Seminole.
I documenti depositati in tribunale all’inizio di questo mese affermano che Valdez era ossessionata dalla strage di Columbine, dalla sparatoria di Sandy Hook del 2012 e dal defunto attentatore Adam Lanza, e credeva che uccidere lo studente avrebbe potuto riportarlo in vita.
❗️The media has published footage from a police officer’s body camera that captured the arrest of Isabelle Valdez and Lois Lippert at Lake Brantley High School in Florida. The girls are currently in custody.#Floridagirls #Florida #IsabelleValdez #LoisLippert #bodycam #police pic.twitter.com/Mn7UW1CIWk
— Slyuda (@theslyuda) March 20, 2026
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«È emerso che la vittima ricordava a Valdez Adam Lanza e che lei credeva che, uccidendola, avrebbe stretto un legame di sangue con Adam Lanza, che lo avrebbe riportato in vita», si legge in un documento, secondo quanto riportato dalla testata locale ClickOrlando. I messaggi ottenuti da Discord mostravano Valdez che diceva a Lippert: «Se hai dei guanti, portameli», «porta quelli in lattice» e «sarà tutto finito entro domani», oltre a «Santo cielo, farò un rituale di sangue per Adam Lanza LMAOOOO ultimo blocco per San Adamo».
I pubblici ministeri hanno scritto che la «Valdez ha affermato che [la vittima] le ricordava molto Lanza». Il 22 gennaio la polizia ha ricevuto una segnalazione anonima riguardante «uno studente di nome Jimmy che sta pianificando di uccidere un altro studente di nome [OMISSIS]».
Gli investigatori hanno scoperto che le due avevano pianificato di aspettare lo studente in un bagno, spingerlo in una cabina e pugnalarlo allo stomaco o tagliargli la gola, lasciare dei fiori e poi fumare una sigaretta. Secondo l’accusa, le studentesse avevano anche pianificato di bere il sangue della vittima.
Portato fuori dalla classe e interrogato, la Valdez ha negato di essere a conoscenza, ma le riprese effettuate dal retro di un’auto della polizia mostrano Valdez che dice a Lippert che uno studente aveva fatto la spia, e aggiunge: «Oh, mio (…) Dio. Sapevo che non avrei dovuto dirglielo».
Secondo l’accusa, Valdez aveva anche incaricato Lippert di realizzare degli schizzi che ritraevano la vittima «deceduta sul pavimento accanto a Isabelle Valdez, la vittima identificata impiccata con una corda legata al collo», e «una serie di raffigurazioni sessualmente esplicite» della vittima.
All’udienza per la cauzione tenutasi all’inizio di questa settimana, i pubblici ministeri hanno mostrato un filmato degli adolescenti che ridevano sul sedile posteriore dell’auto di pattuglia per illustrare i loro atteggiamenti sociopatici e dimostrare perché dovrebbero rimanere in carcere e vedersi negata la libertà su cauzione, richiesta che il giudice ha respinto.
🚨JUST IN: Two “teens” arrested in an attempted murder plot are seen laughing in the back seat of a patrol car after their arrest – “At least it’s not a school shooting”
Isabelle Aurelia Valdez, 15, and Lois Olivios Lippert, 14, are set to appear in court to ask a judge for bond… pic.twitter.com/Xy0ESo2i75
— Unlimited L’s (@unlimited_ls) March 11, 2026
I due devono rispondere di diverse accuse, tra cui tentato omicidio di primo grado, tentato omicidio aggravato, furto con scasso a mano armata, tentato maltrattamento aggravato di minore con arma da fuoco, possesso di arma in un’area scolastica e stalking aggravato.
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Il caso dimostra una volta di più l’esistanza in rete di culti che celebrano l’opera degli school shooter, gli stragisti scolastici, con evidenti intenti di emulazione.
L’esistenza di questa sottocultura giovanile di morte è stata portata alla luce dai lavori dell’utente di Twitter nota come Bx, che ha portato alla luce la vastità e la complessita di gruppi di giovani di natura satanista e pedofila, che estorcono, minacciano e talvolta producono morte.
Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato il dipartimento della Giustizia USA e l’FBI hanno effettuato arresti all’interno di una rete pedo-satanista. Il Bureau stava indagando sul cosiddetto gruppo di predatori online 764 che è noto per spingere le vittime a «creare pornografia grafica, danneggiare gli animali domestici della famiglia, tagliarsi con oggetti appuntiti o persino morire per suicidio. Le autorità affermarono che migliaia di persone in tutto il mondo potrebbero essere a rischio di essere vittime, con le vittime più giovani di età inferiore ai 10 anni, adescati su giochi online come Minecraft e Roblox .
L’indagine sul gruppo internet pedo-satanista ha portato ad arresti in tutto il mondo, compresa l’Italia, con il fermo per terrorismo di un 15 enne di Bolzano, dove erano comparsa scritte inneggianti al gruppo 764. «Secondo gli inquirenti, aveva un piano chiaro per uccidere una persona debole, un senzatetto o un disabile, e contatti per poi fuggire all’estero. L’omicidio – diceva – sarebbe stato filmato, il video diffuso sul dark web, stesso contesto in cui si era radicalizzato» riportò RaiNews.
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Immagine screenshot da Twitter
Stragi
Sparatorie massive consecutive in Sudafrica: 27 morti
🇿🇦🔸A tragic incident occurred on Saturday southwest of Johannesburg, South Africa. A group of attackers armed with assault rifles and handguns opened fire on patrons at a bar, killing 17 people; the assailants managed to flee the scene, and a search for them is underway. pic.twitter.com/PLGF7LIdM7
— Argonaut (@FapeFop90614) September 27, 2026
#BREAKING: 27 PEOPLE KILLED, 15 INJURED IN MASS SHOOTING AT BAR NEAR JOHANNESBURG, SOUTH AFRICA pic.twitter.com/BVhWspxeLX
— JUST IN | World (@justinbroadcast) September 27, 2026
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Droga
Ritrovati 1.600 denti da latte in una fossa comune di un narcocartello messicano
Un gruppo di volontari in Messico sostiene di aver rinvenuto 1.600 denti da latte tra i resti umani in una fossa comune legata a un cartello della droga.
Il collettivo Buscando Cuerpos en Todo México («Alla ricerca di cadaveri in tutto il Messico») nel 2021 ha indagato su un sito vicino a Zacapu, nello Stato di Michoacan, associato al cartello di Sinaloa.
Lì ha trovato resti, tra cui un dente di bambino. Da allora ha continuato a setacciare l’area in cerca di resti umani. Questa settimana ha dichiarato di aver individuato ben 1.600 denti da latte.
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La deputata del Michoacan Margarita Lopez, che ha contribuito a fondare il gruppo, sostiene che i denti appartengano probabilmente a bambini vittime di tratta, eventualmente sfruttati sessualmente o per gli organi.
L’ufficio del procuratore generale dello Stato ha finora rifiutato di verificare le affermazioni.
«Dal 2021 ad oggi, non è pervenuta alcuna denuncia, segnalazione alle autorità o richiesta di intervento forense in relazione a questi eventi», ha dichiarato l’ufficio.
La Lopez ha replicato con tono accesa so Facebook: «Vogliono minimizzare l’incidente, ma l’operazione per recuperare i 1.600 denti da latte ha coinvolto agenti della Procura generale dello Stato di Michoacán, che agivano in virtù di un mandato ufficiale per garantire la sicurezza del perimetro, e tutto è documentato nell’indagine preliminare», ha scritto.
La deputata aggiunto che un procuratore federale e personale forense erano presenti durante il recupero dei resti, chiedendo l’intervento del Comitato Internazionale della Croce Rossa per contribuire alle indagini.
«Da quando è scoppiato il caso dei “1.600 dentini”, il governo messicano è rimasto in silenzio o ha negato la scoperta», ha affermato la Lopez.
Le fosse comuni sono il simbolo più duro della violenza legata al narcotraffico in Messico.
Un rapporto governativo di marzo 2026 conta 132.534 persone scomparse, mentre la Comisión Nacional de Búsqueda parla di circa 135.000 casi. Il 97% di chi risulta nel registro è scomparso dopo il 2006, cioè dall’inizio della guerra ai cartelli lanciata dal governo Calderón. Prima dei Mondiali il governo Sheinbaum ha rivisto i dati, portando i casi attivi a circa 43.000, una scelta criticata da parenti e ONG perché minimizzerebbe il problema. Il ritmo dei desaparecidos messicani resta alto: nel 2025 risultavano scomparse 34.554 persone, e tra ottobre 2024 e metà settembre 2026 i casi registrati sono 62.378, di cui 20.072 non ancora rintracciati e 3.457 ritrovati morti.
Tra il 2007 e il 2023 le autorità hanno trovato quasi 5.700 fosse comuni clandestine. La maggior parte è stata scoperta dai collettivi di familiari (le madres buscadoras, le madri e i parenti che scavano in proprio). Un collettivo di Sonora da solo ha ritrovato 1.230 corpi in fosse clandestine dal 2019. Chi cerca è a rischio: ad aprile 2025 due madri cercatrici sono state uccise in Jalisco.
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Proprio lo Stato di Jalisco ha oltre 16.000 scomparsi ancora nel registro, il dato più alto del Paese. Secondo un collettivo locale, intorno a uno stadio dei Mondiali sarebbero stati trovati 456 sacchi con resti umani. Un’analisi del Mexico Peace Index rileva inoltre che un terzo dei corpi recuperati dalle fosse clandestine dal 2006 proviene da Jalisco.
Un’inchiesta giornalistica ha rilevato oltre 72.000 resti classificati come non identificati dal 2006 al 2023, per lo più sepolti in fosse municipali. Un’altra fonte parla di 38.891 corpi non identificati, di cui 27.271 sepolti in fosse comuni, a fronte di oltre 275.000 omicidi registrati dal 2006.
Il governo ha annunciato un calo degli omicidi del 30% nel 2025, ma alcuni analisti sospettano che parte delle vittime sia finita in categorie diverse, come sparizioni o corpi nascosti nelle fosse. L’impunità è molto diffusa: secondo Human Rights Watch, solo il 17% degli omicidi volontari tra il 2010 e il 2022 ha portato a mandati d’arresto o procedimenti. L’ONU ha dichiarato che ci sono «prove fondate» che le sparizioni forzate siano diffuse o sistematiche, e quindi crimini contro l’umanità.
Molte fosse non sono depositi di singole «stragi» con un numero preciso di vittime: sono luoghi dove i corpi si sono accumulati nel tempo.
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Immagine da Twitter
Stragi
Sudafrica, catena di morti fa pensare all’opera di un serial killer
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