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Oligarcato

Folla di persone testa la forza ondulatoria sull’auto di Bill Gates e ne chiede l’arresto

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Bill Gates era in questi giorni a Londra per incontrare il premier britannico Boris Johnson e altri miliardari in una esclusiva cena a Downing Street 10, la tradizionale residenza del primo ministro d’Albione.

 

Alcuni cittadini si sono avvicinati all’auto del «filantropo» patron di Microsoft per, come direbbe il ministro dell’Interno italiano Lamorgese, testarne la forza ondulatoria.

 

 

I cori che chiedevano l’arresto del magnate informatico-vaccinale si sono sentiti praticamente ovunque il Gates abbia messo piede


 

I canti «Arrest Bill Gates» erano peraltro udibili anche nelle manifestazioni inglesi di qualche giorno fa.


Già nel 2020, in USA e in Australia la ripetizione di questo slogan era ben presente.

La cena tenuta a Downing Street, sul tema di una «Britannia Globale», prevedeva la presenza, oltre che del Gates, anche del CEO di JP Morgan Jamie Dimon. Erano presenti anche Stephen Schwarzman, co-fondatore della società di private equity Blackstone (che gestisce circa 650 miliardi di dollari), il CEO di Barclays Jes Staley e il presidente di Banco Santander (che avrebbe legami con l’Opus Dei) Ana Botin, secondo quanto riportato dal quotidiano Telegraph.

 

Sulle interessanti cene di Gates del passato – per esempio quelle con Rockefeller, Soros, Buffet nelle quali si parla di riduzione della popolazioneRenovatio 21 ha già scritto in passato.

 

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Alimentazione

Carenza di latte in polvere, Bill Gates ha investito nel latte artificiale «umano»

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Il «latte umano» prodotto in un laboratorio da una società sostenuta da Bill Gates potrebbe essere disponibile in tre o cinque anni. Lo riporta CNN Business.

 

BIOMILQ mira a creare cellule per la produzione di latte umano più o meno allo stesso modo in cui alcune aziende producono carne coltivata in laboratorio, che come sa il lettore di Renovatio 21 è un ulteriore investimento di Bill Gates.

 

La startup sta lavorando alla produzione di latte umano artificiale utilizzando tessuto mammario umano e latte donato da donne locali. Secondo quanto riportato, BIOMILQ deve ancora ottenere l’approvazione normativa che dimostri che il prodotto è sicuro per i bambini.

 

La società con sede nella Carolina del Nord ha ricevuto un investimento di 3,5 milioni di dollari da Breakthrough Energy Ventures, un fondo avviato da Bill Gates, secondo quanto riportato dal Times nel giugno 2020. I membri del consiglio di Breakthrough Energy includono il CEO di Amazon Jeff Bezos, Mark Zuckerberg di Facebook e il fondatore di Virgin Richard Branson.

 

La notizia, pubblicata dalla CNN come da varie testate internazionali come Al Arabya, ha fatto il giro della rete, lasciando le persone perplesse: proprio mentre si verifica in America una tragica carenza di latte in polvere, emerge anche stavolta la soluzione di Bill Gates?

 

Colpisce anche la presenza degli altri enormi nomi di Big Tech coinvolti nel fondo Venture Capital interessato.

 

Forse per questo, se provate a cercare la notizia su Google (magari con la semplice stringa «Gates+artificial+milk») otterrete come risultati in larga parte articoli di fact-checker che smentiscono l’idea che Bill Gates sia dietro anche alla carenza di latte in polvere negli Stati Uniti. In effetti, nessuno sosteneva una cosa del genere, e noi nemmeno ci avevamo pensato… ma allora perché tirare fuori l’argomento?

 

Semplice, è proprio il lavoro dei fact checker: si smentisce una menzogna grande nella speranza che la smentita si attacchi anche in una piccola verità. Che qui è il fatto innegabile che Gates, tra i tanti suoi pazzeschi investimenti tra il profetico e il distopico (vaccini, carne artificiale, terreni agricoli, OGM, geoingegneria solare, bioingegneria) ha proprio investito anche sul latte artificiale, che ora scarseggia pericolosamente nella prima economia mondiale.

 

Sullo sfondo, la crisi della filiera alimentare americana in toto, con l’enigmatico blocco governativo del trasporto dei fertilizzanti e i misteriosi incendi e incidenti che stanno sconvolgendo gli impianti di produzione…

 

Siamo davanti al sabotaggio dell’alimentazione umana – cioè alla reintroduzione della fame – nell’intento di sostituirla con un’alimentazione riprogrammata?

 

Si tratta del Grande Reset alimentare?

 

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Oligarcato

Bill Gates, teoricamente triplovaccinato, ha preso il COVID

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Il magnate padrone della sanità globale William Enrico Gates III detto Bill è risultato positivo al COVID-19 nonostante abbia ricevuto (teoricamente) almeno tre dosi di vaccino mRNA, da lui stesso finanziato e sospinto.

 

«Sono risultato positivo al Covid. Sto riscontrando sintomi lievi e sto seguendo il consiglio degli esperti isolandomi fino a quando non sarò di nuovo in salute», ha twittato il Gates lo scorso martedì.

 


Il Gates, come sempre, come tutti, si impegna nella logica estrema del rinraziamento al vaccino nonostante il contagio.

 

«Ho la fortuna di essere vaccinato e boosterato e di avere accesso a test e ottime cure mediche», ha aggiunto. A 66 anni, Gates ha diritto a due booster di mRNA, anche se non è chiaro se li abbia ricevuti entrambi.

 

Gates ammette da mesi ormai che i vaccini COVID – di cui è finanziatore e promotore munifico ed indefesso – non impediscono la trasmissione o il contagio, come nel suo classico video costoso e leccato (ma con maglioncino) sul siero «perfetto» pubblicato il 30 aprile.


«Anche se questi vaccini svolgono un lavoro incredibile nel prevenire malattie gravi e la morte, non vi proteggono dall’infezione», ha confessato Gates. «Riducono la possibilità di essere infettati di circa il 50%». La domanda è come credere anche a questa cifra, che pare buttata là come tutte le altre in questi due anni. La domanda è come credere a Bill Gates in generale: dubiteremo delle sue parole anche se dicesse che il sole sorge ad oriente.

 

«Vogliamo cambiarlo in modo che chiunque abbia quel vaccino non possa essere infettato di nuovo, portandolo completamente fuori da qualsiasi catena di trasmissione», è dichiarato nel video di aprile, aggiungendo che un «vaccino» così migliorato dovrebbe essere somministrato più facilmente, come come attraverso un cerotto al braccio o per inalazione.

 

S tratta, ovviamente, del lancio di un nuovo ciclo vaccinale in grado di sottomettere ulteriormente la popolazione a farmaci genici sperimentali e al processo di controllo sociale bioelettronico e cognitivo sostenuto da Gates da anni.

 

Sono lontani i giorni delle prime fasi della pandemia, quando il Billo parlava di «sbarazzarsi» del COVID tramite tassi di vaccinazione che consentirebbero al mondo «tornare alla normalità».

 

Gates ha concluso il thread di Twitter di ieri con un impegno: «Continueremo a lavorare con i partner e faremo tutto il possibile per garantire che nessuno di noi debba affrontare di nuovo una pandemia».

 

Come riportato da Renovatio 21, Gates intende evitare la prossima pandemia – che, ha già ripetuto in questi due anni, sarà più fatale – con miliardi di investimenti pubblici in «Olimpiadi del bioterrorismo» e potenti task force dedicate e auspicando il controllo del discorso su internet (sui giornali, invece, meno premura: sono in buona parte finanziati da Gates) contro la «misinformazione medica».

 

Riguardo ai nuovi vaccini, è noto come enti derivanti dai Gates come il CEPI stia preparando un vaccino universale «contro tutti i coronavirus».

 

I miliardi di Gates, oltre ad essere donati all’OMS di cui è diventato primo finanziatore, sono investiti anche nei vari titoli Big Pharma che, secondo alcuni osservatori, sarebbero aiutate a mantenere i loro monopoli.

 

Nel frattempo Gates, quando non fa cene fra miliardari in cui si parla della sovrappopolazione o incontra i vertici di Britannia, si intrattiene con generali eserciti nucleari di Paesi freschi di colpi di palazzo Made in USA.

 

Chissà mai che ad una certa possa servire anche qualche generale atomico nella vita – e nella morte.

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

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Geopolitica

Igor Kolomojskij, l’oligarca dietro a Zelens’kyj

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Un video risalente a prima dell’elezione di Zelen’skyj alla presidenza ucraina, mostra i legami tra l’attore e il controverso oligarca Igor Kolomohskij.

 

La fonte del video è nientemeno che Radio Free Europe – Radio Liberty, l’emittente del Congresso degli Stati Uniti nata durante la Guerra Fredda per diffondere i valori della democrazia liberale nel mondo comunista. È riportato che la CIA abbia finanziato RFE RL almeno fino al 1972.

 

Il servizio fa emergere il tono con cui, anche dopo l’elezione di Zelensky, si usasse talvolta con l’Ucraina, indicandola come Paese endemicamente corrotto – a differenza di ora, dove è santificato sia il Paese che il suo presidente-comico.

 


Il video mostra tantissime cose interessanti.

 

È detto senza mezzi termini il fatto che l’uomo che aveva creato per le sue TV lo Zelens’kyj presidente della serie TV avrebbe poi finanziato la campagna dello Zelens’kyj presidente nella vita reale, fornendo poi guardie del corpo, veicoli di sicurezza, avvocati.

 

Il presidente ucraino Petro Poroshenko, installato al potere dal Dipartimento di Stato US Victoria Nuland, dichiarava pubblicamente che lo Zelens’kyj, allora suo avversario alle elezioni, altro non era che una marionetta di Kolomojskij.

 

Il servizio dà conto del finanziamento da parte di Kolomojskij di gruppi paramilitari (di quelli che talvolta esibiscono una bella svastica: ecco l’origine dell’espressione ucraina «giudeobanderismo»)che, secondo i critici, potevano costituire una sorta di «esercito privato». Sappiamo come ora tali bande siano inquadrate all’interno dell’esercito regolare ucraino stesso.

 

Come riportato da Renovatio 21, Dmitrij Yarosh, il capo di Pravij Sektor, in una intervista del 2019 dichiarava di non aver «niente contro Igor Valeryevic [Kolomojskij]. Abbiamo lavorato molto fruttuosamente nel 2014, quando era il governatore della regione di Dnepropetrovsk. Pertanto, Kolomojskij non è una storia dell’orrore per me. Capisco che la demonizzazione avvenuta sia basata più sulla propaganda che sulla realtà. E nei flussi per i quali c’è una guerra: petrolio, gas, miliardi… E so per certo che Kolomojskij non era comunque una minaccia per lo Stato».

 

La storia degli eserciti privati era stata approfondita nel 2015 da un articolo di Reuters, che adduceva anche questioni di crimini di guerra:

 

«Amnesty International ha riferito che il battaglione Aidar, anch’esso parzialmente finanziato da Kolomoisky, ha commesso crimini di guerra, inclusi rapimenti illegali, detenzioni illegali, rapine, estorsioni e persino possibili esecuzioni».
Nel pezzo dell’agenzia di sette anni fa, veniva citato anche il famigerato Battaglione Azov, con toni bizzarramente diversi da quelli con i quali è descritto ora dalla stampa italiana e internazionale:

 

«Alcuni dei battaglioni privati ​​ucraini hanno infangato la reputazione internazionale del paese con le loro opinioni estremiste. Il battaglione Azov, parzialmente finanziato da Taruta e Kolomojskij, usa il simbolo nazista Wolfsangel come logo e molti dei suoi membri sposano apertamente opinioni neo-naziste e antisemite. I membri del battaglione hanno parlato di “portare la guerra a Kiev” e hanno affermato che l’Ucraina ha bisogno di “un dittatore forte per salire al potere che possa versare molto sangue ma unire la nazione”».

 

Dopo aver parlato del caso spinoso Privat Bank, istituto di credito dal quale Kolomojskij è accusato di aver fatto sparire miliardi, il servizio di Radio Free Europe mostra l’increscioso episodio del raid notturno  (compiuto, secondo Reuters, da membri dell’esercito privato sostenuti dal magnate),  alla Ukrtransnafta, compagnia petrolifera dove Kolomojskij sarebbe stato coinvolto in una lotta per l’egemonia all’interno dell’azienda.

 

Sono quindi passati in rassegna i numerosi viaggi di Zelens’kyj in Svizzera, dove dapprima si era trasferito Kolomojskyj, e in Israele, dove si era spostato poi l’oligarca ucraino, che gode anche della cittadinanza israeliana e cipriota (la legge ucraina non permette la doppia cittadinanza: lui sostiene tuttavia che la tripla è quindi permessa).

 

Zelen’skyj ha sostenuto di essere andato a Ginevra una volta sola. L’emittente americana conta invece almeno 10 voli sulla città svizzera e tre su Tel Aviv.

 

Kolomoyskyi è stato classificato come la seconda o terza persona più ricca in Ucraina (dopo Rinat Akhmetov e Viktor Pinchuk) e, nel 2019, è stata classificata al 1941° posto nell’elenco dei miliardari internazionali della rivista Forbes. Nel 2007 risultava invece il 799esimo più ricco al mondo, con un patrimonio di 3,8 miliardi di dollari.

 

Nel marzo 2015 The Economist ha indicato il suo patrimonio netto a 1,36 miliardi di dollari. Nel 2019, la rivista ucraina Focus ha inserito Kolomoyskyi al terzo posto nell’elenco dei 100 ucraini più influenti.

 

Nel 2021 gli Stati Uniti hanno vietato a lui e alla sua famiglia di entrare nel Paese a causa di «significativa corruzione», con il segretario di Stato americano Antony Blinken che ha affermato che l’uomo sarebbe stato «coinvolto in atti di corruzione che hanno minato lo stato di diritto e la fiducia del pubblico ucraino nella democrazia del loro governo, istituzioni e processi pubblici, compreso l’uso della sua influenza politica e del potere ufficiale a proprio vantaggio» e che egli «rappresenta una seria minaccia per il futuro dell’Ucraina».

 

Nell’aprile 2019 è stato riferito che l’FBI stava indagando su Kolomojskyj per crimini finanziari  in relazione alle aziende siderurgiche di Kolomojskij nel West Virginia e nell’Ohio settentrionale negli Stati Uniti e ai suoi interessi in miniere in Ghana e Australia.

 

Il 6 agosto 2020, il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti nel distretto meridionale della Florida (Miami) ha affermato che Ihor Kolomoisky e altri avrebbero ottenuto collettivamente numerose proprietà nell’ambito di uno schema Ponzi da 5,5 miliardi di dollari nell’ambito di «una cospirazione internazionale per riciclare denaro sottratto e ottenuto in modo fraudolento da PrivatBank», che è stato nazionalizzata nel 2016 e che utilizza la «filiale di Cipro… come lavatrice per i fondi rubati».

 

Come riportato da Renovatio 21, a società di Cipro – di cui l’oligarca ha la cittadinanza – rimandano anche i documenti sulla villa in Toscana di Zelens’kyj, già contestato in patria da inchieste giornalistiche per il suo strano giro di società offshore.

 

Kolomoyskyi usa il soprannome Benja, che secondo alcuni sarebbe un riferimento del famigerato reprobo criminale ucraino (ed ebreo) Benja Krik, la cui vita è stata romanzata ne I racconti di Odessa (1948) dello scrittore sovietico Isaac Babel.

 

Occasionalmente, Kolomoyskyi è chiamato Bonifatsij, come l’omonimo protagonista di un popolare cartone animato sovietico della Soyuzmultfilm, Kanikuly Bonifatsija, «Le vacanze di Bonifacio».

 

Kolomojskij è stato presidente della Comunità Ebraica Unita dell’Ucraina, e nel 2010 è stato nominato – con quello che poi sarà definito «un putsch» – presidente del Consiglio Europeo delle Comunità Ebraiche (ECJC).

 

Tuttavia, dopo le veementi proteste degli altri membri del consiglio, dovette lasciare e fondarsi una lega ebraica tutta sua, la European Jewish Union.

 

La compresenza, in questa storia, di ebrei e nazisti ha creato l’espressione, dapprima scherzosa, «zhidobandera», ossia «giudeobanderista», dove per Bandera si intende quello Stepan Bandera collaborazionista di Hitler considerato il padre del nazionalismo ucraino.

 

L’espressione è stata pure stampata su t-shirt satiriche dove al simbolo nazionale ucraino, il tridente, si sovrappone il candelabro ebraico.

 

Con grande senso dello humor, il Kolomojskij si è fatto fotografare mentre ne indossa una.

 

 

Non tutti hanno trovato la cosa divertente. In un articolo intitolato «è questo l’ebreo più potente al mondo?», il quotidiano israeliano Haaretz trovava la cosa scandalosa, visto che «zhid» è una «parolarusso-ucraina per dire ebreo normalmente considerata offensiva», mentre Stepan Bandera è «la più controversa figura nella storia di Ucraina (…) almeno alcuni dei suoi seguaci eseguirono pogrom e omicidi di massa degli ebrei».

 

Il contesto in cui il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha parlato di antisemitismo potrebbe essere questo.

 

Non è chiaro se in questo momento Kolomojskij abbia ancora una qualche influenza su Zelens’kij nel bunker. Distante nello spazio, potrebbe esserlo divenuto anche politicamente: un conto è provocare lo zar, un conto è farlo adirare fino a provocare una guerra internazionale.

 

Il lettore, dunque, può indovinare chi può essere rimasto – nel bunker – a tirare qualche filo dell’attore Zelens’kyj.

 

Renovatio 21, a riguardo, ha scritto qualche idea.

 

 

 

 

 

Immagine di Anna Besulik via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported (CC BY 3.0); immagine modificata

 

 

 

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