Bizzarria
Fiume pieno di feci minaccia le Olimpiadi di Parigi
Secondo gli organizzatori dell’evento, la tappa di nuoto del triathlon olimpico di Parigi potrebbe essere ritardata o annullata se la qualità dell’acqua non migliorerà nella Senna, che attraversa la capitale francese.
Il fiume ospiterà diversi eventi olimpici quest’estate ma ha livelli di batteri «allarmanti», secondo un avvertimento emesso lunedì dalla ONG internazionale Surfrider Foundation Europe. Il gruppo ha affermato che su 14 campioni prelevati presso il ponte Alexandre III in un periodo di sei mesi, tutti tranne uno hanno mostrato una scarsa qualità dell’acqua.
Tony Estanguet, tre volte campione olimpico di canoa e presidente del Comitato organizzatore di Parigi 2024, ha ammesso martedì che l’Escherichia coli è «una delle sfide più grandi» che gli organizzatori devono affrontare, sottolineando che il triathlon potrebbe subire ritardi o la tappa di nuoto annullato se la qualità dell’acqua peggiora.
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«Nello sport c’è un rischio, c’è sempre un rischio», ha detto Estanguet al giornale britannico Telegraph. Ha sottolineato che esiste «un solo luogo» e non si tratta di trovare un luogo di riserva.
Il pericolo principale arriva dai forti temporali, quando l’acqua si riversa nel sistema fognario parigino, causando il rischio di straripamento. La pioggia in eccesso viene poi scaricata nel fiume e può provocare inquinamento.
L’estate scorsa una perdita di liquami ha portato alla cancellazione di un evento di nuoto preolimpico.
Secondo la Surfrider Foundation, le misurazioni effettuate tra settembre 2023 e marzo 2024 hanno mostrato che i livelli di due batteri – E. coli ed enterococchi – erano spesso due e talvolta tre volte superiori alle quantità massime consentite in Europa.
I livelli di inquinamento sono rimasti elevati anche dopo che Parigi ha investito oltre 1 miliardo di euro (1,1 miliardi di dollari) nel tentativo di garantire il nuoto sicuro nella Senna per la prima volta in un secolo.
Il piano da 1,4 miliardi di euro per il fiume prevedeva un rinnovamento delle infrastrutture, comprese nuove condutture e pompe sotterranee. Gli specialisti della qualità dell’acqua hanno affermato che i livelli di concentrazione di due batteri, Enterococcus ed E.coli, entrambi utilizzati come indicatori primari del materiale fecale nelle acque dolci, erano sufficientemente bassi da poter nuotare in sicurezza nel fiume.
Il mese scorso, il presidente francese Emmanuel Macron – producendo uno strano cortocircuito della memoria che riporta a Saddam col Tigri e Mao con lo Yangtze – ha promesso di nuotare nella Senna nel tentativo evidente di dimostrare che è pulita, in vista dei Giochi Olimpici che si terranno nella capitale del paese a luglio e agosto.
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Come riportato da Renovatio 21, la questione dello sport natatorio rovinato da ondate di cacca con relativi batteri era già emersa in tutto la sua drammatica realtà la scorsa estate a Sunderland, in Inghilterra, durante i Campionati mondiali di Triathlon. Almeno 57 concorrenti avevano contratto alcune malattie, inclusa la diarrea, dopo aver preso parte a eventi di nuoto in mare.
Un’analisi dell’acqua di mare sulla spiaggia di Roker da parte dell’Agenzia per l’ambiente del Regno Unito tre giorni prima della gara ha rilevato che l’acqua aveva una concentrazione di E. coli ben 39 volte maggiore rispetto ai campioni prelevati il mese precedente.
«Mi sono sentito piuttosto uno straccio dopo la gara», aveva scritto su Instagram il triatleta Jacob Birtwhistle dei risultati dell’analisi, riportato dal Guardian, «ma immagino che sia quello che succede quando nuoti nella merda». Un altro triatleta ha risposto al post: «questo ora spiega perché ho passato lunedì sera con la testa in bagno dopo aver corso domenica mattina».
Macron ha chiesto una tregua del conflitto russo per le Olimpiadi. Più che con Putin, deve forse trovare un accordo con le creature fecali monocellulari che infestano il fiume di Parigi.
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Bizzarria
Attacco di flatulenza da parte di uno spettatore: cinema evacuato
ALERT: “Horrific fart attack” sent moviegoers running out of the theater in the middle of the new ‘Spider-Man.’
While a screening of the movie ‘Spider-Man: Brand New Day’ was playing in Cartagena, Colombia, an audience member allegedly had a farting attack that cleared the… pic.twitter.com/bgtkRsAX7C — E X X ➠A L E R T S (@ExxAlerts) August 3, 2026
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Bizzarria
Sosia di Adolfo Hitler convocato in tribunale: oltre il cosplay, la grande lezione della storia
Stefan Wijkamp, ritenuto sosia di Adolfo Hitler, è stato chiamato a presentarsi davanti a un tribunale tedesco con l’accusa di incitamento all’odio, secondo quanto riferito dal quotidiano germanico Bild.
Il Wijkamp, cittadino neerlandese, negli ultimi anni si era recato più volte in Germania per partecipare a manifestazioni di estrema destra.
Domenica, il Bild ha citato Matthias Bieling, vicepresidente del tribunale distrettuale di Monaco di Vestflaia (che per qualche ragione ora gli italiani chiamano col nome tedesco Münster), il quale ha confermato che la prima udienza del caso è fissata per venerdì prossimo, 24 luglio.
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Secondo il tabloide berlinese, le autorità tedesche hanno contestato un’intervista rilasciata da Wijkamp a uno YouTuber durante una manifestazione di estrema destra a Monaco di Vestflalia la scorsa estate. Nell’intervista, il Wijkamp avrebbe affermato che il suo «amore per la Germania si chiama Adolfo Hitler», che l’esponente olandese ha descritto come una «meraviglia mondiale senza eguali» e un «genio».
Nella Germania odierna, la glorificazione pubblica della Germania nazista e dei suoi leader non è considerata un’espressione protetta ed è punibile con una pena detentiva fino a tre anni o con una multa. L’apologia e la propaganda della Germania nazista non sono regolate da una singola «legge» isolata, ma da vari specifici articoli del Codice Penale Tedesco (Strafgesetzbuch o StGB), inseriti nel quadro della tutela dell’ordine democratico
Ad esempio, l’articolo 130 StGB («Volksverhetzung», cioè «Incitamento all’odio») punisce l’incitamento all’odio contro segmenti della popolazione, ma contiene commi specifici (introdotti e inaspriti nel tempo) per colpire il neonazismo; l’articolo 86a StGB («Uso di simboli di organizzazioni incostituzionali») vieta tassativamente l’esibizione in pubblico, la diffusione, la produzione o l’importazione di simboli legati al nazismo come le bandiere con la svastica, le rune delle SS, l’emblema del teschio (Totenkopf), il saluto nazista (braccio teso accompagnato dai classicissimi «Heil Hitler» o «Sieg Heil») e persino slogan ufficiali del regime. La pena prevista arriva a tre anni di reclusione.
Ancora: l’articolo 86 StGB («Diffusione di mezzi di propaganda di organizzazioni incostituzionali») vieta la diffusione, la produzione, l’importazione o l’esportazione di materiale cartaceo, digitale o audiovisivo che promuova gli obiettivi di partiti o organizzazioni dichiarate incostituzionali, inclusa l’ideologia nazionalsocialista. Renovatio 21 ipotizza che per decenni milioni di tedeschi si siano resi colpevoli dell’infrazione di tale articolo quando, in vacanza sulla costa adriatica (Lignano, Jesolo, Sottomarina, Riccione, etc,) hanno golosamente comperato copie del Mein Kampf, il libro-manifesto che lanciò la carriera dell’Hitlerro, simbolo del credo nazionalsocialista proibitissimo in patria.
Grandi serque di bancarelle e negozietti improvvisati nei lungomare della villeggiatura veneto-romagnola approntavano, tra i libri italiani a metà prezzo, anche moltissime copie del libro hitleriano in lingua tedesca, copertina con la svasticona sia in versione brossura che in copertina rigida in pelle. Va pure ricordato che quando ancora Amazon non era presente in Europa, il libro che sul sito americano i tedeschi acquistavano di più era… il lettore indovini.
Qualora Wijkamp non si presentasse in tribunale, potrebbe essere emesso un mandato di arresto a suo nome, ha riferito Bild-Zeituing, citando un avvocato specializzato in diritto penale e dell’immigrazione.
Secondo quanto riportato dalla stampa, il sosia dello Hitler avrebbe frequentato raduni di estrema destra nella vicina Germania almeno dal 2017. Si dice addirittura che si sia unito al partito «Die Rechte – Partei für Volksabstimmung, Souveränität und Heimatschutz» («La Destra – Partito per il Referendum, la Sovranità e la Sicurezza Nazionale»), ora dissolto, e che abbia fatto parte del suo consiglio direttivo per un certo periodo.
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La storia dello Wijkamp, tuttavia, ci porta molto oltre il cosplay.
Secondo l’enciclopedia online all’inizio degli anni ’90, lo Wijkamp era coinvolto nel movimento Centrum Democraten, ma in seguito passò al Nederlandse Volks-Unie. L’uomo, nato nel 1967, cominciò ad acquisire notorietà nei Paesi Bassi nel 2001 quando partecipò a una manifestazione di estrema destra a Kerkrade vestito dallo Hitler. Alle elezioni comunali del 2002, divenne il candidato principale del partito a Landgraaf. Dopo che il partito ottenne appena lo 0,2% dei voti, fu espulso dal partito – tuttavia, secondo un comunicato stampa sul sito web dell’NVU, Wijkamp si dimise personalmente.
Nel novembre 2008 lo Wijkamp furono condannati per aver fatto il saluto nazista durante una manifestazione neonazista a Lommel, in Belgio, l’anno precedente. Nell’estate del 2010, fu arrestato a una manifestazione nazista a Nieuw-Scheemda dopo essersi rifiutato di andarsene su ordine del sindaco.
Non si tratta dell’unico caso di sosia del pittore austriaco. Proprio nel luogo di nascita del cancelliere tedesco, a Branau, in Austria, nel 2017 fu arrestato un venticinquenne sosia che si faceva chiamare Harald Hitler.
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La faccenda si complica quando si pensa alla fotografia del 1954 circa, resa pubblica dalla CIA, raffigurante un ex ufficiale delle SS in compagnia di quello che sembra essere decisamente Adolfo Hitler, ma che ci dicono essere il sosia Adolf Schüttelmayor, all’epoca ritenuto dagli americani un possibile alias di Hitler in persona sopravvissuto.

La foto scattata in Colombia nel dopoguerra dall’agente Phillip Citroen, e alimenta ancora oggi le teorie per cui Hitler sarebbe sopravvissuto e fuggito in Sudamerica (da cui la famosa barzelletta dove Merz lo va a trovare in un villaggio della foresta amazzonica per chiedergli di tornare e risolvere i problemi del Paese ma il vecchio Hitler accetta solo ad una condizione: «cattivi, stavolta!»)
Ora, è chiaro al lettore che in realtà nessuno di costoro assomiglia davvero allo Hitler, perché – esattamente come Trump per la chioma bionda irrealistica – egli ha saputo trasformare un tratto unico, il baffetto (cui volendo si può aggiungere il capello col riportino), in un brand di potenza devastante: se mettete il baffetto quadrato sotto non solo a qualsiasi persona, ma a quasliasi cosa, essa diventa magicamente «Hitler»
Ne sa qualcosa Amazon, che anni fa dovette cambiare un logo di una sua app perché varie persone avevano iniziato a sostenere che esso ricordava la faccia del Fuhrer.
Ricordiamo al lettore di Renovatio 21, ancora una volta, la legge di Godwin. Mike Godwin, informatico pioniere delle prime reti tra computer (quella che utilizzava lui si chiamava Usenet, antesignana di Internet) ebbe a formulare una inviolabile legge per cui «mano a mano che una discussione su Usenet si allunga, la probabilità di un paragone riguardante i nazisti o Hitler si avvicina ad 1».
È come dire: Hitler è una maledizione semiotica da cui il mondo potrebbe non guarire mai. A meno che i giornali ed alcuni committenti, che chissà perché vogliono che ci ricordiamo di lui (con giorni specifici ad inizio anno dedicati alla sua demonizzazione), non la piantino – oppure, la buttiamo là, potrebbero commettere l’errore di iniziare a fare loro stessi quello che ha fatto Hitler, in modo da far uscire tutti dall’incantesimo del baffetto che appare ubiquamente.
Sappiamo bene che ciò non succederà: ma quando mai le vittime poi diventano carnefici? Quando mai chi subisce un genocidio, poi lo perpetra a sua volta? Quando mai chi viene schiacciato dal suprematismo razziale, poi si mette a praticarlo su piano genetico-religioso?
Per fortuna, l’umanità impara sempre dalla sua storia.
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Passeggero di un Boeing Ryanair parzialmente risucchiato fuori dall’oblò
BREAKING: Ryanair passenger reportedly saved from being sucked out the cabin after window fails during a flight from Thessaloniki to Memmingen.
According to local media Ryanair flight FR1879, a Boeing 737-8AS, returned safely to Greece on Friday after part of a damaged engine… pic.twitter.com/YPgRodjPFp — Breaking Aviation News & Videos (@aviationbrk) July 10, 2026
NEW: Ryanair passenger, 61, nearly sucked out of Greece–Germany flight after damaged engine debris shatters cabin window; suffers friction burns pic.twitter.com/L8cpxF1Ad9
— Rapid Report (@RapidReport2025) July 10, 2026
🔵#Grecia È accaduto su un volo Ryanair da Salonicco. Un finestrino si è staccato dopo il decollo. Un passeggero ha rischiato di essere risucchiato all’esterno. A evitare il peggio la moglie e gli altri passeggeri che sono riusciti a trattenerlo. L’aereo è subito rientrato. pic.twitter.com/EHUkewkz5y
— Rai Radio1 (@Radio1Rai) July 10, 2026
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