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Tizi ignudi continuano a terrorizzare l’Italia e il mondo: la temibile ascesa dell’«uomonudismo»

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Sei mesi fa Renovatio 21 ha scritto di un tremendo fenomeno che sembra aver colpito l’Italia, l’Europa, il mondo: quello degli uomini ignudi che deambulano in pubblico.

 

Piazze, strade, autostrade, nessun luogo pare essere al riparo dalla catastrofe di quello che a questo punto proponiamo di chiamare «uomonudismo».

 

Sono ovunque: nei negozi, sui monumenti, nelle fontane, sulle aiuole, alle finestre, sui balconi. Affrontano, talvolta aggressivamente, i pedoni, gli automobilisti, le forze dell’ordine. Nessuno è davvero al riparo dall’ascesa della minaccia dei signori senza vestiti.

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È vero, in larga parte sembrano extracomunitari, cioè, immigrati, cioè migranti, insomma pare a spogliarsi dinanzi a tutti non siano persone del posto, e possiamo a questo punto anche immaginare perché, e ipotizzare che l’uomonudismo sia correlato all’immigrazione di massa: sradicare un individuo e reimmetterlo in un luogo in cui non conosce nessuno, senza famiglia a provare vergogna, forse aumenta la possibilità che costui si metta a correre in istrada così come mamma lo ha fatto.

 

In realtà, non vorremmo far sembrare che si tratti solo di un effetto collaterale del piano Kalergi: vi devono essere certamente anche vari casi di uomonudisti autoctoni, perché il processo di sradicamento personale che vogliono per il cittadino è il medesimo che già ottengono, a gratis, dall’immigrato.

 

In questo mezzo anno, abbiamo visto tanti episodi sconcertanti.

 

Udine: «Nudo con i pantaloni calati imita la statua di Ercole». Lo riporta Friuli Oggi.

 

Vicenza: «Uomo nudo cammina per la strada», TViWeb mostra pure il video, si tratta della cosiddetta «Zona Piscine», quartiere dove centinaia di genitori portano i figli nei vari impianti sportivi ivi siti.

 

A Vicenza a gennaio era comparso un uomo nudo anche nel quartiere San Pio X, non lontano dalla grande base militare americana (la cosiddetta «Caserma Ederle»).

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Un uomo nudo sarebbe comparso nel parco del Pineto, in zona Boccea, a Roma.

 

Ancora Roma: «Uomo nudo semina il panico al Pigneto: una donna trans aveva rifiutato di farlo entrare in casa».

 

Sempre la capitale, un mese fa: «Uomo nudo vicino a Termini, urla e insulti ai passanti, poi si scaglia contro la polizia: arrestato». Se leggi fra le righe scopri che si tratta di un 28enne di nazionalità nigeriana.

 

Firenze: «Uomo nudo minaccia i passanti dal balcone». La7 ci ha il filmato.

 

 

 

Carpi, «Mezzo nudo dà in escandescenza in via Berengario». Lo riporta Temponews.

 

«Nudo alla stazione molesta tre ragazze: salvate da una passante» ci informa Il Messaggero a fine febbraio.

 

C’è anche il dramma famigliare uomonudista: «Maltratta moglie e nudo su terrazzo minaccia suicidio. Giudice lo allontana». Accade a Pratola Peligna, in provincia di cosa non sappiamo (vabbè, è L’Aquila). Lo riporta Onda Tv.

 

Cremona, poche ore fa: «Disagio: uomo nudo in centro a Cremona». Lo riporta Telecolor.

 

La Gazzetta del Mezzogiorno riporta dell’«uomo nudo in giro fra le auto a Bari». I social in visibilio.

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Ad aprile alla Cassina de’ Pecchi, appena fuori Milano, è partita la variante religiosa: «Uomo completamente nudo davanti alla chiesa, intervengono i Carabinieri»

 

Momento mistico anche a Reggio Emilia a cavallo tra i primi due mesi dell’anno: «Nudo e ubriaco davanti al Duomo: arrestato per resistenza», titola Reggionline.

 

Lungolago direzione Lecco. «Uomo nudo a Malgrate, centinaia di segnalazioni tra indignazione e incredulità». Lo riporta Il Giorno.

 

A Lecco, c’è da dire, un episodio era stato segnalato anche cinque anni fa.

 

 

A Modena lo scorso gennaio Il Resto del Carlino ha fatto scattare il titolo che piace a noi: «Nudo in strada semina il panico». Nelle prime righe, in barba alla Carta di Roma, è possibile leggere, timidamente, che si tratta di uno «straniero».

 

Capita anche con SiracusaOggi.it per la notizia di due settimane fa: «Identificato l’uomo che girava nudo in corso Gelone: è un 39enne nigeriano».

 

Agrigento, 2 aprile: «Uomo bloccato nudo per strada: bloccato dalla polizia». Lo riporta Agrigento Oggi.

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Barletta, ottobre 2023: «A Barletta sul lungomare di Ponente uomo nudo alla fontana». Lo riporta Barletta NEWS 24.

 

Ancona, febbraio scorso: «Choc al Ventaglio: uomo nudo al parco».

 

A Napoli, un caso tre settimane fa. «corre nudo per 4 chilometri tra Vomero e Posillipo: interviene il 118, ricoverato» titola Il MattinoLe forze dell’ordine sono state prontamente allertate, facendo intervenire il 118 facendo così finire la corsa dell’uomonudista partenopeo in ospedale.

 

Non che a Napoli, in questi anni, siano mancati i casi.

 

 

 

In America esiste un’espressione, «going postal», per dire quando uno impazzisce: laggiù, par di capire, accade che in molti danno in escandescenza all’ufficio postale. Ecco che l’uomo nudo ha tradotto l’espressione anche in Italia: Torino, un mese fa, «Entra e si spoglia: tensione alle Poste di Borgo Dora a causa di un uomo in stato di alterazione».

 

Aprile, Liguria: «Loano, cammina nudo sull’Aurelia bloccando i veicoli in transito: arrestato uomo di 47 anni». Lo riporta Telenord.

 

A gennaio ecco il caso enigmatico: «Trovato incosciente e nudo dentro l’auto vicino all’aeroporto: gravissimo a Torrette», scrive Cronache Ancona.

 

Montanaro, vicino Chivasso: «Uomo nudo insegue due giovani studentesse».

 

Reggio Calabria: «Uomo nudo bloccato dalla Polizia nel centro storico».

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Anche il mondo dello sport sconvolto: «Lotito contro Mourinho negli spogliatoi mentre un uomo nudo scappava: “Ma che è ‘sta roba?”»

 

Misteri a Pesaro: «Girava nudo nel maneggio indossando una coda di cavallo finta: scoperto dalla videosorveglianza».

 

Il fenomeno ci impiega poco a diventare drammatico, inquietante: «Anziana uccisa in casa a Foggia, fermato un uomo nudo in strada» scrive RaiNews due giorni fa.

 

Uomo nudo assassino anche a Maennendorf, in Isvizzera: «Uomo nudo uccide una donna che correva in un parco di Männedorf» scrive il sito Blue News.

 

Sempre in Confederazione Elvetica, a marzo: «Un uomo nudo minaccia una venditrice con un coltello». Lo riporta il Corriere del Ticino.

 

C’è anche la storia dell’uomo nudo che defunge: «Chieti, uomo nudo fermato dai carabinieri col taser muore in ambulanza» riporta SkyTG24.

 

«Uomo nudo trovato morto sul lido» a Caserta. «Indagano i carabinieri».

 

Ancora nera uomonudistica: «Uomo di 33 anni trovato morto sui binari: «Il corpo completamente nudo e con ferite alla testa». Accadde a Vigevano, riporta il Corriere Adriatico.

 

«Getta figlia dal terrazzo, la ricostruzione dei testimoni: “Abbiamo preso la bimba, correva mezzo nudo”» è il caso tragico di Cinto Caomaggiore riportato da Fanpage.

 

Il fenomeno, dicevamo, è globale: «Disneyland California: uomo nudo passeggia nell’attrazione». Riporta Panorama.

 

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Volo della Virgin Australia da Perth a Melbourne: «Uomo arrestato perché correva nudo dentro l’aereo». Lo riporta Sky News.

 

Nuovo Jersey: Uomo nudo causa 100 mila dollari di dollari al ristorante.

 

Uomo nudo cammina per il centro della città di Fargo, Nord Dakota.

 

Leeds, Alabama: «Si lancia nudo dentro la vasca di un negozio». Il 42enne è nei guai.

 

 

Missouri: «Un uomo nudo sfonda il muro di un appartamento a St. Louis, minaccia la famiglia viene colpito da uno sparo».

 

Uomonudista sconvolge la cittadina di Burlington, USA.

 

«Un uomo nudo ferma il traffico sulla I-93, dice la polizia». Succede a Boston.

 

«Uomo nudo e ubriaco ha tentato di violare i controlli di sicurezza all’aeroporto di Fort Lauderdale», in Florida.

 

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Morgantown, Virginia: «Arrestato l’uomo che era fuggito nudo dalla polizia».

 

A Seattle il caso più difficilmente riferibile: «Uomo nudo nella contea di Kitsap afferra un bambino, corre nel bosco e morde il vicino che lo inseguiva».

 

Oklahoma: «Uomo accusato di aver visitato il drive-thru di Starbucks nudo più volte».

 

«L’uomo nudo corre nel traffico» a Los Angeles.

 

 

Houston, Texas: «Solo il 13: la polizia di Galveston cerca un uomo accusato di atti osceni dopo essere stato visto correre nudo».

 

C’è anche un caso, che certo manda in solluchero il lettore di Renovatio 21: in Texas uomo nudo arrestato da robocane!

 

 

 

Sempre Houston: «Uomo nudo ripreso dal video del campanello nel quartiere di Old Braeswood» (Insomma, Houston abbiamo un problema)

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Williamson County, Texas: «Uomo nudo trovato nella vasca idromassaggio del proprietario di una casa della contea di Williamson»

 

Milwakee: «Uomo nudo corre sull’autostrada del Wisconsin».

 

Ashbourne, cittadina del Derbyshire, in Gran Bretagna: «La polizia indaga sulla denuncia di un uomo nudo che porta a spasso un cane». Lo scrive la BBC.

 

Portswood, Inghilterra: «Shock quando un uomo nudo è stato visto correre vicino al supermercato».

 

Germania: «Uomo di Kaiserslautern trovato chiuso fuori dall’appartamento nudo».

 

Dublino: «Un uomo si presenta in tribunale nudo perché il gatto è scomparso».

 

Non possiamo dimenticare, a questo punto, che un uomo ignudo è comparso perfino sul palco del Premio Oscar: si trattava del sinofono ex wrestler John Cena, forse inconsapevole di aver così validato l’oscuro trend globale.

 

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Poi c’è la quantità di scene che stanno finendo sui social, specie dagli account che danno conto della questione immigrati.

 

L’ineffabile Radio Genova, che si sdoppia su Twitter in Radio Genoa, ne offre una caterva, pur senza indicazioni di luogo e data. Anche tanti altri utenti, va riconosciuto, fanno con dovizia il lavoro di raccogliere le immagini dello shock uomonudista che si abbatte sul mondo.

 

 

 

 

 

 

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Tuttavia, sappiamo che ognuno di questi video, con il loro intollerabile carico di sconvolgimento, mai toccheranno le vette del video virale dell’anno, che ha fatto impazzire per qualche ragione soprattutto gli USA, ma che pare sia stato firmato a Brescia: quello del signore che, con le braghe calate, si infila nel sedere una pompa di benzina.

 

Si tratta di un caso di uomonudismo estremo? Una mutazione, un’evoluzione lungo il cammino del fenomeno dell’uomo nudo? Non sappiamo dirlo.

 

Tuttavia l’angoscia non decresce. Uomini nudi dappertutto. Imprevedibili, pericolosi, senza veli. È la fase terminale della civiltà liberale, un assaggio della morale nell’era dell’anarco-tirannide in via di caricamento – e non potete farci niente.

 

Potete solo dirvi, borbottando mentre invecchiate, che una volta, quando eravate piccoli, quando eravate giovani, non era così.

 

E quindi: cosa è andato storto?

 

E soprattutto, quando da bambini vi spaventavano parlando dell’uomo nero, perché non vi hanno detto poteva anche presentarvisi ignudo?

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Il vecchio del meme candidato dal popolo a prossimo presidente ungherese

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Un recente sondaggio d’opinione ha individuato l’uomo celebre per il meme «Hide the Pain Harold» come il candidato più gradito alla presidenza dell’Ungheria. Lo riporta il giornale britannico Guardian.   Andras Arato, un ingegnere elettrico ungherese in pensione divenuto noto online grazie al meme con l’espressione di tranquilla sofferenza, guida la classifica, ha indicato il giornale lunedì. Tra gli altri nomi rilevanti si annoverano la biochimica premio Nobel per il vaccino COVID Katalin Kariko e Erno Rubik, creatore del cubo di Rubik.  

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Il partito Tisza del primo ministro ungherese Peter Magyar, che ad aprile ha battuto in maniera netta il partito di destra Fidesz di Viktor Orban, ha modificato la costituzione del Paese il mese scorso per allontanare l’ex presidente Tamas Sulyok dalla carica senza avviare una procedura di impeachment, nell’ambito di quello che Magyar ha definito un «cambio di regime».   Poco dopo la rimozione di Sulyok – generalmente ritenuto un fedele di Orban – dalla posizione, il primo ministro ha invitato politici, ONG e cittadini a proporre un successore.   Tuttavia, il giorno successivo alla dichiarazione, Magyar ha proposto la grande maestra di scacchi ungherese Judit Polgar, provocando una forte reazione negativa da parte dell’opinione pubblica. I critici hanno aspramente contestato la precipitazione della decisione e evidenziato un possibile conflitto di interessi legato alla sua doppia cittadinanza ungherese e israeliana.   Il Polgar ha declinato la candidatura, dichiarando di non potersi assumere «la responsabilità storica di unire una nazione divisa».   Dal momento in cui si è insediato, Magyar ha avviato una vera e propria epurazione, allontanando chiunque fosse visto come alleato di Orban, licenziando i vertici della procura, delle forze armate e dei media statali. Ha inoltre smantellato l’Ufficio per la Protezione della Sovranità, un contrappeso dell’era Orbán all’influenza di ONG straniere come le Open Society Foundations di George Soros.   Orban ha accusato il nuovo primo ministro di strumentalizzare la costituzione e il sistema giudiziario contro il suo partito. L’emendamento usato per destituire Sulyok era incostituzionale, poiché mirava a un singolo individuo anziché instaurare una norma di applicazione generale, ha affermato il partito.   L’Ungheria dispone di tempo fino al 20 agosto per eleggere un nuovo presidente, una figura in gran parte cerimoniale che tuttavia detiene il potere di sciogliere il parlamento e porre il veto sulle leggi. Chiunque occupi tale carica, però, dovrà confrontarsi con la possibilità di essere rimosso in qualsiasi momento dalla supermaggioranza parlamentare ungherese dei due terzi.

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Attacco di flatulenza da parte di uno spettatore: cinema evacuato

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Una proiezione del nuovo episodio della saga cinematografica di Spider-Man a Cartagena, in Colombia, è stata evacuata dopo che uno spettatore è stato colto da un violento attacco di flatulenza.

 

La fuga di gas intestinali si è verificata il 2 agosto durante la proiezione della pellicola Spider-Man: Brand New Day presso il cinema multisala Cine Colombia all’interno del centro commerciale Plaza Bocagrande, riporta il tabloide New York Post citando testate locali.

 

Secondo il racconto del dramma cine-meteoristico,. tutto procedeva a gonfie vele fino a metà film, quando uno spettatore flatulento ha deciso di dantescamente dar fiato alle trombe (Divina Commedia, Inferno, canto XXI, verso 139: «Ed elli avea del cul fatto trombetta»).

 

Il bombardamento olfattivo intrapreso dal misterioso signore scoreggione ha ben presto saturato la sala buia con un odore nauseabondo, spingendo il pubblico ad abbandonarele proprie poltroncine nel disgusto organolettico.

 

Secondo quanto riportato, le centinaia di appassionati dei film supereroistici stati evacuati nel corridoio. Immagini circolanti mostrano i fan marvelisti, visibilmente sconvolti, che si aggirano nel corridoio insieme a una persona esprimente un cospaly pure convincente dell’Uomo Ragno. La maschera tuttavia potrebbe non averlo protetto dai superpoteri gasieri del villain della situazione.

 

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Sebbene la proiezione non fosse stata ufficialmente annullata, moltissimi spettatori hanno deciso di andarsene prima dei titoli di coda a causa dell’odore rivoltante.

 

Al momento, il colpevole non è stato identificato, sebbene alcune fonti affermino che abbia fatto esplodere una bomba puzzolente per scherzo o che non sia riuscito ad arrivare in bagno in tempo. Vi sarebbe stato subito un tentativo di capro espiatorio: molti spettatori hanno criticato aspramente uno spettatore per aver tagliato il formaggio durante la proiezione.

 

Gli scienziati hanno scoperto, grazie a una nuova «biancheria intima intelligente», che emettiamo il doppio di flatulenze di quanto si pensasse in precedenza.

 

«Non c’è più rispetto, ma non credo che qualcuno sia così spregevole da far evacuare un intero auditorium», ha detto uno spettatore scornato. Un altro si è chiesto: «per rovinare un intero cinema in quel modo, solo Dio sa cosa abbia mangiato quella persona».

 

Altri hanno definito l’anonimo flatulente il vero «cattivo» del film. Non devono lamentarsi: nel 2012, durante una proiezione del film Il cavaliere oscuro – Il ritorno, il ventiquattrenne James Holmes, vestito dal cattivo della storia Joker, aprì il fuoco massacrando 12 persone e ne ha ferite altre 70.

 

Anche lì ci sarebbe da chiedersi cosa avesse ingerito il perpetratore. Vi sono voluti mesi di reticenze da parte di forze dell’ordine e giornali prima di scoprire che l’Holmes, dottorando in neuroscienze, aveva nel suo appartamento clonazepam e pastiglie generiche di sertralina, il medicinale commercializzato con il nome di Zoloft.

 

A questo punto, comprenda il lettore, meglio il cibo pesante e i peti che lo psicofarmaco e la strage.

 

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Sosia di Adolfo Hitler convocato in tribunale: oltre il cosplay, la grande lezione della storia

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Stefan Wijkamp, ritenuto sosia di Adolfo Hitler, è stato chiamato a presentarsi davanti a un tribunale tedesco con l’accusa di incitamento all’odio, secondo quanto riferito dal quotidiano germanico Bild.   Il Wijkamp, cittadino neerlandese, negli ultimi anni si era recato più volte in Germania per partecipare a manifestazioni di estrema destra.   Domenica, il Bild ha citato Matthias Bieling, vicepresidente del tribunale distrettuale di Monaco di Vestflaia (che per qualche ragione ora gli italiani chiamano col nome tedesco Münster), il quale ha confermato che la prima udienza del caso è fissata per venerdì prossimo, 24 luglio.

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Secondo il tabloide berlinese, le autorità tedesche hanno contestato un’intervista rilasciata da Wijkamp a uno YouTuber durante una manifestazione di estrema destra a Monaco di Vestflalia la scorsa estate. Nell’intervista, il Wijkamp avrebbe affermato che il suo «amore per la Germania si chiama Adolfo Hitler», che l’esponente olandese ha descritto come una «meraviglia mondiale senza eguali» e un «genio».   Nella Germania odierna, la glorificazione pubblica della Germania nazista e dei suoi leader non è considerata un’espressione protetta ed è punibile con una pena detentiva fino a tre anni o con una multa. L’apologia e la propaganda della Germania nazista non sono regolate da una singola «legge» isolata, ma da vari specifici articoli del Codice Penale Tedesco (Strafgesetzbuch o StGB), inseriti nel quadro della tutela dell’ordine democratico   Ad esempio, l’articolo 130 StGB («Volksverhetzung», cioè «Incitamento all’odio») punisce l’incitamento all’odio contro segmenti della popolazione, ma contiene commi specifici (introdotti e inaspriti nel tempo) per colpire il neonazismo; l’articolo 86a StGB («Uso di simboli di organizzazioni incostituzionali») vieta tassativamente l’esibizione in pubblico, la diffusione, la produzione o l’importazione di simboli legati al nazismo come le bandiere con la svastica, le rune delle SS, l’emblema del teschio (Totenkopf), il saluto nazista (braccio teso accompagnato dai classicissimi «Heil Hitler» o «Sieg Heil») e persino slogan ufficiali del regime. La pena prevista arriva a tre anni di reclusione.   Ancora: l’articolo 86 StGB («Diffusione di mezzi di propaganda di organizzazioni incostituzionali») vieta la diffusione, la produzione, l’importazione o l’esportazione di materiale cartaceo, digitale o audiovisivo che promuova gli obiettivi di partiti o organizzazioni dichiarate incostituzionali, inclusa l’ideologia nazionalsocialista. Renovatio 21 ipotizza che per decenni milioni di tedeschi si siano resi colpevoli dell’infrazione di tale articolo quando, in vacanza sulla costa adriatica (Lignano, Jesolo, Sottomarina, Riccione, etc,) hanno golosamente comperato copie del Mein Kampf, il libro-manifesto che lanciò la carriera dell’Hitlerro, simbolo del credo nazionalsocialista proibitissimo in patria.   Grandi serque di bancarelle e negozietti improvvisati nei lungomare della villeggiatura veneto-romagnola approntavano, tra i libri italiani a metà prezzo, anche moltissime copie del libro hitleriano in lingua tedesca, copertina con la svasticona sia in versione brossura che in copertina rigida in pelle. Va pure ricordato che quando ancora Amazon non era presente in Europa, il libro che sul sito americano i tedeschi acquistavano di più era… il lettore indovini.   Qualora Wijkamp non si presentasse in tribunale, potrebbe essere emesso un mandato di arresto a suo nome, ha riferito Bild-Zeituing, citando un avvocato specializzato in diritto penale e dell’immigrazione.   Secondo quanto riportato dalla stampa, il sosia dello Hitler avrebbe frequentato raduni di estrema destra nella vicina Germania almeno dal 2017. Si dice addirittura che si sia unito al partito «Die Rechte – Partei für Volksabstimmung, Souveränität und Heimatschutz» («La Destra – Partito per il Referendum, la Sovranità e la Sicurezza Nazionale»), ora dissolto, e che abbia fatto parte del suo consiglio direttivo per un certo periodo.

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La storia dello Wijkamp, tuttavia, ci porta molto oltre il cosplay.   Secondo l’enciclopedia online all’inizio degli anni ’90, lo Wijkamp era coinvolto nel movimento Centrum Democraten, ma in seguito passò al Nederlandse Volks-Unie. L’uomo, nato nel 1967, cominciò ad acquisire notorietà nei Paesi Bassi nel 2001 quando partecipò a una manifestazione di estrema destra a Kerkrade vestito dallo Hitler. Alle elezioni comunali del 2002, divenne il candidato principale del partito a Landgraaf. Dopo che il partito ottenne appena lo 0,2% dei voti, fu espulso dal partito – tuttavia, secondo un comunicato stampa sul sito web dell’NVU, Wijkamp si dimise personalmente.   Nel novembre 2008 lo Wijkamp furono condannati per aver fatto il saluto nazista durante una manifestazione neonazista a Lommel, in Belgio, l’anno precedente. Nell’estate del 2010, fu arrestato a una manifestazione nazista a Nieuw-Scheemda dopo essersi rifiutato di andarsene su ordine del sindaco.   Non si tratta dell’unico caso di sosia del pittore austriaco. Proprio nel luogo di nascita del cancelliere tedesco, a Branau, in Austria, nel 2017 fu arrestato un venticinquenne sosia che si faceva chiamare Harald Hitler.  

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La faccenda si complica quando si pensa alla fotografia del 1954 circa, resa pubblica dalla CIA, raffigurante un ex ufficiale delle SS in compagnia di quello che sembra essere decisamente Adolfo Hitler, ma che ci dicono essere il sosia Adolf Schüttelmayor, all’epoca ritenuto dagli americani un possibile alias di Hitler in persona sopravvissuto.     La foto scattata in Colombia nel dopoguerra dall’agente Phillip Citroen, e alimenta ancora oggi le teorie per cui Hitler sarebbe sopravvissuto e fuggito in Sudamerica (da cui la famosa barzelletta dove Merz lo va a trovare in un villaggio della foresta amazzonica per chiedergli di tornare e risolvere i problemi del Paese ma il vecchio Hitler accetta solo ad una condizione: «cattivi, stavolta!»)   Ora, è chiaro al lettore che in realtà nessuno di costoro assomiglia davvero allo Hitler, perché – esattamente come Trump per la chioma bionda irrealistica – egli ha saputo trasformare un tratto unico, il baffetto (cui volendo si può aggiungere il capello col riportino), in un brand di potenza devastante: se mettete il baffetto quadrato sotto non solo a qualsiasi persona, ma a quasliasi cosa, essa diventa magicamente «Hitler»   Ne sa qualcosa Amazon, che anni fa dovette cambiare un logo di una sua app perché varie persone avevano iniziato a sostenere che esso ricordava la faccia del Fuhrer.   Ricordiamo al lettore di Renovatio 21, ancora una volta, la legge di Godwin. Mike Godwin, informatico pioniere delle prime reti tra computer (quella che utilizzava lui si chiamava Usenet, antesignana di Internet) ebbe a formulare una inviolabile legge per cui «mano a mano che una discussione su Usenet si allunga, la probabilità di un paragone riguardante i nazisti o Hitler si avvicina ad 1».   È come dire: Hitler è una maledizione semiotica da cui il mondo potrebbe non guarire mai. A meno che i giornali ed alcuni committenti, che chissà perché vogliono che ci ricordiamo di lui (con giorni specifici ad inizio anno dedicati alla sua demonizzazione), non la piantino – oppure, la buttiamo là, potrebbero commettere l’errore di iniziare a fare loro stessi quello che ha fatto Hitler, in modo da far uscire tutti dall’incantesimo del baffetto che appare ubiquamente.   Sappiamo bene che ciò non succederà: ma quando mai le vittime poi diventano carnefici? Quando mai chi subisce un genocidio, poi lo perpetra a sua volta? Quando mai chi viene schiacciato dal suprematismo razziale, poi si mette a praticarlo su piano genetico-religioso?   Per fortuna, l’umanità impara sempre dalla sua storia.  

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