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Occulto

Feto trovato in uno stagno. Chi ce lo ha messo? E soprattutto: perché?

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Leesburg è storica cittadina di 40 mila abitanti nello Stato americano della Virginia. Si trova vicino al fiume Potomac, quello che passa per la capitale Washington.

 

Leesburg è il capoluogo di contea della contea di Loudoun – praticamente omonima della piccolo paesino francese che nel Seicento fu teatro della possessione di massa delle suore di un convento, da cui il romanzo I diavoli di Loudun di Aldous Huxley – il luogo finito nelle cronache negli scorsi mesi per il clamore seguito alle presunte molestie sessuali subite da una ragazzina adolescente in un «bagno transgender» ad opera di uno studente transessuale. Lo scandalo si moltiplicò quando la repressione si abbattè sui genitori che protestavano negli incontri con i dirigenti della scuola, con il padre della giovane vittima arrestato dalla polizia durante un meeting.

 

Lo scorso 12 marzo il dipartimento di polizia locale della piccola città americana ha emanato un comunicato stampa agghiacciante.

 

Vi si dichiara che l’11 marzo, «il dipartimento di polizia di Leesburg è stato allertato intorno alle 16:33 da un membro della comunità che ha scoperto il corpo di un feto a termine nello stagno dietro Park Gate Drive, a Leesburg». L’espressione inglese usata per il bambino, «late term», indica un bambino nato tra 41 settimane e 0 giorni e 41 settimane e 6 giorni.

 

Il feto è stato trasportato all’ufficio del capo medico legale della Virginia per l’autopsia.

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«Questa è una situazione profondamente tragica», ha detto il capo della polizia di Leesburg, Thea Pirnat. «Esortiamo chiunque abbia informazioni a farsi avanti, non solo per il bene delle indagini, ma anche per garantire che a chi ne ha bisogno ricevano cure e servizi medici adeguati».

 

La polizia ha anche ricordato alla gente del luogo le risorse disponibili per le donne incinte, inclusa l’opzione per la consegna sicura e anonima dei neonati secondo le leggi Safe Haven della Virginia, con le quali i genitori possono consegnare il proprio bambino se ha 30 giorni o meno, insomma come si faceva un tempo con la ruota degli esposti.

 

«La legge fornisce protezione dalla responsabilità penale e civile in alcuni procedimenti penali e procedimenti civili per i genitori che consegnano in sicurezza i loro bambini», dichiara il dipartimento. «La legge consente a un genitore di rivendicare una difesa affermativa davanti all’accusa se l’accusa si basa esclusivamente sul fatto che il genitore ha lasciato il bambino in un luogo sicuro designato».

 

«L’indagine viene trattata con la massima serietà e sensibilità» afferma il dipartimento nel comunicato. Per il resto, vista la mancanza di aggiornamenti sul caso, possiamo forse usare la famosa espressione giornalistica: la polizia brancola nel buio.

 

La verità è che, con grande probabilità, non si farà molto per risalire a chi ha abbandonato al bambino – anche se, a pensarci, la genetica di consumo in voga negli USA, con cui si stanno prendendo serial killer che l’avevano fatta franca per decenni, potrebbe aiutare ad avvicinarsi quantomeno ai genitori del piccolo.

 

Il vescovo della diocesi di Arlington Michael F. Burbidge ha espresso «grande dolore» per la scoperta. «Esorto i fedeli della diocesi e tutte le persone di buona volontà ad unirsi a me nella preghiera per la madre del bambino e per chiunque sia coinvolto in questo incidente».

 

Il problema è che chiunque in questo caso parte con un’idea che, per quanto non dimostrata, è persistente: si tratta di un caso di degrado, un segno orrendo di disagio sociale, un effetto del livello di bassezza cui è sprofondata la società… Cose così. Inevitabile, a questo punto, che salti fuori anche quello che dice che con l’aborto si risolveva tutto. È il tema dell’antica canzone di Elio e le Storie Tese: Cassonetto differenziato per il frutto del peccato.

 

Eccerto, se il bambino veniva fatto a pezzi nel grembo materno, gli sarebbe stato risparmiato di finire in uno stagno. La minuta voce utilitarista dentro ogni cittadino sincero-democratico dice: così non soffriva. In verità, in tanti, specie se interessati al mantenimento dell’establishment, vorrebbero dire che, uccidendolo semplicemente prima grazie alle leggi feticide, ci risparmiavamo l’orrore, lo scandalo, i quindici minuti di destabilizzazione sociale conseguenti all’orripilante scoperta.

 

Crediamo che ci sia la possibilità che si sbaglino tutti: polizia, abortisti, vescovi, pro-life pregatori vari. Potrebbe essere che si stiano ponendo la domanda sbagliata. Potrebbe essere che stiano guardando al dito invece che alla luna. Perché su Renovatio 21 stiamo, da tempo, sviluppando l’idea che tali ritrovamenti, che avvengono di continuo in tante parti del mondo, non siano casuali, e nemmeno siano tutti scaturigini del degrado sociale della società odierna.

 

Abbiamo sotto gli occhi tanti strani casi italiani, di cui da tempo stiamo tentando di iniziare un censimento.

 

Per esempio, nell’aprile 2006 a Terlizzi (provincia di Bari), in un cimitero, trovano sotterrato maldestramente un feto di sesso maschile di tre mesi: il bambino è inserito in un barattolo di vetro.

 

Nel 2017 in provincia di Benevento, i carabinieri del comando provinciale trovano «un barattolo in vetro, con all’interno un oggetto dalle presunte fattezze di un feto umano» che sarebbe stata messa, anche qui, nel verde, «in un’area prospiciente il fiume Calore, seminascosto dietro un terrapieno». Poco dopo, rientra tutto: si trattava di «due guanti in tessuto, avvolti tra loro con dello spago che erano stati riempiti con una sostanza spugnosa» scrivono i giornali. Insomma, uno «stupido scherzo», dissero. Caso chiuso.

 

A metà novembre 2019, in uno spazio verde di Piazza Benfica, a Torino, un signore che porta a passeggio un cane si accorge che qualcuno aveva messo lì un contenitore con all’interno, visibile nel liquido trasparente di conservazione, un feto embrionale. Dal primo esame svolto all’epoca dei sanitari fu detto che il feto aveva tra le 10 e le 15 settimane. Mesi dopo il Pubblico Ministero chiederà l’archiviazione. I giornali dicono che «il giallo è risolto» perché il feto risalirebbe ad almeno vent’anni prima. Ciò ovviamente non spiega nulla, ma basta trasmettere al lettore sincero-democratico che va tutto bene. Circolare, niente da vedere qui.

 

Giugno 2023, Bassano del Grappa, provincia di Vicenza: in una zona di campagna i carabinieri, secondo quanto riportato, stavano conducendo un’operazione antidroga, andando a cercare luoghi dove gli spacciatori potrebbero nascondere gli stupefacenti. Durante il setaccio, dietro un cespuglio, gli agenti scoprono un barattolo, con dentro un essere umano grande quanto il palmo di una mano. Un feto di sei mesi, conservato in un liquido che probabilmente è formalina. I giornali locali parlano di «ipotesi di riti satanici», ma come sempre, l’eterna «pista del satanismo» va a sparire dopo pochi giorni, come tutta la storia.

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Poi giace da qualche parte, enorme e dimenticato, il caso di Granarolo. Febbraio 2022: un ragazzo che recupera ferro vecchio e altri materiali nelle industrie si reca presso un capannone per eseguire una raccolta. Gli viene detto di portare via anche dei bidoni gialli, sono una quarantina, tutti accatastati lungo un muro, tra altri rifiuti. Il suo compito sarebbe di «smaltirli da qualche parte». Lui ne apre uno: è pieno di un liquido di colore verde. Dentro vi galleggia un feto umano. Il ragazzo si spaventa. Filma la situazione, poi chiama la polizia. Sembra di capire, quindi, che di feti mica ce ne era solo uno: forse che tutti quei bidoni gialli contenevano feti? Da dove provenivano? Di chi erano figli? Cosa ci facevano lì… quanti erano?

 

Come avevamo predetto su queste colonne, anche questa storia di feti abbandonati sparisce immediatamente dai radar. Non ci è chiaro cosa abbiamo fatto le autorità, se una qualche ricostruzione è stata data: avevano detto che forse centravano musei e università, ma era davvero così? Qualche responsabilità è stata assegnata? Qualche indagine è stata conclusa? Stiamo cercando, ma sembra proprio che, come avevamo preconizzato, notizie sulla vicenda non sono state più date – nel disinteresse totale di curia, politici locali, ebetudine pro-life organizzata varia. Va così.

 

Ora, il pensiero che stiamo sviluppando è quello per cui tutti questi casi di feti «abbandonati» non siano effetti casuali del disagio sociale. Potrebbe essere, invece, parti di un disegno «religioso» con forme e dimensioni ancora sconosciute. I feti non sono lasciati lì per caso: sembrano, in molti di questi casi, disposti appositamente, secondo regole precise, forse geografiche, ambientali.

 

Ci aveva colpito, ad esempio, che in Italia i bambini imbarattolati venissero trovati per lo più nel verde, in mezzo al nulla: cespugli, aiuole, campagne, lungo argine. Un po’ come il feto di Leesburg, trovato non in una fogna, ma in un placido specchio d’acqua, tra i verdi giardini delle casette residenziali lì attorno.

 

Renovatio 21 aveva fatto delle ipotesi: la società post-cristiana è in realtà divenuta anche post-satanista, dove il satanismo non più legato a messe nere e formule magiche varie, ma innestata invece nel discorso dei «diritti umani», come il feticidio e i rapporti contronatura, ora divenuti legge dello Stato moderno. Il caso del Tempio di Satana, che vuole aprire cliniche abortiste in nome della libertà religiosa, costruisce altari satanici da piazzare a Natale nei Palazzi del potere e organizza festoni satanici con green pass e mascherina obbligatori, va in questa direzione.

 

Ma quindi, perché la disseminazione dei feti?

 

Abbiamo pensato che forse, la disposizione di questi feti potrebbe suggerire che li si voglia nascondere, come si fa con gli amuleti maledetti affinché persistano la loro funzione contro la vittima: sepolti nell’erba, occultati, ma presenti nella loro drammatica verità. Delle bandierine dell’universo post-satanista, delle «antenne» con la loro funzione: reliquie occulte, ripetitori del messaggio, dell’energia del Male.

 

Un feto a termine ucciso e impiantato nel territorio può volere dire: qui si fa l’aborto. E il fatto che nel caso della Virginia si trattasse di un bambino late term, potrebbe fare pensare qualcuno: nel grande paradosso del presente americano, la Corte Suprema elimina l’aborto come diritto federale mentre una parte della politica parla apertamente di late term abortion, cioè della possibilità di abortire fino al momento della nascita, o pure dopo.

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Se vuole essere un segnale politico per la situazione attuale, il bambino a termine ucciso nello stagno offre un messaggio chiarissimo. Continueremo, andremo avanti anche con l’età dei sacrificandi. Questa terra è nostra.

 

Non è sbagliato pensare che, in questo piano metafisico, vi sia chi all’aborto dedica riti occulti – perché esso è la porta ideale per il ritorno del sacrificio umano, l’inversione definitiva della religione divina, per cui non è più Dio che si sacrifica per l’uomo (come sulla Santa Croce, come nella Santa Messa), ma l’uomo che si sacrifica per gli dei dei pagani – i quali sono, come dice il Salmo, tutti demòni.

 

Il sacrificio umano è, per il momento, illegale, l’aborto no – ed ecco che quindi che essi devono proteggerlo ad ogni costo, attendendo che la fetta superiore del panino, l’eutanasia, scenda giù schiacciando noi in mezzo, fino a rendere l’intera popolazione sacrificabile in ogni momento. Fino a disintegrare una volta per tutte la dignità umana, e rendere la vita spendibile, sprecabile a piacimento. Fino al Regno Sociale di Satana.

 

Vorremmo andare oltre. Stiamo tentando di raccogliere materiale per farci un’idea sui continui casi dei feti nei cassonetti che funestavano in passato le cronache italiane. Forse non era esattamente come pensavamo. Forse anche lì si trattava di un messaggio, della disposizione di antenne oscure, della diffusione del segnale dell’Inferno.

 

Quando avremo tempo, ce ne occuperemo.

 

Nel frattempo, preghiamo il lettore: dai gruppi che vi parlano di difesa della vita, di lotta contro l’aborto – magari chiedendovi con automatica insistenza dei danari – state alla larga.

 

Con evidenza, non hanno capito nulla di quello che sta accadendo. La loro funzione, forse, è proprio quella di farci continuare a non comprendere forme e proporzioni di questa guerra occulta.

 

Roberto Dal Bosco

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Immagine su licenza Envato, rielaborata

Misteri

Gli esorcisti insistono: sì, i demoni posso camuffarsi da alieni

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Continua negli USA la polemica riguardo esorcisti e alieni-demoni.   Alcuni video riemersi mostrano che padre Chad Ripperger, padre Carlos Martins e altri esorcisti di fama concordano con l’opinione di monsignor Stephen Rossetti secondo cui i demoni possono camuffarsi da alieni o UFO. Lo riporta LifeSite.   Un video pubblicato il 7 giugno sul canale YouTube Mother & Refuge of the End Times presenta una raccolta di importanti esorcisti, tra cui Ripperger e Martins, nonché padre Jim Blount e padre Dan Reehil, che nel corso degli anni hanno rilasciato dichiarazioni quasi identiche a quelle di monsignor Rossetti: i demoni si travestirebbero da cosiddetti «alieni» e UFO per ingannare le persone.   La scorsa settimana, il cardinale Robert McElroy, noto per le sue posizioni eterodosse su omosessualità e altre questioni morali fondamentali, ha rimosso Rossetti dall’incarico di esorcista nell’arcidiocesi di Washington, DC, e ha interrotto ogni rapporto con il suo St. Michael Center for Spiritual Renewal proprio per aver espresso questa opinione, ovvero che i cosiddetti «alieni» e gli UFO sarebbero demoni sotto mentite spoglie.  

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In un estratto di uno dei suoi discorsi, padre Ripperger ha affermato  che a volte, durante le sue sedute, i demoni si manifestano come quelli che lui chiama «grigi», che assomigliano a ciò che noi definiremmo «alieni».   «Questi grigi affermano di non essere né angeli né umani e di non essere né buoni né cattivi», ha detto don Ripperger.   Il sacerdote ha sottolineato come il fatto che questi «grigi» o creature dall’aspetto alieno siano demoni spieghi perché molti di coloro che affermano di essere stati rapiti riferiscono che gli alieni comunicano loro nuove conoscenze o si concentrano in modo ossessivo sugli organi sessuali, dimostrando che ciò che stanno realmente vivendo è di natura diabolica.   Padre Ripperger ha inoltre osservato che numerosi testimoni dei cosiddetti «extraterrestri» hanno affermato che gli esseri si sono allontanati dopo che questi hanno proclamato il nome di Nostro Signore Gesù Cristo.   «Ci sono le testimonianze di numerosi testimoni che hanno comunicato con quelli che sembravano essere extraterrestri, le cui comunicazioni si sono interrotte completamente nel momento in cui hanno confessato la loro fede nel nostro Signore Gesù Cristo come loro Signore e Salvatore», ha affermato il Rippergerro.   In un altro estratto di una conferenza, padre Blount ha affermato di aver parlato con molte persone che sostengono di aver avuto incontri con «alieni», persone che non mentono ma sono state ingannate. Ha sottolineato che in questi casi, come aveva notato Ripperger, gli «extraterrestri» fuggono quando viene menzionato il nome di Gesù.   «Molte, moltissime persone hanno avuto quelle che chiamano esperienze di incontri con gli alieni… È stato un grosso problema per molte persone. Ne ho incontrate alcune, e non mentono; sono successe cose strane», ha detto.   «Ma ecco cosa è stato scoperto dopo anni di ricerca. Se quel cosiddetto alieno viene a casa vostra… Addestriamo le persone a dire: “Nel nome di Gesù Cristo vattene”, (e) si spaventano, tremano e se ne vanno immediatamente», ha aggiunto. «Ogni singola volta che si è verificato un cosiddetto incontro con un alieno, quando la persona recita le sacre scritture o il nome di Gesù, gli alieni se ne vanno immediatamente. Hmmm… cosa pensate che siano veramente gli alieni? Lasciate che ve lo dica io: sono demoni».   In un altro filmato, padre Martins ha affermato che apparire come «alieni» o UFO potrebbe essere, di fatto, il modo preferito dal diavolo per manifestarsi nella nostra epoca moderna.   «Il diavolo si presenta e si veste secondo l’espressione culturale con cui l’epoca lo comprende», ha detto l’esorcista. «Vuole essere riconosciuto come qualcosa; vuole venire a provocare una certa comprensione».   Padre Martins ha sottolineato che i demoni si presenteranno come «alieni» per gettare dubbi sulle Scritture e sulla sacra tradizione.   «E la domanda, però, è: perché avrebbe voluto venire come un alieno? Beh, semplicemente per gettare un dubbio sulla rivelazione, per dimostrare che la rivelazione cristiana, secondo cui le Scritture e la sacra tradizione non rappresentano accuratamente la cosmologia, non descrive accuratamente le cose esistenti», ha affermato il sacerdote. «Così facendo, getta un dubbio su Gesù Cristo e su tutto ciò che Gesù Cristo ha fatto».   In un altro video, padre Reehil ha osservato che ciò che chiamiamo «alieni» è incompatibile con l’insegnamento della Chiesa e ha suggerito invece che i cosiddetti «alieni» siano demoni travestiti da extraterrestri.   «Se ci fosse un alieno su un altro pianeta che fosse razionale, e dovrebbe esserlo se costruisse un’astronave, dovrebbe avere ragione e volontà. Sarebbe impossibile perché questo è ciò che insegna la Chiesa, ovvero che noi siamo gli unici esseri materiali in grado di conoscere e amare Dio», ha affermato l’esorcista.   «I demoni possono assumere sembianze aliene… Possono farlo, e questa sarebbe la mia opzione», ha aggiunto.   «Personalmente non ho alcun dubbio… credo fermamente che molti, se non la maggior parte, di questi avvistamenti UFO siano in realtà opera di demoni», ha affermato monsignor Rossetti nel suo video ora cancellato, aggiungendo che i demoni sono in grado di compiere imprese impossibili per gli esseri umani, come quelle osservate negli avvistamenti UFO, ad esempio cambiare traiettoria a velocità apparentemente impossibili.   L’esorcista ha precisato all’inizio del video che, sebbene l’esistenza degli alieni sia teoricamente possibile, lui non crede che esistano. Ha sottolineato che il «pericolo» di prendere in considerazione questa idea è che «ai demoni piace nascondersi», suggerendo che camuffarsi da UFO o da alieno sia uno dei modi in cui lo fanno.   «Non vogliono che sappiamo chi sono» o «cosa stanno facendo», disse l’esorcista, «perché sono più efficaci quando non ce ne rendiamo conto».   Il fatto di travestirsi permette ai demoni di «manipolare le cose del mondo per influenzarci a compiere il male», ha sottolineato.

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«Le Scritture sono molto chiare: “La nostra lotta infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati e le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità che sono nei luoghi celesti. Perciò prendete l’armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio”», ha recitato Rossetti, citando Efesini 6, 12-13.   «La lotta che combattiamo in questo mondo, la battaglia spirituale, è contro il maligno», ha dichiarato l’esorcista.   Appena due giorni dopo, l’arcidiocesi di Washington annunciò che McElroy aveva rimosso Rossetti dall’incarico di esorcista per queste dichiarazioni, che il prelato aveva falsamente affermato «minassero» l’insegnamento della Chiesa.   «Il cardinale McElroy ha affermato che le dichiarazioni di monsignor Rossetti, che collegano gli UFO a una presenza demoniaca, e il recente utilizzo dei social media da parte del Centro, minano gravemente il preciso insegnamento della Chiesa sul diavolo, i demoni e l’esorcismo», si legge nel comunicato stampa dell’arcidiocesi.   Monsignor Rossetti ha risposto all’azione di McElroy scusandosi per «qualsiasi modo in cui non sono stato fedele agli insegnamenti del Magistero della Chiesa», ma non si è pentito esplicitamente di nulla di specifico menzionato nel video. Ha fatto notare che il St. Michael Center «intende continuare il suo ministero altrove». L’ordinario della diocesi di origine di Rossetti, il vescovo Douglas Lucia di Syracuse, ha dichiarato che l’esorcista rimane un sacerdote a tutti gli effetti.   Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che «di tutte le creature visibili, soltanto l’uomo è “capace di conoscere e di amare il proprio Creatore”; “è la sola creatura che Dio abbia voluto per se stesso”; soltanto l’uomo è chiamato a condividere, nella conoscenza e nell’amore, la vita di Dio. A questo fine è stato creato ed è questa la ragione fondamentale della sua dignità»(CCC §355-356).   Nel Catechismo si legge pure che  «creata nel Verbo eterno e per mezzo del Verbo eterno, « immagine del Dio invisibile » (Col 1,15), la creazione è destinata, indirizzata all’uomo, immagine di Dio» (CCC §299).   Le affermazioni degli esorcisti ai tempi delle supposte «rivelazioni» dei segreti UFO da parte di Trump giungono in un contesto in cui certa parte della destra cristiana americana (sia cattolica che ortodossa che protestante) sembra aver abbracciato l’idea, che in USA e in Europa aveva già nello scorso secolo una certa letteratura, secondo cui gli UFO potrebbero essere manifestazioni di forze infernali – al punto che è emerso che il governo americano starebbe organizzando sessioni di preparazione con i pastori protestanti invitandoli a preparare le loro congregazioni alla prossima divulgazione di informazioni riguardanti la vita aliena e astronavi non identificate, che potrebbero mettere in crisi la fede cristiana.

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L’arcidiocesi di Parigi approva mostre a tema occulto all’interno di chiese storiche. La Polizia reprime chi protesta

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Alcune chiese cattoliche storiche di Parigi hanno ospitato eventi artistici blasfemi nell’ambito della Nuit Blanche (Notte Bianca) la scorsa settimana, sotto la direzione dell’attivista LGBT e cantante Barbara Butch, nota per la sua partecipazione alla dissacrazione dell’Ultima Cena durante la cerimonia per le Olimpiadi di Parigi 2024. Lo riporta LifeSite.

 

Il 6 e 7 giugno, diverse chiese cattoliche storiche della capitale francese sarebbero state utilizzate per esporre manufatti voodoo e diffondere suoni «inquietanti» con l’approvazione dell’Arcidiocesi di Parigi, scatenando un dibattito sull’uso di chiese consacrate per progetti contrari al culto cattolico.

 

«In fin dei conti, siamo in una chiesa. Non capisco», avrebbe detto un visitatore all’interno della chiesa di Saint-Laurent, secondo quanto riportato da Tribune Chrétienne.

 


«La vera questione riguarda la responsabilità della Diocesi di Parigi. Perché senza il suo consenso, nessuna delle installazioni presentate nelle chiese avrebbe potuto essere realizzata», afferma il rapporto. «Le installazioni più controverse non avrebbero mai potuto essere presentate in questi edifici senza l’esplicita approvazione delle autorità diocesane».

 

Come mostrano diversi video che circolano online, alcuni manifestanti cattolici si sono radunati davanti alla chiesa di Saint-Laurent per inginocchiarsi, pregare e protestare pacificamente. Nonostante ciò, le autorità – presumibilmente comprese quelle legate alla chiesa e alla diocesi – hanno ritenuto opportuno chiamare la polizia, che ha disperso i manifestanti, anche con la forza. Tra i manifestanti c’erano anche donne, sia giovani che anziane.

 

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Una delle principali attrazioni del festival era Sous la peau du ciel («Sotto la pelle del cielo»), un’installazione all’interno della chiesa di Saint-Laurent a Parigi. Secondo quanto riportato dai media francesi, i visitatori erano invitati a registrare i propri desideri personali tramite telefono. Questi messaggi venivano poi mixati con suoni d’atmosfera ed effetti audio digitali per creare quello che gli organizzatori descrivevano come un ambiente sonoro vivo e in continua evoluzione.

 

Durante l’evento, altoparlanti sono stati posizionati in tutta la chiesa, comprese le cappelle, gli altari, il battistero e i confessionali. I visitatori si muovevano in un interno buio mentre strati di voci registrate si sovrapponevano continuamente. Il quotidiano Tribune Chrétienne ha riportato di aver udito messaggi che esprimevano desideri personali e terreni, creando un’atmosfera strana e «inquietante» all’interno di un edificio normalmente dedicato alla preghiera, alla Messa e al culto eucaristico.

 

Un’altra installazione ha attirato l’attenzione nella cappella dell’ospedale Tenon. Lì, l’artista Stéphane Blanquet ha presentato Jungle haletante, un’opera composta da maschere e oggetti ispirati all’iconografia voodoo. I visitatori si sono trovati di fronte a installazioni accompagnate da sussurri, suoni di respiro, rumori metallici ed effetti scricchiolanti. Secondo Tribune Chrétienne, l’artista stesso ha descritto il progetto come un’esplorazione di una «percezione instabile della realtà» in modo «quasi ipnotico».

 

Anche Tribune Chrétienne ha riportato che la Nuit Blanche 2026 ha operato con un budget di 1,3 milioni di euro. La pubblicazione ha infine sostenuto che la questione principale sollevata dalla controversia non è la condotta degli artisti, che presentano apertamente la propria visione di «cultura», bensì le decisioni delle autorità ecclesiastiche che hanno permesso la realizzazione di questi progetti all’interno delle chiese.

 

L’Arcidiocesi di Parigi non ha fornito spiegazioni dettagliate in merito ai criteri utilizzati per autorizzare il progetto.

 

Barbara Butch, che ha organizzato l’evento cittadino, ha acquisito notorietà in seguito alle polemiche sorte intorno alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Parigi 2024, una performance che lei ha definito una parodia dell’Ultima Cena, provocando critiche internazionali e diffuse accuse di blasfemia.

 

 

Butch, sedicente attivista lesbica di origini ebraiche, già dal nome fa comprendere il suo orientamento: butch nel gergo della nicchia saffica sta ad identicare la lesbica più mascolina di una coppia, mentre la controparte più femminile è definita femme. Da ragazza era stata nel gruppo dei boy scout giudei francesi, ora si occupa non solo di attivismo omotransessualista anche di «fat acceptance», ossia di campagne per spingere la società all’accettazione dell’obesità.

 

Per qualche ragione la Butch aveva portato anche la torcia delle Paralimpiadi.

Avvicinata da un giornalista che le ha chiesto riguardo la sua recente apparizione a Tel Aviv e sulla legge Yadan (la legge sull’antisemitismo in Francia) la Butch ha rifiutato di rispondere.

 


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Monaco buddista accusato di ripetuti abusi su minore: manifestanti chiedono giustizia

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Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   Il caso di Pallegama Hemarathana Thero, 71 anni, tra i più influenti monaci buddhisti, scuote il Paese. Arrestato il 9 maggio e poi rilasciato, è sospeso dai ruoli fino alla fine dei procedimenti legali. Proteste in diversi distretti: chiedono legge uguale per tutti, indagine approfondita e tutela della vittima. Autorità per la protezione dell’infanzia: in tre anni circa 300 monaci accusati di abusi.   Nei giorni scorsi ampie proteste hanno attraversato lo Sri Lanka per chiedere giustizia per le vittime di abusi sui minori. Il caso di una bambina di Anuradhapura – vittima di violenza sessuale da parte di un influente monaco – ha sollevato la questione che la legge deve essere uguale per tutti e che il governo e le istituzioni devono schierarsi dalla parte della vittima, non dell’aggressore. Con le accuse negate, il caso tornerà in tribunale a giugno.   Gruppi femminili – insieme a molte persone, indipendentemente da etnia o religione – hanno protestato il 29 maggio in diversi distretti, tra cui Negombo, Galle, Polonnaruwa, Kegalle, Gampaha, Mannar, Jaffna, Trincomalee, Batticaloa, Badulla e Puttalam. Ma anche a Nuwara Eliya e Kalutara il 28 maggio e nella regione settentrionale il 27.   Pallegama Hemarathana Thero, 71 anni, monaco e custode di otto siti religiosi buddisti ad Anuradhapura – una delle posizioni più importanti del mondo buddhista – è stato arrestato il 9 maggio, accusato di abusi sessuali su una ragazza per diversi anni a partire dal 2022, quando lei aveva 12 anni. È stato successivamente rilasciato su cauzione con restrizioni imposte dal tribunale, tra cui il divieto di recarsi all’estero.   Il Consiglio Esecutivo Supremo del Grande Monastero di Malwatta ha deciso di sospendere il Ven. Pallegama Hemarathana Thero dalla carica di Capo Sanghanayake di Nuwara Kalaviya, in attesa della conclusione del procedimento legale a suo carico. Secondo una dichiarazione rilasciata il 30 maggio, il Consiglio ha esaminato le accuse mosse contro il monaco buddhista, dopo aver esaminato i fatti.

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Il comunicato afferma che, in occasione di una riunione del Karaka Maha Sangha Sabha, è stato deciso di sospendere Hemarathana dalla carica di Capo Sanghanayake di Nuwara Kalaviya fino a quando non si saranno conclusi i procedimenti legali con una sentenza definitiva.   Contestualmente, l’Autorità nazionale per la protezione dell’infanzia (NCPA) – ente governativo per la protezione dei minori – riferisce che negli ultimi tre anni circa 300 monaci buddhisti sono stati accusati di abusi su minori e che solamente verso 30 di loro sono state presentate denunce.   Le manifestanti hanno intonato slogan e brandito cartelli scritti in tre lingue con vari messaggi che si opponevano apertamente al governo per non aver intrapreso per tempo le azioni adeguate nei confronti del monaco accusato. Tra le richieste principali della campagna di protesta: rivolgersi all’Ufficio del Procuratore Generale e chiedere il trasferimento immediato del caso dai tribunali di Anuradhapura a Colombo, nonché richiedere un processo giusto e adeguato con giuria.   Rivolgendosi all’ufficio dell’Ispettore Generale di Polizia (IGP), le manifestanti hanno chiesto di ordinare alla Polizia di svolgere un’indagine approfondita su questo caso e di accelerare il trattamento di altri casi di abuso sui minori da tempo in sospeso nel sistema. Inoltre, hanno chiesto che i funzionari di polizia coinvolti in attacchi online contro l’avvocato dell’Autorità Nazionale per la Protezione dell’Infanzia siano chiamati a rispondere delle loro azioni.   Hanno inoltre invitato l’NCPA a valutare il benessere della vittima, compreso il reinserimento scolastico e la tutela della sua salute psicologica. Si sono rivolti all’Autorità per la protezione delle vittime e dei testimoni affinché tuteli la vittima di abusi e la madre. Chiedendo all’NCPA anche di fornire un legale che rappresenti la rappresenti in tribunale.   Un’altra richiesta è indirizzata alla Commissione nazionale per le donne, che si esorta ad esercitare il proprio mandato ai sensi degli articoli 6(b) e (i) della Legge sull’emancipazione femminile. Infine, si sono rivolte alla Basl e alla Commissione per il patrocinio gratuito affinché intervengano e garantiscano che l’NCPA disponga di un sostegno legale e risorse per assicurare una difesa solida alla vittima.   Parlando con AsiaNews, diversi manifestanti di Colombo hanno detto una sola cosa: «la legge deve essere uguale per ogni cittadino dello Sri Lanka. Chiediamo al governo di attuare le misure adeguate per punire questo monaco, senza considerare la sua posizione». Organizzata e lanciata da una coalizione di organizzazioni nota come Citizens’ Power, la protesta ha visto la partecipazione di molte persone, indipendentemente da origini o fede, scioccate dalla questione e in dovere di esprimere la propria rabbia nei confronti del governo e delle autorità competenti, compreso il monaco in questione.   «Non stiamo insultando i nostri monaci buddhisti né alcuna religione. Ma esortiamo il governo e le cosiddette autorità a portare adeguatamente questa questione davanti alla legge e ad applicare correttamente la legge a tutti gli imputati senza prendere le parti di nessuno né concedere favori», ha dichiarato ad AsiaNews Padma Pushpakanthi, responsabile della Savisthri Women’s Organisation. «Perché i nostri bambini e le nostre donne hanno bisogno di una società trasparente in cui poter vivere senza paura», ha aggiunto.   Invitiamo i lettori di Renovatio 21 a sostenere con una donazione AsiaNews e le sue campagne. Renovatio 21 offre questo articolo per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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