Ecco il distributore automatico di tamponi

 

 

 

Non solo le onnipresenti, inevitabili macchinette per il caffè. Il XXI secolo ci regala anche il distributore automatico di test epidemici.

 

Gli studenti dell’Università della California a San Diego sono ora in grado di ottenere un kit per il test del coronavirus da un distributore automatico, riferisce la stazione di notizie locale di LA KTLA5 .

 

Le macchine fanno parte di un programma in cui a studenti e dipendenti verranno forniti test gratuiti. L’università coprirà i costi, ma gli studenti dovranno completare gli screening giornalieri dei sintomi e dell’esposizione

Le macchine fanno parte di un programma in cui a studenti e dipendenti verranno forniti test gratuiti. L’università coprirà i costi, ma gli studenti dovranno completare gli screening giornalieri dei sintomi e dell’esposizione.

 

All’inizio di dicembre sono stati installati venti distributori automatici contenenti i kit, nel tentativo di anticipare eventuali epidemie. Il test è inteso sia per i sintomatici che per gli asintomatici.

 

Gli studenti che seguono i corsi da remoto sono invece incoraggiati a prendere parte a test gratuiti due volte al mese, secondo il sito web dell’università .

 

Chi non completa il test «per più di 16 giorni verrà indirizzato all’Ufficio per la condotta degli studenti per il processo disciplinare»

Questa trovata universitaria non è qualcosa da prendere alla leggera: chi non completa il test «per più di 16 giorni verrà indirizzato all’Ufficio per la condotta degli studenti per il processo disciplinare».

 

Si tratta, in pratica, dell’embrione del tampone forzato per la popolazione generale. Sappiamo, del resto, che ciò che avviene nelle università spesso viene poi trasferito alla società.

 

Secondo KTLA 5, l’UC San Diego testerà anche campioni di deflusso delle acque reflue per i segni del coronavirus.

 

Si tratta, in pratica, dell’embrione del tampone forzato per la popolazione generale

Renovatio 21 aveva segnalato l’introduzione di inquietanti robot in grado di eseguire tamponi nasali. L’automatizzazione degli effetti brutali della pandemia sul consorzio umano sono sempre più evidenti e coartanti.

 

Sull’affidabilità dei test PCR attualmente in uso sta montando, finalmente, una polemica di non poco conto, con scienziati che li ritengono «inutili» e «basati su scienza erronea». L’attuale presidente AIFA  dottor Palù ha affermato durante una conferenza stampa che «non erano affidabili i test… ma neanche la PCR [il processo di amplificazione dei tamponi molecolari, ndr] era affidabile, nessuno l’ha mai validata».