Nucleare
Drone attacca la centrale atomica di Chernobyl mentre Zelens’kyj incontra il vicepresidente USA Vance a Monaco
Un drone ha bombardato il reattore nucleare di Chernobyl venerdì mattina presto. L’Ucraina accusa la Russia che ha negato, accusando a sua volta l’Ucraina dell’attacco. Al momento non ci sono segnalazioni di una fuoriuscita di radiazioni.
Pochi giorni fa che la Russia aveva dichiarato che l’Ucraina stava pianificando attacchi terroristici false-flage due giorni dopo l’inizio dei colloqui pacifici tra il presidente Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin.
La Russia ha affermato che l’Ucraina è responsabile dell’attacco al reattore nucleare. «La provocazione alla centrale nucleare di Chernobyl è l’ennesima azione criminale del regime di Kiev», ha affermato venerdì la portavoce del Ministero degli Affari Esteri russo Maria Zakharova.
🇺🇦🇷🇺‼️🚨 NUCLEAR FALSE FLAG: UKRAINE IS DESPERATE TO NOT BE DORCED INTO A DEAL!
A strike at Chernobyl Nuclear Power Plant was done!
This is a provocation. Russia has no reason to strike the sarcophagus of the Chernobyl Nuclear Power Plant. Especially now. But Zelensky urgently… pic.twitter.com/DcOFIPzzlx
— Lord Bebo (@MyLordBebo) February 14, 2025
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Il portavoce del Cremlino Demetrio Peskov ha definito l’operazione una montatura. «Questo è ciò che amano fare», ha detto Peskov ieri.
Nelle stesse ore, a margine della Conferenza di Sicurezza di Monaco di Baviera lo Zelens’kyj ha incontrato il vicepresidente americano JD Vance.
Il «piano della vittoria» di Zelens’kyj prevedeva una guerra di fatto con la Russia, l’adesione alla NATO e tre obiettivi classificati. Il principale collaboratore di Zelens’kyj ritiene addirittura che una guerra diretta tra Stati Uniti e Russia sarebbe positiva per l’Ucraina.
A dicembre un drone ha bombardato un veicolo che trasportava ispettori internazionali di reattori nucleari in Ucraina, un’azione di cui Kiev e Mosca si sono accusate a vicenda.
Il reattore nucleare di Chernobyl subì una fusione e un’esplosione nel 1986. Da allora è stato compiuto uno sforzo significativo per ridurre le emissioni di radiazioni mettendo in sicurezza il reattore danneggiato all’interno di un edificio più grande chiamato New Safe Confinement (Nuovo Confinamento Sicuro), una struttura costruita negli anni 2010 per proteggere i resti dell’unità del reattore 4 distrutta dagli elementi e impedire la fuoriuscita di materiale contaminato nell’ambiente. Il progetto è costato circa 2,1 miliardi di euro in finanziamenti internazionali.
I lavoratori della centrale di Chernobyl devono mantenere l’umidità entro un intervallo limitato all’interno della nuova unità di contenimento per evitare rilasci radioattivi. Se è troppo poca, si forma polvere radioattiva, se è troppa, si forma acqua radioattiva. Un foro nel tetto influenzerebbe notevolmente l’umidità interna.
L’edificio di contenimento originale (quello eretto sopra l’edificio del reattore esploso subito dopo l’incidente) è stato costruito rapidamente e ha mostrato segni di affaticamento strutturale. Ecco perché la nuova unità di contenimento è stata eretta sopra di esso negli anni 2010.
Se la vecchia unità crolla, si formeranno immense quantità di polvere radioattiva e, cosa ancora peggiore, il combustibile nucleare ancora all’interno del reattore potrebbe iniziare a fissile e subire reazioni, provocando enormi rilasci di radiazioni e un potenziale incendio nucleare dovuto al massiccio rilascio di calore: un’altra fusione.
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Come riportato da Renovatio 21, gli attacchi subìti in questi due anni dalla centrale atomica di Energodar, oblast’ di Zaporiggia, non si contano più. Come noto, la centrale è sotto il comando dei russi, con le forze ucraine che varie volte hanno cercato di prenderne possesso. Solo quattro mesi fa vi è stata anche l’esplosione di un autobomba che ha ucciso un dirigente della sicurezza della centrale. L’ente atomico ONU IAEA ha trovato all’interno della struttura mine antiuomo. Timori vi furono due anni fa quando qualcuno fece saltare la diga di Kakhovka, allagando la zona.
È chiaro che l’atomo rappresenta un sistema di ricatto, in ispecie all’Europa, non di poco conto.
Come riportato da Renovatio 21, l’Ucraina ha colpito varie volte con droni kamikaze la «città atomica» russa di Kurchatov, nell’oblast’ di Kursk, scatenando la reazione di Mosca che accusa Kiev di «terrorismo nucleare».
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Immagine screenshot da Twitter
Nucleare
La dottrina nucleare USA riscritta a porte chiuse
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Nucleare
Storia dell’accesso di Bill Gates ai segreti dello Stato USA
In un thread di sintesi su X e in un articolo postato su Substack, l’attivista per la medicina alternativa Sayer ji ha delineato in chiarezza, per quanto possibile, lo strano caso della «Q cleareance» di Bill Gates, ovvero il fatto che il miliardario risulta autorizzato ad accedere a segreti di Stato USA. Riemerge qui l’interesse del Gates per il nucleare, sottolineato negli anni da Renovatio 21 plurime volte. Riemerge pure, as usual, la centralità del rapporto con Jeffrey Epstein.
Quasi tutti hanno frainteso la storia dell’autorizzazione «Q» di Bill Gates. Non si tratta di biosicurezza. Si tratta di nucleare, e l’impresa nucleare che la sottendeva era stata gestita da Jeffrey Epstein per quattro anni prima che venisse concessa.
L’autorizzazione «Q» del Dipartimento dell’Energia (DOE) è uno strumento previsto dalla Legge sull’Energia Atomica: progettazione di armi, produzione, materiale nucleare speciale. La biodifesa classificata non rientra in questa categoria. Associare questa autorizzazione a Fauci è errato.
Il vero soggetto è TerraPower, la società di Gates che si occupa di reattori nucleari, in collaborazione con l’Idaho National Lab, Los Alamos e Y-12. Anche TerraPower è menzionata nei documenti di Epstein. Cinque documenti, tutti instradati attraverso Boris Nikolic, consulente scientifico di Gates e nominato esecutore testamentario di riserva di Epstein.
L’8 novembre 2010, Epstein scrisse a Nikolic a proposito dei governanti di Abu Dhabi e Dubai: «Ci sono molti modi in cui puoi essere d’aiuto agli obiettivi di Bill in questo ambito».
La risposta di Nikolic la mattina successiva: «Ieri ho organizzato una cena con Regina E. Dugan, direttrice della DARPA. Eravamo solo in tre: Regina, Bill e io».
1/ Update on the Bill Gates “Q clearance” story.
DOE’s own letter says it was “reciprocally granted” — meaning DOE never vetted him. Someone else already had. I found the most specific lead yet on who, and the timing is almost too clean.https://t.co/jxlpGD6eWJ pic.twitter.com/lk33oTUPAO
— Sayer Ji (@sayerjigmi) August 21, 2026
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Il Dipartimento dell’Energia (DOE) afferma che l’autorizzazione di sicurezza è stata «concessa reciprocamente». Il DOE non ha effettuato alcun controllo su di lui. Un’altra agenzia lo ha fatto per prima, e la lettera non specifica quale. Questo non significa che Gates sapesse qualcosa, o che abbia avuto accesso a informazioni riservate. L’autorizzazione di sicurezza è un’idoneità, non un accesso. La questione è se chi si occupava dell’indagine sui precedenti di Gates sapesse chi stava lavorando all’iniziativa che gli ha permesso di ottenere l’autorizzazione.
Il 23 ottobre 2013, Gates ha visitato personalmente il Materials and Fuels Complex dell’Idaho National Laboratory (INL). Il comunicato stampa dell’INL riporta le sue parole: «TerraPower ha molti progetti di collaborazione… ma il nostro lavoro con l’INL è di particolare importanza». Gli altri partner di TerraPower all’interno del Dipartimento dell’Energia (DOE) sono Los Alamos e il complesso di sicurezza nazionale Y-12, un impianto per la produzione di armi nucleari, come confermato anche sulla pagina web governativa dell’Y-12.
Esattamente 7 mesi e mezzo dopo quel tour, l’11 giugno 2014, il Dipartimento dell’Energia (DOE) ha concesso a Gates un’autorizzazione di sicurezza «Q», l’equivalente del Top Secret in ambito nucleare. Questo spiega perfettamente perché ne avesse bisogno. Non spiega però come il DOE sia riuscito a saltare la propria indagine sui precedenti.
La reciprocità richiede un’autorizzazione di sicurezza equivalente a Top Secret, già rilasciata da un’altra agenzia federale. Il Dipartimento dell’Energia non ha specificato quale, ma non sarebbe una novità: un rapporto dell’Associated Press del 2006 aveva già evidenziato che Gates e Steve Ballmer possedevano autorizzazioni di sicurezza Top Secret rilasciate dal Dipartimento della Difesa. I documenti di Epstein dimostrano che il canale di comunicazione con il Pentagono è rimasto aperto per anni.
9 novembre 2010: Boris Nikolic, il consulente scientifico di Gates, invia un’email a Epstein: “Ieri ho organizzato una cena con Regina E. Dugan, direttrice della DARPA. Eravamo solo in tre: Regina, Bill e io, ed è stata fantastica!”
I contatti non si fermarono lì. Luglio 2011: Nikolic invia a Epstein un articolo del New York Times su Dugan: «dobbiamo organizzare un viaggio a Washington».
Settembre 2011: un promemoria per un appuntamento con scritto «Boris, Regina». Novembre 2011: Nikolic comunica di aver “appena terminato la riunione con la DARPA”. Febbraio 2012: Dugan viene invitato a cena da Nathan Myhrvold, co-fondatore di TerraPower, la società di Gates.
Niente di tutto ciò dimostra che la DARPA sia l’agenzia che la lettera del Dipartimento dell’Energia non nomina. Ma si tratta di un indizio specifico e verificabile: una relazione privata, durata anni, tra la cerchia ristretta di Gates e un direttore in carica della DARPA, riferita a Epstein in tempo reale.
La vera domanda da porre al Congresso è: chiedete direttamente al Dipartimento dell’Energia (DOE) e alla DARPA se l’autorizzazione di sicurezza riconosciuta dal DOE nel 2014 risalga all’agenzia di ricerca del Pentagono e, in tal caso, perché un cittadino privato avesse bisogno di quel tipo di accesso, anni prima che qualcuno avesse mai sentito parlare di COVID-19.
Sayer Ji
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Immagine generata artificialmente
Nucleare
Marjorie Taylor Greene: Washington sta valutando un attacco nucleare contro l’Iran
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