Nucleare
Il reattore nucleare di Chernobyl potrebbe iniziare a perdere radiazioni dai danni della bomba di febbraio
A febbraio un drone ha bombardato il reattore nucleare di Chernobyl in Ucraina, danneggiando il tetto della struttura del Nuovo Confinamento Sicuro (NSC) che era stata posta sopra l’impianto radioattivo che subì una fusione completa e un’esplosione nel 1986.
Sebbene non siano state rilasciate radiazioni dopo il bombardamento con drone di febbraio, mercoledì è stato riferito che lo scudo protettivo da 2 miliardi di dollari si era incrinato a seguito del bombardamento, scatenando timori di emissioni radiologiche.
Sia l’Ucraina che la Russia si sono accusate a vicenda dell’attacco con i droni. Sebbene per riparazioni serie potrebbe essere necessario attendere la fine della guerra in Ucraina, il presidente Volodymyr Zelens’kyj ha fatto sapere che la sua guerra continuerà fino al 2026 e che il presidente Donald Trump, che sta cercando di porre fine alla guerra, potrebbe morire .
Il principale organismo di controllo nucleare, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), ha condotto un’ispezione di sicurezza all’inizio di dicembre, durante la quale ha scoperto che questa cupola protettiva aveva perso le sue funzioni di sicurezza primarie, tra cui la capacità di confinamento, sebbene la sua struttura principale e i sistemi di monitoraggio siano rimasti intatti.
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I soccorritori lavorano sul luogo in cui un drone d’attacco russo con una testata esplosiva colpisce il Nuovo Confinamento Sicuro della centrale nucleare di Chernobyl, nella regione di Kiev, in Ucraina, il 14 gennaio 2025. La struttura, realizzata nel 2016, protegge i resti del reattore 4 distrutto durante il disastro di Chernobyl del 1986.
«Sono state eseguite solo limitate riparazioni temporanee sul tetto, ma resta essenziale un restauro tempestivo e completo per prevenire un ulteriore degrado e garantire la sicurezza nucleare a lungo termine», ha affermato il direttore generale dell’AIEA Rafael Mariano Grossi nella dichiarazione. «L’AIEA, che ha una squadra permanente sul sito, continuerà a fare tutto il possibile per sostenere gli sforzi volti a ripristinare completamente la sicurezza nucleare nel sito di Chernobyl», ha affermato il Grossi.
L’organizzazione di controllo ha chiesto urgenti riparazioni e ammodernamenti dell’NSC, tra cui un migliore controllo dell’umidità, un monitoraggio avanzato della corrosione e un sistema automatico ad alta tecnologia per tenere sotto controllo i resti del reattore nucleare.
Nel 2026, con il sostegno della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), il sito di Chernobyl intraprenderà ulteriori riparazioni temporanee per supportare il ripristino della funzione di confinamento del NSC, aprendo la strada al completo ripristino una volta terminato il conflitto.
Gli addetti alla centrale di Chernobyllo devono mantenere l’umidità entro un intervallo limitato all’interno della nuova unità di contenimento per evitare rilasci radioattivi. Un livello troppo basso causerebbe la formazione di polvere radioattiva, un livello eccessivo causerebbe la formazione di acqua radioattiva. Un foro nel tetto influirebbe notevolmente sull’umidità interna.
L’edificio di contenimento originale – quello eretto sopra l’edificio del reattore esploso subito dopo l’incidente – è stato costruito rapidamente e mostra segni di affaticamento strutturale. Per questo motivo, negli anni 2010, è stata costruita sopra di esso una nuova unità di contenimento.
Se la vecchia unità crolla, si formeranno immense quantità di polvere radioattiva e, cosa ancora peggiore, il combustibile nucleare ancora presente nel reattore potrebbe iniziare a fissilersi e a subire reazioni, provocando enormi rilasci di radiazioni e un potenziale incendio nucleare dovuto al massiccio rilascio di calore: un’altra fusione.
Nel dicembre 2024 un drone ha bombardato un veicolo che trasportava ispettori internazionali di reattori nucleari in Ucraina, e anche per questo Kiev e Mosca si sono accusate a vicenda.
Come riportato da Renovatio 21, un drone aveva attaccato il reattore 20 mesi fa proprio mentre lo Zelens’kyj incontrava a Monaco il vicepresidente americano J.D. Vance.
L’Intelligence russa l’anno passato ha accusato Londra e Washington di aver aiutato l’Ucraina a pianificare una «nuova Chernobyl».
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Immagine di IAEA Imagebank via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
Cina
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Militaria
Mosca adotterà tutte le misure necessarie contro le testate nucleari in Lituania. Truppe estoni muovono verso il confine
Interrogato sulle recenti mosse della Lituania per autorizzare il dispiegamento di armi nucleari statunitensi sul proprio territorio, al confine con la Russia, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha avvertito oggi che le azioni lituane «non possono essere percepite se non come un passo verso un’escalation delle tensioni, così come non può esserlo il dispiegamento di armi nucleari in un paese confinante. Lo riporta l’agenzia stampa governativa russa TASS.
«Nessuno di questi sviluppi contribuirà alla stabilità e alla prevedibilità nel continente europeo. Al contrario, con nostro rammarico, segneranno un’ulteriore e significativa escalation delle tensioni. Quanto alla Russia, naturalmente, Mosca sarà costretta ad adottare tutte le misure necessarie per garantire la propria sicurezza» ha detto il portavoce. Le parole di Peskov fanno eco a quelle già rilasciate dal presidente Putin e da altri alti funzionari russi in risposta a una serie di provocazioni contro il Paese, tra cui quella su Kaliningrad.
Nell’ambito della spinta occidentale a posizionare missili nucleari lungo tutto il confine occidentale della Russia, la Lituania sta modificando la propria Costituzione per assecondare questa provocazione. Ieri il Seimas, il Parlamento lituano, ha superato a larga maggioranza la seconda delle tre votazioni necessarie per abolire la disposizione costituzionale (articolo 137) che vieta il dispiegamento di armi nucleari e di basi militari straniere sul territorio nazionale.
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Il voto è stato di 106 a 18, al primo turno il risultato era stato di 99 a 13. Per entrare in vigore, la legge dovrà essere approvata definitivamente dal Seimas il 12 gennaio 2027 con almeno 94 voti favorevoli. Il presidente del parlamento, Juozas Olekas, ha dichiarato: «L’abolizione del divieto di dispiegamento di armi nucleari elimina le restrizioni legali in materia di sicurezza che differivano da quelle in vigore in altri paesi dell’UE e della NATO».
Il governo spinge inoltre per la creazione di una base militare statunitense. Oggi il primo ministro lituano Mindaugas Sinkevičius ha aggiunto che pagherà Washington per la costruzione di una base militare nel Paese. Su Facebook ha pubblicato l’idea proposta a Washington: «Questa è una garanzia di deterrenza e sicurezza di fondamentale importanza. I nostri partner devono solo prendere la decisione politica di stazionare permanentemente le truppe, e la Lituania è pronta a coprire i costi».
Movimenti inquietanti si stanno registrando anche in un ulteriore Paese baltico. Come riportato da Renovatio 21, l’Estonia si sta aggiungendo al tentativo di accerchiamento strategico della Russia.
«L’Estonia sposta le truppe più vicino alla Russia in un’offensiva di “difesa attiva”», ha riportato il Financial Times il 5 ottobre, aggiungendo che «lo Stato baltico si prepara a condurre attacchi in profondità nel territorio del suo vicino in caso di attacco». «Difesa attiva» significa «spostare le unità di combattimento principali da Tapa, nel Nord dell’Estonia, a Johvi, a 50 chilometri dal confine con la regione di Leningrado», ha spiegato il quotidiano russo in lingua inglese Moscow Times, noto per le posizioni anti-Cremlino. «Il Paese sta anche acquisendo droni e missili balistici in grado di colpire fino a 300 chilometri all’interno del territorio russo».
Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha minimizzato la questione nel briefing quotidiano con la stampa. «Non ci dovrebbero essere dubbi sul fatto che il nostro Ministero della Difesa e gli altri servizi competenti possiedano le informazioni necessarie per monitorare e valutare adeguatamente la situazione lungo i nostri confini».
Tutto ciò va ben oltre al Baltico e si inserisce però in un’offensiva su vasta scala dell’UE volta ad accerchiare la Russia a Ovest, dispiegando capacità di attacco, comprese armi nucleari della NATO, dalla Finlandia a Nord fino alla Polonia e alla Romania a Sud.
Questa strategia provocatoria include anche l’ipotesi di strangolare e persino di conquistare l’exclave russa di Kaliningrad, il che ha suscitato i più gravi avvertimenti da parte dei vertici della Federazione Russa, che pure di difendere la città hanno fatto capire di essere pronti alla guerra atomica.
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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
Cina
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