Politica
Deputati USA sugli attacchi congiunti USA-Israele contro l’Iran: «è la fine del MAGA»
Gli attacchi di sabato contro l’Iran da parte di Stati Uniti e Israele hanno suscitato aspre critiche da parte dell’ex deputata filo-Trump Marjorie Taylor Greene (MTG) e di altri, i quali hanno sostenuto che gli attacchi indeboliscono la promessa del presidente Donald Trump di non scatenare nuove guerre.
Rispondendo alla notizia degli attacchi sui social media di sabato mattina, Greene, che si è dimessa dal Congresso il mese scorso, ha affermato che la politica estera era irriconoscibile rispetto alle promesse anti-guerra MAGA fatte da Trump durante la sua campagna.
«Abbiamo detto “Basta guerre all’estero, basta cambi di regime!” Lo abbiamo detto su palco dopo palco, discorso dopo discorso. Trump, Vance, praticamente tutta l’amministrazione ha fatto campagna elettorale su questo e ha promesso di mettere l’America AL PRIMO POSTO e di renderla di nuovo grande.» «La mia generazione è stata delusa, abusata e sfruttata dal nostro governo per tutta la sua vita adulta, mentre la generazione dei nostri figli è stata letteralmente abbandonata».
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«Migliaia e migliaia di americani della mia generazione sono stati uccisi e feriti in infinite e inutili guerre straniere e noi non abbiamo detto altro. Ma stiamo liberando il popolo iraniano. Per favore», ha scritto MTG.
«Ci sono 93 milioni di persone in Iran, che si liberino da soli. Ma l’Iran è sul punto di dotarsi di armi nucleari. Certo, certo», ha continuato.
«È sempre una bugia ed è sempre l’America Last. Ma questa volta sembra il peggior tradimento, perché proviene proprio dall’uomo e dall’amministratore che tutti credevamo fosse diverso e non ha detto altro.»
Anche MTG aveva espresso forte disapprovazione per i potenziali attacchi all’inizio della settimana, affermando che un attacco avrebbe segnato la «fine del MAGA». Il deputato repubblicano del Kentucky Thomas Massie – libertario che ha in corso una grosse lite con Trump – non ha usato mezzi termini, dichiarando: «Sono contrario a questa guerra».
This is the Trump I supported, the man who called out the truth about the WMD in Iraq and declared NO MORE FOREIGN WARS.
Now for some unknown reason, Trump has joined the neocons and will soon go to war against Iran with the same BS excuses.
End of MAGA
pic.twitter.com/NNY7xLkJaF— Former Congresswoman Marjorie Taylor Greene🇺🇸 (@FmrRepMTG) February 26, 2026
I am opposed to this War.
This is not “America First.”
When Congress reconvenes, I will work with @RepRoKhanna to force a Congressional vote on war with Iran.
The Constitution requires a vote, and your Representative needs to be on record as opposing or supporting this war.
— Thomas Massie (@RepThomasMassie) February 28, 2026
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«Questo non è “America First”», ha scritto il deputato Massie, aggiungendo che avrebbe collaborato con il deputato democratico della California Ro Khanna (suo sodale anche nella legge che desecreta i file di Epstein) per imporre una risoluzione che consenta il voto sulla guerra. «Atti di guerra non autorizzati dal Congresso», ha osservato il deputato in un altro post pubblicato sabato mattina.
Sui social media sono circolate anche clip del fondatore di Turning Point Charlie Kirk, assassinato, che condannava i piani per un cambio di regime in Iran. Nel frattempo, altri account popolari pro-Trump (e per coincidenza pro-Israele) di X sembrano entusiasti della possibilità che si sviluppi una guerra più ampia, dato che Human Events riporta che la campagna potrebbe durare fino a quattro settimane.
Who else wishes Charlie Kirk was still with us today? 😔 pic.twitter.com/n9eR0ZNn4m
— James Li (@5149jamesli) February 28, 2026
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Speculazioni che circolano tra i commentatori conservatori americani sostengono che proprio Charlie Kirk nel 2025 avrebbe di fatto impedito la guerra contro l’Iran riuscendo a persuadere il presidente che si trattava della scelta sbagliata.
Da lì sarebbe partita un’incredibile campagna di pressione su Kirk per riallinearlo con posizioni totalmente filoisraeliane, con intervento di conoscenti, miliardari, lobbyisti, donatori ebrei e/o sionisti, e ad un certo punto persino Benjamino Netanyahu in persone, che poi negò più volte in TV che Israele aveva ucciso Kirk.
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Politica
Trump si inserisce nella cerimonia di premiazione dei Mondiali. Poi subisce pre lui la maleducazione degli argentini
🚨🇺🇸 WATCH: The moment Gianni Infantino moves President Trump out of the way as Spain lift the World Cup trophy pic.twitter.com/I5Ha0mUwfV
— Politics Global (@PolitlcsGlobal) July 19, 2026
🟥 As expected… Trump refused to get out of the frame when Spain did the traditional World Cup Trophy lift.
FIFA President Gianni Infantino had to literally run over and attempt to physically drag him away, so that the Spanish Champions could have their special moment. What… pic.twitter.com/nbG0NH4I2D — Fun Tom 🇨🇦 💂 (@funtomvids) July 19, 2026
I am in tears. After President Trump PERSONALLY gives the World Cup Trophy to Spain, the Captain and team want Trump to Celebrate with them 🙏
Liberals do NOT want you to see this ❤️ pic.twitter.com/5MENeQPEzM — MAGA Voice (@MAGAVoice) July 19, 2026
Spain players doing the Trump Dance as he presents the FIFA World Cup trophy.
The world loves our president. We are blessed. pic.twitter.com/00trz6Q9fY — Robert Burns (@RobertBurns82) July 19, 2026
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VIDEO | Two Argentine players, Lisandro Martínez and Cristian Romero, refused to shake hands with US President Donald Trump during the silver medal ceremony after Argentina’s 1-0 defeat to Spain in the World Cup final.
Martínez avoided shaking hands with both Trump and FIFA… pic.twitter.com/yrv1cDg0o4 — The Cradle (@TheCradleMedia) July 20, 2026
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Come riportato da Renovatio 21, a Buenos Aires vi sono stati scontri tra tifosi e forze dell’ordine: nemmeno i supporter riescono, come adulti, ad accettare la sconfitta. In un Paese serio le proteste della popolazione dovrebbero essere contro il comportamento indegno dei suoi giocatori.Messi barely acknowledged Trump. pic.twitter.com/mQi6KFv1S8
— Don Van Natta Jr. (@DVNJr) July 19, 2026
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Politica
Tucker Carlson: il tradimento di Trump mette gli Stati Uniti sulla strada della rivoluzione
Gli Stati Uniti sono sulla strada della rivoluzione perché il presidente Donald Trump ha tradito gli americani anteponendo gli interessi stranieri a quelli del suo Paese, ha affermato il giornalista Tucker Carlson.
In un’intervista andata in onda venerdì su The Mishal Husain Show della testata economica Bloomberg, il commentatore conservatore – un tempo tra i più importanti sostenitori di Trump – ha accusato il presidente di essere «totalmente sleale» nei confronti degli Stati Uniti, affermando che aveva «tradito gli Stati Uniti alleandosi con una potenza straniera».
«Ecco perché ci sono le rivoluzioni nei Paesi», ha detto Carlson, aggiungendo: «Non voglio la rivoluzione, ma se questa situazione continua così, ci sarà una rivoluzione».
Tucker says there will be a revolution or the government isn’t carful pic.twitter.com/lOItss9b5A
— Jake Shields (@jakeshieldsajj) September 2, 2024
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L’ex conduttore di Fox News, che aveva appoggiato la campagna per la rielezione di Trump nel 2024 prima di prendere le distanze da lui sulla questione iraniana, ha affermato che molti americani non credono più che il sistema politico rappresenti i loro interessi, dichiarando che i repubblicani non sono riusciti a mantenere le promesse di smantellare il «deep state», citando la gestione del caso Jeffrey Epstein come prova del perché molti sostenitori abbiano perso fiducia nel partito.
Carlson è diventato sempre più critico nei confronti del sostegno statunitense alla guerra di Israele a Gaza e ha pubblicamente esortato Trump a non attaccare l’Iran durante la Guerra dei Dodici Giorni tra Israele e la Repubblica Islamica nel giugno 2025. La loro frattura si è acuita dopo che gli Stati Uniti si sono uniti agli attacchi israeliani contro l’Iran alla fine di febbraio, con Carlson che ha accusato Trump di anteporre gli interessi israeliani a quelli americani. Tucker ha anche definito la «vera religione» di Trump «israelismo» e ha definito la guerra contro l’Iran «disgustosa e malvagia».
«Trump ha permesso che il governo degli Stati Uniti fosse completamente guidato da questo piccolo Paese del Medio Oriente, Israele, a nostro grande danno», ha detto Carlson a Bloomberg, aggiungendo di essersi opposto apertamente all’approccio di Trump, ma «ciò non ha avuto alcun effetto». «E poi ci siamo ritrovati in una guerra con l’Iran che ha gravemente danneggiato gli Stati Uniti», ha affermato il popolare giornalista .
Come riportato da Renovatio 21, Trump di conseguenza ha «cacciato» il Carlson e altre figure critiche dell’intervento in Iran – e della sua chiara subordinazione agli interessi di Israele – con un post sui social media in cui insultava Carlson, Megyn Kelly, Candace Owens e Alex Jones di avere un «basso quoziente intellettivo».
Tucker aveva quindi reagito parlando dei presidenti americani ricattati da Israele.
Il giornalista aveva reagito ad una serie di messaggi di Trump a Pasqua definendo il presidente «profanatore della Pasqua» che stava portando il mondo verso la guerra atomica.
Carlson nel suo sito manda in streaming tutt’ora un documentario basato su documenti riguardanti la traccia online lasciata dal Thomas Crooks, l’attentatore che per poco non uccise il candidato Trump durante il comizio di Butler, Pennsylvania. La vulgata mainstream, inclusa quella propalata dalla campagna Trump, sosteneva che del ragazzo non vi era alcuna vera impronta di attività online, cosa stranissima per un giovane della sua età che portava ad ulteriori speculazioni.
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In realtà, nota il documentario di Carlson, di tracce ve ne erano parecchie, anche se ciò non chiarisce l’accaduto. Quello che manca, invece, è la volontà di andare in fondo alle indagini. Tucker sta sostenendo, da mesi, che dietro la chiusura delle indagini sul suo attentato (e su quello di Charlie Kirk…) ci sia direttamente l’amministrazione Trump.
Tucker, in polemica aperta anche con la presente direzione FBI, nella sua investigazione rivela molte altre incongruenze: la cremazione frettolosa del corpo, il sistema anti-droni al comizio disattivato proprio nei minuti in cui Crooks faceva volare il suo mezzo, l’FBI che cancella immediatamente tutte le tracce biologiche sulla scena pulendo il tetto del capannone dove Crooks ha sparato ed è stato quindi ucciso dal cecchino.
Come riportato da Renovatio 21, giorni dopo l’attentato la CIA, in una grottesca excusatio non petita, aveva comunicato di non aver utilizzato la programmazione di controllo mentale MK-Ultra sull’attentatore di Trump.
In altri frangenti, Carlson ha dichiarato apertis verbis che il presidente è sotto il ricatto di Israele e prende ordini dal premier dello Stato Giudaico Benjamino Netanyahu.
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Cina
Pechino respinge le accuse di Trump di interferenze elettorali
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