Armi biologiche
Ciò che ha ucciso George Floyd e che sta uccidendo l’America tutta
In settimana si è consumato il processo a Derek Chavin, il capro espiatorio supremo degli USA in preda ad all’isteria razziale programmata.
Chauvin, preso a simbolo del «razzismo sistemico» della Polizia e del Paese tutto in tutta la sua storia ed in ogni suo angolo, non poteva che essere condannato. Questo nonostante il «razzista» Chauvin avesse una moglie asiatica, e soprattutto nonostante l’incontrovertibile filmato, visto per la prima volta in tribunale, dove pare chiaro che lo stesse immobilizzando con il ginocchio puntato sulla spalla, e non sulla gola come invece credono di aver visto tutti.
Chauvin andava sacrificato per un bene più grande: evitare l’ennesima rivolta razziale negli USA
Erano già emerse prove filmate che il Floyd aveva cominciato a proferire le sue ultime parole famose, «I can’t breath» molto prima che fosse schiacciato a terra
Chauvin andava sacrificato per un bene più grande: evitare l’ennesima rivolta razziale negli USA. La filosofia politica che guida il mondo ora è, a qualunque latitudine, l’utilitarismo: cioè la possibilità di sacrificare una parte al fine di assicurare il maggior godimento alla maggiore porzione della collettività. Questo principio disumano, come è evidente oggi nel caso dei vaccini e dei loro danni «tollerati» per il bene più grande della società, non è oramai neppure dissimulato.
Del resto, la prospettiva dello scoppio della violenza nera nelle strade era evidente.
Se qualcuno si è perso le indegne violenze scatenate dalla torma razzista di Black Lives Matter (una formazione, come abbiamo dettagliato, legata a Soros ma anche alla campagna Biden con il dubbio che prendano danaro pure dalla Cina) può tranquillamente rovistare nella memoria storica del 1992, quando vennero assolti i poliziotti filmati mentre pestavano il nero Rodney King. Fuoco fiamme, zone di Los Angeles fuori controllo, negozi saccheggiati (soprattutto quelli di televisori , notava lo scrittore William Gibson: quelli che vendevano Mac e PC rimasero intonsi).
Secondo l’autopsia, nel suo cuore, Floyd aveva nel suo corpo mentanfetamine, THC (marijuana) e fentanyl
Qualcuno ipotizzò pure che l’assoluzione di O.J. Simpson, campione di football ed attore hollywodiano accusato di aver trucidato la bionda moglie e il suo amante, potesse essere dettata dal ricatto di una probabile ulteriore rivolta razziale – questo nonostante anche una vasta parte della popolazione nera può ritenere O.J. colpevole.
Quindi, Chauvin andava immolato per placare il Moloch razziale, un demone che si fa ogni settimana più famelico ed irrazionale. Qualsiasi prova avessero portato i difensori, probabilmente non sarebbe servito a niente.
Gli esperti hanno convenuto che la quantità di fentanyl trovata nel sangue di Floyd era molto alta, a 11 nanogrammi per millilitro
Di fatto, erano già emerse prove filmate che il Floyd, peraltro pregiudicato per crimini assai odiosi (entrò in casa di una donna incinta e le puntò una pistola sul ventre per rapinarla) aveva cominciato a proferire le sue ultime parole famose (è il caso di dirlo) «I can’t breath», io non respiro, molto prima che fosse schiacciato a terra.
Nei video in cui venne estratto dalla macchina diviene chiaro che il Floyd era in istato di alterazione totale, e proprio l’assunzione di droga probabilmente lo faceva urlare, da subito, che gli mancava il respiro – non il ginocchio di Chauvin, peraltro posato sulla spalla, non sulla trachea.
Il fentanyl, che in italiano chiamano anche fentanil o fentaile, è una droga potentissima. Esso è 100 (cento) volte più potente della morfina. La quantità necessaria per avere effetti, di sballo o di morte, sul corpo di una creatura è esprimibile in microgrammi
Secondo l’autopsia, nel suo cuore, Floyd aveva nel suo corpo mentanfetamine, THC (marijuana) e fentanyl – parrebbe essere risultato positivo anche al SARS-CoV-2, ma in questa vicenda non è stato considerato come causa di morte, probabilmente unico caso al mondo.
Tuttavia è del fentanyl che bisogna parlare. Gli esperti hanno convenuto che la quantità di fentanyl trovata nel sangue di Floyd era molto alta, a 11 nanogrammi per millilitro. Secondo la Divisione di Tossicologia Medica della Rutgers Medical School del New Jersey, tale quantità è sufficiente da causare una overdose fatale in qualcuno che assume il farmaco per la prima volta.
«In combinazione con il tratto falciforme e le sue condizioni cardiache preesistenti, l’uso del signor Floyd di fentanil e metanfetamina molto probabilmente lo ha ucciso», ha scritto Eric J. Nelson, l’avvocato dell’agente Chavin, in una dichiarazione depositata in tribunale del 28 agosto chiedendo senza successo l’archiviazione delle accuse contro il suo assitito.
«Aggiungere fentanil e metanfetamina ai problemi di salute esistenti del signor Floyd equivaleva ad accendere una miccia su una bomba».
Questa versione, che per rasoio di Occam sembra la più semplice e veritiera, è stata rigettata, prima che dai tribunali, dalla stampa americana.
Negli ultimi 30 anni le prescrizioni di antidolorifici a base di oppioidi, in particolare, il farmaco analgesico a rilascio lento Oxycontin, sono aumentate esponenzialmente, facendo diventare dipendenti milioni di persone
«Il fentanyl uccide chiudendo la parte del cervello che controlla la respirazione. Il respiro rallenta, poi si ferma, seguito dal cuore» ammette il Washington Post, tuttavia nei suoi articoli virgoletta serie di esperti che negano che si possa essere trattata di una overdose».
Lo sappiamo che, ora più che mai, la stampa, americana come italiana mente. Mente sempre, su tutto: un caso così delicato non può essere risparmiato dalla mostruosa campagna di distorsione della realtà che abbiamo già visto con il COVID e con le elezioni presidenziali.
Il fentanyl, che in italiano chiamano anche fentanil o fentaile, è una droga potentissima, un oppioide sintetico che toglie il dolore e dà un senso di euforia. Esso è 100 (cento) volte più potente della morfina. La quantità necessaria per avere effetti, di sballo o di morte, sul corpo di una creatura è esprimibile in microgrammi. 0.03 milligrammi di fentanyl al chilo sono la dose letale conosciuta per le scimmie. Cioè, meno di 5 milligrammi (non grammi, millesimi di grammo) sono in grado di uccidere un gorilla da 160 chili.
È qui, nella domanda disperata di questo popolo stremato dalla dipendenza, che ha cominciato a trovare spazio il fentanyl: una droga soddisfacente per i tossici, grazie all’incredibile e pericolosissima efficacia, e al contempo assai facile da contrabbandare, perché per ogni dose, per ogni carico, bastano quantità microscopiche che possono essere nascoste ovunque
Il fentanyl è un flagello senza precedenti negli USA. Esso si ritaglia un ruolo principale nella più grande emergenza sanitaria che vivono gli USA: la cosiddetta «crisi degli oppioidi». È considerato l’oppioide sintetico a cui attribuire lo spaventoso, catastrofico aumento del tasso di mortalità per overdose negli Stati Uniti negli ultimi anni. Non provate a dire che il COVID è più letale: come riportato da Renovatio 21, a dicembre 2020 il CDC stabilì che i morti per overdose da oppioide supervano quelli di COVID-19.
Il meccanismo socio-sanitario di questo inferno, in pratica, è più o meno questo: a causa del marketing aggressivo – con una grande «mano» data dalla classe medica e dal loro ordine – perpetrato da Big Pharma (un nome in particolare: la Purdue Pharma della ultramiliardaria famiglia Sackler, ma nel caso è coinvolta anche la Johnson&Johnson) negli ultimi 30 anni le prescrizioni di antidolorifici a base di oppioidi, in particolare, il farmaco analgesico a rilascio lento Oxycontin, sono aumentate esponenzialmente, facendo diventare dipendenti milioni di persone.
La dipendenza di tutta questa gente, che talvolta si era recata dal dottore solo per un mal di schiena, si tramutava così in overdosi o in atteggiamenti criminali: alla ricerca di una dose soddisfacente, molti mollano il farmaco (che non viene dato in quantità che rimangono appaganti per il drogato) e vanno in strada alla cerca di surrogati come l’eroina, che, come abbiamo visto, ha una sua probabile solida rotta segreta provieniente dall’Afghanistan sotto la ventennale occupazione americana.
È qui, nella domanda disperata di questo popolo stremato dalla dipendenza, che ha cominciato a trovare spazio il fentanyl: una droga soddisfacente per i tossici, grazie all’incredibile e pericolosissima efficacia, e al contempo assai facile da contrabbandare, perché per ogni dose, per ogni carico, bastano quantità microscopiche che possono essere nascoste ovunque.
Il Fentanyl ha già fatto i suoi morti famosi: Prince, il geniale cantante testimone di Geova di Minneapolis, morì di una overdose di fentanile. Così come Michelle McNamara, famosa scrittrice di crimine che ha contribuito a risolvere il vecchio caso di un serial killer stupratore della California, morta di overdose in casa dove viveva in apparenza tranquillamente con la figlia e il marito attore Patton Oswalt.
«Stiamo assistendo a un drammatico aumento dei sequestri di fentanyl quest’anno fiscale, oltre il 360 per cento in più rispetto allo scorso anno»
Il fiume di Fentanyl che entra negli USA, nonostante il problema sia noto e dichiarato da Trump presidente come «calamità nazionale», non ha accennato a fermarsi nemmeno durante i lockdown.
La quantità di fentanil sequestrata mentre attraversava il confine meridionale durante i primi 5 mesi dell’anno fiscale 2021 è già superiore a tutto l’anno fiscale 2020, dicono le statistiche di Customs and Border Protection (CBP).
Il CBP ha sequestrato più di 5.000 libbre di fentanyl dal 1° ottobre 2020, ha dichiarato il Commissario ad interim del CBP Troy Miller durante una conferenza stampa dello scorso 10 marzo.
«Dal 2013, la Cina è stata la principale fonte del fentanyl che ha inondato il mercato delle droghe illecite degli Stati Uniti (…) alimentando l’epidemia di droga più mortale nella storia degli Stati Uniti»
«Stiamo assistendo a un drammatico aumento dei sequestri di fentanyl quest’anno fiscale, oltre il 360 per cento in più rispetto allo scorso anno», ha detto Miller.
«I sequestri di droga a livello nazionale sono aumentati del 50% a febbraio da gennaio».
Il fentanyl può provenire da laboratori in Messico che utilizzano sostanze chimiche fornite dalla Cina. Altre volte, pare che il fentanyl arrivi direttamente negli USA dalla Cina, addirittura tramite ordini che è possibile piazzare online. I cartelli messicani possono produrre fentanyl, ma la materia prima o il prodotto già pronto arriva decisamente dalle coste cinesi.
«Dal 2013, la Cina è stata la principale fonte del fentanyl che ha inondato il mercato delle droghe illecite degli Stati Uniti (…) alimentando l’epidemia di droga più mortale nella storia degli Stati Uniti. Sia l’amministrazione Obama che quella Trump hanno dedicato un significativo capitale diplomatico per convincere la Cina a reprimere la fornitura di fentanyl dalla Cina agli Stati Uniti, con la Cina che ha finalmente annunciato nell’aprile 2019 che la produzione, la vendita e l’esportazione di tutti i farmaci di classe fentanyl sono vietate, ad eccezione delle aziende autorizzate a cui il governo cinese ha concesso licenze speciali» scrive un saggio della Brookings Institution intitolato Fentanyl and geopolitics: Controlling opioid supply from China.
Diventa chiaro a tutti che il fentanyl è, nelle mani cinesi, una vera arma biologica lanciata sulla società americana. Uno strumento geopolitico, una bomba che uccide la popolazione avversaria e ne disgrega la società
«Nonostante il fatto che la Cina sia orgogliosa di avere una forte posizione e reputazione antidroga – scriveva nel suo essay Vanda Felbab-Brown – è altamente improbabile che la Cina inizi una cooperazione antidroga con gli Stati Uniti (…) a meno che non inizi a sperimentare la propria epidemia di oppioidi sintetici. Inoltre, il significativo deterioramento delle relazioni USA-Cina potrebbe minare ulteriormente la volontà della Cina di applicare diligentemente il nuovo regolamento sul fentanyl».
In poche parole, diventa chiaro a tutti che il fentanyl è, nelle mani cinesi, una vera arma biologica lanciata sulla società americana. Uno strumento geopolitico, una bomba che uccide la popolazione avversaria e ne disgrega la società.
Donald Trump lo aveva capito e, come sempre, non faceva mistero del suo pensiero, per quanto spiacevole e poco diplomatico. Nell’agosto 2019, riporta Reuters, il presidente Trump accusò l’omologo cinese Xi Jinping di aver fallito nel fermare le esportazioni di fentanyl verso gli USA.
«Il mio amico presidente Xi ha detto che avrebbe fermato la vendita di fentanyl agli Stati Uniti – questo non è mai accaduto e molti americani continuano a morire», scrisse Trump in un tweet.
«Il mio amico presidente Xi ha detto che avrebbe fermato la vendita di fentanyl agli Stati Uniti – questo non è mai accaduto e molti americani continuano a morire», scrisse Trump in un tweet
«Stiamo perdendo migliaia di persone a causa del fentanyl», ha poi detto ai giornalisti.
Quanta sincerità, quanta verità immediata, priva di filtri, erano nelle parole e nelle azioni di Donald, che, per motivi sui quali si interrogano ancora in molti, era in grado di sintonizzarsi, lui miliardario nuovayorchese, con l’americano medio di ogni Stato dell’Unione. C’è del resto un pattern, sottolineato anche in un libro di grande successo, The Hillbilly Elegy (in italiano Elegia americana), poi divenuto un film per Netflix: vi sono interi Stati che si reggevano sull’industria (metalmeccanica, siderurgica, etc.) che, finiti nella disoccupazione a causa delle delocalizzazioni industriali in Cina, piombavano nella dipendenza degli oppioidi.
Tra la Cina e i drogati americani, insomma, c’era un doppio legame: la Cina ha portato via loro il lavoro; la Cina ha inondato le loro strade con fiumi di narcotici per dimenticare la loro nuova miseria – il tutto grazie al tradimento di una classe dirigente politica, industriale e medica completamente corrotta. Non sorprenderà nessuno sapere che statisticamente sono questi Stati che hanno votato in massa per Donald Trump nel 2016, e lo hanno probabilmente rivotato anche nel 2020.
Tra la Cina e i drogati americani, insomma, c’era un doppio legame: la Cina ha portato via loro il lavoro; la Cina ha inondato le loro strade con fiumi di narcotici – il tutto grazie al tradimento di una classe dirigente politica, industriale e medica completamente corrotta
Quindi, tornando da capo: siamo sicuri di sapere cosa ha ucciso George Floyd? Siamo sicuri che il colpevole sia il poliziotto?
Siamo sicuri di aver compreso la portata dell’attacco che è stato portato alla società americana, e, a breve, anche a quella europea ed italiana?
Immagine © Renovatio 21
Armi biologiche
Gli attacchi all’antrace hanno spianato la strada ai «farmaci spazzatura e ai vaccini» dell’era COVID
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
La dottoressa Meryl Nass ha affermato che gli attacchi all’antrace del 2001 hanno innescato cambiamenti legali e normativi che in seguito hanno permesso al governo di attuare la risposta al COVID-19. «Dopo le lettere all’antrace, il Congresso è impazzito legalizzando l’uso di farmaci non autorizzati ed estendendo le tutele legali per questi ultimi», ha dichiarato Nass durante il suo intervento alla conferenza Turning the Tide a Nuova York.
Secondo la dottoressa Meryl Nass, gli attacchi all’antrace successivi all’11 settembre non si limitarono a spaventare gli americani, ma contribuirono a creare il quadro giuridico, normativo e di biosicurezza che in seguito permise al governo di rispondere al COVID-19.
Intervenendo alla conferenza «Turning the Tide: 9/11 25 Years Later» tenutasi la scorsa settimana a Nuova York, Nass ha tracciato un collegamento diretto tra le lettere contenenti antrace del 2001 e la pandemia di coronavirus.
«Vale la pena riflettere sulle somiglianze tra l’ esperienza del COVID e le lettere all’antrace, perché sembra che entrambe siano state azioni interne pianificate dalla stessa cricca per lo stesso scopo», ha affermato Nass.
Nass, medico internista che ha condotto ricerche approfondite sulla guerra biologica e sull’antrace, ha illustrato quelle che a suo avviso sono sorprendenti analogie tra i due eventi.
«Ognuna di queste esercitazioni è stata preceduta da una simulazione inquietante e predefinita», ha affermato, riferendosi all’esercitazione da tavolo Dark Winter del 2001 e all’Evento 201, una simulazione di pandemia, del 2019.
«In entrambi i casi, la colpa è stata attribuita a Paesi che il governo statunitense aveva già preso di mira», ha affermato Nass. Gli attacchi all’antrace sono stati inizialmente attribuiti all’Iraq, mentre la responsabilità del COVID-19 è stata attribuita alla Cina.
«Dopo ognuno di questi eventi, si è innescato un enorme e costoso giro d’affari legato alla biodifesa», ha affermato.
Entrambi gli eventi sono stati inoltre accompagnati da «un’enorme quantità di costruzione di narrazioni false e dal controllo dei media per diffondere tali narrazioni false». E, secondo Nass, nessuno dei due è stato oggetto di un’indagine seria per accertare chi avesse perpetrato l’evento.
Inoltre, entrambe le crisi «hanno portato a una proliferazione dello stato di sorveglianza», ha affermato Nass.
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«Siamo costantemente bombardati da propaganda che alimenta la paura»
Le lettere contenenti antrace iniziarono ad arrivare nelle settimane successive all’11 settembre, quando gli americani erano già in uno stato di tensione. Lettere contenenti spore di antrace furono spedite a organi di stampa e uffici governativi, uccidendo cinque persone e infettandone altre 17.
Nass ha affermato che gli attacchi hanno aperto una nuova strada in ambito di salute pubblica che ha condotto, in ultima analisi, verso «uno stato di sorveglianza, totalitario e tecnocratico».
«Mentre l’isteria successiva all’11 settembre si attenuava, sono comparse le lettere contenenti antrace e siamo stati investiti da una propaganda basata sulla paura 24 ore su 24, 7 giorni su 7», ha affermato Nass.
Ha evidenziato diverse conseguenze seguite alla crisi dell’antrace, tra cui la persistente paura del contagio, i ripetuti timori di pandemie, miliardi di dollari spesi per la biodifesa, una crescente enfasi sui vaccini e una regolamentazione meno rigida dei prodotti medicali.
Lo schema si ripete di continuo, ha affermato. «Quante pandemie create ad arte possono ancora orchestrare?»
Nass ha elencato 11 minacce sanitarie con cui, a suo dire, i principali media «hanno cercato di spaventarci» nei 25 anni successivi all’11 settembre: SARS-1, influenza aviaria H5N1, Zika, influenza suina, tre tipi di Ebola, Marburg, SARS-2, vaiolo delle scimmie e hantavirus.
Ha inoltre sottolineato la crescita vertiginosa della spesa pubblica per la biodifesa.
«Prima delle lettere all’antrace, spendevamo meno di un miliardo di dollari per la biodifesa», ha affermato. «Nel decennio successivo, siamo passati a 6-7 miliardi di dollari all’anno. E poi, nel decennio successivo ancora, siamo arrivati a 10-11 miliardi di dollari all’anno».
Durante l’amministrazione Biden, i funzionari chiedevano quasi 20 miliardi di dollari all’anno per la biodifesa, ha affermato.
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Il Congresso è impazzito… ampliando le tutele legali per le aziende farmaceutiche.
Nass ha affermato che uno dei cambiamenti più significativi è arrivato attraverso le leggi federali che hanno semplificato la distribuzione di prodotti medici durante le emergenze nazionali, proteggendo al contempo i produttori da eventuali responsabilità.
«Dopo le lettere all’antrace, il Congresso è impazzito legalizzando l’uso di farmaci non autorizzati ed estendendo le tutele legali a questi prodotti», ha affermato.
Il BioShield Act del 2004 ha creato il quadro normativo per le autorizzazioni all’uso di emergenza e ha stanziato miliardi di dollari per vaccini e farmaci destinati a pandemie e alla guerra biologica.
Nass ha affermato che un farmaco o un vaccino non autorizzato potrebbero essere utilizzati durante un’emergenza di sicurezza nazionale se i funzionari della sanità pubblica ritenessero «più probabile che non che sarebbero utili».
«Quindi, la soglia per iniziare a utilizzare farmaci e vaccini non autorizzati è davvero bassa», ha affermato.
Il Public Readiness and Emergency Preparedness Act del 2005, o PREP Act, ha previsto tutele legali per determinate contromisure mediche utilizzate durante le emergenze dichiarate.
Secondo Nass, questi cambiamenti sono stati cruciali durante la pandemia di COVID-19 perché hanno creato un sistema per la rapida distribuzione di prodotti medicali, eliminando al contempo i rischi legali per i produttori.
«Il PREP Act… ha legalizzato l’uso di vaccini e farmaci, autorizzati o meno, senza incorrere in responsabilità», ha affermato.
Ha inoltre criticato il 21st Century Cures Act del 2016, che proteggeva i produttori da azioni legali per i vaccini raccomandati alle donne in gravidanza.
«La cosa più orribile è stata eliminare la responsabilità per tutti i vaccini raccomandati durante la gravidanza», ha detto Nass. «Quindi, se succede qualcosa al feto o alla madre incinta, non c’è alcuna responsabilità».
«L’agenda della biosicurezza in realtà non riguarda la protezione del pubblico»
Nass ha affermato che l’espansione della biodifesa successiva all’epidemia di antrace si è infine evoluta in un’agenda globale più ampia per la biosicurezza.
Ha fatto riferimento alla Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI), istituita per accelerare lo sviluppo di vaccini e altre contromisure contro le minacce pandemiche.
L’obiettivo del CEPI di rendere disponibili i vaccini entro 100 giorni rappresentava una svolta radicale rispetto alle tempistiche di sviluppo tradizionali, ha affermato Nass.
«Normalmente ci volevano 10 anni o più prima che un vaccino potesse essere distribuito e reso disponibile all’uso”, ha affermato. “Ma tutto questo sarebbe stato buttato nella spazzatura».
Secondo Nass, per raggiungere tale velocità, i Paesi di tutto il mondo dovrebbero allentare i requisiti normativi e istituire tutele in materia di responsabilità.
«Il CEPI si stava occupando di tutto questo», ha detto. «Cercava di coinvolgere… l’OMS [ Organizzazione Mondiale della Sanità ], che avrebbe poi prodotto le proprie garanzie o licenze per farmaci e vaccini e avrebbe utilizzato standard normativi minimi… E poi avrebbe cercato di imporre questi standard dell’OMS a tutti gli altri Paesi».
Nass ha affermato che lo stesso approccio ha contribuito a creare le condizioni per la risposta al COVID-19, che ha incluso lo sviluppo, l’autorizzazione e la distribuzione di vaccini e altri prodotti medici a una velocità senza precedenti.
Nass ha inoltre contestato il presupposto alla base del sistema di preparazione alle pandemie, ovvero che i governi debbano sviluppare in anticipo prodotti per far fronte a minacce future sconosciute.
«Cosa ci aspetta? Non lo sappiamo», ha detto Nass. «Ma dobbiamo comunque iniziare a produrre, anche se non sappiamo di cosa avremo bisogno».
Sosteneva che i farmaci riproposti per nuove indicazioni avrebbero potuto essere impiegati più rapidamente durante una pandemia respiratoria, ma affermava che i governi e l’OMS li avevano ostacolati perché offrivano minori opportunità finanziarie.
«Non c’è niente da guadagnare da queste cose», ha detto Nass. «E questo mi fa pensare che l’agenda della biosicurezza non riguardi la protezione del pubblico, ma la tutela dell’industria e del governo».
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Il caso dell’antrace ha comportato la «creazione di una narrazione macabra e la sua ripetizione continua»
Nass ha inoltre contestato la versione ufficiale su chi abbia perpetrato gli attacchi all’antrace del 2001.
Nel 2008 l’FBI concluse che il responsabile era il dottor Bruce Ivins. Ivins si suicidò tre giorni prima dell’annuncio dell’FBI, dopo che l’agenzia aveva dichiarato di volerlo perseguire come colpevole e di voler chiedere la pena di morte, secondo quanto riportato da Nass.
Nass, che conosceva Ivins, ha affermato che le prove a suo carico non sono mai state adeguatamente dimostrate. «Il caso è irrisolto, anche se l’FBI vorrebbe farvi credere il contrario».
Nass ha affermato che l’FBI si è concentrata su Ivins nonostante quelle che lei ha definito prove sostanziali che indicavano altri sospetti.
«L’FBI aveva perseguitato pubblicamente [altri sette scienziati] alla ricerca di un capro espiatorio su cui incolpare il caso», ha affermato.
L’Accademia Nazionale delle Scienze concluse in seguito che le prove scientifiche disponibili non permettevano di stabilire l’origine delle spore di antrace contenute nelle lettere spedite. Nass affermò che tale constatazione minava la conclusione dell’FBI.
Nel 2010 Nass pubblicò un post sul suo blog con oltre 20 motivi per cui Ivins non poteva essere responsabile e in cui spiegava «come l’FBI avesse deliberatamente manipolato il caso».
«Creando una narrazione sensazionalistica su Ivins e ripetendola all’infinito, la maggior parte degli americani continua a credere erroneamente che il caso sia stato risolto e che Ivins ne sia il responsabile», ha affermato Nass.
Una strategia simile si è manifestata anche durante la pandemia di COVID-19, quando funzionari e media hanno ripetutamente promosso narrazioni sul virus, le sue origini e la risposta di sanità pubblica più appropriata, secondo Nass.
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L’iniziativa globale per la biosicurezza è «un settore molto, molto redditizio e particolare»
Nass ha affermato di considerare gli attacchi all’antrace come il punto di partenza di un sistema che, in definitiva, ha reso possibile la risposta al COVID-19.
Ha avvertito che l’espansione dei programmi internazionali di biosicurezza potrebbe comportare una maggiore sorveglianza, poteri di emergenza, obblighi vaccinali e un controllo centralizzato sulla salute pubblica.
La portata potenziale è enorme, ha affermato Nass. Ha citato stime secondo cui un’iniziativa di biosicurezza coordinata a livello globale, come il proposto sistema BioHub dell’OMS, potrebbe costare dai 30 ai 40 miliardi di dollari all’anno.
Secondo il sito web dell’OMS, il sistema proposto faciliterebbe la condivisione di materiali biologici con «potenziale epidemico o pandemico».
Ha inoltre descritto la biodifesa come un settore insolitamente redditizio perché i governi stabiliscono quali prodotti sono necessari e proteggono i produttori da eventuali responsabilità.
«Non ci sono standard o regole», ha detto Nass. «Nessuno sa di quali prodotti si ha bisogno, quali vaccini o farmaci, quali test… quante dosi… quanti camici, quante mascherine o guanti».
Nass ha affermato che i produttori si limitano a persuadere i funzionari governativi a finanziare i loro prodotti.
«Ottieni un contratto. Puoi chiedere praticamente quello che vuoi. È quasi certo che ti verrà concessa una protezione legale», ha affermato.
Quel sistema rende la biodifesa «un settore molto, molto redditizio e particolare».
Nass ha esortato il pubblico a resistere ai tentativi di conferire alle organizzazioni internazionali un maggiore controllo sulle emergenze sanitarie, a opporsi alla creazione di banche globali di agenti patogeni e a fare pressione sul Congresso affinché ponga fine alle tutele relative all’uso in situazioni di emergenza e alla responsabilità civile.
«Eliminare queste forme di protezione dalla responsabilità è la cosa più importante che possiamo fare», ha affermato.
I cambiamenti legislativi e normativi successivi agli attacchi all’antrace hanno creato strumenti che sono stati poi utilizzati durante la pandemia di COVID-19. Questi strumenti devono essere smantellati «affinché noi, il popolo, possiamo essere salvati da farmaci e vaccini spazzatura e forse anche da farmaci e vaccini deliberatamente pericolosi», ha affermato Nass.
«E non dobbiamo mai più permettere al governo o all’OMS di controllare le cure mediche che ricevete», ha affermato. «Ci siamo già passati una volta».
Jill Erzen
© 16 settembre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Gli scienziati creano virus con l’Intelligenza Artificiale
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Armi biologiche
Trump vieta la maggior parte, ma non tutte, le «ricerche pericolose di guadagno di funzione»
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
Martedì l’amministrazione Trump ha varato una direttiva per porre fine alla ricerca ad alto rischio nel settore delle scienze biologiche, che include il divieto di finanziamenti federali per la «ricerca pericolosa di acquisizione di funzione». La ricerca di acquisizione di funzione «potenzialmente» pericolosa sarà consentita previa una revisione più rigorosa rispetto a quanto richiesto in precedenza.
L’amministrazione Trump ha reso pubblico martedì una direttiva che limita la ricerca ad alto rischio nel campo delle scienze biologiche, includendo il divieto di finanziamenti federali per la «ricerca pericolosa di acquisizione di funzione», come annunciato dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS) in un comunicato stampa.
Questa politica fa seguito all’ordine esecutivo del presidente Donald Trump del maggio 2025, che imponeva al governo statunitense di sospendere temporaneamente le ricerche pericolose che prevedono un aumento di funzione . All’epoca, i National Institutes of Health (NIH) e altre agenzie interruppero i progetti di ricerca che potevano rientrare in tale definizione.
La direttiva è stata resa pubblica mentre la Commissione per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi del Senato degli Stati Uniti si preparava a interrogare oggi il dottor Anthony Fauci, ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), sul suo possibile ruolo nelle origini del COVID-19.
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La ricerca di tipo «gain-of-function», che aumenta la trasmissibilità o la virulenza dei virus, è spesso utilizzata nello sviluppo dei vaccini. È proprio questo tipo di ricerca, condotta presso l’Istituto di Virologia di Wuhan, in Cina, che ha portato alla teoria secondo cui il virus responsabile del COVID-19 sarebbe stato sviluppato in laboratorio e successivamente fuoriuscito.
La ricerca condotta presso il laboratorio di Wuhan, che ha coinvolto scienziati sia statunitensi che cinesi, è stata parzialmente finanziata dal NIAID sotto la direzione di Fauci.
La nuova politica dell’amministrazione vieta il finanziamento federale di tali ricerche sia a livello nazionale che internazionale e istituisce una revisione indipendente per alcune tipologie di ricerca ad alto rischio nel campo delle scienze biologiche.
Secondo il comunicato stampa, il provvedimento limita anche i finanziamenti federali per la ricerca condotta in paesi e istituzioni che non dispongono di standard adeguati di biosicurezza e biocontenimento.
Secondo il comunicato stampa, la politica consente comunque la «ricerca biomedica critica», compreso lo sviluppo di contromisure mediche, come vaccini, terapie e diagnostica, «nel rispetto di rigorose garanzie di sicurezza».
«Il governo federale ha il dovere di proteggere il popolo americano, non di finanziare ricerche che potrebbero metterlo a rischio», ha dichiarato il Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr., il cui libro, The Wuhan Cover-up («l’insabbiamento di Wuhan»), includeva prove del fatto che Fauci avesse condotto e finanziato pericolose ricerche di tipo gain-of-function, che hanno portato alla fuga di materiale biologico dal laboratorio contenente il COVID-19.
«Oggi poniamo fine al sostegno federale alla pericolosa ricerca sul guadagno di funzione e sostituiamo la debole supervisione con garanzie chiare e applicabili», ha affermato Kennedy.
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Il nuovo quadro di supervisione si concentra su due tipologie di ricerca.
In un articolo pubblicato sul Wall Street Journal, il direttore del NIH, Jay Bhattacharya, ha affermato che la nuova politica promuove la ricerca nel campo delle scienze biologiche, riducendo al minimo il rischio di un’altra pandemia.
«La nuova politica preserva i benefici della ricerca nel campo delle scienze biologiche, definendo al contempo le aree a maggior rischio, tra cui la prevenzione di perdite accidentali o intenzionali nei laboratori e le sanzioni per le pratiche irresponsabili», ha scritto.
La politica non vieta del tutto la ricerca sul guadagno di funzione e non pone fine alla ricerca sulla salute biologica finanziata a livello federale in altri paesi. Piuttosto, definisce due categorie di ricerca «che presentano il rischio più elevato».
Tra queste rientrano la «ricerca pericolosa con acquisizione di funzione (DGOF)» e la «ricerca internazionale di interesse (IROC)».
DGOF si riferisce alla ricerca che potenzia gli agenti biologici «in modi che li rendono più pericolosi». IROC si riferisce alla ricerca nel campo delle scienze biologiche finanziata a livello federale e condotta in altri Paesi, che, secondo la nuova normativa, deve essere svolta da enti affidabili sotto la supervisione degli Stati Uniti.
La DGOF è vietata, ma la ricerca che potenzialmente potrebbe essere DGOF è consentita previa valutazione da parte di un ente terzo indipendente.
Le attività IROC sono vietate, ma sono consentite le attività IROC che potrebbero ragionevolmente rappresentare una minaccia per la salute e la sicurezza pubblica o per la sicurezza nazionale, previa valutazione della capacità dell’istituto di ricerca di garantire la supervisione.
La normativa prevede che i ricercatori principali debbano valutare se la loro ricerca soddisfa tali definizioni e, in caso affermativo, debbano completare una valutazione del rischio e creare un piano di mitigazione del rischio.
Gli enti di ricerca che propongono o finanziano tali ricerche devono anche valutarne i rischi e garantire un’adeguata supervisione. Saranno tenuti a disporre di una specifica infrastruttura per la valutazione dei rischi e dei benefici. In caso di mancata segnalazione dei rischi, saranno soggetti a sanzioni.
Anche gli enti federali di finanziamento saranno tenuti a esaminare le proposte di ricerca potenzialmente rischiose. Tale ricerca dovrà essere valutata da un comitato di revisione indipendente che condurrà delle analisi, formulerà raccomandazioni di finanziamento e elaborerà un piano di mitigazione dei rischi.
Il direttore dell’Intelligence nazionale e i segretari dell’Agricoltura, degli Affari Esteri e della Sanità supervisioneranno il processo di attuazione. Gli istituti che ricevono finanziamenti federali per le scienze biologiche istituiranno enti di revisione istituzionale per svolgere il lavoro.
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Un decennio di polemiche sulla ricerca rischiosa
La ricerca sul guadagno di funzione è da tempo oggetto di controversie. I sostenitori affermano che tale ricerca permette agli scienziati di ridurre i rischi di pandemie causate da nuovi agenti patogeni, manipolando i virus per comprenderli meglio, valutarne i potenziali pericoli e la trasmissibilità e sviluppare vaccini per proteggersi da essi.
I critici sostengono che i nuovi agenti patogeni possono fuoriuscire dai laboratori e causare emergenze sanitarie pubbliche o pandemie, come la pandemia di COVID-19, e che nessuna misura di controllo o mitigazione può scongiurare tale rischio.
Avvertono inoltre che la ricerca sul guadagno di funzione ha un potenziale di «dual use» («duplice uso»): gli agenti patogeni possono essere utilizzati per la ricerca e lo sviluppo di armi biologiche.
Nel 2011 scoppiò una controversia quando il National Science Advisory Board for Biosecurity bloccò due studi riguardanti virus H5N1 modificati per renderli più trasmissibili, temendo che malintenzionati potessero replicare il lavoro per causare un’epidemia tra gli esseri umani, secondo uno studio pubblicato su The Lancet Infectious Diseases.
Nel 2014, diverse violazioni nei laboratori del governo statunitense, tra cui possibili esposizioni all’antrace per i dipendenti dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), negligenza nella gestione di fiale di vaiolo presso il NIH e la distribuzione accidentale da parte del CDC di virus influenzali manipolati, hanno scatenato proteste tra gli scienziati e portato a cambiamenti nelle politiche.
L’amministrazione Obama ha sospeso gli esperimenti di potenziamento funzionale fino a quando i potenziali benefici e rischi non fossero stati valutati meglio.
La sospensione è stata revocata nel 2017, quando il NIH ha annunciato la ripresa dei finanziamenti per alcune ricerche di tipo «gain-of-function». L’HHS ha pubblicato il «Framework for Guiding Funding Decisions about Proposed Research Involving Enhanced Potential Pandemic Pathogens» (Quadro di riferimento per le decisioni di finanziamento relative a proposte di ricerca che coinvolgono agenti patogeni con potenziale pandemico potenziato ), che ha fornito gli standard per la supervisione di tali ricerche.
La preoccupazione pubblica per la ricerca sul guadagno di funzione è esplosa con l’inizio della pandemia di COVID-19, che molti scienziati e investigatori del governo statunitense ritengono sia iniziata con una fuga di un virus utilizzato per il guadagno di funzione presso l’Istituto di Virologia di Wuhan, finanziato dagli Stati Uniti.
Tuttavia, Fauci e il dottor Francis Collins, allora a capo del NIH, sostenevano che il virus avesse «origini naturali», ovvero che si fosse trasmesso dagli animali all’uomo.
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Documenti ottenuti tramite richieste ai sensi del Freedom of Information Act, insieme ai risultati di un’indagine del Congresso, hanno rivelato che Fauci e altri hanno cospirato per promuovere la teoria delle «origini naturali» e per insabbiare i finanziamenti del governo statunitense a rischiose ricerche sul guadagno di funzione.
La notevole quantità di prove rese pubbliche in seguito, che indicano un’origine in laboratorio, ha portato la commissione del Congresso, insieme all’FBI, al Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, alla Defense Intelligence Agency e alla CIA, a concludere che il virus molto probabilmente è sfuggito da un laboratorio.
Le prove sempre più numerose hanno infine spinto testate giornalistiche di rilievo, tra cui il New York Times, Vanity Fair e ProPublica, a pubblicare inchieste a sostegno di questa teoria.
Nell’udienza odierna con Fauci, il senatore Rand Paul ha dichiarato: «la decisione di finanziare pericolose ricerche sul potenziamento funzionale a Wuhan, in Cina, passerà probabilmente alla storia come una delle peggiori decisioni in materia di salute pubblica». «Francamente, il popolo americano merita delle scuse», ha affermato.
L’amministrazione Trump ha sospeso la ricerca sul guadagno di funzione con il suo ordine esecutivo del maggio 2025 e ha effettuato tagli ai finanziamenti per la ricerca sul guadagno di funzione.
Tuttavia, un’indagine di Paul Thacker ha dimostrato che il Congresso ha continuato a finanziare un programma federale istituito da Fauci per sostenere la ricerca sulle malattie infettive emergenti, nonostante i tagli al programma stesso.
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