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Alimentazione

Cina, Lockdown a Guangzhou: la popolazione denuncia la mancanza di cibo

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Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di Asianews

 

 

Proteste circolate sul web. Alcuni residenti dichiarano di non aver mangiato un chicco di riso per due giorni; altri di ave ricevuto dalle autorità aiuti alimentari avariati. Il governo locale promette la consegna di tre pasti al giorno. La provincia colpita dalla variante Delta. Preoccupazione per i dati clinici.

Denunciano di essere rimasti senza cibo o di ricevere dalle autorità aiuti alimentari andati a male. È il grido di protesta dei residenti della capitale del Guangdong dopo oltre una settimana di lockdown adottato per contenere una nuova infezione da COVID-19. Come riporta oggi Apple Daily, alcuni di loro hanno dichiarato di non aver mangiato un chicco di riso per due giorni.

 

Informazioni sulla scarsità di cibo a Guangzhou sono comparse sul web il 9 giugno. Video postati su YouTube e Weibo mostrano persone che protestano contro funzionari cittadini in visita nelle aree sotto isolamento sanitario. Altre criticano il governo locale per le restrizioni ai movimenti, che impediscono loro di rifornirsi di beni di prima necessità

La provincia meridionale cinese è alle prese da fine maggio con una recrudescenza del coronavirus, colpita soprattutto dalla variante Delta, apparsa per la prima volta in India. Ieri le autorità sanitarie hanno conteggiato 11 nuovi casi di contagio; la media dell’ultima settimana è di 12 infezioni giornaliere. Dal 28 maggio in tutto il Guangdong si sono registrate 165 nuove infezioni.

 

Informazioni sulla scarsità di cibo a Guangzhou sono comparse sul web il 9 giugno. Video postati su YouTube e Weibo mostrano persone che protestano contro funzionari cittadini in visita nelle aree sotto isolamento sanitario. Altre criticano il governo locale per le restrizioni ai movimenti, che impediscono loro di rifornirsi di beni di prima necessità.

 

I comitati distrettuali cittadini hanno risposto alle lamentele promettendo la consegna a domicilio di tre pasti al giorno per ogni residente.

 

Il coronavirus si è manifestato per la prima volta a Wuhan (Hubei) a fine 2019; nell’estate del 2020 il governo cinese ha dichiarato di aver contenuto con successo la sua diffusione.

 

Anche se i  numeri rimangono lontani da quelli dei Paesi più colpiti in questo momento, le autorità cinesi sono preoccupate per i dati clinici del focolaio nel Guangdong.

 

I comitati distrettuali cittadini hanno risposto alle lamentele promettendo la consegna a domicilio di tre pasti al giorno per ogni residente

Secondo quanto scrive il governativo Global Times, il 10-12% dei pazienti contagiati nella provincia è malato in modo grave: per l’epidemia iniziale di Wuhan e in altre 20 aeree del Paese la media era del 2-3%, con punte dell’8-10% in zone molto circoscritte.

Invitiamo i lettori di Renovatio 21 a sostenere con una donazione Asianews e le sue campagne.

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

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Alimentazione

Ambasciatore russo dimostra come la crisi alimentare è iniziata prima del conflitto ucraino

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«La sicurezza alimentare è stata rovinata per diversi anni da imprudenti passi macroeconomici della collettività dell’Occidente alimentati dalle conseguenze della pandemia di COVID-19. In altre parole, i problemi sono emersi molto prima dell’inizio dell’operazione speciale della Russia in Ucraina», ha affermato l’ambasciatore russo a Washington Anatolij Antonov, secondo il servizio stampa dell’ambasciata sul suo canale Telegram, in una chiara risposta al ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock.

 

La Baerbock, assieme al Segretario di Stato Blinken, ad una due giorni «Global Food Security» organizzata dal Dipartimento di Stato USA aveva accusato Putin di star utilizzando un’«arma alimentare». «La Russia non sta solo conducendo la sua guerra brutale con carri armati, missili e bombe», ha dichiarato la Baerbock, appartenente al grottesco e potente partito dei Gruenen (i «Verdi»), che tuttavia, in quanto ecologista, non può non vedere la crisi come una grande opportunità per l’imposizione di regole antiumane.

 

«La Russia sta conducendo questa guerra con un’altra arma terribile ma più silenziosa: fame e privazione» ha comunque dichiarato il ministro tedesco, sprezzante del senso del ridicolo di una Germania deindustrializzata, impoverita e possibilmente barbarizzata dalla crisi economica autoinflitta tramite le sanzioni.

 

L’ambasciatore Antonov ricorda invece quello che tutti – in ispecie i lettori di Renovatio 21 – possono ricordare personalmente senza troppo sforzo: inflazione e sconquasso programmatico della filiera industriale, energetica, finanziaria, logistica e alimentare mondiale erano partiti da mesi e mesi, con sullo sfondo agende sinistre di controllo della popolazione che si dipanano nei decenni. e che sembrano ora aver preso nuova linfa e nuove forme puntando in modo sempre più specifico sull’agricoltura.

 

La crisi alimentare, ha detto il diplomatico di Mosca, è peggiorata dopo un’ondata di «sanzioni unilaterali e illegittime contro la Russia che hanno minato la credibilità dei governi occidentali a causa dell’imprevedibilità delle loro azioni, nonché rotto le catene di approvvigionamento e interrotto i flussi finanziari internazionali», ha affermato l’Antonov.

 

L’ambasciatore ha sottolineato che le dichiarazioni rese dalle nazioni occidentali secondo cui «i loro divieti non coprono le forniture di cibo e fertilizzanti» sono «un inganno» poiché «le sanzioni nelle aree finanziarie e dei trasporti influenzano direttamente la situazione sui mercati alimentari globali».

 

Ciò detto, «la Russia rimane impegnata a rispettare i suoi obblighi sui contratti internazionali relativi alle forniture di esportazione di prodotti agricoli, fertilizzanti, energia e altri beni importanti», ha sottolineato Antonov.

 

Come riportato da Renovatio 21, il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin aveva accusato la «frenesia delle sanzioni» occidentali come radice della crisi economica globale attuale, la crisi alimentare dell’Ovest porterà ad una nuova crisi migratoria.

 

Putin si è quindi più volte rivolto all’uomo comune che vive in Occidente, indicando chi davvero lo ha messo in difficoltà, e cioè le élite politiche e finanziarie al potere.

 

«Ora stanno costantemente cercando di convincervi che tutte le vostre difficoltà sono il risultato di una serie di azioni ostili della Russia, che devi pagare con il tuo stesso portafoglio per la lotta contro la mitica minaccia russa.

 

«Tutto questo è una bugia. E la verità è che i problemi attuali affrontati da milioni di persone in Occidente sono il risultato di molti anni di azione delle élite dominanti dei loro Stati, dei loro errori, della miopia e delle loro ambizioni.

 

«Queste élite non stanno pensando a come migliorare la vita dei loro cittadini nei paesi occidentali».

 

Da notare, a latere, la strana sequela di incendi e incidenti che hanno colpito vari impianti di produzione alimentare in tutti gli USA.

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Alimentazione

Il presentatore di Top Gear dice che la crisi alimentare porterà al cannibalismo

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Il presentatore televisivo Jeremy Clarkson, noto per la conduzione del popolarissimo programma Top Gear, ha affermato che la carenza di cibo globale causata dalla guerra in Ucraina potrebbe alla fine portare al cannibalismo.

 

Il Clarkson, proprietario di una famosafattoria nelle colline Cotswolds, ha descritto questa fosca prospettiva nel suo ultimo pezzo sul quotidiano britannico Sunday Times.

 

Il presentatore scrive che la situazione causata dalla guerra in Ucraina lo starebbe portando a notti insonni e «alcuni momenti di disperazione da grattarsi il mento».

 

L’ex presentatore di Top Gear (che qualcuno considera il miglior programma della storia della TV),  possiede anche una fattoria che è stata la base della sua serie di successo su Amazon Prime Clarkson’s Farm. Ora afferma che sempre più suoi colleghi agricoltori nel Regno Unito stanno lasciando i loro campi a riposo a causa dell’aumento dei costi dei fertilizzanti.

 

Immagine della fattoria del Clarkson scattata da un lettore di Renovatio 21

 

«Il problema è che l’anno prossimo molti agricoltori decideranno che, a causa dei costi, utilizzeranno meno fertilizzanti», ha scritto. «Alcuni cercheranno senza dubbio di non usarne affatto. Altri cercheranno invece di utilizzare cartone o erba tagliata o letame. In ogni caso produrranno meno cibo. Alcuni agricoltori – ne conosco tre solo nella mia zona – hanno già deciso di arare i loro campi l’anno prossimo e di non coltivare proprio niente».

 

«E questo non sta accadendo solo nel Regno Unito. È un fenomeno globale e potrebbe comportare che ci sia forse il 20% in meno di cibo nei negozi del necessario. Questo è male. E poi peggiora perché, tra loro, Russia e Ucraina hanno più di un quarto delle esportazioni globali di grano». Clarkson dimentica di includere tra i grandi produttori di fertilizzante la Bielorussia, che epperò sta dall’altra parte della nuova Cortina di ferro calata sul mondo.

 

La Russia, come noto, ha sospeso le esportazioni di fertilizzanti causano la sospensione dell’export alimentare di varie nazioni.

 

Clarkson teme che il mondo «sta precipitando da uno scivolo ben annaffiato nella fossa della fame, della miseria e della morte».

 

Il riccioluto anziano appassionato d’auto ha anche criticato il governo per non aver risposto adeguatamente alla crisi del costo della vita e ha avvertito che le persone possono «vivere senza riscaldamento, vestiti o persino sesso», ma che «non possono vivere senza cibo».

 

L’agricoltore britannico ex Top Gear non è l’unico ad essere preoccupato. Come riportato da Renovatio 21, la più grande cooperativa agricola USA ha dichiarato che le sanzioni alla Russia potrebbero causare catastrofiche carenze di fertilizzanti.

 

Il costo dei fertilizzanti, assieme a quello del cibo e del carburante, ha causato rivolte in Perù. In Sri Lanka l’interruzione alla filiera agricola, causata  anche dall’implementazione di regole di cosiddetta «agricoltura biologica», ha prodotto una crisi alimentare ora sfociata in aperta rivolta che ha fatto cadere il governo dei fratelli Rajapaksa.

 

Renovatio 21 già sei mesi fa, ben prima del conflitto ucraino, riportava di un possibile attacco organizzato alle forniture globali.

 

Casi di cannibalismo, come noto, stanno avvenendo, sia pur per ragioni «militari», in Ucraina: Renovatio 21 ha pubblicato il video del cittadino ucraino che sostiene di mangiare la carne dei soldati russi morti dopo averla cotta in stile barbecue. Un passo avanti nella finestra di Overton dell’antropofagia?

 

Come riportato da Renovatio 21, concettualmente il cannibalismo può tornare anche con la questione dei fertilizzanti: sono giù più d’uno gli Stati americani che consentono di trasformare i cadaveri in fertilizzanti, di fatto reimmettendo il corpo umano nella catena alimentare.

 

Il concime a base di resti umani è realtà, è legge.

 

Il Clarkson Top Cannibal non sa quanto ha già ragione. E a cosa potrebbe trovarsi dinanzi fra pochissimo.

 

 

 

 

Immagine di Petr Mager via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

 

 

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Alimentazione

Carenza di latte in polvere, Bill Gates ha investito nel latte artificiale «umano»

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Il «latte umano» prodotto in un laboratorio da una società sostenuta da Bill Gates potrebbe essere disponibile in tre o cinque anni. Lo riporta CNN Business.

 

BIOMILQ mira a creare cellule per la produzione di latte umano più o meno allo stesso modo in cui alcune aziende producono carne coltivata in laboratorio, che come sa il lettore di Renovatio 21 è un ulteriore investimento di Bill Gates.

 

La startup sta lavorando alla produzione di latte umano artificiale utilizzando tessuto mammario umano e latte donato da donne locali. Secondo quanto riportato, BIOMILQ deve ancora ottenere l’approvazione normativa che dimostri che il prodotto è sicuro per i bambini.

 

La società con sede nella Carolina del Nord ha ricevuto un investimento di 3,5 milioni di dollari da Breakthrough Energy Ventures, un fondo avviato da Bill Gates, secondo quanto riportato dal Times nel giugno 2020. I membri del consiglio di Breakthrough Energy includono il CEO di Amazon Jeff Bezos, Mark Zuckerberg di Facebook e il fondatore di Virgin Richard Branson.

 

La notizia, pubblicata dalla CNN come da varie testate internazionali come Al Arabya, ha fatto il giro della rete, lasciando le persone perplesse: proprio mentre si verifica in America una tragica carenza di latte in polvere, emerge anche stavolta la soluzione di Bill Gates?

 

Colpisce anche la presenza degli altri enormi nomi di Big Tech coinvolti nel fondo Venture Capital interessato.

 

Forse per questo, se provate a cercare la notizia su Google (magari con la semplice stringa «Gates+artificial+milk») otterrete come risultati in larga parte articoli di fact-checker che smentiscono l’idea che Bill Gates sia dietro anche alla carenza di latte in polvere negli Stati Uniti. In effetti, nessuno sosteneva una cosa del genere, e noi nemmeno ci avevamo pensato… ma allora perché tirare fuori l’argomento?

 

Semplice, è proprio il lavoro dei fact checker: si smentisce una menzogna grande nella speranza che la smentita si attacchi anche in una piccola verità. Che qui è il fatto innegabile che Gates, tra i tanti suoi pazzeschi investimenti tra il profetico e il distopico (vaccini, carne artificiale, terreni agricoli, OGM, geoingegneria solare, bioingegneria) ha proprio investito anche sul latte artificiale, che ora scarseggia pericolosamente nella prima economia mondiale.

 

Sullo sfondo, la crisi della filiera alimentare americana in toto, con l’enigmatico blocco governativo del trasporto dei fertilizzanti e i misteriosi incendi e incidenti che stanno sconvolgendo gli impianti di produzione…

 

Siamo davanti al sabotaggio dell’alimentazione umana – cioè alla reintroduzione della fame – nell’intento di sostituirla con un’alimentazione riprogrammata?

 

Si tratta del Grande Reset alimentare?

 

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