Connettiti con Renovato 21

Eutanasia

Alfie, oggi hai vinto il mondo

Pubblicato

il

Oggi, 28 aprile 2018, un altro martire innocente è stato ucciso. Proprio nel Regno Unito, dopo aver portato sulle proprie spalle, nell’indifferenza di un mondo ormai marcio e putrido nella sua essenza, il tesoro della propria vita così unica, irripetibile e virile.

 

Ebbene sì, scriviamo virile. Un bambino nato il 9 maggio 2016, che da solo, e sottolineiamo da solo, ha dovuto combattere la Buona Battaglia della Vita, contro un mondo ormai sterile, ostile alla Vita, portato all’auto-annientamento dalla Necrocultura. 

Sei stato il loro esperimento, Alfie. L’esperimento necessario per spalancare la finestra di Overton

 

Sei stato il loro esperimento, Alfie.

L’esperimento necessario per spalancare la finestra di Overton. Si sono spinti oltre, saggiando la reazione del mondo per capire in che fase del processo di dissoluzione si è arrivati, così da prendere ora le contromisure per il saltello successivo. E i titoli dei giornali, smorzata appositamente la pressione, non parlano più di omicidio, ma di morte normale: «Alfie si è spento»,  «Alfie ci ha lasciati».

 

Ti hanno lasciato morire di stenti. Ti hanno tolto il nutrimento e, spacciandolo falsamente per tale, ti hanno lasciato solo con una soluzione di glucosato.

Alfie ti chiediamo scusa, per tutti gli uomini di questa chiesa con la c minuscola – anni luce distante dalla vera Chiesa – che ti hanno abbandonato

 

Alfie ti chiediamo scusa, per tutti gli uomini di questa chiesa con la “c” minuscola – anni luce distante dalla vera Chiesa – che ti hanno abbandonato, umiliando la tua battaglia in poche righe di Twitter, o coprendo la loro indifferenza con lunghi discorsi fatti di tante parole vuote, comunicati scritti in gergo «ecclesialmente corretto» per lavarsi una coscienza ormai inesistente, indicativi soltanto della loro totale sottomissione al mondo di cui sopra, il quale gaudente e misericordiosamente accompagnato li sta conducendo, con il suo abbraccio mortale conciliarmente corrisposto, in un abisso senza fondo, una fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti. 

 

Alfie ti chiediamo scusa, per non aver più una Fede virile come la tua, una Fede Viva, che odia il compromesso, una Fede Umile che odia le prime pagine dei giornali con le foto del tuo valoroso papà ma che ama il silenzio e la prontezza dell’Azione, dello spendersi per gli altri nell’immediato bisogno e nella necessità.

 

Alfie, infine, da padri di piccoli bimbi come te, ti vogliamo chiedere scusa per non averti lasciato combattere per i nostri figli. Tu, valoroso guerriero che con l’aiuto del Signore avresti annientato ogni superbia e ogni azione malvagia nei confronti di tutti i bambini che verranno dopo di te; ma non te lo hanno permesso Alfie, ti hanno disarmato facendo della tua umanità soltanto un involucro vuoto da eliminare.

Alfie, ti hanno disarmato facendo della tua umanità soltanto un involucro vuoto da eliminare

 

Eppure ora tu sarai lì, piccolo Alfie, nella gloria dei Troni Celesti e delle Dominazioni Angeliche, a splendere di quel Gaudio che solo chi vince il mondo può avere. Sarai lì ad intercedere per noi, insieme a tutti i martiri che ti hanno preceduto e che verranno dopo di te.

 

Il tuo sangue, piccolo Alfie, non sarà vano. Ciò che è stoltezza per questo mondo inutile e votato alla morte, è vita per il sopramondo che ci attende.

Il tuo sangue, piccolo Alfie, non sarà vano. Ciò che è stoltezza per questo mondo inutile e votato alla morte, è vita per il sopramondo che ci attende.

 

Guardando il Patibolo, abbracciandolo, salendolo e lì morendo al mondo, tu hai vinto la morte.

 

Maledetti coloro che hanno ritenuto il tuo sangue inutile: a costoro, un giorno, sarà rivelata la potenza e l’intercessione dei martiri innocenti come te. E non sarà piacevole.

 

Sali ora a cavallo con San Giorgio, Patrono d’Inghilterra e guardaci, scuotici, proteggici.

Guardando il Patibolo, abbracciandolo, salendolo e lì morendo al mondo, tu hai vinto la morte.

 

Quel prodigioso cavaliere e santo martire che ha deciso di intercedere per te nel giorno in cui saresti dovuto morire, un tempo, distruggendo un tempio di Apollo udì i gemiti dei demoni che strepitavano a gran voce.

 

Tu, piccolo martire, hai vinto oggi il Princeps Huius Mundi una volta per tutte. Hai vinto la bestialità degli uomini che so sono votati al male bevendo il sangue e l’innocenza dei piccoli.

 

Grazie, piccolo grande uomo.

 

 

Cristiano Lugli

Alessandro Corsini

Continua a leggere

Eutanasia

Il suicidio assistito è contagioso?

Pubblicato

il

Da

 

 

Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

La morte volontaria assistita – o l’eutanasia e il suicidio assistito – hanno un impatto negativo sulle altre persone? È raro che questa domanda venga sollevata nei dibattiti. Se lo è, i sostenitori lo respingono: è la mia vita e non sono affari loro, è la risposta. E, a dire il vero, ci sono pochissimi dati affidabili al riguardo.

 

Tuttavia, un recente articolo sul British Journal of Psychiatry dovrebbe far suonare un campanello d’allarme per i sostenitori del suicidio assistito.

 

Una meta-analisi dei medici tedeschi sull’impatto del suicidio sulle famiglie afferma che: «l’esperienza di perdere un genitore a causa del suicidio è un fattore di rischio forte e indipendente per il comportamento suicidario nella prole».

 

«L’esperienza di perdere un genitore a causa del suicidio è un fattore di rischio forte e indipendente per il comportamento suicidario nella prole»

Concludono che «i figli di genitori morti per suicidio dovrebbero ricevere un’attenzione precoce, compresa l’identificazione di periodi critici durante i quali la perdita è particolarmente dannosa».

 

Il suicidio e i tentativi di suicidio sono in cima alla lista delle cause di mortalità a livello globale. Quasi 800.000 persone muoiono per suicidio ogni anno.

 

«Ogni suicidio colpisce non solo la famiglia e gli amici del defunto, ma anche la società nel suo insieme», sottolineano gli autori: 135 persone sono esposte per ogni morte suicida.

 

«I figli di genitori morti per suicidio dovrebbero ricevere un’attenzione precoce, compresa l’identificazione di periodi critici durante i quali la perdita è particolarmente dannosa»

I dati sono nuvolosi; esiste una correlazione tra il suicidio di un genitore ei suicidi dei propri figli, ma il meccanismo è tutt’altro che chiaro. Potrebbe essere genetico o ambientale. Potrebbe essere dovuto al dolore e alla vergogna.

 

Oppure potrebbe essere l’imitazione: «l’identificazione con i propri caregiver gioca un ruolo nello sviluppo del senso di sé, ed è probabile che il comportamento autolesionista di un genitore e le strategie di affrontare le sfide vengano imitati».

 

«La prole potrebbe quindi replicare il modo in cui i genitori risolvono i problemi, incluso il suicidio quando affrontano le difficoltà della vita. L’imitazione può anche essere guidata disperatamente dall’urgenza di comprendere le motivazioni e lo stato d’animo del genitore suicida».

 

«La prole potrebbe quindi replicare il modo in cui i genitori risolvono i problemi, incluso il suicidio quando affrontano le difficoltà della vita. L’imitazione può anche essere guidata disperatamente dall’urgenza di comprendere le motivazioni e lo stato d’animo del genitore suicida»

Come ci si potrebbe aspettare, l’età è un fattore di moderazione. Quando i figli sono più grandi, il rischio sembra essere inferiore.

 

Questa ricerca suggerisce che è molto importante raccogliere dati sulla traiettoria di vita dei figli e dei coniugi o partner delle persone che richiedono il suicidio assistito.

 

Se c’è un problema, potrebbe facilmente passare inosservato.

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

Continua a leggere

Eutanasia

Suicidio assistito, endorsement dell’Economist

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

Come riflesso dell’influenza del pensiero liberale classico sull’attualità, il “giornale” britannico, The Economist , non ha eguali.

 

I suoi articoli sono ben scritti e i suoi collaboratori sono estremamente influenti. Si dice che Larry Ellison, CEO di Oracle, abbia osservato: «Stavo pensando una cosa. Poi ho letto The Economist».

 

Quindi la sua posizione sull’eutanasia è destinata a influenzare il dibattito.

 

Nel 2015 The Economist ha deciso di sfidare il tabù sull’eutanasia, come aveva fatto con una serie di questioni sociali progressiste, come il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

 

Questa settimana ha rinnovato il suo impegno con un articolo, «L’accoglienza diffusa della morte assistita, accompagnato da un approfondimento.

 

È abbastanza informato sugli argomenti degli oppositori dell’eutanasia per respingerli con leggerezza: abuso dei più vulnerabili, pendio scivoloso, necessità di cure palliative, pericolo di uccidere persone con demenza e così via. Si conclude con un classico avallo del credo liberale:

 

«Ma il principio generale – che gli individui hanno il diritto di scegliere come porre fine alla propria vita – è, a nostro avviso, valido. L’evidenza dei Paesi che consentono la morte assistita è che gli abusi rimangono in gran parte ipotetici, mentre i benefici sono reali e sostanziali. Allevia la sofferenza e restituisce una certa dignità alle persone alla fine della loro vita».

 

Questa inquadratura della questione – «che gli individui hanno il diritto di scegliere» – viene direttamente dal Sinai, cioè John Stuart Mill. Ma ci sono problemi con questo su cui The Economist chiude un occhio. In nome della scelta ogni tabù può essere infranto, anche, ad esempio, il cannibalismo. Rifugge dalle domande metafisiche sulla natura della scelta: in nome della libertà, come si può annientare la propria libertà?

 

È anche brutale nell’affermare il diritto di scelta individuale sul bene comune:

 

«La possibilità che alcuni possano agonizzare sull’opportunità di morire non dovrebbe prevalere sulla certezza che altri soffriranno un dolore insopportabile se la loro libertà di scelta viene negata».

 

Nel corso del pezzo, The Economist ha riconosciuto che alcune pratiche, come l’eutanasia per i dementi, sono inaccettabili. Ma, come tutti i tabù, questo potrebbe dissolversi con il progresso:

 

«Nessuna regola in questo campo è perfetta. Tutti dovrebbero essere soggetti a revisione alla luce di nuove prove su come funzionano nella pratica o per tenere conto dei progressi della medicina».

 

Come descrizione del funzionamento del pendio scivoloso, questo difficilmente potrebbe essere migliorato.

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

Continua a leggere

Eutanasia

Eutanasia, gli effetti negativi sulle cure palliative

Pubblicato

il

Da

 

Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

La legge canadese sull’assistenza medica nel morire (MAiD) ha iniziato a funzionare nel 2016. È un laboratorio per capire come funzionerà l’eutanasia legalizzata in un paese in gran parte di lingua inglese. E, secondo un articolo sulla rivista Palliative Care scritto da cinque specialisti canadesi, ha avuto un effetto molto negativo sulle cure palliative.

 

Gli autori hanno intervistato 13 medici e 10 infermieri sulle loro impressioni. Alcuni feedback sono inaspettati.

 

In primo luogo, tutti hanno parlato di un conflitto intrinseco tra la fornitura di cure palliative (PC) e l’idoneità al MAiD. Per garantire che i loro pazienti rimanessero idonei, hanno dovuto sospendere i farmaci che altrimenti avrebbero rimosso o alleviato il loro dolore. «Mantenere la lucidità e l’idoneità alla morte assistita, evitando i farmaci sedativi, ha avuto la priorità sul raggiungimento di un buon controllo dei sintomi per alcuni pazienti», scrivono. Sia i pazienti che i fornitori di PC hanno trovato questo angosciante.

 

In secondo luogo, la semplice menzione dell’esistenza di MAiD può essere interpretata come un invito al paziente a richiederlo. Ciò si aggiunge al carico emotivo ed esistenziale per i pazienti e le loro famiglie. Le conversazioni sono diventate molto difficili.

 

Terzo, MAiD ha un impatto emotivo e personale significativo sui fornitori di PC. Molti dei medici hanno descritto un grande tributo emotivo creato dall’esposizione all’Assistenza medica nel morire.

 

In quarto luogo, l’esistenza di MAiD ha complicato il rapporto dei fornitori di PC con i loro pazienti. Alcuni credono che PC significhi morte assistita. Medici o infermieri con obiezioni morali o religiose nei confronti di MAiD trovano difficile costruire una relazione con i pazienti che desiderano una morte assistita.

 

Infine, i fornitori di PC ritenevano che PC e MAiD fossero in competizione per i finanziamenti, soprattutto nelle aree rurali e sottoservizi. Era un gioco a somma zero.

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

Continua a leggere

Più popolari