Politica
Aborto, Trump ha incoraggiato Melania a «scrivere ciò in cui crede» nel suo libro. La manovra elettorale continua
L’ex presidente e attuale candidato repubblicano alla presidenza Donald Trump ha dichiarato giovedì di aver dato la sua benedizione alla moglie Melania Trump affinché sostenga il «diritto fondamentale» all’aborto nelle sue prossime memorie.
La notizia ulteriore sull’accaduto arriva in un momento in cui i rapporti tra la lista del Partito Repubblicano e la base pro-life del partito sono già piuttosto tesi.
All’inizio di questa settimana era stato pubblicato un estratto anticipato del libro dell’ex First Lady , in cui dichiara che «il diritto fondamentale di una donna alla libertà individuale, alla propria vita, le garantisce l’autorità di interrompere la gravidanza se lo desidera. Limitare il diritto di una donna di scegliere se interrompere una gravidanza indesiderata equivale a negarle il controllo sul proprio corpo».
Dopo le reazioni di disapprovazione di vari sostenitori della vita, il giornalista di Fox News Bill Melugin aveva chiesto spiegazioni all’ex presidente in un’intervista andata in onda giovedì.
FOX NEWS: What’s your reaction to Melania championing abortion rights?
TRUMP: We spoke about it and I said you have to write what you believe. I’m not going to tell you what to do. pic.twitter.com/oPXPwbHMxC
— Aaron Rupar (@atrupar) October 3, 2024
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«Ne abbiamo parlato. E ho detto, dovete scrivere ciò in cui credete», ha detto Trump. «Non ti dirò cosa fare. Devi scrivere ciò in cui credi. È molto amata, la nostra ex First Lady, posso dirvelo».
«Ma ho detto che doveva seguire il suo cuore. L’ho detto a tutti, dovete seguire il vostro cuore», ha continuato, riecheggiando un ritornello comune che ha usato nei suoi appelli per stupro, incesto ed eccezioni mediche alle leggi pro-life. «Ci sono alcune persone che sono molto, molto di destra sulla questione, cioè senza eccezioni, e poi ci sono altre persone che la vedono in modo un po’ diverso».
La dichiarazione pro-aborto della signora Trump era arrivata la stessa settimana in cui suo marito, con un post sui social scritto tutto in lettere maiuscole quasi fosse un antico attivista grillino, aveva chiarito che «non avrebbe sostenuto un divieto federale sull’aborto, in nessuna circostanza, e, di fatto, avrebbe posto il veto».
EVERYONE KNOWS I WOULD NOT SUPPORT A FEDERAL ABORTION BAN, UNDER ANY CIRCUMSTANCES, AND WOULD, IN FACT, VETO IT, BECAUSE IT IS UP TO THE STATES TO DECIDE BASED ON THE WILL OF THEIR VOTERS (THE WILL OF THE PEOPLE!). LIKE RONALD REAGAN BEFORE ME, I FULLY SUPPORT THE THREE…
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) October 2, 2024
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La dichiarazione segnala la costante trasformazione della sua posizione sull’aborto rispetto alla sua campagna del 2016 e al suo primo mandato.
Trump ora si oppone a ulteriori azioni federali sull’aborto, sostiene la distribuzione delle pillole abortive per posta e ha criticato gli stati per i divieti di aborto eccessivamente «duri». Attraverso questo lavoro, si è preso il merito di aver reso il Partito Repubblicano «meno radicale» sull’aborto, anche riscrivendo la piattaforma nazionale del partito per riflettere la sua posizione più liberale.
«La svolta di sinistra di Trump sull’aborto ha angosciato molti pro-life, che hanno avuto un ruolo fondamentale nella sua vittoria del 2016, scatenando un dibattito tra molti sulla possibilità di votare o astenersi alle elezioni di novembre» scrive LifeSite. «Allo stesso tempo, tuttavia, le divergenze tra Trump e i democratici su questioni come la “transizione” dei minori con incertezze di genere e l’agenda politica di estrema sinistra dei democratici gli garantiscono un continuo sostegno tra molti conservatori e repubblicani».
L’avversaria di Trump, la vicepresidente democratica Kamala Harris, si candida con una piattaforma assolutista per l’aborto su richiesta che include il finanziamento dell’aborto da parte dei contribuenti, opponendosi a qualsiasi limite alla pratica, firmando una legge che obbliga tutti i 50 stati a consentire nuovamente l’aborto e, più di recente, abolisce l’ostruzionismo del Senato per ottenere che una legge del genere finisca sul tavolo.
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Nei suoi discorsi, la vicepresidente Harris ha iniziato a promuovere l’aborto come una normale procedura da eseguire per qualsiasi motivo una donna voglia, come sbarazzarsi di un bambino che interferirebbe con i suoi piani di carriera.
Come già scritto da Renovatio 21, è piuttosto certo che l’uscita di Melania – che è davvero abortista, oltre che filo-LGBT – rappresenta una manovra politica per recuperare voti non solo a sinistra (dove ora la campagna può osare, grazie all’agglutinamento dell’elettorato di Robert F. Kennedy jr. e dell’ex democratica Tulsi Gabbard, ambedue abortisti) ma anche presso certo elettorato «suburbano» di donne borghesi, il cui supporto si pensa sia sparito dopo la sentenza della Corte Suprema Dobbs v. Jackson che tre anni fa ha defederalizzato l’interruzione di gravidanza, cagionando – secondo un’analisi di vari osservatori – un’emorragia di voti per il Partito Repubblicano che ha portato alla mezza sconfitta delle elezioni midterm 2022, quando invece tutti attendevano una red wave, ossia uno tsunami di voti repubblicani che avrebbero fatto conquistare al Grand Old Party Camera e Senato.
La Melania abortista, secondo il nostro ragionamento, è l’esca, la garanzia per far tornare a casa quei voti, nella certezza che i cattolici, nonostante qualcuno che fa la voce grossa, non molleranno Trump.
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Immagine di Marc Nozell via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
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Bulgaria, ucraino-scettica vince le elezioni presidenziali
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Politica
I Paesi sviluppati avvertono i cittadini di fare scorta di beni di prima necessità
Diversi Paesi stanno consigliando ai propri cittadini di fare scorte in caso di emergenze non specificate, alimentando le speculazioni su cosa i leader mondiali potrebbero aspettarsi nel prossimo futuro. Lo riporta la rivista statunitense Newsweek.
La nuova campagna del governo britannico «Be Ready» raccomanda di avere a disposizione scorte di cibo, acqua, denaro, medicinali e altri beni di prima necessità sufficienti per tre giorni, nel caso in cui qualsiasi evento, «dalle condizioni meteorologiche avverse agli attacchi informatici», interrompa i normali servizi quotidiani.
Sebbene non sia un sito nuovo, gli Stati Uniti gestiscono un sito simile, Ready.gov, che offre consigli su come prepararsi a condizioni meteorologiche estreme e conseguenti interruzioni di corrente, alluvioni o ostacoli simili, nonché a pandemie, attacchi informatici o altre situazioni di emergenza. Anche il dipartimento della Difesa statunitense si sta preparando affinché le basi militari siano in grado di operare senza infrastrutture municipali civili per almeno 90 giorni.
«L’approccio del Giappone si basa sull’esperienza maturata in caso di terremoti: il ministro per la gestione delle catastrofi, Goshi Hosono, ha dichiarato che, in concomitanza con l’apertura della nuova Agenzia per la gestione delle catastrofi il 2 novembre, verrà lanciato un appello di emergenza, esortando le famiglie a prepararsi per almeno tre giorni, idealmente una settimana», aggiunge CNBC TV18. «Anche la Strategia dell’Unione europea per la preparazione alle emergenze, adottata nel marzo 2025, raccomanda che le persone siano in grado di far fronte alle emergenze per almeno 72 ore».
«Anche Canada, Giappone, Messico e Paesi Bassi consigliano un kit di emergenza per un periodo di 72 ore», aggiunge Newsweek. «Altri Paesi suggeriscono un periodo di preparazione più lungo: Svezia e Norvegia raccomandano di avere scorte per circa una settimana, mentre la Germania consiglia scorte fino a 10 giorni».
Dan Bongino, podcaster e controverso ex vicedirettore dell’FBI durante l’amministrazione Trump, ha consigliato lunedì ai suoi ascoltatori di prestare attenzione a tali avvertimenti e di tenere una scorta di cibo per tre giorni «per la propria famiglia». (Come molti conduttori di programmi televisivi conservatori, la società di fornitura di cibo di emergenza My Patriot Supply è tra gli sponsor del suo programma).
Sebbene non tutte le raccomandazioni siano annunci nuovi, un numero sufficiente di esse ha attirato l’attenzione contemporaneamente nel corso dell’ultima settimana, alimentando speculazioni sul fatto che i governi mondiali si aspettino un disastro imminente o se i media stiano cercando di fomentare la paranoia per i propri scopi.
Qualunque sia la verità, diverse situazioni globali in corso potrebbero degenerare, dalle diffuse speculazioni sulla possibile ripresa delle ostilità in Iran da parte dell’amministrazione Trump dopo le elezioni di medio termine della prossima settimana, alle aspettative che El Niño si intensifichi fino a diventare una «super» tempesta quest’anno, fino alle conseguenze indesiderate della rapida espansione dell’Intelligenza Artificiale.
Come riportato da Renovatio 21, un anno fa la Svezia aveva invitato i cittadini ad adottare la «modalità guerra». gGà a fine 2024 era emerso che Svezia e Finlandia avevano pubblicato informazioni in cui consigliano le loro popolazioni su come prepararsi a una possibile guerra o ad altre crisi inaspettate.
Come riportato da Renovatio 21, il Consiglio svedese per l’agricoltura a fine 2025 aveva annunciato la creazione di riserve di emergenza di cereali e altri beni essenziali per garantire ai cittadini l’accesso a cibo sufficiente «in caso di crisi grave e, nello scenario estremo, di guerra». Il governo ha destinato circa 57 milioni di dollari nel bilancio 2026 per finanziare l’iniziativa.
Nel 2024 un rapporto UE pubblicato dall’ex presidente finlandese Sauli Niinisto invitava i cittadini europei ad iniziare ad accumulare scorte di beni sufficienti per tre giorni, per essere pronti a fronteggiare potenziali disastri, tra cui un conflitto nucleare. A marzo 2025 il governo francese ha annunciato di voler distribuire un «manuale di sopravvivenza» a ogni famiglia per preparare i cittadini ad eventi catastrofici, tra cui la guerra.
Come riportato da Renovatio 21, quattro anni fa la Polonia aveva avviato un programma di distribuzione di pastiglie di iodio ai soccorritori, a cominciare dai vigili del fuoco regionali (i quali a loro volta possono distribuirle alla popolazione generale) in caso di un possibile disastro radioattivo presso la più grande centrale nucleare d’Europa.
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Immagine generata artifizialmente
Politica
A Parigi la protesta dà fuoco ai poliziotti
Paris has gone to another level. Throwing Molotov cocktails at police is attempted murder. This is not a protest anymore, they just want to kill and do something big. Did you see the cop on fire? pic.twitter.com/V6c1G9hLtA
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 31, 2026
Plusieurs cocktails molotov jetés contre les forces de l’ordre à Paris. Situation très tendue porte de Charenton.#31octobre #Paris pic.twitter.com/G32fnaDICG
— Luc Auffret (@LucAuffret) October 31, 2026
🚨🇫🇷🔥 ALERTE INFO | Un policier a PRIS FEU à Paris après avoir été touché par un engin incendiaire. (BFMTV) pic.twitter.com/4X0XgaXvno
— Impact (@ImpactMediaFR) October 31, 2026
In un altro episodio, un ordigno incendiario è stato lanciato contro un gruppo di agenti durante uno stallo in mezzo a una strada, incendiando brevemente le gambe di uno di loro. La polizia ha sparato raffiche di gas lacrimogeni e granate stordenti mentre i rivoltosi lanciavano bottiglie e altri oggetti. «La sensazione di bruciore è immediata, intensa e si intensifica col passare del tempo», ha dichiarato a BFMTV un gendarme rimasto ferito da un ordigno incendiario. «Non riuscivo a vedere perché non si può guardare ovunque contemporaneamente, e il bombardamento di proiettili era incessante», ha aggiunto. Dopo aver visionato le immagini dell’incidente, il gendarme ha dichiarato: «Mi sono reso conto che potremmo aver evitato per un pelo una catastrofe». Circa 320.000 persone hanno manifestato in tutta la Francia sabato, di cui 70.000 a Parigi, secondo il ministero dell’Interno. Gli organizzatori stimano la partecipazione a livello nazionale in 500.000 persone, di cui 200.000 nella capitale. La polizia ha riferito di 565 arresti. Le autorità parigine hanno imposto un coprifuoco parziale notturno, dalle 23:00 alle 6:00, nelle zone intorno a Place de la République, Place du Châtelet e Les Halles, nelle notti di sabato e domenica. La polizia afferma che sebbene molte manifestazioni siano iniziate pacificamente, «elementi radicali» hanno istigato disordini in diverse città. Il Nunez ha dichiarato che c’erano stati «appelli a radunarsi alle 20:00 per approfittare della notte di Halloween, indossare maschere e dedicarsi a saccheggi, atti di vandalismo o attacchi a edifici pubblici». Anche la stampa francese ha riportato episodi di presunta brutalità della polizia: Le Monde ha descritto agenti che avrebbero colpito manifestanti apparentemente innocui a Parigi e due giovani che sarebbero rimasti feriti durante degli arresti a Grenoble. Le proteste sono iniziate a settembre con gli studenti delle scuole superiori che chiedevano strutture scolastiche migliori, più insegnanti e maggiori finanziamenti. Parallelamente, i sindacati e gli attivisti dei Gilet Gialli si sono mobilitati contro l’aumento del costo della vita e dei prezzi del carburante. I movimenti sono confluiti il 17 ottobre, riunendo studenti, lavoratori e altri manifestanti in dimostrazioni a livello nazionale che da allora si sono ampliate fino a includere richieste di diritti civili e la fine della violenza della polizia.A Paris police officer’s leg caught fire on Halloween after a device hurled at officers detonated, as protests across France pressed on. pic.twitter.com/Ko5gAee4Ez
— Open Source Intel (@Osint613) October 31, 2026
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