Persecuzioni
Nigeria, nuovo massacro di cattolici
Il recente massacro nel villaggio di Aondona, nella Nigeria centrale, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei cristiani nel Paese. Secondo diverse fonti locali, l’attacco, condotto da oltre 150 pastori Fulani armati, ha causato almeno 50 morti e molti dispersi.
L’attacco è avvenuto nel pomeriggio di domenica 25 maggio 2025 ed è durato due ore, secondo padre Humphrey Boyo, parroco di San Patrizio a Taraku, dove hanno trovato rifugio molti sopravvissuti. «Durante questo attacco, molte persone hanno perso la vita per mano di questi uomini malvagi. Questa è una guerra di religione che mira a distruggere il cristianesimo», ha detto.
L’attacco ha preso di mira il villaggio natale del vescovo Wilfred Anagbe, vescovo della diocesi di Makurdi, nello Stato di Benue, nella parte orientale del Paese. Quest’ultimo ha testimoniato davanti al Congresso degli Stati Uniti e al Parlamento britannico sulla persecuzione dei cristiani in Nigeria, in particolare nello Stato di Benue. Padre Iorapuu ha ipotizzato che questo attacco potrebbe essere una ritorsione per queste affermazioni.
Fra’ Moses Aondover Iorapuu, vicario pastorale generale e direttore delle comunicazioni della diocesi di Makurdi, ha spiegato che per due ore, oltre 150 pastori jihadisti Fulani, a bordo di motociclette, hanno sparato indiscriminatamente sugli abitanti del villaggio. Ha aggiunto che le case sono state rase al suolo, le auto e le motociclette sono state incendiate e che il bilancio delle vittime non è ancora noto.
Questo atto barbaro ha lasciato molti sopravvissuti devastati, con giovani e anziani brutalmente assassinati. Alcune donne e uomini sono stati portati dai Fulani verso una destinazione sconosciuta, mentre molti bambini risultano ancora dispersi. «Sono in corso sforzi concertati per localizzare coloro che sono ancora nella boscaglia», ha detto Padre Boyo.
«Questa jihad dura da molto tempo», ha sottolineato. L’Associazione cristiana della Nigeria ha condannato gli omicidi in una dichiarazione, affermando di condividere il dolore delle famiglie in lutto in questo «momento buio e difficile».
«Questi tragici eventi sottolineano l’urgente necessità di un’azione decisa e continua per porre fine alla violenza», si legge nella dichiarazione. Fra’ Iorapuu ha dichiarato a Crux che il governo federale potrebbe essere ritenuto responsabile del recente attacco, come di altri avvenuti in passato, dato che è avvenuto non lontano da una postazione militare.
«L’intero sistema è compromesso, e l’esercito non fa eccezione. Gli omicidi possono essere commessi dove ci sono installazioni militari, e le vittime non hanno protezione, né i terroristi vengono ritenuti responsabili», ha poi aggiunto a Crux. «È così che possiamo puntare il dito contro il governo federale», ha aggiunto.
Il governatore dello Stato di Benue, il sacerdote Hyacinth Alia, ha condannato gli attacchi. Nella dichiarazione si afferma che «questi barbari criminali che si spacciano per allevatori, le cui azioni rivelano un palese disprezzo per la vita umana e la sacralità delle nostre comunità, non saranno tollerati. La loro codardia nell’attaccare persone innocenti, in particolare i nostri innocenti indigeni, non sarà tollerata».
I cristiani avvertono che saranno costretti a prendere le armi
Fr. Iorapuu ha detto a Crux: «verrà sicuramente il momento in cui i cristiani prenderanno le armi, adottando una solida strategia per difendere la loro vita e la loro fede, se il governo non agirà rapidamente per porre fine alla persecuzione».
La Nigeria è un campo di battaglia per i cristiani dal 2009, quando Boko Haram lanciò la sua campagna per creare un califfato nel Sahel. In un rapporto del 2023 intitolato Cristiani martirizzati in Nigeria , la ONG cattolica Intersociety ha affermato che almeno 52.250 cristiani nigeriani sono stati brutalmente assassinati da militanti islamici nell’arco di 14 anni.
Le tensioni continuano ad aumentare e la comunità cristiana nigeriana si trova di fronte a un dilemma sempre più urgente: resistere passivamente o prepararsi a difendersi.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Stars Foundation via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 2.0
Persecuzioni
Uomo armato di coltello interrompe il rosario prima della Messa per accoltellare una donna pro-life
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Persecuzioni
Il dittatore anticattolico Ortega dichiara la fine delle elezioni in Nicaragua
Le elezioni rappresentano ormai un ricordo del passato in Nicaragua, ha affermato nel fine settimana Daniel Ortega, l’ottantenne dittatore anticattolico del Paese.
Secondo quanto riportato dal Guardian, Ortega ha dato l’annuncio durante una cerimonia per celebrare il 47° anniversario della rivoluzione sandinista del 1979.
«Non ci saranno più elezioni qui, così che [i partiti di opposizione] possano tentare di impadronirsi del governo e del potere», ha dichiarato. «Collaboreremo con l’Assemblea Nazionale e le istituzioni competenti sulle leggi, perché abbiamo bisogno di leggi che costruiscano un muro, una barriera, contro i golpisti e i traditori che svendono il loro Paese».
NUNCA VOLVERÁN A HABER ELECCIONES ❌
Así lo acaba de anunciar el señor Daniel Ortega que en Nicaragua se acabaron las elecciones para elegir a sus futuros presidentes.
El seguirá siendo las veces que quiera y se le de la gana. pic.twitter.com/4RmydUw7p1
— TEAM NAYIB BUKELE 🇸🇻 (@nayibnoticiasSV) July 20, 2026
Sostieni Renovatio 21
Le elezioni erano già state svuotate di significato, con i partiti di opposizione messi al bando e i candidati avversari arrestati nel 2021, scrive LifeSite.
Secondo l’organizzazione internazionale Freedom House, i diritti politici sono praticamente inesistenti e le libertà civili non versano in condizioni molto migliori in Nicaragua, documentando un costante deterioramento della democrazia da quando Ortega è salito al potere.
L’anno scorso il regime ha attribuito alla presidenza il potere di «coordinare» gli organi legislativi, giudiziari, elettorali e di controllo; inoltre, dal 2007, il regime ha «chiuso o confiscato almeno 61 organi di informazione nazionali, ha privato della cittadinanza 25 giornalisti, ne ha costretti 283 all’esilio e ne ha imprigionati 15, di cui 4 sono tuttora in detenzione».
«Le autorità hanno continuato a reprimere la libertà religiosa, anche attraverso la sorveglianza del clero, la confisca dei beni ecclesiastici e il divieto di processioni religiose, comprese quelle pasquali, di fatto proibite durante l’anno», afferma il rapporto. «A settembre, l’ONG Nicaragua Never Again ha riferito che il regime aveva espulso almeno 261 figure religiose e chiuso 1.294 organizzazioni religiose dal 2018».
Come riporato da Renovatio 21, solo tre settimane fa la polizia del Nicaragua ha arrestato un prelato cattolico di 80 anni, Abelardo Mata, vescovo emerito di Estelí, dopo che questi aveva invitato pubblicamente a pregare per la Chiesa perseguitata nel Paese. Tre anni fa era stata la volta del vescovo di Siuna Isidoro Mora, arrestato mentre pregava per il vescovo di Matagalpa Rolando Alvarez, che era stato a sua volta arrestato e condannato a 26 anni di carcere.
Aiuta Renovatio 21
Secondo un rapporti dell’avvocatessa che da anni documenta le persecuzioni nel Paese Martha Molina, dal 2019, le autorità nicaraguensi hanno vietato più di 16.500 processioni religiose. E 309 tra sacerdoti, monaci e suore sono stati costretti ad abbandonare il loro ministero, molti dei quali espulsi o costretti all’esilio. A gennaio era emerso che il regime aveva ordinato al clero della diocesi di Leon di astenersi dal predicare fuori dalle chiese, un divieto emesso prima di una serie di missioni parrocchiali.
Come riportato da Renovatio 21, a marzo il regime aveva vietato le ordinazioni, mentre centinaia di preti, monaci e suore erano messi a tacere, con il clero confinato nelle chiese ed espulsioni ed arresti di preti. Ortega e la moglie sono arrivati quattro anni fa a vietare le processioni in onore dell’Immacolata Concezione.
L’anno scorso, in quella che è con evidenza una persecuzione sistematica, il regime di Ortega aveva sequestrato il seminario maggiore di Matagalpa, diocesi dove la polizia è arrivata a sequestrare il vescovo. I gesuiti sono stati classificati «personae non gratae» con la confisca dei beni e la revoca dello status giuridico.
Il Vaticano, tuttavia, in questi anni ha giuocato la carta dell’appeasement, se non quella del silenzio più pilatesco.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Office of the President, Republic of China (Taiwan) via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Gender
Arrestato omosessuale che minacciava di sparare in una scuola cattolica, uccidere bambini e «qualche suora» per divertimento”.
USA 🇺🇸
Police have apprehended a 32 year old man who was planning to carry out a mass shooting at a Catholic school in Nebraska He said he wanted to kill ‘children and a few nuns for (expletive) funsies’ pic.twitter.com/b5JoI9aOsn — Catholic Arena (@CatholicArena) July 18, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Pensiero2 settimane faEcône e il vero ordine mondiale
-



Bioetica1 settimana faLa bambina risucchiata dal bocchettone della piscina e la morte cerebrale
-



Sport e Marzialistica1 settimana faIl disonore nella sconfitta: il comportamento indegno ed infantile dell’Argentina dopo la finale persa
-



Salute1 settimana faI malori della 29° settimana 2026
-



Salute2 settimane faMorto in Thailandia l’influencer bodybuilder Connor Murphy
-



Spirito1 settimana faIl cardinale Sarah dichiara all’UE che l’ideologia di genere e il fondamentalismo islamico sono «bestie apocalittiche»
-



Geopolitica1 settimana faPerché Israele tifa Argentina?
-



Predazione degli organi2 settimane faI medici cominciano a sostenere la tesi a favore della «morte tramite donazione di organi»












