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Geopolitica

Orban accusa Kiev di spionaggio

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Il premier ungherese Viktor Orban ha accusato l’Ucraina di intensificare le attività di spionaggio nel Paese membro dell’UE, facendo leva sulle forze politiche di opposizione. L’accusa giunge in un contesto di crescente frattura diplomatica tra i Paesi confinanti.

 

Le tensioni di lunga data tra Ungheria e Ucraina si sono intensificate all’inizio di questo mese, quando entrambi i paesi hanno espulso due diplomatici ciascuno dopo essersi accusati a vicenda di spionaggio.

 

«L’attività ucraina è notevolmente aumentata in Ungheria e stanno organizzando anche azioni operative», ha dichiarato Orbán venerdì in un’intervista a Kossuth Radio. Ha sottolineato che «i servizi segreti ucraini mantengono profondi legami» con l’opposizione ungherese.

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Orbán ha affermato che Kiev ha recentemente inventato una storia sulle spie ungheresi, affermando che «non ha nulla a che fare con noi».

 

Il primo ministro ha accusato la rete ucraina che presumibilmente opera in Ungheria di diffondere «propaganda pro-guerra e pro-ucraina» e di imporre «punti di vista pro-ucraini» contrari agli interessi nazionali dell’Ungheria.

 

All’inizio di questo mese, il Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU) ha affermato di aver smantellato una rete di Intelligence militare ungherese che si dice operasse in Transcarpazia, la regione più occidentale dell’Ucraina, dove il magiaro è parlato vastamente. Un portavoce ha affermato che due veterani militari ucraini, un uomo e una donna, sono stati arrestati nell’ambito dell’operazione.

 

 

Il ministero degli Esteri ungherese ha respinto le accuse come propaganda anti-ungherese. In risposta alle accuse di spionaggio di Kiev, le autorità ungheresi hanno espulso una presunta ex spia ucraina, descritta da Budapest come «una seria minaccia alla sovranità ungherese».

 

Venerdì Orban ha anche affermato che agenti ucraini stavano tentando di stabilire contatti con i partiti di opposizione in Ungheria per influenzare l’opinione pubblica a favore dell’adesione dell’Ucraina all’UE.

 

«I loro servizi segreti stanno conducendo operazioni sul territorio ungherese per costringere in qualche modo il governo ungherese a prendere una decisione del genere, contraria ai nostri interessi», ha sottolineato, aggiungendo che l’Ucraina sta utilizzando ingenti fondi per questi scopi e sta tentando di «impiegare risorse ingenti».

 

Le tensioni tra i due Paesi confinanti si sono intensificate dopo l’escalation del conflitto in Ucraina, con l’Ungheria che si rifiuta di fornire armi o di sostenere la candidatura di Kiev all’UE. Budapest ha inoltre mantenuto i rapporti con Mosca nonostante le pressioni dei massimi funzionari dell’UE.

 

Budapest accusa da tempo Kiev di discriminare la minoranza ungherese in Transcarpazia. L’Ungheria ha criticato le leggi ucraine che limitano l’istruzione e l’amministrazione pubblica nelle lingue minoritarie, sostenendo che violano i diritti degli ungheresi.

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Il governo ungherese ha ripetutamente criticato l’Unione per aver minato i legami energetici con la Russia e per aver introdotto diverse serie di sanzioni nel tentativo di sostenere l’Ucraina. Budapest ha sostenuto che questa politica ha portato a un drastico calo della competitività dei prodotti dell’UE, infliggendo ingenti danni economici.

 

Come riportato da Renovatio 21, tempo fa il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto ha rivelato che la leadership ucraina ha rifiutato una richiesta di telefonata da parte di Orban e lo ha fatto in un modo che è «del tutto senza precedenti nella diplomazia».

 

Il primo ministro magiaro, che da mesi chiede un cessate il fuoco e l’avvio di processi di pace venendo respinto dalla UE, ha definito il piano ucraino «più che terrificante».

 

Come riportato da Renovatio 21, a inizio anno l’Ucraina si era offerta di sostituire l’Ungheria nella UE. Orban due settimane fa aveva dichiarato che l’entrata di Kiev in UE avrebbe trascinato l’intero blocco in guerra. L’Orban ha dichiarato che la UE potrebbe fermare il conflitto ucraino in 24 ore, ma vi è una guerra per procura dell’Occidente alla Russia per impadronirsi delle sue risorse.

 

Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa un consigliere omonimo di Orban ha dichiarato che il piano di Zelens’kyj è «la via più rapida per una guerra mondiale».

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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic

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I generali della NATO riuniti a Kiev

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I rappresentanti militari di tutti i 32 membri della NATO si sono riuniti a Kiev. L’Ucraina cerca da anni di entrare nel blocco, ma finora è stata respinta.   La visita del cosiddetto Comitato militare arriva un giorno dopo che il segretario di Stato americano Marco Rubio ha detto che una possibile adesione dell’Ucraina alla NATO — una delle questioni centrali del conflitto — «non è sul tavolo in questo momento».   Kiev ha fatto dell’adesione una priorità di politica estera dopo il colpo di stato di Maidan del 2014, appoggiato dall’Occidente, e ha poi iscritto l’obiettivo nella costituzione. Nel settembre 2022 Volodymyr Zelens’kyj ha chiesto un’«adesione accelerata». Ancora a luglio sosteneva che l’ingresso dell’Ucraina sarebbe stato «del tutto naturale».   Ufficialmente la NATO continua a descrivere l’Ucraina come impegnata in un «percorso irreversibile» verso l’adesione. Ad agosto, però, l’ex comandante in capo ucraino Valery Zaluzhny, oggi ambasciatore di Kiev nin Gran Bretagna, ha detto di non vedere prospettive realistiche che ciò accada.

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In un videomessaggio di mercoledì l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della NATO, ha annunciato l’arrivo a Kiev insieme ai rappresentanti militari di tutti i 32 Stati membri. È la prima visita del Comitato in Ucraina in otto anni. «Siamo qui al completo con un messaggio chiaro: il legame tra la NATO e l’Ucraina si rafforza sempre di più», ha dichiarato.   Secondo un funzionario della NATO, la delegazione ha discusso con i vertici militari ucraini le priorità dell’organizzazione e le lezioni del conflitto utili a rafforzare la preparazione del blocco di fronte alle «le minacce attuali e future».   Pur non essendo membro, l’Ucraina ha costruito legami militari ampi con la NATO, che dal 2022 le ha fornito armamenti sempre più sofisticati. Mosca accusa il blocco, e in particolare gli Stati europei, di prolungare inutilmente il conflitto e di condurre una guerra per procura contro la Russia, fino all’«l’ultimo ucraino».   Diversi membri influenti, tra cui Stati Uniti e Germania, hanno più volte detto di essere contrari all’ingresso di Kiev. A inizio luglio, parlando all’Handelsblatt, il segretario generale Mark Rutte ha ammesso che «attualmente non c’è un sostegno unanime» all’adesione ucraina.   Donald Trump e altri alti funzionari americani (e pure qualche Paese europeo come la Finlandia)hanno escluso l’ingresso nella NATO come parte di un possibile accordo di pace con la Russia. Prima dell’incontro alla Casa Bianca con Zelens’kyj del febbraio 2025, degenerato in un acceso scambio di insulti, Trump disse ai giornalisti: «NATO? Potete scordarvela».

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Lavrov: gli Stati Uniti hanno ceduto alle pressioni dell’UE sull’Ucraina

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Gli Stati Uniti hanno ceduto alle pressioni dell’Unione Europea, che si è vantata apertamente di aver fatto saltare gli accordi di Anchorage e li ha definiti «sepolti», ha detto il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov.

 

Il vertice della diplomazia russa ha parlato mercoledì, in una conferenza stampa al termine di una riunione ministeriale della Comunità degli Stati Indipendenti. Ha ribadito che, per Mosca, l’iniziativa di Anchorage è stata fatta deragliare dai Paesi europei.

 

«La nostra coscienza è pulita, senza contare che abbiamo accettato pienamente la proposta degli Stati Uniti lo scorso agosto, presentata durante il vertice… in Alaska», ha dichiarato. «Non è colpa nostra se gli americani non sono riusciti a resistere alla pressione senza precedenti e sfacciata esercitata dall’Europa, che in seguito ha dichiarato con orgoglio di aver seppellito Anchorage».

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Lo scorso anno Donald Trump ha ospitato Vladimir Putin ad Anchorage, in Alaska, e i due leader hanno raggiunto un’intesa su come risolvere il conflitto in Ucraina. Mosca ha descritto l’esito come un «accordo», pur con alcune «sfumature» ancora da definire; Washington ha più volte contestato questa lettura. Il segretario di Stato Marco Rubio aveva già detto che «in Alaska era stata avanzata una proposta, ma non si era raggiunto alcun accordo».

 

Secondo Lavrov, gli accordi sono stati compromessi nei mesi successivi dai leader dell’UE e del Regno Unito. Al vertice del G7 a Evian, a giugno, Emmanuel Macron ha dichiarato apertamente che Anchorage era stato «sepolto».

 

Gli Stati Uniti hanno mostrato un impegno sempre minore verso gli «accordi», ma Trump non ha mai detto esplicitamente che quel quadro era chiuso. Il mese scorso Washington ha tentato di rilanciare i negoziati tra Russia e Ucraina, poi di nuovo bloccati dagli attacchi a lungo raggio di Mosca e Kiev.

 

Lavrov ha aggiunto che la Russia aveva accettato un incontro trilaterale con l’Ucraina, proposto da Washington e da tenersi dopo le recenti elezioni parlamentari russe. Kiev, ha detto, ha invece cercato di sabotare il voto e ha lanciato un attacco massiccio mentre le urne erano aperte. «Abbiamo chiarito che, in queste circostanze, vogliamo sapere esattamente quali proposte presenteranno i negoziatori di Zelenskyk. Questo è molto importante per noi e la parte americana ha accolto le nostre argomentazioni con comprensione», ha concluso il capo della diplomazia russa.

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La Corea del Sud richiama l’ambasciatore dall’Ucraina

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La Corea del Sud ha richiamato il proprio ambasciatore dall’Ucraina, dopo l’aggravarsi della crisi diplomatica tra i due Paesi.   La decisione arriva dopo che Volodymyr Zelens’kyj, nel discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a settembre, ha annunciato pubblicamente il trasferimento da Kiev a Seul di due prigionieri nordcoreani. Seul sostiene che l’accordo doveva restare segreto; Kiev nega che quella fosse una condizione.   I militari sarebbero stati catturati nel gennaio 2025 nella regione russa di Kursk, dove truppe nordcoreane hanno aiutato le forze russe a respingere un’incursione ucraina.   Giovedì il ministero degli Esteri sudcoreano ha comunicato che l’ambasciatore Park Ki-chang lascerà Kiev e tornerà in patria. Il governo di Seul «auspica che le varie questioni tra i due Paesi vengano risolte amichevolmente e continuerà le consultazioni con l’Ucraina per raggiungere questo obiettivo», si legge nel comunicato.

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Il ministro degli Esteri ucraino Andrey Sibiga aveva cercato di ridimensionare la disputa, definendola un «malinteso diplomatico» e dicendo di essere al lavoro per chiuderla.   La scorsa settimana il presidente sudcoreano Lee Jae-myung aveva avvertito che «se il governo ucraino continuerà a rifiutarsi di riconoscere i fatti e di presentare scuse pubbliche, adotteremo ulteriori misure». In un post su X ha aggiunto che la violazione dell’accordo di riservatezza è «una questione che riguarda la dignità del popolo e della nazione sudcoreana, che non può essere ignorata», e ha accusato il governo di Zelens’kyj di tentare di «portare la guerra nella penisola coreana».   Il trasferimento di cittadini nordcoreani in Corea del Sud può inasprire le tensioni tra i due Paesi, che tecnicamente sono ancora in stato di guerra dalla fine del conflitto del 1950-53, chiuso con un armistizio e non con un trattato di pace. Pyongyang non ha ancora commentato ufficialmente.   Dal 2022 Seul ha fornito a Kiev assistenza umanitaria e finanziaria, e a luglio ha promesso altri 100 milioni di dollari, ma non ha inviato armi.   Come riportato da Renovatio 21, in settimana il presidente coreano aveva dichiarato che Kiev stava tentando di scatenare una guerra nella penisola coreana.

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