Gender
Il procuratore generale texano fa causa all’ente di atletica universitaria per i transessuali negli sport femminili
Il procuratore generale del Texas Ken Paxton ha intentato causa contro la National Collegiate Athletic Association (NCAA), l’ente nazionale statunitense per l’atletica universitaria, sostenendo che rappresenta in modo errato lo sport femminile e mette in pericolo le giocatrici consentendo a uomini biologici di competere.
Paxton sostiene che la NCAA ha violato il Texas Deceptive Trade Practices Act, concepito per proteggere i clienti dalla pubblicità ingannevole, non assicurandosi che solo donne biologiche competano nelle competizioni femminili e non rivelando quali partecipanti sono in realtà uomini biologici.
Paxton ha annunciato la causa domenica, in un post su Twitter.
🚨 BREAKING: Today, I sued the National Collegiate Athletic Association (“NCAA”) for engaging in false, deceptive, and misleading practices by marketing sporting events as “women’s” competitions only to then provide consumers with mixed sex competitions where biological males… https://t.co/BnA9n60zmy
— Attorney General Ken Paxton (@KenPaxtonTX) December 22, 2024
«Oggi ho fatto causa alla National Collegiate Athletic Association (“NCAA”) per aver adottato pratiche false, ingannevoli e fuorvianti, commercializzando eventi sportivi come competizioni “femminili” solo per poi offrire ai consumatori competizioni miste in cui maschi biologici competono contro femmine biologiche».
«La NCAA sta intenzionalmente e consapevolmente mettendo a repentaglio la sicurezza e il benessere delle donne trasformando ingannevolmente le competizioni femminili in competizioni miste. Quando le persone guardano una partita di pallavolo femminile, ad esempio, si aspettano di vedere donne giocare contro altre donne, non maschi biologici che fingono di essere qualcosa che non sono. La “teoria di genere” radicale non ha posto negli sport universitari».
La causa chiede alla corte di emettere un’ingiunzione che impedisca alla NCAA di consentire a maschi biologici di competere in eventi sportivi femminili in Texas o in eventi che coinvolgono squadre con sede in Texas. In caso contrario, la causa chiede che la NCAA sia tenuta a pubblicizzare gli eventi che coinvolgono maschi biologici come competizioni miste piuttosto che come sport femminili.
Come riportato da Renovatio 21, traumi ad atlete causate da avversari transessuali si sono visti in vari sport, come la pallavolo, l’hockey, la BMX, Ju-jitsu. MMA.
Nel frattempo, i record di ogni possibile disciplina femminile vengono stracciati dai transessuali, ma forse ora si tratta di un dettaglio minore: ora a essere minacciati non sono i risultati sportivi, ma i corpi stessi delle atlete.
Polemica e scandalo si sono avuti anche alle tremende Olimpiadi di Parigi, dove i due partecipanti sospettati di essere trans hanno vinto tranquillamente l’oro nella loro categoria di pugilato.
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Immagine di Tom Woodward via Flickr pubblicata su licenza CC BY-SA 2.0
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Arrestato transessuale che complottava l’assassinio del segretario del Tesoro USA (che è gay)
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Gli ospedali USA fatturano 120 milioni di dollari per interventi di cambio di sesso sui bambini
Secondo il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS), gli ospedali statunitensi avrebbero fatturato decine di milioni di dollari per interventi di cambio di sesso su minori. Lo riporta LifeSite.
Il rapporto, intitolato «Lupi in camice bianco» e pubblicato questa settimana sulla base di ricerche condotte da organismi di controllo, sostiene che dal 2019 ospedali e cliniche abbiano fatturato quasi 120 milioni di dollari per oltre 5.500 interventi chirurgici e 8.500 cicli di terapia ormonale o bloccanti della pubertà destinati a minori.
Secondo l’HHS, alcuni fornitori di servizi sanitari potrebbero aver utilizzato codici di fatturazione fuorvianti o potenzialmente fraudolenti per ottenere la copertura assicurativa degli interventi. Il dipartimento ha individuato quasi 50 milioni di dollari di richieste di rimborso per bloccanti della pubertà somministrati a bambini tra i 9 e i 17 anni, con l’utilizzo di un codice generico per disturbi ormonali, privo di una diagnosi specifica di disturbo di genere o di pubertà precoce nella medesima richiesta.
Gli ospedali e le cliniche citati nel rapporto sono stati segnalati al Dipartimento di Giustizia e agli investigatori dell’HHS per potenziali violazioni della legge federale. Le modalità di fatturazione riscontrate, ha precisato il dipartimento, richiedono ulteriori indagini.
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Altri quasi 11 milioni di dollari sarebbero stati fatturati per bloccanti della pubertà somministrati a centinaia di pazienti tra i 13 e i 17 anni, con diagnosi di pubertà «insolitamente precoce» — una diagnosi che, secondo l’HHS, non troverebbe applicazione a quell’età.
Il rapporto sottolinea inoltre come tali procedure rappresentino per gli ospedali una fonte di reddito a lungo termine, poiché i minori che avviano una terapia ormonale possono restare sotto cura medica per anni. Citando stime esterne, il documento indica che i costi complessivi nell’arco della vita possono raggiungere i 75.000 dollari senza intervento chirurgico, e fino a 170.000 dollari includendo le operazioni.
«L’amministrazione Biden», si legge nel rapporto, «ha contribuito all’espansione e alla normalizzazione degli interventi di rifiuto del sesso attraverso politiche antidiscriminatorie e altri programmi federali».
La scorsa settimana il presidente Donald Trump ha avviato le procedure per porre fine ai finanziamenti federali, tramite Medicaid e il Children’s Health Insurance Program (CHIP), destinati alle procedure di cambio di sesso sui minori. Le restrizioni, che entreranno in vigore il 13 ottobre, riguardano bloccanti della pubertà, terapie ormonali e interventi chirurgici di transizione, sebbene i singoli Stati possano comunque scegliere di finanziarli autonomamente.
Il provvedimento si inserisce in un più ampio processo di revisione delle politiche relative alle persone transgender, avviato dal ritorno di Trump alla Casa Bianca. L’amministrazione ha già limitato le procedure mediche di transizione per i minori, impedito agli atleti transgender di competere nello sport femminile e vietato alle persone con disforia di genere di prestare servizio nelle forze armate statunitensi.
Almeno 27 Stati americani hanno introdotto restrizioni sulle procedure di transizione di genere per i minori, mentre diversi grandi ospedali hanno interrotto alcuni servizi a causa di controversie legali, pressioni finanziarie e mutamenti nelle linee guida mediche.
Come riportato da Renovatio 21, seguendo uno studio su farmaci ed interventi transessualisti, il segretario alla Salute USA Robert F. Kennedy jr. ha da mesi annunciato che avrebbe proibito agli ospedali l’esecuzione di chirurgia transgender sui bimbi.
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Nuovo studio smentisce la propaganda LGBT secondo cui le leggi «anti-trans» causerebbero il suicidio
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