Intelligenza Artificiale
Ecco lo spaventoso robot umanoide alimentato dall’IA di OpenAI
Dopo l’annuncio della partnership con OpenAI, la startup tecnologica Figure lo scorso marzo ha pubblicato una nuova clip del suo robot umanoide, denominato Figure 01, che chiacchiera con un ingegnere mentre ripone i piatti.
«Vedo una mela rossa su un piatto al centro del tavolo, uno stendino con delle tazze e un piatto, e tu in piedi lì vicino con la mano sul tavolo», dice l’androide con una voce metallica, sfoggiando capacità di «ragionamento vocale» di OpenAI.
«Posso avere qualcosa da mangiare?» chiede il tester umano lì accanto.
«Certo», risponde l’automa porgendogli una mela rossa con estrema disinvoltura.
«Ti ho dato la mela perché è l’unico alimento commestibile che potevo offrirti dal tavolo», replica il robot quando gli è chiesto perché gli avesse dato la mela, inserendo un «uh» inquietantemente umano a metà frase.
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Sebbene l’azienda non abbia ancora annunciato un prodotto di consumo valido, questa dimostrazione dipinge una visione quasi distopica del prossimo futuro. È davvero questo l’aspetto che potrebbe avere un giorno l’interazione con un robot dotato di intelligenza artificiale che pulisce la tua casa o lava le tue stoviglie?
Nel febbraio scorso, Figure aveva annunciato di aver firmato un accordo con il produttore di ChatGPT, nella speranza di dare ai suoi futuri robotti la capacità di comprendere il linguaggio utilizzando l’intelligenza artificiale e di apprendere nuove competenze a un ritmo accelerato.
In altri video si è osservato Figure 01 utilizzare una macchina per il caffè, camminare, raccogliere oggetti e posizionarli su un nastro trasportatore.
Con l’ulteriore aiuto di OpenAI, Figure intende sviluppare «modelli di Intelligenza Artificiale di prossima generazione per robot umanoidi», consentendo loro di «elaborare e ragionare a partire dal linguaggio».
Anche il produttore di veicoli elettrici Tesla prevede di introdurre robot umanoidi per scopi interni a partire dal prossimo anno, con l’intenzione di estenderne la produzione entro il 2026.
Pure in Cina vengono progettati e sviluppati questi prototipi meccanizzati dalle sembianze umane, tanto che il gigante della tecnologia cinese Xiaomi, ha svelato un robot umanoide dall’aspetto futuristico chiamato CyberOne. L’androide del colosso tecnologico sinico assomiglia decisamente ai rendering del robot proposto in fase di progetto proprio da Tesla.
Come riportato da Renovatio 21, l’azienda statunitense NVIDIA, divenuta ora una delle più capitalizzate del pianeta, ha annunciato un nuovo progetto di Intelligenza Artificiale volto a creare «robot umanoidi» in grado di apprendere nuove competenze e risolvere compiti complessi studiando il comportamento umano.
La corsa alla produzione di robot umanoidi è di fatto partita. Come si possa pensare che essi non finiranno a sostituire la popolazione umana ancora non ci è chiaro.
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Immagine screenshot da YouTube
Intelligenza Artificiale
Sam Altman, CEO di OpenAI: il mondo «dovrebbe accettare alcuni aspetti negativi» dell’IA
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Intelligenza Artificiale
Bill Gates insiste: la minaccia dell’IA «non è una bufala»
Il cofondatore di Microsoft, Bill Gates, ha respinto le affermazioni del presidente statunitense Donald Trump, che sminuisce le preoccupazioni sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale, sostenendo che Washington dovrebbe imporre garanzie obbligatorie a questa tecnologia in rapida evoluzione.
Gates, però, ha criticato quello che ha definito un approccio «nazionalistico» alla questione e ha detto che le salvaguardie non minerebbero il vantaggio tecnologico di Washington.
«No. Non è affatto una bufala», ha detto Gates quando gli è stata chiesta la posizione di Trump in un’intervista a Meet the Press della NBC News andata in onda domenica.
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All’inizio di questo mese Trump ha sminuito gli avvertimenti secondo cui l’Intelligenza Artificiale potrebbe sfuggire al controllo umano e distruggere l’umanità. «Chiunque vinca nell’IA, vince!», ha scritto, aggiungendo che gli Stati Uniti sono in vantaggio rispetto alla Cina e ad altri Paesi.
Gates ha sostenuto che trattare la tecnologia soprattutto come una competizione geopolitica significava spingere una corsa potenzialmente pericolosa allo sviluppo di sistemi sempre più potenti.
«Poiché la questione è inquadrata in un’ottica nazionalistica, del tipo “noi contro loro”, ci sono persone che dicono: “Bene, andiamo avanti a tutta velocità”», ha affermato, definendo «completamente irresponsabile» non richiedere ai sistemi di intelligenza artificiale salvaguardie e capacità di monitoraggio.
Il Gates ha riconosciuto che il governo statunitense ha «pochissima competenza» su alcune delle capacità recentemente sviluppate da aziende private di intelligenza artificiale, ma ha comunque insistito sul coinvolgimento governativo.
«Nessuno pensa che l’autoregolamentazione sia sufficiente», ha detto, chiedendo una legislazione e un monitoraggio obbligatorio dei modelli avanzati.
Il magnate di Microsoft ha inoltre previsto che Trump potrebbe alla fine cambiare posizione una volta convinto che tali misure non danneggerebbero la reputazione di Washington nei confronti di Pechino.
«Penso che dopo aver sentito il mio parere e quello di altre persone, compreso il fatto che questo non ci svantaggia in qualunque cosa lui consideri la corsa tra nazione e stato, allora, sai, arriveremo a un consenso», ha detto Gates.
Domenica, però, Trump ha ribadito la sua linea. Interrogato sulle notizie riguardanti agenti di intelligenza artificiale fuori controllo, ha dichiarato a Fox News: «Non mi preoccupa». Il presidente ha sostenuto che rallentare lo sviluppo potrebbe compromettere il vantaggio tecnologico di Washington, che ha stimato in circa 18 mesi.
«Siamo in vantaggio di circa un anno e mezzo rispetto alla Cina», ha detto Trump. «Siamo in testa… E perché dovremmo rinunciarvi?». Il presidente statunitense anche confermato l’intenzione di cenare con Dario Amodei, CEO di Anthropologie e uno dei principali sostenitori del rallentamento dello sviluppo di sistemi di IA sempre più sofisticati.
Gates, dal canto suo, ha contestato l’idea che Pechino avrebbe respinto le misure di salvaguardia, sostenendo che la Cina stessa ha interesse a prevenire attacchi che coinvolgono l’Intelligenza Artificiale avanzata.
«Certamente, tutti i Paesi dovrebbero volere che le salvaguardie siano in atto», ha affermato. «Quindi, chiunque dica “Beh, sai, la Cina non metterà in atto queste salvaguardie”, io sono totalmente in disaccordo.»
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Ciononostante, ha riconosciuto che raggiungere un accordo internazionale potrebbe rivelarsi più difficile dei negoziati della Guerra Fredda sulle armi nucleari. Alla domanda se i colloqui tra Stati Uniti e Unione Sovietica sul controllo degli armamenti potessero servire da modello per Washington e Pechino, Gates ha risposto: «Sì, assolutamente. Ma è più difficile di quanto non lo fosse quello».
Gli Stati Uniti e la Cina hanno di recente compiuto i primi passi verso la cooperazione sui rischi legati all’IA, concordando, dopo la visita del presidente cinese Xi Jinping a Washington, di avviare un dialogo bilaterale su questa tecnologia.
Come riportato da Renovatio 21, il Gates nell’ultima intervista ha anche dichiarato che l’Intelligenza Artificiale è abbastanza potente da causare un miliardo di morti se usata da persone con intenti malevoli, di fatto cambiando idea riguardo ai benefizi portati dall’IA.
Come riportato da Renovatio 21, Gates tre anni fa si era opposto ad una moratoria sull’IA firmata da Elon Musk e da decine di esperti di massimo livello, arrivando a magnificare le doti dell’IA come «buon maestro, come qualsiasi essere umano» e arrivando persino a dichiarare che «l’AI salverà la democrazia».
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Intelligenza Artificiale
Anthropic dice agli investitori: «rischio esistenziale per l’umanità»
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