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Ostie trafugate anche a Perugia. Cosa sta succedendo?

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Alla fine del mese di aprile, qualcuno è entrato di notte all’interno del Santuario di Ponte delle Pietra, a Perugia. È stato detto che l’effrazione aveva probabilmente l’intento di trafugare oggetti di arte sacra, tuttavia è lecito ipotizzare che l’obiettivo principale dei malviventi fosse quello di rubare le Ostie consacrate.

 

Il fenomeno delle chiese profanate, con Ostie e tabernacoli presi di mira, è sempre più diffuso, e non solo in Italia.

 

Come riportato da Renovatio21, all’inizio di maggio, in Francia, il tabernacolo della chiesa di Notre-Dame, a Livry-Gargan (Seine-Saint-Denis) è stato divelto e ritrovato a pochi metri dall’edificio. Il Santissimo Sacramento non è stato trafugato, a differenza di quanto accaduto nella chiesa Sainte-Trinité a Louvroil (Nord) dove sono scomparse le Ostie consacrate.

 

Un altro episodio sacrilego è avvenuto nella parrocchia di San Michele Arcangelo a Portland, in Oregon, dove è stato invece rubato il tabernacolo.

 

Fonti autorevoli interne al mondo ecclesiastico, sostengono che ci sia un vero e proprio mercato di Ostie consacrate. Secondo quanto abbiamo appreso in conversazioni con persone appartenenti alla gerarchia cattolica a conoscenza della questione, vi sarebbero soggetti disposti a sborsare somme che si aggirano intorno ai 150 euro a particola – ma si tratta di supposizioni che altri smentiscono. 

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I furti all’interno delle chiese sono significativamente diffusi in Umbria per la presenza di molteplici siti religiosi in cui sono custodite opere d’arte importanti e anche perché in alcuni casi le modalità di controllo e protezione di questi luoghi sacri sembrano piuttosto lacunose.

 

Come riportato da Il Messaggero Umbria del 26 aprile 2024, «secondo uno degli ultimi report dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Perugia, sotto questo profilo l’Umbria “rimane un obiettivo particolarmente sensibile, sia per la strategica posizione geografica che la capillare presenza di beni artistici diffusi sul territorio, prevalentemente esposti nelle chiese, nei conventi o nei piccoli, ma non per questo meno importanti, santuari, sovente ubicati in zone rurali o montane, poco frequentate e di difficile sorveglianza; luoghi dove è possibile imbattersi in opere d’arte ed oggetti di culto di pregiata fattura per loro natura molto ricercati dai collezionisti e di agevole asportazione da parte di malintenzionati”».

 

Sempre su le colonne del Messaggero leggiamo inoltre che «in Umbria è altissima l’attenzione per evitare che le Ostie finiscano in mani sbagliate».

 

Durante il normale svolgimento della funzione religiosa, quando i fedeli giungono al cospetto del sacerdote per ricevere il Corpo di Nostro Signore, i parroci – che, come consentito dalla riforma liturgica della Messa nuova, possono porre l’Ostia direttamente in mano ai fedeli – vigilano affinché si consumi l’Eucarestia davanti a loro.

 

Come ho avuto modo di scrivere qualche anno fa su Renovatio 21, tra i tanti diktat pandemici, vi era quello che imponeva di ricevere la Santa Comunione in mano per poi sfilarsi la mascherina d’ordinanza e mettere il Corpo di Cristo in bocca. Nell’articolo del luglio 2021, avevo sollevato dubbi sul fatto che qualcuno potesse approfittare di queste «protesi facciali a becco d’anatra» per nascondere il panis angelicus per poi portarlo altrove.

 

Oggi ci ritroviamo che i preti più guardinghi, a volte, sono costretti a correre dietro al fedele «disattento» che se ne torna a sedere con ancora l’Ostia in mano. In alcune chiese, dove vi è una nutrita folla di fedeli, vi sono dei volontari che osservano e controllano che non avvengano questi imbarazzanti e incresciosi fatti, invitando le persone «distratte» – che hanno occultato l’Ostia – a consumarla in presenza.

 

A causa della messa post-conciliare, se ne sono viste di ogni: come riportato recentemente sul nostro sito, un prete cattolico della Florida potrebbe essere arrestato per aver difeso la Santa Eucarestia da una donna lesbica irata che aveva schiacciato diverse Ostie e cercato di autoamministrarsi illecitamente la Santa Comunione, spingendo il consacrato a morderle il braccio nel tentativo di difendere la specie eucaristica.

 

Secondo quanto discusso da sempre, la particola consacrata è ambita da chi si appresta a celebrare riti di magia nera e occultismo; bisogna ricordare che l’Eucarestia ha per i cattolici un’importanza centrale, totale, assoluta – essendo essa stessa il corpo di Dio. 

 

Non dimentichiamo che l’Eucarestia è il miracolo fondamentale della fede cattolica.

 

Insultare la Santa Comunione è offendere la Fede, e direttamente Dio in persona. Poi ci si indigna per quello spot blasfemo delle patatine, quando noi fedeli siamo i primi a non portare il giusto rispetto al Sacro Corpo di Nostro Signore. Quanto mostrato è gravissimo: perché la Santa Eucarestia è il centro della religione cristiana, o meglio è Cristo stesso, è Dio stesso.

 

E non si può certo rimanere indifferenti guardando le immagini che mostrano scatole di plastica grigia appoggiate sopra i tavoli all’interno di una tenda: all’interno delle scatole c’erano le Ostie consacrate riservate alla distribuzione durante le messe ufficiali della GMG tenutasi a Lisbona nell’agosto del 2023.

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Ho conversato della questione con l’amico parroco di San Filippo Neri a Perugia, padre Giuseppe Ave. Il sacerdote mi ha posto l’attenzione su alcuni scritti che narrano di miracoli eucaristici estremamente importanti, che possono servirci a comprendere, qualora ce ne fosse ulteriore bisogno, la potenza Divina della Santa Comunione.

 

A Trani, intorno all’anno 1000, «una donna di religione non cristiana, incredula circa la verità del Dogma Cattolico della presenza reale di Gesù nell’Eucaristia, aiutata da una sua amica cristiana, durante la celebrazione di una Santa Messa, riuscì a rubare un’Ostia consacrata. La donna, quasi sfidando Dio, pose poi la Particola consacrata dentro una padella di olio sopra il fuoco. Improvvisamente dall’Ostia stillò una grande quantità di sangue che si riversò sul pavimento fino a fuoriuscire dall’uscio della porta di casa».

 

Ad Alatri, presso la Cattedrale di San Paolo Apostolo, si conserva la Reliquia del Miracolo Eucaristico avvenuto nel 1228: un frammento di Particola convertita in carne. «Una giovane donna, per riconquistare l’amore del suo fidanzato, si rivolse ad una fattucchiera che le ordinò di rubare un’Ostia consacrata per farne un filtro d’amore» mi ha detto Don Ave. «Durante la Messa la ragazza riuscì a prelevare un’Ostia che nascose in un panno, ma arrivata a casa si accorse che l’Ostia si era trasformata in carne sanguinante».

 

«Il 25 aprile del 1356, a Macerata, un sacerdote di cui non si conosce il nome, stava celebrando la Messa nella cappellina della chiesa di Santa Caterina, di proprietà delle monache benedettine» ha continuato il sacerdote. «Durante la frazione del pane, prima della Comunione, il prete cominciò a dubitare circa la reale presenza di Gesù nell’Ostia consacrata. Fu proprio nel momento in cui La spezzava che, con suo grande spavento, vide sgorgare da questa un abbondante fiotto di sangue che macchiò parte del lino e del calice posti sull’altare». 

 

Sempre rimanendo in tema di trafugamento e furto, un altro episodio è degno di essere narrato. «Nel 1969, a San Mauro la Bruca [provincia di Salerno, ndr] ignoti ladri, penetrati di nascosto nella chiesa parrocchiale, si impossessarono di alcuni oggetti sacri, tra cui la pisside contenente delle Particole consacrate. Le Ostie furono ritrovate la mattina seguente e ancora oggi si mantengono intatte» dice Don Giuseppe. «Solo nel 1994, dopo 25 anni di approfondite analisi, Monsignor Biagio D’Agostino, Vescovo di Vallo della Lucania, ha riconosciuto la conservazione miracolosa delle Particole e ne ha autorizzato il culto».

 

Un’iscrizione marmorea del XVII secolo ci descrive invece il Miracolo Eucaristico avvenuto a Lanciano nel 750 d.C. «Un monaco sacerdote dubitò se nell’Ostia consacrata ci fosse veramente il Corpo di Nostro Signore. Celebrò Messa e, dette le parole della consacrazione, vide divenire Carne l’Ostia e Sangue il Vino. Fu mostrata ogni cosa agli astanti. La Carne è ancora intera e il Sangue diviso in cinque parti disuguali che tanto pesano tutte unite quanto ciascuna separata».

 

Nel 1970, l’Arcivescovo di Lanciano e il ministro provinciale dei frati Conventuali di Abruzzo, con l’autorizzazione di Roma, richiesero al Dottor Edoardo Linoli, dirigente dell’ospedale d’Arezzo e professore di anatomia, istologia, chimica e microscopia clinica, un approfondito esame scientifico sulle Reliquie del Prodigio avvenuto dodici secoli prima. Le conclusioni furono le seguenti: 1. La Carne miracolosa è veramente carne costituita dal tessuto muscolare striato del miocardio. 2. II Sangue miracoloso è vero sangue: l’analisi cromatografica lo dimostra con certezza assoluta e indiscutibile. 3. Lo studio immunologico manifesta che la Carne e il Sangue sono certamente di natura umana».

 

Riguardo alle sparizioni delle Ostie nel territorio umbro e non solo Renovatio 21 ha contattato un parroco dell’Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, Don Antonio Sorci.

 

Don Sorci ci ha raccontato in dettaglio aspetti e macabre finalità di questi furti sacrilegi.

 

Il furto di Ostie consacrate è un fenomeno diffuso e sottaciuto.

La cosa non mi meraviglia. C’è stato un periodo di pausa, anche molto lunga, ma ci sono sempre stati questi furti e non sono mai stati bloccati del tutto. Questa pare essere la cosa interessante, se uno la analizzasse dal punto di vista sociologico, perché è come se avessero detto: «Stiamo un attimo tranquilli, così nessuno ci fa più caso, facciamo le cose con calma e poi riprendiamo al momento più opportuno». Più o meno potremmo sintetizzare così, anche se sono illazioni. Per loro è importantissimo rubare le Ostie consacrate.

 

Crede che vengano pagate dal committente del furto?

Si. Non so esattamente le cifre, ma a volte si tratta di qualche centinaio di euro a particola. 

 

A volte, seguendo la messa, mi è capitato di vedere il parroco rincorrere un fedele che non aveva consumato la particola davanti al sacerdote.

Questo è capitato anche a me. Io quasi urlo ai fedeli di consumarla subito. Spesso lo fanno con ingenuità, e non credo lo facciano con malizia di tornare al posto con ancora l’Ostia in mano. Questo succede perché non abbiamo più educato la gente a prendere al comunione e si è persa l’educazione di stare in chiesa.

 

Queste Ostie rubate poi che fine fanno? La narrativa corrente, magari un po’ superficialmente, tende a dire che vengono usate per qualche messa nera senza mai approfondire e dare il giusto peso a questa macabra pratica.

Ci sono le sette sataniche, che sono quelle più evidenti che fanno queste cose e commissionano i furti per poi sacrilegare nostro Signore. La messa nera è un ribaltare la Messa cattolica. Tutto quello che la Chiesa grida da duemila anni, il divin sacrificio, lì viene ribaltato. Basta leggere i testi degli esorcisti più famosi, come padre Gabriele Amorth, il quale è stato il primo a mettere per iscritto queste problematiche, ma poi anche tanti altri.

 

Mi conferma che teoricamente tutti i preti sono esorcisti, ma poi sono pochissimi coloro che effettivamente li praticano?

Sono i vescovi che hanno la pienezza del sacerdozio, sono loro gli unici sacerdoti, perché sono gli apostoli e hanno la pienezza del sacerdozio [sic]. Quindi loro sono sacerdoti ed esorcisti. Poi chiaramente, nella tradizione della Chiesa, nella storia della Chiesa che Nostro Signore ha creato, ci sono i sacerdoti che sono i collaboratori del vescovo, tra i quali viene scelto l’esorcista, o più esorcisti, che collaborano con questo ministero. Tutto parte del vescovo. È lui che ha la pienezza di ogni cosa. Concettualmente ogni sacerdote è un esorcista. Una volta, prima del Concilio Vaticano II, esisteva l’esorcistato tra gli ordini minori, prima di arrivare al sacerdozio. Poi magari non era esercitato, perché c’era sempre il mandato da parte del vescovo, però comunque vi era un ordine per dire che il sacerdote aveva la capacità di discernere e di intervenire in casi particolari. 

 

Oggi il «fedele tiepido», o giocoforza chi non crede, pare si sia dimenticato della presenza del demonio.

Già Chesterton lo diceva nei primi del Novecento: «Il demonio vince in due modalità» – la metaforizzo ovviamente – «o credendoci troppo o non credendoci affatto. In tutti i due casi vince». Se lo vedi dappertutto sbagli e fai il suo gioco e se invece non ci credi per niente, fai il suo gioco comunque. Si è persa un po’ anche la Scrittura, perché lo dice San Giovanni Apostolo nella prima lettera: «Cristo è venuto per distruggere le opere del diavolo». È nelle scritture. Noi parliamo troppo vacuamente delle scritture e non crediamo a quello che vi è scritto.

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Torno ai furti delle Ostie… È vero che qualcuno usa una pellicola trasparente sulla lingua per mantenere la particola più integra possibile?

Vi è una sorta di pellicola posta sulla lingua, in maniera tale che non ci possa essere la salivazione, o comunque qualsiasi altra cosa che impedisca la salivazione e il conseguente scioglimento del Pane Consacrato. Vent’anni fa fu scoperta questa modalità di furto. Tutt’oggi viene usata. Chi le ruba sa come fare.

 

Più è integra e più ha valore?

I rituali satanici vanno fatti con l’Ostia integra. Anche se, tuttavia, un pezzetto di Ostia può andare bene, perché persino nel pezzetto più piccolo vi è tutta la presenza di Nostro Signore in tutta la sua umanità e divinità. Se è più perfetta e integra è chiaro che è meglio.

 

Una volta era consuetudine e prassi ricevere il Corpo di Cristo in bocca. Oggi si tende sempre di più a porgere l’Ostia in mano al fedele e il parroco deve essere ancora più attento affinché sia consumata in presenza.

Si tratta di buon senso da parte del parroco, dei suoi collaboratori e dei suoi ministri per controllare bene. Io personalmente prediligerei darla esclusivamente in bocca. La Chiesa ha stabilito che si può dare in mano e va benissimo. Nel porgere l’Ostia in bocca c’è maggiore sicurezza e non fosse altro per dignità dell’Ostia. Quando La si riceve in mano vi è più facilità nel poterla trafugare, mi pare ovvio. E quando vi è una grande folla è ancora più difficile sorvegliare al meglio. 

 

A volte vedo troppa superficialità da parte di noi fedeli, nel ricevere il Corpo Santo.

La Fede va ricostruita. La Fede non c’è più. I cristiani sono pochi e i cattolici sono ancora di meno. La Fede va ricostruita ex novo. Bisogna ripartire dall’ABC. 

 

I furti nelle chiese avvengo un po’ ovunque nel mondo.

È un fenomeno, ahimè, universale. Penso che molte effrazioni, molti furti vengono sottaciuti e moltissimi di questi episodi non salgono alle cronache. Questa è una mia supposizione.

 

È possibile che anche sette non apparentemente sataniche, nei propri rituali, possano usare Ostie consacrate?

Qui si apre un argomento complesso e bisogna parlarne con grande pazienza e cautela… C’è una grande regia alle spalle, non è soltanto una setta di qualche sbandato o drogato che si crede di fare il satanista o qualche satanista vero e proprio. Sono sette molto ben organizzate, molto potenti che hanno potere, che hanno economia, che hanno soldi. Tutto ciò non è una baggianata, se consideriamo che l’Umbria è piena di sette…

 

Ai non credenti dico sempre: osservate i nemici del cristianesimo, loro ci credono molto più di noi a Cristo, perché lo combattono.

Loro ci credono seriamente e pare abbiano più «fede» loro che noi cattolici. Sembra un paradosso e mi viene da sorridere, ma è così.

 

Francesco Rondolini

 

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Esorcista dice che «la situazione per l’anticristo è ormai prossima»

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L’esorcista padre Chad Ripperger ha avvertito in un’intervista pubblicata giovedì che il palcoscenico è quasi completamente pronto per l’arrivo dell’Anticristo. Lo riporta LifeSite.   Anche se non possiamo essere certi di quando l’Anticristo apparirà pubblicamente, la situazione necessaria per il suo arrivo «è praticamente presente», ha detto don Ripperger al podcaster ed ex Navy SEAL statunitense Shawn Ryan.   I Padri della Chiesa affermano che ci sarà una «implosione mondiale della moralità delle persone» prima dell’arrivo dell’Anticristo, cosa che abbiamo visto fin dagli anni Cinquanta, ha osservato don Chad. C’è stata una diffusa sfida alle leggi di Dio e alla legge naturale.   Un’altra condizione per il suo governo è «l’unificazione dell’economia mondiale», ha detto l’esorcista, perché è attraverso l’economia che l’Anticristo controllerà le persone, anche se «avrà il controllo anche sui governi».   Padre Ripperger ha affermato che una simile unificazione mondiale delle economie sembra essere «un po’ più avanti». «Quindi non credo che sia proprio dietro l’angolo, ma potrei sbagliarmi», ha aggiunto.  

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L’esorcista r fa riferimento anche alle profezie cattoliche, come quella di Nostra Signora di La Salette, che affermano che ci sarà un castigo che implicherà una guerra, che sarà «brutale anche per coloro tra noi che sono buoni e che sono preparati ad affrontarla».   Riguardo al Marchio della Bestia, don Ripperger ha detto: «Ci siamo quasi». «Potrebbero letteralmente decidere che, a meno che tu non decida di approvare certe cose, non avrai accesso alla valuta digitale che [loro] stanno per promulgare in tutto il mondo», ha affermato il sacerdote.   «Penso che questo sia uno dei modi in cui controllerà le persone, attraverso le valute digitali», ha continuato, sottolineando che queste valute possono essere utilizzate per impedire alle persone di accedere a beni e servizi. «Ed è così che sostanzialmente faranno morire di fame le persone se non saranno disposte a sottoscrivere il governo dell’Anticristo», ha detto don Chad, affermando a Ryan che questo potrebbe o potrebbe essere attuato come un punteggio di credito sociale.   Ryan ha chiesto all’esorcista cosa avrebbero dovuto fare le persone una volta che il Marchio della Bestia fosse stato introdotto. «Cosa dovremmo fare se non riusciamo a mangiare, a prenderci cura di noi stessi, a provvedere alle nostre famiglie?»   Il sacerdote ha sottolineato la natura del marchio, che secondo lui sarà «qualcosa nel nostro corpo che ci darà accesso» ai beni, come un chip RFID che può essere scansionato, o coinvolgerà un dispositivo simile a Neuralink.   «I Padri della Chiesa affermano che non si potrà ottenere quel chip senza una qualche forma di rinuncia a Cristo», ha affermato don Ripperger. Questo significa che le persone devono accettare qualcosa che «sanno essere contrario alla volontà di Dio e alla volontà di Cristo». In definitiva, per rifiutare il marchio, «dobbiamo essere disposti a sacrificare il bene minore per raggiungere il bene maggiore».   Tuttavia, ha sottolineato che Dio può aiutare le persone a sopravvivere senza il marchio. «Dio provvederà molto spesso alle persone. Se è Sua volontà che sopravvivano a quel lasso di tempo, Egli renderà possibile tutto questo», ha affermato l’esorcista, che ha consigliato alle persone di «essere intelligenti e di apprendere le tecniche di sopravvivenza di base e di imparare a cavarsela da sole».   Padre Chad ha aggiunto, tuttavia, che «sarà estremamente difficile anche solo riuscire a eludere il rilevamento», dato l’attuale livello tecnologico.   Nel corso dell’intervista ha sottolineato l’opinione dei Padri della Chiesa, a lui nota, secondo cui il Tempio ebraico di Gerusalemme non verrà mai ricostruito. Secondo i Padri della Chiesa, il riferimento della Scrittura all’«abominio della desolazione» che si erge nel luogo santo «è in realtà un riferimento alla Chiesa cattolica» che subisce una profanazione.   Ciò significa che la Chiesa cattolica «verrebbe compromessa in tale processo».   Durante la sua intervista di quattro ore con Ryan, padre Ripperger ha parlato anche dei diversi livelli di guerra spirituale, del satanismo e dell’occulto, dell’esorcismo, delle gerarchie e manifestazioni demoniache, della difesa spirituale e molto altro.   Come riportato da Renovatio 21, don Ripperberger l’anno scorso aveva pubblicato una preghiera per l’insediamento del presidente Donaldo Trump.   L’esorcista aveva due anni fa spiegato che il documento vaticano Fiducia Supplicans sulle benedizioni omosessuali in chiesa «spalanca la porta al demoniaco».

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Papa Leone XIV nomina a Sassari il vescovo che partecipò all’inaugurazione di una loggia massonica

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Papa Leone XIV ha nominato arcivescovo metropolita di Sassari, in Italia, un vescovo che ha preso parte alla cerimonia di apertura di una loggia massonica.

 

La Santa Sede ha reso nota nel suo bollettino quotidiano del 21 febbraio la decisione di promuovere monsignor Francesco Antonio Soddu al nuovo incarico. Il Soddu, originariamente nominato vescovo di Terni-Narni-Amelia da papa Francesco nel 2021, aveva suscitato scandalo nel settembre 2022 partecipando alla cerimonia di inaugurazione della loggia massonica Grande Oriente d’Italia (GOI).

 

Come riportato a suo tempo da Renovatio 21, monsignor Soddu aveva presenziato all’inaugurazione della sede locale della Massoneria in via Roma a Terni, insieme a numerose autorità cittadine e governative.

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Era presente anche il celebre Gran Maestro del GOI, Stefano Bisi, che nella sua allocuzione del settembre 2022 aveva espresso i tipici sentimenti anticlericali massonici, elogiando lo Stato laico come unico garante della libertà ed esprimendo l’auspicio che il 20 settembre venga ripristinato come festa per celebrare la liberazione dell’Italia dal «dominio della Chiesa».

 

«Oggi, come in passato, il nostro obiettivo è sempre lo stesso: celebrare tutte le battaglie della libertà, a cominciare da quella che nel 1870 con la Breccia di Porta Pia pose fine al dominio della Chiesa, favorendo la nascita dell’Italia libera e laica» dichiarava il Bisi. Nella stessa allocuzione metteva in guardia perché «Non siamo ancora usciti dal ciclone covid. Attenzione e prudenza». La massoneria, come noto, aveva sposato felicemente le restrizioni pandemiche e gli obblighi vaccinali (quest’ultima non esattamente una novità nella plurisecolare storia del grembiulismo nel nostro Paese e oltre)

 

Secondo una dichiarazione pubblicata dal GOI, nel suo messaggio di saluto Soddu ha «ringraziato» i massoni «per l’invito» e «ha espresso la speranza che iniziative come questa possano favorire il dialogo e lo scambio tra diverse comunità, superando i pregiudizi». Né l’organizzazione massonica né la diocesi hanno reso pubblico alcun testo ufficiale o registrazione del discorso del vescovo all’evento, che sarebbe stato pronunciato senza un testo preparato.

 

Secondo i giornali dell’epoca, la presenza del vescovo all’inaugurazione della casa massonica aveva colto di sorpresa i fedeli e i sacerdoti diocesani, compresa la curia, che non sapeva nulla dell’iniziativa».

 

In risposta all’indignazione provocata tra i fedeli cattolici dalla partecipazione del vescovo alla cerimonia, la diocesi di Terni aveva diffuso una dichiarazione in difesa della presenza del prelato, sostenendo che i fedeli avevano volutamente frainteso e male interpretato la sua partecipazione, la quale, a suo dire, non mirava a «identificarsi» con la massoneria, ma a testimoniare il Vangelo.

 

«La lettura dei fatti, che non ha neanche tenuto conto dei contenuti di quanto il Vescovo ha detto, travisa totalmente il senso della sua presenza che, non identificandosi con un pensiero differente dalla dottrina Cristiana, ha invece ha avuto l’unico scopo di testimoniare la fedeltà al Vangelo e alla Chiesa, soprattutto in questo tempo del percorso Sinodale che la caratterizza» scriveva la nota..

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La decisione di papa Leone di nominare il Soddu arcivescovo di Sassari è senza dubbio percepibile come una promozione rispetto al suo attuale incarico di vescovo di Terni-Narni-Amelia.

 

Sono da ricordare di certo gli apprezzamenti dei massoni per il precedente pontefice, che pure formalmente aveva confermato il divieto ufficiale vaticano sulla massoneria. Nell’ottobre 2020, il giornale italiano della loggia del Grande Oriente, Erasmus, ha acclamato l’enciclica Fratelli Tutti di Papa Francesco. «Nella sua ultima enciclica Frates Omnes, Papa Bergoglio affronta il tema della Fratellanza e dell’amicizia sociale in una nuova ed inedita dimensione e non son poche le analogie con i principi e la visione massonica».

 

L’elogio ha fatto seguito all’approvazione della loggia principale spagnola, la Gran Logia de España, che aveva affermato che l’enciclica «dimostra quanto l’attuale Chiesa cattolica sia lontana dalle sue posizioni precedenti», dichiarando che «in Fratelli Tutti, il papa abbraccia la fraternità universale – il grande principio della Massoneria moderna».

 

Sempre nel 2020, la rivista trimestrale del GOI, Nuovo Hiram, ha esaltava il patto di «Fratellanza umana» di Papa Francesco ad Abu Dhabi con il Grande Imam Ahmad al-Tayyeb sostenendo che il documento «Fratellanza umana per la pace nel mondo e per la convivenza comune» è «innovativo» e una «droga a lento rilascio» che potrebbe annunciare una «nuova era» e rappresentare un «punto di svolta per una nuova civiltà».

 

Come riportato da Renovatio 21, due anni fa sempre la Gran Loggia di Spagna, scriveva estasiata dell’incontro ecumenico di Abu Dhabi voluto da papa Francesco: «la Massoneria Universale trattiene il fiato davanti al passo da gigante compiuto dall’Umanità il 4 febbraio, quando, per la prima volta della sua Storia, il mondo ha celebrato la Giornata Internazionale della Fraternità Umana».

 

Un libro del 2013 dei giornalisti investigativi italiani Giacomo Galeazzi e Ferruccio Pinotti ha descritto l’entità dell’infiltrazione massonica in Vaticano. In Vaticano massone. Logge, denaro e poteri occulti: il lato segreto della Chiesa di papa Francesco, gli autori scrivono che «anche il Gran maestro catanese Vincenzo Di Benedetto, capo della Gran Loggia serenissima di Piazza del Gesù, alla nostra precisa domanda: “Varie fonti indicano l’esistenza di Logge massoniche anche in Vaticano; lo ritiene possibile?” ha risposto senza esitazione: “Assolutamente sì, a prescindere dalla denominazione utilizzata”» (p. 83).

 

Poche settimane prima di morire, il decano del giornalismo d’inchiesta italiano Andrea Purgatori fece una trasmissione televisiva in cui disse che papa Luciani, salito al Soglio nel 1978 con il nome di Giovanni Paolo, sarebbe morto la sera stessa del giorno in cui il giornalista Mino Pecorelli gli avrebbe consegnato la lista dei cardinali appartenenti alla massoneria. La rivelazione veniva fatta dalla sorella di Pecorelli, Rosita, durante una lunga trasmissione sulla TV nazionale dedicata alla figura del controverso giornalista assassinato nel 1979.

 

Voci del mondo cattolico tradizionalista ritengono che vicini alla massoneria sarebbero stati anche i papi del concilio e della messa nuova.

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Per la morte di Giovanni XXIII – «grande uomo che venne a rivoluzionare le idee, il pensiero e le forme della liturgia cattolica romana» – era arrivato un messaggio di cordoglio dalla Gran Loggia Occidentale Messicana, che ne lodava le encicliche Mater et Magistra Pacem in Terris che «hanno rivoluzionato i concetti in favore dei diritti dell’uomo e della libertà». Illazioni vennero poi fatte circolare sulla presunta affiliazione di Roncalli ad una loggia parigina.

 

Paolo VI si trovò anch’egli di fronte ad accuse di essere un massone, che arrivavano a specificare che vi sarebbe un simbolo massonico perfino nella tomba della madre. Certo, i discorsi all’ONU in cui parla di «architetti» e il via libera alla cremazione (grande caposaldo massonico) appena eletto non hanno aiutato il suo caso.

 

Come ha scritto Monsignor Carlo Maria Viganò, abbiamo oggi «vescovi e preti che negano i Sacramenti ai fedeli, ma che non perdono occasione per propagandare la propria incondizionata adesione all’agenda globalista in nome della fratellanza massonica».

 

Ma quale Fratellanza massonica: «dinanzi a questa Rivoluzione totale, questo maledetto Nuovo Ordine Mondiale che dovrebbe preparare il regno dell’Anticristo, noi non possiamo ancora credere che sia possibile alcuna fratellanza se non sotto la Legge di Dio».

 

Otto papi negli ultimi 200 anni hanno emesso 20 documenti che condannano la massoneria.

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Marina Abramovic si lamenta di aver bisogno dei bodyguard

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La performance artist Marina Abramovic si è lamentata della necessità di guardie di sicurezza, sostenendo che la protezione è necessaria a causa delle voci sul Pizzagate diffuse da testate come Infowars.   Abramovic ha fatto queste rivelazioni al «The Louis Theroux Podcast» lo scorso novembre, dando la colpa in gran parte al conduttore radiofonico Alex Jones – e non alle sue bizzarre buffonate – per aver ricevuto minacce fisiche, spiegando come un’e-mail a Tony Podesta che lo invitava a una cena di «Spirit Cooking» sia finita per intrappolare Hillary Clinton.   «Tony Podesta è un collezionista con cui collaboro. John Podesta è suo fratello, che ha lavorato a lungo per i Clinton, e quando era in città, Tony e io lo invitiamo a cena. Preparavo queste cene divertenti chiamate “cucina degli spiriti”, in cui preparo cibo normale con ricette divertenti», ha detto l’artista yugoslava.    

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La Abramovic ha poi descritto alcune delle ricette, tra cui una che menzionava il versamento di «urina fresca del mattino sui sogni da incubo».   Altre ricette «divertenti» scoperte da investigatori online nel 2016 vedevano Abramovic usare un miscuglio di sperma, latte materno e sangue di maiale, con note di ricetta che dicevano: «Mescola latte materno fresco con latte di sperma fresco. Bevi nelle notti di terremoto», mentre un’altra raccomandava: «Con un coltello affilato, fai un taglio profondo nel dito medio della mano sinistra. Mangia il dolore».   L’artista ha continuato affermando che John Podesta non ha mai partecipato alla cena, ma che la pubblicazione delle sue e-mail da parte di Wikileaks ha spinto gli investigatori online a trovare immagini di lei con un pentagramma, che insieme al Pizzagate hanno dato origine a voci di traffico sessuale di minori e abusi rituali satanici.   In seguito ha concordato con il Theroux sul fatto che Alex Jones fosse il «capofila delle accuse», sostenendo che lui l’aveva promossa da «sacerdotessa a somma sacerdotessa».   L’Abramovic ha poi raccontato di aver avuto bisogno della protezione delle guardie del corpo per andare e tornare da un teatro che esponeva le sue opere ad Amsterdam, sostenendo di essere stata avvisata che gli spettatori potevano portare armi. «Per via della faccenda di Alex Jones?» ha chiesto Theroux, al che lei rispose: «Tutto questo, sì».   L’artista ha poi raccontato un aneddoto accaduto durante la sua ultima esibizione, in cui aveva scambiato le rose per un regalo di festa. «Poi, quando me ne sono andata l’ultimo giorno di spettacolo, c’era un cuore enorme, bellissimo, fatto di rose fresche, davanti al teatro. E ho pensato: “Questo è per me, [per] aver finito il lavoro”».   «E loro hanno detto: “No, no, questa è una protesta per i bambini che avete appena mangiato” (…) Onestamente, non è affatto divertente. E io, sono solo inorridita da tutto questo”, ha aggiunto la controversa performance artist.   Il filmato sta suscitando rinnovato interesse, mentre il mondo si ritrae di fronte ai dettagli dei fascicoli Epstein che implicano i leader mondiali in abusi sessuali su minori.   «Non sono una satanista, sono un’artista» proclama la Abramovic al figlio conduttore TV dello scrittore Paul Theroux. Significativamente, l’artista chiede ai lettori di andare sul New York Times e consultare un articolo che la scagiona – come se la testata neoeboracena avesse ancora una parvenza di credibilità presso quella parte della popolazione che dubita delle élite e vede i grandi media tradizionale solo come prezzolati sistemi di insabbiamento e cover-up.   In rete si sono scatenati i commenti: è interessante quello secondo cui la vecchia artista tenderebbe ad assomigliare a Gargamella, l’arcinemico dei puffi, giù usato dal Beppe Grillo politico della prima ora (prima di tragedie elettorale e famigliari) per definire l’allora segretario del PD Pier Luigi Bersani.    

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Come riportato da Renovatio 21, allo scoppio del conflitto la Abramovic disse di sostenere l’Ucraina. In seguito il presidente ucraino Volodymyro Zelens’kyj le chiese di divenire «ambasciatrice» per il Paese.   «Sono stata anche invitata a far parte del consiglio dell’organizzazione Babyn Yar per continuare a proteggere il memoriale», ha aggiunto, riferendosi a un centro commemorativo dell’Olocausto dedicato agli ebrei assassinati dai nazisti in Ucraina.   «Sono stata la prima artista a sostenere la guerra dell’Ucraina contro la Russia e a dare la mia voce», ha dichiarato. «È sicuramente una ripetizione della storia».   Nel corso degli anni la Abramovic ha scritto messaggi grandi quanto un cartellone pubblicitario con il sangue di maiale, ha inciso pentagrammi sul suo stomaco con lame di rasoio, si è messa corna sulla testa e ha organizzato le famigerate cene di «Spirit Cooking» divenute notissime durante la campagna presidenziale americana 2016.   Il nome della Abramovic infatti era conosciuto principalmente solo nei circoli artistici d’avanguardia fino a poco prima delle elezioni presidenziali del novembre 2016, quando il suo nome è apparso nelle e-mail pubblicate da Wikileaks ottenute dall’hacking dall’account di John Podesta, presidente della campagna presidenziale di Hillary Clinton. Il fratello di John, Tony, è un noto collezionista di arte visivamente inquietante.   Una delle e-mail hackerate era un invito di Abramovic a entrambi i fratelli Podesta chiedendo loro di unirsi a lei per lo «Spirit Cooking» nella sua residenza a New York.   Una performance «Spirit Cooking» del 1997 registrata in video prevedeva che l’artista utilizzasse il sangue di maiale per scrivere «ricette» sui muri. Gli unici ingredienti richiesti sono i fluidi corporei: «mescola latte materno fresco con latte di sperma fresco» e «urina fresca del mattino spruzzata sui sogni da incubo» e «con un coltello affilato taglia profondamente il dito medio della mano sinistra e mangia il dolore».  

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«L’atto della cucina spirituale implica che Abramovic usi il sangue di maiale come un modo per connettersi con il mondo spirituale, per cucinare pensieri piuttosto che cibo», secondo un articolo del 2016 del Guardian.   Tali lavori dell’artista le sono valsi le accuse di essere satanista e di mimare con i suoi rituali il cannibalismo.   Le si è sempre difesa parlando del valore spirituale della sua arte. «Il mio lavoro riguarda più la spiritualità e nient’altro», ha detto Abramović ad ARTnews nel 2016 dopo che le email di Podesta erano state rivelate. «Faccio il mio lavoro da così tanto tempo e questo è un malinteso. È assolutamente scandaloso e ridicolo… voglio dire, questo mondo sta davvero diventando un inferno. Sono completamente stupita, qualcosa viene decontestualizzato allo scopo di vincere. Viviamo in un mondo così strano».   Alcuni anni fa, la Abramovic posò con Jacob Rothschild davanti a un dipinto di Thomas Lawrence intitolato «Satan Summoning his Legions» alla Royal Academy of Arts di Londra. La fotografia ancora circola in rete.  

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Come riportato da Renovatio 21, venerdì 10 aprile 2020 – venerdì Santo dell’anno della pandemia appena iniziata – con il mondo in lockdown – venne pubblicato da Microsoft un video promozionale per HoloLens 2 con protagonista la Abramovic. Molti commentatori obbiettarono a questa strana scelta di testimonial da parte dell’azienda, e la casuale coincidenza di averlo fatto uscire il giorno di commemorazione della morte di Nostro Signore. Vi furono quindi in rete le solite accuse di «satanismo».   Il colosso informatico di Bill Gates (lui) dovette quindi ritirare il video promozionale. Attualmente il video è sparito dalla rete, ma in qualche meandro dei social si trova ancora.     La Abramovic è diventata la prima donna ad avere una mostra retrospettiva personale alla Royal Academy of Arts nel Regno Unito, dal 23 settembre 2023 al 1 gennaio 2024. La BBC ha riferito che i visitatori entreranno nella mostra passando tra due modelle nude.  

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Immagine screenshot da YouTube
 
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