Spirito
Il Natale degli orfani della Signora Blu
Puntuale con un’ostinazione che nemmeno la TV italiano con le repliche di Una poltrona per due anche in questa vigilia del Natale Renovatio 21 propone il suo ormai classico racconto natalizio, a benefizio di chi non lo conosce, e di chi vuole rileggerlo. Le storie dei bambini della Signora Blu non smettono, nemmeno in questo 2024 che va a morire, di stupirci, di interrogarci, di colpirci nel profondo. Il cielo è caduto, demoni mostruosi sono a piede libero, e noi attendiamo che una donna, e un bambino, vengano per la nostra salvezza. Buon Natale, cari lettori.
Natale: nell’immaginario che ciascuno si porta dietro dall’età infantile, c’è una buona dose di storie a base di bambini senza casa abbandonati al freddo e alla crudeltà della società sino alla redenzione fiabesca: la piccola fiammiferaia, i bambini di Dickens, l’orfanella e le stelle d’oro, la stessa leggenda di San Nicola poi trasformatosi nella persistenza della cultura popolare nel tizio chiamato «Babbo Natale».
Mi sono talvolta chiesto, specie durante il Santo Natale quale idea del Creatore e del creato possa avere un bambino orfano, cioè un piccolo essere umano al picco della sua immaginazione – e quindi della sua devozione potenziale. Come l’innocenza può spiegarsi l’ammasso di dolore ed irrazionalità di un mondo tremendo, se non è neanche minimamente schermata dalla presenza dei genitori?
Una risposta mi arrivò, tempo addietro, dalla lettura di un articolo di un giornale statunitense.
Nel giugno 1997 la giornalista Linda Edwards pubblicò una storia nel Miami New Times con il titolo Myths Over Miami («Le leggende sopra Miami») in cui elencava una serie di racconti vividi uditi da bambini senzatetto della grande città della Florida.
La Edwards intervistò i piccoli vagabondi nei rifugi dei barboni e lungo le strade, facendo una scoperta sensazionale: una mitologia, una religione segreta sorprendentemente coerente era stata elaborata con grande dettaglio dal mondo degli orfani. Secondo la giornalista, questa sorta di canone teologico era condiviso da tutti i bambini senzatetto di età inferiore ai 10 anni, e probabilmente – scriveva – non solo a Miami, ma in tutti gli Stati Uniti, con esempi da Chicago e Oakland, in California.
Queste storie rappresentavano, e rappresentano tuttora, «un esempio eclatante di “poligenesi”, termine usato dagli studiosi di folclore per designare l’apparizione simultanea di storie vivide e simili in luoghi lontani fra loro». Un caso che conferma idee come quella dell’inconscio collettivo proposto da Carl Gustav Jung.
Trasmessa per via orale da bambini nei rifugi per homeless, tale religione – a cui talvolta ci si riferisce come secret stories, «storie segrete» – era un miscuglio ricco e bizzarro, carico di orrore e pericolo imminente. Agli occhi dello studioso delle religioni essa appare come uno strano, struggente, disperato culto gnostico. Le leggende si accompagnavano a rituali e credenze per evocare o contenere le forze demoniache, che erano tremende e quotidianamente attive nella vita di strada.
11 settembre in Paradiso
Secondo l’articolo, questi bambini credevano che la notte di Natale di qualche anno prima i demoni avessero assaltato il cielo, mandando in frantumi il palazzo di marmo di Dio e facendolo fuggire; da allora Dio non era mai più tornato, di lui non si hanno notizie, forse è esiliato da qualche parte. Di conseguenza, sono rimasti solo gli angeli a difendere ciò che era rimasto del Cielo e della Terra dopo questo repentino golpe demoniaco.
Il disastro – una sorta di 11 settembre in Paradiso – fu tenuto segreto dal resto del mondo, ma i bambini senzatetto furon stati allertati dai parenti morti che, come spiriti, avevan il compito di trasmettere la notizia. In particolare, i genitori o i fratelli morti, per il credo degli street children, appaiono in alcuni momenti per guidare i vivi: non vengono dall’aldilà.
Tali spiriti (i bimbi evitano la parola ghost, che secondo loro richiama baggianate della cultura popolare come il fantasmino Casper, preferendo sempre il termine spirit) nel quale la religione degli scugnizzi americani non crede, al massimo risiedono in una sorta di campo di base degli angeli da qualche parte nelle foreste paludose delle Everglades, un luogo magico custodito da alligatori giganti che divorano gli intrusi e dove scorre un fiume di acqua limpida, fredda e potabile.
Per assicurarsi che i cari defunti arrivassero lì, una foglia di palma fresca doveva essere posta sulle loro tombe per fungere da pass per l’ingresso nell’accampamento angelico.

L’orfano Andre disegna la base degli angeli nelle Everglades, con un fiume gelido di acqua potabile e immensi alligatori a fare da guardiani
I parenti morti agiscono quindi come intermediari tra gli angeli e i bambini, portano notizie dalla battaglia contro i demoni. Questi spiriti hanno le esatte fattezze di quando erano vivi, persino indossano i medesimi vestiti, ma possiedono intorno a loro lievi aureole colorate. All’inizio, uno spirito non può che muovere le labbra senza produrre suoni, ma alla fine, mentre imparano a comunicare dal mondo degli spiriti, possono essere ascoltati, avvertendo e consigliando i bambini. Un bambino ha raccontato di suo cugino morto manifestandosi per congratularsi con lui per aver vinto una gara di spelling in un rifugio, per poi mostrargli una scorciatoia per la sua scuola elementare che evitava i branchi di ubriachi e avvertendolo della fuga di Satana dalla sua prigione.
Un altro caso straziante è quello di Miguel, un bimbetto di otto anni. Suo padre, un immigrato nicaraguense, faceva il turno di notte in una stazione di servizio di Miami. Miguel camminava sempre per strada da solo per portare a suo padre una bibita proprio prima di andare a letto, così da fare due chiacchiere con il papà. Poi una notte il padre fu assassinato: «la polizia dice che i ladri hanno lasciato dei fiammiferi accesi sopra di lui prima di ucciderlo», ricorda Miguel.
La madre di Miguel non parlava inglese ed era analfabeta. Spesso veniva pagata meno di due dollari l’ora per i lavori temporanei che poteva trovare a Little Havana (lavare i pavimenti dei negozi, lavare i piatti nei ristoranti). Dopo la morte del marito, perse il suo appartamento. A prescindere da dove dormissero Miguel e la sua famiglia orfana (i bancali di una chiesa, un letto di rifugio, un marciapiede), lo spirito di suo padre appariva, insanguinato e bruciato in ogni parte del corpo da minuscole fiammelle.
Gli insegnanti di Miguel lo acchiappavano spesso mentre scappava dalla sua scuola nel centro di Miami, con i suoi piccoli pugni pieni di verdi foglie di palma, determinato a trovare la tomba di suo padre. Quando alla fine un assistente sociale lo portò al cimitero, Miguel si rifiutò di offrirle spiegazioni. «Ho bisogno di mio padre per trovare gli angeli» disse Miguel alla Edwards in una struttura caritatevole dell’Esercito della Salvezza situata vicino al quartiere di Liberty City. «Andrò lì quando verrò ucciso».
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Satana e le porte dell’Inferno
Come risultato della scomparsa di Dio, i demoni trovarono delle «porte d’accesso» al mondo umano. I bambini credono che questi portali si nascondano in frigoriferi abbandonati, Jeep Cherokees con finestre oscurate, specchi e «la città fantasma», cioè come essi chiamano un cimitero nella contea di Dade. Attraverso le «porte», i demoni (chiamati proprio in questo modo: ogni wicked spirit, «spirito cattivo», è definito «demone») vengono a sfamarsi: essi si cibano delle emozioni disforiche degli umani. Gelosia, odio e paura.
Satana aveva un odio speciale per Miami a causa di un’umiliazione che aveva sofferto lì mentre era in perlustrazione alla cerca di porte di accesso per i suoi demoni. Satana non ebbe problemi ad infiltrarsi tra la gente benestante di South Beach, nonostante fosse coperto di scaglie d’oro e d’argento; i bimbi ritengono che «la gente ricca talvolta può essere davvero stupida e venire fregata». Il demonio trovò una delle sue possibili bocche dell’Inferno sotto un edificio sul lungo di Ocean Drive, l’Hotel Colony.
Tuttavia, mentre era intento a corrompere il proprietario con 10 Mercedes, Satana fu catturato dagli angeli e intrappolato sotto il fiume che scorre attraverso Miami. A causa di questo, la sua pelle diventò di colore bordeaux, le corna crebbero dalla sua testa e il fiume bollì e si trasformò in sangue, mentre le urla spettrali dei bambini che aveva assassinato risalirono dalle sue profondità.

Il Colony Hotel, dove gli angeli vanno a cibarsi delle luci dei neon. [Credit Jason Ferguson (CC BY-NC-ND 2.0)]
Ma, dicono le storie segrete, Satana non rimase intrappolato a lungo. Scappò dalla sua prigione fluviale per tornare alla sua opera di devastazione. Allineati contro l’esercito di demoni erano gli angeli, che amano i neon abbondanti di Miami perché ne mordicchiano la luce per permettere loro di volare.
Le pallottole della Signora Blu
La principale figura di questo esercito di creature del bene è la Blue Lady, che ha la pelle pallida e vive nell’oceano; non può usare il suo potere per contrattaccare i maligni liberamente, però, perché a causa di un incantesimo demoniaco bisogna conoscere il suo nome segreto per riuscire ad evocarla – e purtroppo in pochi conoscono quel nome.
«Se tu e i tuoi amici siete su un angolo di una strada quando una macchina viene sparando proiettili e un bambino urla il suo vero nome, tutti saranno al sicuro – racconta una delle fonti di Linda Edwards, un bimbetto di nome Andre – anche se le pallottole ti strappano la pelle, la Blue Lady le fa cadere a terra. Lei può parlare con noi, anche senza che venga pronunciato il suo nome. Lei dice “tieni duro”».
Un’altra ragazza ha descritto di aver visto la Signora Blu, con fiori che scendono dalle sue braccia, e i disegni dei bambini spesso la mostrano mentre protegge i bambini sparando con la rivoltella a demoni e gangster.
Una volta che hanno visto la faccia di un bambino, sia la Blue Lady che i demoni possono sempre trovarli di nuovo. Lo stesso vale per gli spiriti. I bambini vivevano nella paura della più terrificante figura in questa orda di demoni. Essa era chiamata con una espressione spagnuola: La Llorona, cioè «colei che piange». È conosciuta anche come Bloody Mary, un demone di tale potenza da essere temuta dagli angeli e persino dallo stesso Satana.
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La madre sanguinaria
La Llorona, o Bloody Mary, piange sangue o lacrime nere da orbite vuote e si nutre del terrore dei bambini. Credevano che se si svegliassero di notte e la vedessero, sarebbero stati segnati a morte. Una bambina di 10 anni di nome Otius, descrisse come Bloody Mary predava i bambini: «Alcune ragazze senzatetto sentono le unghie graffiare sulla pelle delle loro braccia. La loro mano sembra un fuoco rosso. È Bloody Mary che le trascina in schiavitù – facendole entrare nelle gang, facendole divenire pazze».
Bloody Mary può essere evocata in una stanza buia cantando il suo nome davanti a uno specchio cosparso di acqua dell’oceano; e quando arriva, fa esplodere i vetri mutilando le sue vittime prima di ucciderle. I bambini credevano che portasse un rosario rosso che usava come arma, colpendo i bambini in faccia per ucciderli. I bambini credevano anche che lei fosse la grande alleata di Satana. Secondo le storie segrete, aveva ucciso il suo stesso bambino e aveva quindi giurato di uccidere tutti i bambini umani.
C’era tuttavia una solida speranza: su 1.000 ragazze senzatetto, una era definita la Special One, una bambina intelligente, coraggiosa, pura, una bambina che poteva fungere da esempio per le altre. Bloody Mary non poteva toccarla, e in sua presenza fuggiva, lasciando intravedere un volto grazioso e luminoso nella sua scia, cioè l’immagine di come era prima che fosse consumata dal male.
In una allucinante, rivoltante distorsione blasfema, i bimbi credevano che Dio, negli ultimi giorni prima di fuggire dal Cielo, fosse stato quasi sopraffatto da tutte le crisi sulla Terra create da Bloody Mary, e questa distrazione le permise di prendere d’assalto le mura con il suo esercito di demoni e cacciare fuori Dio; ma che non era solo questo che fece fuggire Dio – lo fece, impazzito dal dolore, quando realizzò la vera identità di Bloody Mary: la Madre di Cristo. Era così sconvolto, che era fuggito per non farsi più trovare.
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Metafora per il lettore
Questa storia è disturbante quanto spettacolare, tanto che dopo una decade l’articolo è riemerso in piena era social media con migliaia di condivisioni, forum in rete che fanno le pulci all’articolo (molti lo ritengono un falso). Ci sono echi di altre credenze nella religione degli orfani – il nome Bloody Mary e la sua evocazione sono storielle di paura familiari ai bambini in tutto il mondo occidentale, mentre Blue Lady assomiglia a Yemaya, una dea Santeria cubana, ed Erzulie, uno dei Loa del Vudù; nulla di simile a una mitologia coerente a livello nazionale tra i bambini tuttavia era stata rivelata prima.
Gli scrittori di romanzi immediatamente vi si ispirarono. Stephen King usò alcuni aspetti della storia in uno dei suoi libri. L’autrice fantasy Mercedes Lackey vi basò sopra un libro, Mad Maudlin. La (quella sì demoniaca) Disney acquistò i diritti dell’articolo della Edwards nel 2000, al fine di realizzare un film (che ancora non si è visto) tramite la mano del «maestro dell’horror» (ah, Topolino!) Clive Barker, un omosessuale capace di fantasie particolarmente cruente come visibile in Hellraiser.
Tuttavia, non è fiction quello che questa storia ispira a me.
Questa religione degli orfani è, per l’appunto, la religione di un popolo innocente e abbandonato. Un popolo tradito, sotto costante attacco del male, un popolo i cui difensori vivono in riserve indiane; un popolo che in qualche modo resiste alla lusinga del male che appare il vincitore materiale della storia della creazione.
È un credo disperato sino alla perversione, perché divenuto cieco, privo di riferimenti, dove il vertice ha misteriosamente abdicato alle sue sacre responsabilità, e la figura della madre diventa orrenda assassina prima del suo stesso figlio e poi dei figli dell’uomo tutti…
Caro lettore, cosa ti ricorda tutto questo? Davvero non riesci a vederlo?
Viviamo un incredibile momento, taciuto da tutti, dove le forze del male hanno preso il Sacro Palazzo, dove il capo umano è fuggito, dove la Madre (l’istituzione era chiamata anche così, Madre Chiesa, prima che accettasse il gender con l’Amoris Laetitia) è diventata massacratrice di Cristo in riti in cui oltraggia il Suo corpo nel modo più osceno, e assassina materiale dei bambini, quando, come con l’avallo della legge 194/1978 e della 40/2004 tollera e financo stimola de facto la strage dei bimbi innocenti.
Una chiesa infestata dai demoni, sotto cui qualcuno pure è riuscito a mantener la Fede, nell’attesa di una santa persona (una Vergine?) che faccia sfuggire il mostro di iniquità che la neochiesa è divenuta.
I bambini di Miami, nella loro disperazione, lo hanno in qualche modo capito.
Siamo stati abbandonati, ma non per sempre.
Buon Natale, lettore, che sei anche tu orfano come me della nostra madre.
Buon Natale, dal profondo di quel poco di cuore innocente che ci è ancora rimasto.
Roberto Dal Bosco
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Immagine di Michael Porebiak via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-SA 2.0
Pensiero
Peter Thiel: Benedetto XVI «credeva di vivere negli ultimi tempi»
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Palantir Founder Peter Thiel makes his first appearance on South Park, mocking his recent lectures in San Fransisco on the Antichrist pic.twitter.com/8leMiG4IBV
— HOT SPOT (@HotSpotHotSpot) October 16, 2025
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Spirito
Il parere di un sacerdote diocesano sulle consacrazioni
L’ultima Lettera ai nostri confratelli sacerdoti (n. 110, giugno 2026) pubblica estratti dell’omelia di un sacerdote diocesano francese, pronunciata il 10 maggio 2026. Ecco il riassunto che egli stesso fa della sua omelia.
«Giustifichiamo le consacrazioni della Società di San Pio X del 1° luglio . Spiego alcune sottigliezze del diritto canonico che giustificano determinate azioni. Lo stato di necessità è debitamente provato dalla situazione catastrofica della Chiesa. (…) La Società di San Pio X non chiede alcuna giurisdizione, ma solo l’autorità di trasmettere il sacro potere per la salvezza delle anime. È un po’ doloroso, ma non possiamo più rimanere in silenzio, a rischio di renderci colpevoli di complicità nell’autodistruzione della Chiesa!»
Ecco gli estratti più significativi:
Gesù ammonisce con il profeta: «Il cuore di questo popolo si è indurito, sono diventati duri d’udito e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non odano con gli orecchi, non comprendano con il cuore e non si convertano» (Mt 13,15, citando Is 6,9-10; cfr. Ger 5,21). I nostri gerarchi, accecati dall’ideologia, si rifiutano di affrontare la realtà e di aprirsi alle argomentazioni perfettamente giustificate della Fraternità Sacerdotale San Pio X.
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Non scegliere gli standard che ti fanno comodo!
Se il Codice di Diritto Canonico prevede che sia necessario un mandato papale per consacrare («ordinare») un vescovo (CIC 1013) e che la pena prevista (CIC 1382) sia la scomunica latae sententiae, perché è già stata predisposta la censura o pena ferendae sententiae, modellata su quella del 1° luglio 1988?
Lo stesso Codice è più misurato e comprensivo, se lo si desidera (CIC 1323): «chiunque, quando ha violato una legge o un precetto: 4 e ) abbia agito costretto da grave timore, anche solo relativo, o spinto dalla necessità, o per evitare un grave inconveniente, non è punibile con alcuna pena, a meno che l’atto non sia intrinsecamente malvagio o arrechi danno alle anime (…); 7 e ) abbia creduto che si verificasse una delle circostanze previste ai punti 4 o 5».
Il Codice di Diritto Canonico 1324 invita alla moderazione nei casi citati, suggerendo la penitenza piuttosto che la scomunica. E soprattutto, perché questo doppio standard? In Cina, gli accordi segreti del 2018 con la Santa Sede, rinnovati più volte e validi fino al 2028, rappresentano in realtà una completa capitolazione della Chiesa alla politica del fatto compiuto dei comunisti. Un confronto con le dichiarazioni ufficiali è rivelatore: il governo cinese non menziona mai il Papa, e si sforza persino di sottolineare la preminenza della loro «elezione» rispetto a qualsiasi potenziale approvazione della Santa Sede, con la conseguente perdita di ogni autonomia da parte del Papa. La Chiesa ha di fatto messo da parte gli arcivescovi, perché il Partito Comunista Cinese esige l’uguaglianza tra tutti i vescovi. Perché non vengono scomunicati, visto che il Papa non ha avuto voce in capitolo?
I vescovi del mondo comunista non furono forse costretti a consacrare i successori, dato lo stato di emergenza che stavano vivendo? Nella sola Cecoslovacchia, una dozzina di vescovi ordinarono circa 300 sacerdoti (non senza abusi, tra l’altro!).
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Il declino del cattolicesimo in Francia [o «lo stato di necessità»]
Ecco i dati dell’INSEE, un ente che difficilmente si mostrerà indulgente nei confronti dei seguaci dell’arcivescovo Lefebvre. Nel biennio 2019-2020, il 51% della popolazione si è dichiarato senza religione (un aumento di 8 punti percentuali per la fascia d’età 48-59 anni rispetto al biennio 2008-2009). Gli immigrati hanno il doppio delle probabilità di appartenere a una religione (81%).
Il cattolicesimo è ora professato solo dal 29% della popolazione (10% per l’Islam e 9% per gli altri cristiani). È la religione meno praticata: solo l’8% dei cattolici frequenta regolarmente un luogo di culto, rispetto a poco più del 20% per gli altri cristiani, i musulmani e i buddisti, e al 34% per gli ebrei. La trasmissione religiosa è bassa in Francia: 67% tra i cattolici, rispetto al 91% tra i musulmani.
Secondo un sondaggio IFOP per Bayard-La Croix, entro il 2025 solo il 5,5% degli adulti (circa 3,7 milioni di persone) parteciperà alla Messa almeno una volta al mese. Di questi, solo l’1,5% vi parteciperà settimanalmente. E solo la metà si confessa! Tra il 2006 e il 2021, la partecipazione settimanale è diminuita di due terzi: dal 5% all’1,5%.
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Il continuo declino del clero
La Conferenza Episcopale Francese indica che nel 2023 in Francia erano in servizio 12.019 sacerdoti, di cui circa 5.000 di età inferiore ai 75 anni. Tra questi, il 30% è già straniero, poiché la Grande Sostituzione sta colpendo il clero cattolico ancor più della popolazione francese. L’annuario diocesano di Nizza del 2025 riportava 38 sacerdoti francesi di età inferiore ai 75 anni effettivamente in servizio nella diocesi, ma 17 sacerdoti stranieri, pari al 30% (la media generale francese). I neocolonialisti stanno depredando le vocazioni africane invece di dare a noi [sacerdoti fedeli alla Tradizione] un posto.
Tra il 2000 e il 2017, il numero dei seminaristi è diminuito del 31% (da 976 a 667). Di fronte a questo calo, si ricorre a un inganno, coinvolgendo ora anche la Comunità di San Martino, che rappresenta un sesto dei seminaristi (da 109 sacerdoti e diaconi nel 2019 a 208 nel 2026, e circa un centinaio di seminaristi). Da tempo rifiutati per aver indossato la talare e vissuto in comunità, questi rappresentano la nuova tendenza dopo l’illusione carismatica (Beatitudini, Parola di Vita, Emmanuel). Quanto tempo ancora prima che la Chiesa apra gli occhi e si degni di chiamare a raccolta i sacerdoti della Tradizione?
La Comunità di San Martino non critica il Concilio Vaticano II, rifiutandosi di affrontare la radice del problema. Rifiuta la Messa tradizionale, affermando di difendere, come Solesmes, il rito latino di Paolo VI, che in realtà utilizza solo nel seminario di Évron (diocesi di Laval). Inoltre, è attualmente sotto visita apostolica per fare luce sulle pratiche del suo fondatore.
Sono inclusi anche gli ex seminaristi di Ecclesia Dei , come quelli della Fraternità Sacerdotale di San Pietro (417 sacerdoti e diaconi, 162 seminaristi) o dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote. Persino con le irregolarità del 2018, perdiamo il 18% (da 828 a 679 nel 2023), nonostante un quarto di loro sia di nazionalità straniera. A N., nel 2002 avevamo 19 seminaristi (non tutti ordinati); oggi ne è rimasto solo uno!
Possiamo dunque davvero fare a meno dei 733 sacerdoti della Fraternità Sacerdotale San Pio X (numero al giorno di Ognissanti 2025), con un’età media di 47 anni, e dei loro 264 seminaristi (al 1° novembre 2025 )?
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I vescovi ausiliari della Fraternità Sacerdotale San Pio X
Qualunque cosa accada, la Fraternità Sacerdotale San Pio X consacrerà solo quattro vescovi. Lo stesso numero del 1988, nonostante il numero dei fedeli, dei sacerdoti e degli apostolati sia esploso in 38 anni. Stanno dimostrando una notevole moderazione, dato che probabilmente ne servirebbe il triplo per coprire ragionevolmente tutto il mondo.
La Fraternità Sacerdotale San Pio X ha ormai solo due vescovi, ognuno responsabile delle anime di 300.000 giovani e vivaci fedeli! I poveri Vescovi de Galarreta e Fellay (rispettivamente di 69 e 68 anni) ordinano in 6 seminari, amministrano le cresime in 131 priorati e celebrano la Messa in 447 luoghi di culto in tutto il mondo. Viaggiano incessantemente per amministrare i sacramenti!
Conclusione: Silere non possumus , non possiamo più tacere!
La Fraternità Sacerdotale San Pio X non salverà la Chiesa, che è salvata solo da Cristo. «Quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà forse la fede sulla terra?» (Lc 18,8). Resteremo forse inattivi? Dio ci invita a fare ciò che possiamo e a chiedere ciò che non possiamo (DS 1536, Sesta Sessione sulla Giustificazione, Capitolo 11, del Concilio di Trento). E non è forse il fare ciò che possiamo contribuire ciascuno, al nostro livello, con le grazie ricevute da Dio, alla salvezza delle anime nella e attraverso la Chiesa? I fedeli hanno diritto ai sacramenti e i pastori hanno il dovere di amministrarli.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine da FSSPX.News
Spirito
Il cardinale Sarah dichiara all’UE che l’ideologia di genere e il fondamentalismo islamico sono «bestie apocalittiche»
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