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Il Natale degli orfani della Signora Blu

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Come ogni anno, Renovatio 21 ripropone la sua classica storia di Natale. Una storia che potrebbe essere terribilmente vera. Una storia che, in questo tempo devastato, ha ancora tantissimo da trasmettere.

 

 

 

 

Natale: nell’immaginario che ciascuno si porta dietro dall’età infantile, c’è una buona dose di storie a base di bambini senza casa abbandonati al freddo e alla crudeltà della società sino alla redenzione fiabesca: la piccola fiammiferaia, i bambini di Dickens, l’orfanella e le stelle d’oro, la stessa leggenda di San Nicola poi trasformatosi nella persistenza della cultura popolare nel tizio chiamato «Babbo Natale».

 

Mi sono talvolta chiesto, specie durante il Santo Natale quale idea del Creatore e del creato possa avere un bambino orfano, cioè un piccolo essere umano al picco della sua immaginazione – e quindi della sua devozione potenziale. Come l’innocenza può spiegarsi l’ammasso di dolore ed irrazionalità di un mondo tremendo, se non è neanche minimamente schermata dalla presenza dei genitori?

 

Una risposta mi arrivò, tempo addietro, dalla lettura di un articolo di un giornale statunitense.

Una mitologia, una religione segreta sorprendentemente coerente era stata elaborata con grande dettaglio dal mondo degli orfani

 

Nel giugno 1997 la giornalista Linda Edwards pubblicò una storia nel Miami New Times con il titolo Myths Over Miami («Le leggende sopra Miami») in cui elencava una serie di racconti vividi uditi da bambini senzatetto della grande città della Florida.

 

La Edwards intervistò i piccoli vagabondi nei rifugi dei barboni e lungo le strade, facendo una scoperta sensazionale: una mitologia, una religione segreta sorprendentemente coerente era stata elaborata con grande dettaglio dal mondo degli orfani. Secondo la giornalista, questa sorta di canone teologico era condiviso da tutti i bambini senzatetto di età inferiore ai 10 anni, e probabilmente – scriveva – non solo a Miami, ma in tutti gli Stati Uniti, con esempi da Chicago e Oakland, in California.

Una sorta di canone teologico condiviso da tutti i bambini senzatetto di età inferiore ai 10 anni

 

Queste storie rappresentavano, e rappresentano tuttora, «un esempio eclatante di “poligenesi”, termine usato dagli studiosi di folclore per designare l’apparizione simultanea di storie vivide e simili in luoghi lontani fra loro».  Un caso che conferma idee come quella dell’inconscio collettivo proposto da Carl Gustav Jung.

 

 

Un bambino disegna l’assalto dei demoni al palazzo di Dio avvenuto qualche Natale fa

Trasmessa per via orale da bambini nei rifugi per homeless, tale religione – a cui talvolta ci si riferisce come secret stories, «storie segrete» – era un miscuglio ricco e bizzarro, carico di orrore e pericolo imminente. Agli occhi dello studioso delle religioni essa appare come uno strano, struggente, disperato culto gnostico. Le leggende si accompagnavano a rituali e credenze per evocare o contenere le forze demoniache, che erano tremende e quotidianamente attive nella vita di strada.

 

11 settembre in Paradiso

 Secondo l’articolo, questi bambini credevano che la notte di Natale di qualche anno prima i demoni avessero assaltato il cielo, mandando in frantumi il palazzo di marmo di Dio e facendolo fuggire; da allora Dio non era mai più tornato, di lui non si hanno notizie, forse è esiliato da qualche parte. Di conseguenza, sono rimasti solo gli angeli a difendere ciò che era rimasto del Cielo e della Terra dopo questo repentino golpe demoniaco.

 

Il disastro – una sorta di 11 settembre in Paradiso – fu stato tenuto segreto dal resto del mondo, ma i bambini senzatetto furon stati allertati dai parenti morti che, come spiriti, avevan il compito di trasmettere la notizia. In particolare i genitori o i fratelli morti, per il credo degli street children, appaiono in alcuni momenti per guidare i vivi: non vengono dall’aldilà. Tali spiriti (i bimbi evitano la parola ghost, che secondo loro richiama baggianate della cultura popolare come il fantasmino Casper, preferendo sempre il termine spirit) nel quale la religione degli scugnizzi americani non crede, al massimo risiedono in una sorta di campo di base degli angeli da qualche parte nelle foreste paludose delle Everglades, un luogo magico custodito da alligatori giganti che divorano gli intrusi e dove scorre un fiume di acqua limpida, fredda e potabile. Per assicurarsi che i cari defunti arrivassero lì, una foglia di palma fresca doveva essere posta sulle loro tombe per fungere da pass per l’ingresso nell’accampamento angelico.

L’orfano Andre disegna la base degli angeli nelle Everglades, con un fiume gelido di acqua potabile e immensi alligatori a fare da guardiani

 

I parenti morti agiscono quindi come intermediari tra gli angeli e i bambini, portano notizie dalla battaglia contro i demoni. Questi spiriti hanno le esatte fattezze di quando erano vivi, persino indossano i medesimi vestiti, ma possiedono intorno a loro lievi aureole colorate. All’inizio, uno spirito non può che muovere le labbra senza produrre suoni, ma alla fine, mentre imparano a comunicare dal mondo degli spiriti, possono essere ascoltati, avvertendo e consigliando i bambini. Un bambino ha raccontato di suo cugino morto manifestandosi per congratularsi con lui per aver vinto una gara di spelling in un rifugio, per poi mostrargli una scorciatoia per la sua scuola elementare che evitava i branchi di ubriachi e avvertendolo della fuga di Satana dalla sua prigione.

 

Un altro caso straziante è quello di Miguel, un bimbetto di otto anni. Suo padre, un immigrato nicaraguense,faceva il turno di notte in una stazione di servizio di Miami. Miguel camminava sempre per strada da solo per portare a suo padre una bibita proprio prima di andare a letto, così da fare due chiacchiere con il papà. Poi una notte il padre fu assassinato: «la polizia dice che i ladri hanno lasciato dei fiammiferi accesi sopra di lui prima di ucciderlo», ricorda Miguel.

Miguel disegna lo spirito di suo padre assassinato mentre gli trasmette delle rivelazioni

 

La madre di Miguel non parlava inglese ed era analfabeta. Spesso veniva pagata meno di due dollari l’ora per i lavori temporanei che poteva trovare a Little Havana (lavare i pavimenti dei negozi, lavare i piatti nei ristoranti). Dopo la morte del marito, perse il suo appartamento. A prescindere da dove dormissero Miguel e la sua famiglia orfana (i bancali di una chiesa, un letto di rifugio, un marciapiede), lo spirito di suo padre appariva, insanguinato e bruciato in ogni parte del corpo da minuscole fiammelle.

 

Gli insegnanti di Miguel lo acchiappavano spesso mentre scappava dalla sua scuola nel centro di Miami, con i suoi piccoli pugni pieni di verdi foglie di palma, determinato a trovare la tomba di suo padre. Quando alla fine un assistente sociale lo portò al cimitero, Miguel si rifiutò di offrirle spiegazioni. «Ho bisogno di mio padre per trovare gli angeli» disse Miguel a alla Edwards in una struttura caritatevole dell’Esercito della Salvezza situata vicino al quartiere di Liberty City. «Andrò lì quando verrò ucciso».

 

Satana e le porte dell’Inferno

Come risultato della scomparsa di Dio, i demoni trovarono delle «porte d’accesso» al mondo umano. I bambini credono che questi portali si nascondano in frigoriferi abbandonati, Jeep Cherokees con finestre oscurate, specchi e «la città fantasma», cioè come essi chiamano un cimitero nella contea di Dade. Attraverso le «porte», i demoni (chiamati proprio in questo modo: ogni wicked spirit, «spirito cattivo», è definito «demone») vengono a sfamarsi: essi si cibano delle emozioni disforiche degli umani. Gelosia, odio e paura.

Attraverso dei «portali», i demoni vengono sulla Terra a sfamarsi: essi si cibano delle emozioni disforiche degli umani. Gelosia, odio e paura

 

Satana aveva un odio speciale per Miami a causa di un’umiliazione che aveva sofferto lì mentre era in perlustrazione alla cerca di porte di accesso per i suoi demoni. Satana non ebbe problemi ad infiltrarsi tra la gente benestante di South Beach, nonostante fosse coperto di scaglie d’oro e d’argento; i bimbi ritengono che «la gente ricca talvolta può essere davvero stupida e venire fregata». Il demonio trovò una delle sue possibili bocche dell’Inferno sotto un edificio sul lungo di Ocean Drive, l’Hotel Colony.

 

Tuttavia, mentre era intento a corrompere il proprietario con 10 Mercedes, Satana fu catturato dagli angeli e intrappolato sotto il fiume che scorre attraverso Miami. A causa di questo, la sua pelle diventò di colore bordeaux, le corna crebbero dalla sua testa e il fiume bollì e si trasformò in sangue, mentre le urla spettrali dei bambini che aveva assassinato risalirono dalle sue profondità.

 

Il Colony Hotel, dove gli angeli vanno a cibarsi delle luci dei neon. [Credit Jason Ferguson (CC BY-NC-ND 2.0)]

 

Ma, dicono le storie segrete, Satana non rimase intrappolato a lungo. Scappò dalla sua prigione fluviale per tornare alla sua opera di devastazione. Allineati contro l’esercito di demoni erano gli angeli, che amano i neon abbondanti di Miami perché ne mordicchiano la luce per permettere loro di volare.

 

Le pallottole della Signora Blu

 La principale figura di questo esercito di creature del bene è la Blue Lady, che ha la pelle pallida e vive nell’oceano; non può usare il suo potere per contrattaccare i maligni liberamente, però, perché a causa di un incantesimo demoniaco bisogna conoscere il suo nome segreto per riuscire ad evocarla – e purtroppo in pochi conoscono quel nome.

Phat, 9 anni, disegna la Blue Lady mentre difende i bambini da demoni armati

 

«Se tu e i tuoi amici siete su un angolo di una strada quando una macchina viene sparando proiettili e un bambino urla il suo vero nome, tutti saranno al sicuro – racconta una delle fonti di Linda Edwards, un bimbetto di nome Andre – anche se le pallottole ti strappano la pelle, la Blue Lady le fa cadere a terra. Lei può parlare con noi, anche senza che venga pronunciato il suo nome. Lei dice “tieni duro”».

 

Un’altra ragazza ha descritto di aver visto la Signora Blu, con fiori che scendono dalle sue braccia, e i disegni dei bambini spesso la mostrano mentre protegge i bambini sparando con la rivoltella a demoni e gangster.

 

Una volta che hanno visto la faccia di un bambino, sia la Blue Lady che i demoni possono sempre trovarli di nuovo. Lo stesso vale per gli spiriti. I bambini vivevano nella paura della più terrificante figura in questa orda di demoni. Essa era chiamata con una espressione spagnuola: La Llorona, cioè «colei che piange». È conosciuta anche come Bloody Mary, un demone di tale potenza da essere temuta dagli angeli e persino dallo stesso Satana.

Un bambino disegna Bloody Mary e le sue lacrime di sangue

 

La madre sanguinaria

La Llorona, o Bloody Mary, piange sangue o lacrime nere da orbite vuote e si nutre del terrore dei bambini. Credevano che se si svegliassero di notte e la vedessero, sarebbero stati segnati a morte. Una bambina di 10 anni di nome Otius, descrisse come Bloody Mary predava i bambini: «Alcune ragazze senzatetto sentono le unghie graffiare sulla pelle delle loro braccia. La loro mano sembra un fuoco rosso. È Bloody Mary che le trascina in schiavitù – facendole entrare nelle gang, facendole divenire pazze».

 

Bloody Mary può essere evocata in una stanza buia cantando il suo nome davanti a uno specchio cosparso di acqua dell’oceano; e quando arriva, fa esplodere i vetri mutilando le sue vittime prima di ucciderle. I bambini credevano che portasse un rosario rosso che usava come arma, colpendo i bambini in faccia per ucciderli. I bambini credevano anche che lei fosse la grande alleata di Satana. Secondo le storie segrete, aveva ucciso il suo stesso bambino e aveva quindi giurato di uccidere tutti i bambini umani.

Secondo le storie segrete, Bloody Mary aveva ucciso il suo stesso bambino e aveva quindi giurato di uccidere tutti i bambini umani

 

C’era tuttavia una solida speranza: su 1.000 ragazze senzatetto, una era definita la Special One, una bambina intelligente, coraggiosa, pura, una bambina che poteva fungere da esempio per le altre. Bloody Mary non poteva toccarla, e in sua presenza fuggiva, lasciando intravedere un volto grazioso e luminoso nella sua scia, cioè l’immagine di come era prima che fosse consumata dal male.

 

In una allucinante, rivoltante distorsione blasfema, i bimbi credevano che Dio, negli ultimi giorni prima di fuggire dal Cielo, fosse stato quasi sopraffatto da tutte le crisi sulla Terra create da Bloody Mary, e questa distrazione le permise di prendere d’assalto le mura con il suo esercito di demoni e cacciare fuori Dio; ma che non era solo questo che fece fuggire Dio – lo fece, impazzito dal dolore, quando realizzò la vera identità di Bloody Mary: la Madre di Cristo. Era così sconvolto, che era fuggito per non farsi più trovare.

La bambina Otius disegna il suo futuro, la sua tomba

 

Metafora per il lettore

 Questa storia è disturbante quanto spettacolare, tanto che dopo una decade l’articolo è riemerso in piena era social media con migliaia di condivisioni, forum in rete che fanno le pulci all’articolo (molti lo ritengono un falso). Ci sono echi di altre credenze nella religione degli orfani – il nome Bloody Mary e la sua evocazione sono storielle di paura familiari ai bambini in tutto il mondo occidentale, mentre Blue Lady assomiglia a Yemaya, una dea Santeria cubana, ed Erzulie, uno dei Loa del Vudù; nulla di simile a una mitologia coerente a livello nazionale tra i bambini tuttavia era stata rivelata prima.

 

Gli scrittori di romanzi immediatamente vi si ispirarono. Stephen King usò alcuni aspetti della storia in uno dei suoi libri. L’autrice fantasy Mercedes Lackey vi basò sopra un libro, Mad Maudlin. La (quella sì demoniaca) Disney acquistò i diritti dell’articolo della Edwards nel 2000, al fine di realizzare un film (che ancora non si è visto) tramite la mano del «maestro dell’horror» (ah, Topolino!) Clive Barker, un omosessuale capace di fantasie particolarmente cruente come visibile in Hellraiser.

Questa religione degli orfani è, per l’appunto, la religione di un popolo innocente e abbandonato. Un popolo tradito, sotto costante attacco del male

 

Tuttavia, non è fiction quello che questa storia ispira a me.

 

Questa religione degli orfani è, per l’appunto, la religione di un popolo innocente e abbandonato. Un popolo tradito, sotto costante attacco del male, un popolo i cui difensori vivono in riserve indiane; un popolo che in qualche modo resiste alla lusinga del male che appare il vincitore materiale della storia della creazione.

 

È un credo disperato sino alla perversione, perché divenuto cieco, privo di riferimenti, dove il vertice ha misteriosamente abdicato alle sue sacre responsabilità, e la figura della madre diventa orrenda assassina prima del suo stesso figlio e poi dei figli dell’uomo tutti…

 

Il vertice ha misteriosamente abdicato alle sue sacre responsabilità, e la figura della madre diventa orrenda assassina prima del suo stesso figlio e poi dei figli dell’uomo tutti

Caro lettore, cosa ti ricorda tutto questo? Davvero non riesci a vederlo?

 

Viviamo un incredibile momento, taciuto da tutti, dove le forze del male hanno preso il Sacro Palazzo, dove il capo umano è fuggito, dove la Madre (l’istituzione era chiamata anche così, Madre Chiesa, prima che accettasse il gender con l’Amoris Laetitia) è diventata massacratrice di Cristo in riti in cui oltraggia il Suo corpo nel modo più osceno, e assassina materiale dei bambini, quando, come con l’avallo della legge 194/1978 e della 40/2004 tollera e financo stimola de facto la strage dei bimbi innocenti.

 

Una chiesa infestata dai demoni, sotto cui qualcuno pure è riuscito a mantener la Fede, nell’attesa di una santa persona (una Vergine?) che faccia sfuggire il mostro di iniquità che la neochiesa è divenuta.

 

I bambini di Miami, nella loro disperazione, lo hanno in qualche modo capito.

Siamo stati abbandonati, ma non per sempre

 

Siamo stati abbandonati, ma non per sempre.

 

Buon natale, lettore, che sei anche tu orfano come me della nostra madre.

 

Buon Natale, dal profondo di quel poco di cuore innocente che ci è ancora rimasto.

 

 

Roberto Dal Bosco
 

 

Immagine di Jason Ferguson via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)

 

 

 

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Essere genitori

Bambini travestiti da donne in lingerie bourlesque fatti sfilare per una città spagnola

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È emerso online un video di bambini piccoli che prendono parte a una parata in Spagna indossando lingerie in stile burlesque, copricapezzoli e parrucche, con bandiere arcobaleno LGBT attaccate sulla schiena.

 

Il filmato, girato durante un carnevale annuale a Torrevieja, una città nel sud della Spagna ritenuta «gay-friendly», mostra un gruppo di minori che marcia con diversi che sembrano avere circa 9 o 10 anni o meno.

 

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Oltre ai reggicalze e alle calze erotiche e succinte, ai bambini è stata posizionata una «X» di nastro nero sui capezzoli e è stato applicato un trucco completo sui loro volti.

 

Il video mostra i bambini che vengono istruiti a imitare gli adulti eseguendo gesti provocatori per le strade della città di Alicante davanti a spettatori adulti e ad altri bambini.

 

In un video, si vede una donna che mette qualcosa, presumibilmente dolci, nella bocca dei bambini mentre si muovono.

 

Alcuni di coloro che hanno pubblicato il filmato hanno notato che il titolo della «performance» era «Prometer hasta meter» che indica qualcuno che promette qualsiasi cosa e poi se ne dimentica una volta ottenuto ciò che voleva.

 

Altri video mostravano adulti che indossavano gli stessi abiti ed eseguivano gli stessi movimenti.

 

 

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Secondo l’account Twitter Right Angle News Network gli organizzatori del numero sarebbero noti per il loro «simbolismo antagonista che prende di mira principalmente il cristianesimo».

 

 

Va notato come Torrevieja sia governata in solitario dal Partido Popular (PP), la versione spagnuola della Democrazia Cristiana, sempre pronta a compromessi o a vere e proprie aperture alla dissoluzione del mondo moderno. La scorsa estate il sindaco della città presenziò, tra drappi omotransessualisti, alla lettura di un manifesto gay nel corso delle celebrazioni del Pride, riporta il quotidiano catalano La Vanguardia.

 

Nel manifesto letto alla presenza del primo cittadino del partito conservatore vi erano una presa di posizione sui «divorzi duri che alcuni usano per legittimare la violenza sessista», i quali «hanno bisogno di opposizione» da parte degli omosessualisti. Il machismo come «la violenza di genere esiste e necessita di opposizione. Perché il genere non è un’ideologia e il collettivo LGTBIQ+ non è una lobby. Perché il concetto di famiglia non è impermeabile, non è un uomo e una donna che hanno figli».

 

Pochi mesi dopo, ecco che, con la scusa del carnevale, anche l’immagine dei figli diviene, come dire, «non impermeabile». Alcuni sostengono che si tratti in realtà di bambine, ma la sostanza non sembra cambiare molto.

 


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È piuttosto inutile nascondersi dietro al fatto che si tratta di carnevale: non si tratta nemmeno di adolescenti, si tratta di bambini piccoli, e l’effetto che un simile video fa sull’animo di un genitore è scioccante.

 

Del resto lo avevano detto: «convertiremo i vostri figli». La canzone dei gay organizzati uscita qualche anno fa, poi subito sparita quando si scoprirono i possibili trascorsi di alcuni cantori coinvolti, di fatto si limitava a riprendere un programma noto.

 

Nel febbraio 1987, comparve sulla testata americana Gay Community News un testo (che non sarebbe sbagliato etichettare come un vero hate speech eterofobo, ma per quello la legge non c’è e non ci sarà mai) intitolato Gay Manifesto. Lo firmava un certo Michael Swift, che alcuni credono fosse solo uno pseudonimo. L’incipit di tale «Manifesto omosessuale» recitava:

 

«Sodomizzeremo i vostri figli, emblema della vostra debole mascolinità, dei vostri sogni superficiali e delle bugie volgari. Li sedurremo nelle vostre scuole, nei vostri dormitori, nelle vostre palestre, nei vostri spogliatoi, nei vostri palazzetti dello sport, nei vostri seminari, nei vostri gruppi giovanili, nei bagni dei vostri cinema, nei vostri dormitori dell’esercito, nelle vostre fermate dei camion, nei vostri club per soli machi, nelle vostre Camere dei Deputati, ovunque gli uomini stiano assieme agli uomini. I vostri figli diventeranno i nostri servi e obbediranno ai nostri ordini. Saranno riplasmati a nostra immagine. Verranno a desiderarci e ad adorarci».

 

Fu detto che in realtà si trattava di satira, di uno scherzo. Insomma, una carnevalata, anche qui. Tuttavia il ritornello si ripete nei decenni.

 

Come riportato da Renovatio 21, la marcia delle Drag Queen durante il Pride di Nuova York della scorsa estate ha scandito una coretto in piena lucidità: «We’re here, we’re queer, we’re coming for your children», cioè «Siamo qui, siamo finocchi, stiamo venendo a prendere i vostri figli». Com’era? «Prometer hasta meter»…

 


Il carnevale non può essere la scusa per tale abisso di degrado – soprattutto perché bisogna realizzare che il carnevale non è solo uno strumento, è il fine di tutto questo, un mondo che, come nel momento di festa estrema, inverte qualsiasi legge naturale e sociale.

 

Preparatevi ad una difesa ad oltranza della vostra prole e della sua innocenza.

 

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Immagine screenshot da Twitter

 

 

 

 

 

 

 

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Alimentazione

Ricercatori collegano le bevande energetiche ai pensieri suicidi nei bambini

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Una nuova ricerca ha rivelato che le bevande energetiche potrebbero rappresentare un rischio maggiore per il cervello dei bambini e dei più giovani di quanto si pensasse in precedenza. Lo riporta Epoch Times.   Secondo uno studio di Fuse, un Centro per la ricerca nella sanità pubblica presso la Teesside University e l’Università di Newcastle nel Regno Unito, coloro che consumavano bevande energetiche avevano un rischio maggiore di problemi di salute mentale come depressione, pensieri suicidi, disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e ansia.   Il paper stato pubblicato sulla rivista Public Health il mese scorso.

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I ricercatori hanno affermato di aver esaminato i dati di 57 studi su oltre 1,2 milioni di bambini e giovani provenienti da più di 21 paesi per giungere alle loro conclusioni.   È emerso che i ragazzi consumavano più bevande energetiche rispetto alle ragazze, mentre «molti studi» riportavano un’associazione tra il consumo di bevande energetiche e l’assunzione eccessiva di alcol, e il fumo, nonché l’uso di altre sostanze.   «Ulteriori effetti sulla salute rilevati nella revisione aggiornata includevano un aumento del rischio di suicidio, disagio psicologico, sintomi del disturbo da deficit di attenzione e iperattività, comportamenti depressivi e di panico, malattie allergiche, resistenza all’insulina, carie dentale e usura erosiva dei denti», scrive l’abstract del documento.   Per quanto riguarda gli impatti sulla salute mentale, è emerso che il consumo «frequente» di bevande energetiche «era associato a tentativi di suicidio e a grave stress», mentre «c’erano anche tassi più elevati di ideazione e tentativi di suicidio con l’assunzione di [bevande energetiche] più di una volta al giorno».   “L’analisi longitudinale ha riferito che il consumo di [bevande energetiche] era correlato a un aumento della disattenzione dell’ADHD, disturbi della condotta, sintomi depressivi e di panico», continua lo studio.   Una coautrice, Shelina Visram, dell’Università di Newcastle, ha dichiarato in un comunicato stampa di essere «profondamente preoccupata per i risultati secondo cui le bevande energetiche possono portare a disagio psicologico e problemi di salute mentale».   «Questi sono importanti problemi di salute pubblica che devono essere affrontati», ha aggiunto. «C’è stata inazione politica in questo settore nonostante le preoccupazioni del governo e le consultazioni pubbliche. È giunto il momento di intervenire sul settore in più rapida crescita del mercato delle bevande analcoliche».

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I ricercatori, che risiedono in Gran Bretagna, hanno anche chiesto al governo di vietare o limitare le bevande energetiche per i giovani e i bambini.   «Queste prove suggeriscono che le bevande energetiche non hanno posto nella dieta dei bambini e dei giovani», ha detto a Fox News l’autrice Amelia Lake, professoressa di nutrizione per la salute pubblica presso la Teesside University. «I politici dovrebbero seguire l’esempio dei paesi che hanno posto limiti di età sulle vendite ai bambini» perché, come dimostra il loro studio, i ricercatori hanno «trovato un elenco ancora più ampio di risultati sulla salute mentale e fisica associati al consumo di bevande energetiche da parte di bambini e giovani», ha affermato.   «Abbiamo ripetuto [la revisione] solo per trovare uno spazio evidente in continua crescita che suggerisce che il consumo di queste bevande è associato a esiti negativi sulla salute», ha continuato la dottoressa Lake.   Diversi paesi hanno già provato a regolamentare le bevande energetiche, compreso il divieto di vendita ai minori in Lettonia e Lituania. Secondo quanto riferito, anche altri paesi come la Finlandia e la Polonia stanno cercando di vietare la vendita dei prodotti ai minori di 18 anni.   Lo studio, nel frattempo, ha ottenuto una risposta da parte dei funzionari britannici. Un portavoce del Dipartimento britannico della sanità e dell’assistenza sociale ha detto alla BBC che «ci siamo consultati su una proposta per porre fine alla vendita di bevande energetiche ai bambini sotto i 16 anni in Inghilterra, e presenteremo la nostra risposta completa a tempo debito» e che «nel frattempo, molti rivenditori e supermercati più grandi hanno introdotto volontariamente il divieto di vendita di bevande energetiche ai bambini sotto i 16 anni».

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Essere genitori

Gli scienziati chiedono una moratoria globale sui vaccini mRNA e la rimozione immediata dal programma infantile

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

Un articolo di revisione pubblicato la scorsa settimana sulla rivista Cureus è il primo articolo sottoposto a revisione paritaria a chiedere una moratoria globale sui vaccini mRNA COVID-19. Gli autori affermano che i dati rianalizzati provenienti dalle sperimentazioni dei produttori di vaccini e gli alti tassi di gravi lesioni post-iniezione indicano che i vaccini per la terapia genica mRNA non avrebbero dovuto essere autorizzati per l’uso.

 

I governi dovrebbero sostenere una moratoria globale sui vaccini mRNA fino a quando tutte le questioni sulla loro sicurezza non saranno state indagate a fondo, secondo gli autori di un nuovo articolo sottoposto a revisione paritaria sugli studi sui vaccini COVID-19 e sulla campagna di vaccinazione globale pubblicato la scorsa settimana su Cureus, una rivista di scienza medica.

 

Cureus è una rivista medica generale ad accesso aperto e sottoposta a revisione paritaria basata sul web che utilizza la revisione paritaria pre-pubblicazione.

 

Gli autori hanno esaminato le ricerche pubblicate sulle sperimentazioni dei vaccini delle aziende farmaceutiche e sui relativi eventi avversi. Hanno inoltre chiesto che i vaccini contro il COVID-19 vengano immediatamente rimossi dal programma di vaccinazione infantile.

 

Dopo che i primi rapporti sugli studi sui vaccini affermavano che erano efficaci al 95% nella prevenzione del COVID-19, sono diventati pubblici seri problemi con il metodo, l’esecuzione e la rendicontazione degli studi, che il documento ha esaminato in dettaglio.

 

Le prove mostrano inoltre che i prodotti non sono mai stati sottoposti a test tossicologici e di sicurezza adeguati e, dopo il lancio del vaccino, i ricercatori hanno identificato un numero significativo di eventi avversi (AE) ed eventi avversi gravi (SAE).

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Gli auutori M. Nathaniel Mead, Stephanie Seneff, Ph.D., Russ Wolfinger, Ph.D., Jessica Rose, Ph.D., Kris Denhaerynck, Ph.D., Steve Kirsch e il dottor Peter McCullough hanno dettagliato i potenziali gravi danni dei vaccini per gli esseri umani, i problemi di controllo e trattamento dei vaccini, i meccanismi alla base degli eventi avversi, le ragioni immunologiche dell’inefficacia del vaccino e i dati sulla mortalità derivanti dalla registrazione prove.

 

«L’approvazione da parte dell’agenzia federale dei prodotti iniettabili di mRNA COVID-19 su una base di copertura generale a livello di popolazione non ha avuto il supporto di una valutazione onesta di tutti i dati di registrazione rilevanti e di una considerazione proporzionata dei rischi rispetto ai benefici» concludono.

 

Hanno inoltre chiesto l’immediata rimozione dei vaccini dal programma di vaccinazione infantile e la sospensione dei richiami.

 

«Non è etico e inconcepibile somministrare un vaccino sperimentale a un bambino che ha un rischio vicino allo zero di morire di COVID-19 (IFR, 0,0003%) ma un rischio ben consolidato del 2,2% di danni cardiaci permanenti sulla base delle migliori prospettive. dati disponibili», hanno scritto.

 

Infine, gli autori hanno chiesto un’indagine approfondita sulla cattiva condotta delle aziende farmaceutiche e delle agenzie di regolamentazione.

 

È il primo studio sottoposto a revisione paritaria a chiedere una moratoria sui prodotti mRNA di COVID-19, ha detto Rose a The Defender.

 

«Una volta effettuata un’adeguata valutazione delle dichiarazioni di sicurezza ed efficacia nel presente documento – in base alla quale sono state concesse l’autorizzazione all’uso di emergenza (EUA) e le autorizzazioni finali definitive – si è riscontrato che i prodotti iniettabili COVID-19 non erano né sicuri né efficaci», ha aggiunto.

 

Secondo McCollough, «l’mRNA non avrebbe mai dovuto essere autorizzato per l’uso umano».

 

L’autore principale Mead ha dichiarato a The Defender: «Il nostro punto di vista è che qualsiasi analisi rischio-beneficio deve considerare quanto il presunto beneficio in termini di riduzione della mortalità correlata al COVID-19 sia compensato dal potenziale aumento della mortalità indotta dal vaccino».

 

Ecco sei punti salienti della recensione:

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1. I «vaccini» contro il COVID-19 sono terapie geniche riclassificate che sono state accelerate attraverso il processo di regolamentazione in un modo senza precedenti nella storia

Prima del processo di autorizzazione di sette mesi per i vaccini a mRNA, nessun vaccino era mai stato immesso sul mercato senza essere stato sottoposto a test di almeno quattro anni, con tempistiche medie di 10 anni.

 

Per accelerare il processo, le aziende hanno saltato gli studi preclinici sulla potenziale tossicità da dosi multiple e hanno ridotto il periodo di osservazione tipico di 6-12 mesi per identificare gli effetti avversi a lungo termine e il periodo stabilito di 10-15 anni per il monitoraggio degli effetti a lungo termine come cancro e malattie autoimmuni, hanno scritto gli autori.

 

Negli studi è stata data priorità alla documentazione dell’efficace riduzione dei sintomi rispetto all’SAE e alla mortalità. Ciò è particolarmente preoccupante, sostengono gli autori, perché i prodotti a base di mRNA sono prodotti di terapia genica riclassificati come vaccini e quindi somministrati per la prima volta con l’EUA per l’uso contro una malattia virale.

 

Tuttavia, la sicurezza dei componenti delle terapie geniche non è stata valutata approfonditamente per l’uso come vaccini.

 

Esiste una grande preoccupazione non indagata sul fatto che l’mRNA possa trasformare le cellule del corpo in fabbriche di proteine ​​virali – senza interruttore – che producono la proteina spike per un periodo prolungato causando infiammazione sistemica cronica e disfunzione immunitaria.

 

La proteina Spike nel vaccino, hanno affermato gli autori, è associata a immunopatologie e altri eventi avversi più gravi rispetto alla proteina Spike nel virus stesso.

 

Gli autori hanno suggerito che i massicci investimenti governativi nella tecnologia dell’mRNA, tra cui centinaia di milioni prima della pandemia e decine di miliardi una volta iniziata, significavano che «le agenzie federali statunitensi erano fortemente sbilanciate verso risultati positivi per gli studi di registrazione».

 

Gli incentivi finanziari insieme alle pressioni politiche per fornire una soluzione rapida probabilmente hanno influenzato una serie di decisioni errate che hanno compromesso l’integrità delle sperimentazioni e minimizzato le serie preoccupazioni scientifiche sui rischi legati alla tecnologia, hanno aggiunto.

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2. Negli studi sono state adottate misure per sovrastimare l’efficacia del vaccino 

Poiché gli studi erano progettati per valutare se il vaccino mRNA riducesse i sintomi, non hanno misurato se i vaccini prevenissero malattie gravi e morte. Eppure i produttori del vaccino hanno ripetutamente affermato di sì.

 

«Nessun ampio studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, ha mai dimostrato riduzioni nella trasmissione, nell’ospedalizzazione o nella morte di SARS-CoV-2», hanno scritto gli autori.

 

Inoltre, il numero di persone che hanno contratto il COVID-19 clinico sia nel gruppo placebo che in quello di intervento era «troppo piccolo per trarre conclusioni significative, pragmatiche o di ampio respiro riguardo alla morbilità e alla mortalità del COVID-19».

 

Le dichiarazioni di efficacia del 95% di Pfizer si basavano su 162 dei 22.000 destinatari del placebo che avevano contratto il COVID-19 confermato dalla PCR rispetto a otto dei 22.000 nel gruppo del vaccino. Nessuno dei soggetti che hanno ricevuto il placebo è morto di COVID-19. Negli studi Moderna, solo un decesso placebo è stato attribuito a COVID-19.

 

C’era anche una percentuale molto maggiore di «casi sospetti di COVID-19» in entrambi i gruppi, con partecipanti che mostravano sintomi di COVID-19 ma un test PCR negativo. Se si tiene conto di questi casi, le misure dell’efficacia del vaccino scendono a circa il 19%.

 

Il gruppo di soggetti dello studio era composto in gran parte da individui giovani e sani, esclusi gruppi chiave – bambini, donne incinte, anziani e persone immunocompromesse – che possono anche oscurare l’effettiva efficacia e sicurezza del vaccino.

 

I risultati delle nuove analisi dei dati degli studi Pfizer possono essere interpretati come una dimostrazione che i vaccini non hanno fatto «nessuna differenza significativa» nel ridurre la mortalità per tutte le cause nei gruppi vaccinati rispetto a quelli non vaccinati a 20 settimane dall’inizio dello studio, hanno scritto gli autori.

 

Anche i dati post-marketing a sei mesi presentati da Pfizer alla Food and Drug Administration (FDA) statunitense non hanno mostrato alcuna riduzione della mortalità per tutte le cause dovuta al vaccino.

 

Gli autori hanno rianalizzato tali dati, aggiustando l’analisi dei decessi per tenere meglio conto del fatto che quando Pfizer ha aperto lo studio, le persone del gruppo placebo hanno preso il vaccino e hanno scoperto che il gruppo vaccinato aveva un tasso di mortalità più elevato (0,105%) rispetto al gruppo non vaccinato. (0,0799%), che secondo loro era una stima conservativa.

 

Uno dei problemi più evidenti con gli studi registrativi, hanno osservato, era che si concentravano esclusivamente sulla misurazione della riduzione del rischio – il rapporto tra i tassi di sintomi del COVID-19 nel gruppo del vaccino rispetto al gruppo del placebo – piuttosto che sulla misurazione della riduzione del rischio assoluto, che è la probabilità che qualcuno mostri sintomi di COVID-19 rispetto alle persone della popolazione in generale.

 

Secondo le linee guida della FDA, tenere conto di entrambi gli approcci è fondamentale per evitare l’uso improprio dei prodotti farmaceutici, ma i dati sono stati omessi, portando a una sovrastima dell’utilità clinica di un intervento.

 

Mentre entrambi i vaccini pubblicizzavano una riduzione del rischio di circa il 95% come cifra di efficacia, le riduzioni del rischio assoluto per i vaccini Pfizer e Moderna erano rispettivamente dello 0,7% e dell’1,1%.

 

«Un numero considerevole di individui dovrebbe essere sottoposto al vaccino per prevenire un singolo caso di COVID-19 da lieve a moderato», hanno scritto gli autori.

 

Ad esempio, utilizzando una stima conservativa secondo cui 119 persone avrebbero bisogno di essere vaccinate per prevenire l’infezione e assumendo che il COVID-19 avesse un tasso di mortalità per infezione dello 0,23%, hanno scritto che sarebbero necessarie circa 52.000 vaccinazioni per prevenire un singolo caso di COVID-19. -morte correlata.

 

Tuttavia, «considerando la cattiva condotta dei processi e i problemi di integrità dei dati… il vero vantaggio è probabilmente molto inferiore», hanno scritto.

 

E, hanno aggiunto, bisognerebbe valutare tale beneficio insieme ai danni, che stimano essere di 27 decessi ogni 100.000 dosi di Pfizer. Ciò significa, utilizzando le stime più prudenti, «per ogni vita salvata, ci sono stati 14 volte più decessi causati dalle iniezioni di mRNA modificato».

 

Hanno inoltre notato che le prove post-implementazione hanno confermato che le dichiarazioni sull’efficacia erano sopravvalutate. Ad esempio, due ampi studi clinici di coorte di Cleveland hanno dimostrato che il vaccino non poteva conferire protezione contro il COVID-19; invece, in quegli studi, le persone più vaccinate avevano maggiori probabilità di contrarre il COVID-19.

 

Uno studio ha dimostrato che il rischio di infezione «breakthrough» [cioè infezione di persone vaccinate, ndt] era significativamente più alto tra le persone che avevano ricevuto il booster e che più vaccinazioni comportavano un rischio maggiore di COVID-19.

 

Un secondo studio ha mostrato che gli adulti che non erano «aggiornati» con le vaccinazioni avevano un’incidenza di COVID-19 inferiore del 23% rispetto ai loro colleghi «aggiornati».

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3. Gli studi hanno sottostimato gli eventi avversi, inclusa la morte, nonostante le prove presenti nei dati. 

Anche i danni sono stati sottostimati e sottostimati per una serie di ragioni, secondo gli autori, una pratica che tende ad essere comune negli studi randomizzati sui vaccini sponsorizzati dall’industria in generale e «eccezionalmente evidente» qui.

 

In primo luogo, poiché Pfizer ha aperto lo studio entro poche settimane dall’autorizzazione all’uso di emergenza e ha consentito alle persone del gruppo placebo di assumere il vaccino, non c’era tempo sufficiente per identificare i danni tardivi perché non c’era più un gruppo di controllo.

 

«Era necessario, dato che nessuno dei decessi nello studio Pfizer è stato attribuito al COVID-19 come causa primaria, e dato l’IFR [tasso di mortalità per infezione] molto basso per una popolazione relativamente sana?» hanno chiesto.

 

Inoltre, i coordinatori degli studi erano «casuali» nel loro approccio al monitoraggio degli eventi avversi. Hanno dato la priorità alla documentazione degli eventi ritenuti correlati al COVID-19 piuttosto che ai vaccini per i primi sette giorni e hanno registrato solo gli eventi avversi «non richiesti» per 30-60 giorni. Dopo quel periodo, anche i SAE più gravi, come la morte, non furono più registrati. Anche per gli eventi avversi registrati nei primi sette giorni, sono stati richiesti dati solo al 20% della popolazione.

 

Nessuno dei dati dello studio è stato verificato in modo indipendente. «Tale segretezza potrebbe aver consentito all’industria di presentare più facilmente una stima gonfiata e distorta dei benefici delle iniezioni genetiche, insieme a una grossolana sottostima dei potenziali danni», hanno scritto.

 

La successiva analisi di Michels et al. ha rivelato che decessi e altri eventi avversi gravi, come condizioni potenzialmente letali, ricovero ospedaliero o prolungamento del ricovero, disabilità/incapacità persistente o significativa, un’anomalia congenita o un evento significativo dal punto di vista medico, si sono verificati dopo il periodo limite e prima della riunione consultiva della FDA in cui è stata raccomandata l’autorizzazione di emergenza.

 

Durante le prime 33 settimane degli studi Pfizer, 38 soggetti sono morti, secondo i dati stessi di Pfizer, sebbene una ricerca indipendente di Michels et al. ha stimato che tale numero rappresenti solo circa il 17% del numero effettivo previsto a causa della mancanza di dati.

 

E da allora in poi, il tasso di mortalità ha continuato ad aumentare. Michaels et al. ha scoperto che Pfizer non è riuscita a segnalare un aumento sostanziale del numero di decessi dovuti a eventi cardiovascolari. Hanno anche riscontrato un modello coerente di segnalazione dei ritardi rispetto alla data della morte nelle segnalazioni dei soggetti.

 

Nel complesso, gli autori della revisione hanno riferito che ci sono stati «il doppio delle morti cardiache in proporzione tra i soggetti vaccinati rispetto ai soggetti non vaccinati negli studi Pfizer».

 

Nella loro discussione, gli autori hanno scritto: «Sulla base dei risultati estesi dello studio Pfizer, la nostra stima degli anni-persona ha prodotto un aumento del 31% della mortalità complessiva tra i soggetti vaccinati, una chiara tendenza nella direzione sbagliata».

 

Ciò solleva seri segnali d’allarme su come sono state condotte le prove di registrazione, ha affermato Mead. «Le valutazioni del profilo di sicurezza delle iniezioni di mRNA modificato per COVID-19 garantiscono una prospettiva precauzionale obiettiva, qualsiasi tendenza sostanziale al rialzo della mortalità per tutte le cause all’interno del braccio di intervento della popolazione dello studio si riflette negativamente sull’intervento».

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4. Il numero di SAE nelle sperimentazioni e nei rapporti post-implementazione sono ben documentati, nonostante si affermi il contrario.

Sia Pfizer che Moderna hanno rilevato circa 125 SAE ogni 100.000 destinatari del vaccino, o un SAE ogni 800 vaccini. Tuttavia, poiché gli studi hanno escluso le persone più vulnerabili, notano gli autori, ci si aspetterebbero proporzioni ancora più elevate di SAE nella popolazione generale.

 

Il Fraiman et al. una nuova analisi dei dati dello studio Pfizer ha rilevato un rischio significativo del 36% più elevato di SAE, che includeva decessi e molte condizioni potenzialmente letali nei partecipanti vaccinati.

 

I SAE ufficiali per altri vaccini sono in media solo 1-2 per milione. Fraiman e colleghi hanno stimato 1.250 SEA per milione di vaccini, superando tale parametro di «almeno 600 volte».

 

Dopo il lancio del vaccino, le analisi di due grandi sistemi di segnalazione sulla sicurezza dei farmaci negli Stati Uniti e in Europa hanno identificato segnali di infarto miocardico, embolia polmonare, arresto cardio-respiratorio, infarto cerebrale ed emorragia cerebrale associati a entrambi i vaccini mRNA, insieme all’ictus ischemico.

 

E milioni di eventi avversi sono stati segnalati a questi sistemi.

 

Un altro studio di Skidmore et al. ha stimato che il numero totale di decessi dovuti ai vaccini nel solo 2021 sia stato di 289.789. Gli studi autoptici hanno anche fornito ulteriori prove di gravi danni, inclusa la prova che la maggior parte dei decessi correlati al vaccino mRNA COVID-19 sono dovuti a lesioni al sistema cardiovascolare.

 

In numerosi studi autoptici, il patologo tedesco Aren Burkhardt ha documentato la presenza di proteine ​​​​spike prodotte dall’mRNA del vaccino nelle pareti dei vasi sanguigni e nei tessuti cerebrali. Questa ricerca aiuta a spiegare le tossicità documentate indotte dai vaccini che colpiscono il sistema nervosoimmunitario, riproduttivo e altri sistemi.

 

I dati Pfizer hanno mostrato anche un numero enorme di effetti avversi. Secondo un documento riservato pubblicato nell’agosto 2022, Pfizer aveva documentato circa 1,6 milioni di eventi avversi che hanno colpito quasi tutti i sistemi di organi e un terzo di essi è stato classificato come grave.

 

Nello studio di Pfizer, Michels e colleghi hanno riscontrato un aumento di quasi 4 volte (OR 3,7, IC al 95% 1,02-13,2, p = 0,03) negli eventi cardiaci gravi (ad esempio, infarto, sindrome coronarica acuta) nel gruppo del vaccino. Né il rapporto originale dello studio né il rapporto riassuntivo sulla sicurezza clinica di Pfizer hanno riconosciuto o commentato questo segnale di sicurezza.

 

«Gli eventi avversi gravi sono tutti ben documentati», ha detto Mead. «Tuttavia è sorprendente vedere così tanti nel campo medico continuare a ignorare o ignorare completamente la seconda metà dell’equazione quando si considerano le tendenze della mortalità per tutte le cause».

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5. L’incapacità di effettuare test adeguati sulla sicurezza e sulla tossicità pone seri problemi. 

I ricercatori hanno sollevato preoccupazioni sul fatto che la tecnologia dell’mRNA sia intrinsecamente instabile e difficile da conservare, il che porta alla variabilità dei lotti e alla contaminazione legata a diversi tassi di eventi avversi.

 

Recenti scoperte di McKernan et al. che ha scoperto che i vaccini mRNA di Pfizer sono contaminati con DNA plasmidico che non dovrebbe essere presente – e non era presente nei vaccini utilizzati negli studi – sollevando seri problemi di sicurezza.

 

Questo perché il «Processo 1», utilizzato negli studi per generare i vaccini coinvolti nella trascrizione in vitro del DNA sintetico, è essenzialmente un processo «pulito». Tuttavia, tale processo non è praticabile per la produzione di massa, quindi i produttori hanno utilizzato il «Processo 2», che prevede l’utilizzo di batteri E. coli per replicare i plasmidi.

 

La rimozione dei plasmidi E col può provocare la presenza di plasmidi residui nei vaccini e gli effetti della loro presenza non sono noti.

 

Il lavoro di McKernan ha anche rivelato la presenza di DNA del virus scimmiesco 40 (SV40), un virus oncogeno a DNA originariamente isolato nel 1960 da vaccini antipolio contaminati, che induce linfomi, tumori cerebrali e altre neoplasie negli animali da laboratorio, sollevando altri problemi di sicurezza.

 

I ricercatori di Cambridge hanno pubblicato un articolo su Nature nel dicembre 2023, in cui hanno scoperto un difetto intrinseco nelle istruzioni dell’RNA modificato per la proteina Spike nelle immunizzazioni contro il COVID-19 che fa sì che il meccanismo che traduce il gene nella proteina Spike «scivoli» circa il 10% del tempo

 

Questo processo crea «frameshifts» che inducono le cellule a produrre proteine ​​«fuori bersaglio» oltre al picco. Queste proteine, che gli sviluppatori non sono riuscite a cercare o non hanno segnalato agli enti regolatori, causano risposte immunitarie indesiderate i cui effetti a lungo termine sono sconosciuti.

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6. Esistono molti diversi possibili meccanismi biologici che causano gli eventi avversi e l’inefficacia del vaccino.

La revisione indirizza i lettori a una serie di articoli che spiegano una serie di teorie diverse per spiegare l’elevato numero di eventi avversi derivanti dai vaccini mRNA COVID-19.

 

«I meccanismi di mimetismo molecolare, reattività crociata dell’antigene, priming patogeno, riattivazione virale, esaurimento immunitario e altri fattori correlati alla disfunzione immunitaria rafforzano tutti la plausibilità biologica per la patogenesi indotta dal vaccino di malattie maligne e autoimmuni», hanno scritto. E questi meccanismi di attivazione immunitaria sono distinti dalla risposta del corpo a un’infezione virale.

 

Notano anche gli effetti tossici dell’adiuvante primario, il PEG, e della stessa proteina spike.

 

Chiudono la loro analisi dei vaccini con una spiegazione complessa per la diversa base immunologica della protezione fornita dai vaccini rispetto all’immunità naturale attraverso l’infezione. Spiegano i meccanismi del fallimento del vaccino e i problemi generati dalla capacità dei vaccini a mRNA di perpetuare l’emergere di nuove varianti.

 

Brenda Baletti

Ph.D.

 

© 29 gennaio 2024, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

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