Famiglia
Reality show tortura psicologicamente i partecipanti mostrando i deepfake dei loro partner traditori
Un nuovo reality show di Netflix chiamato «Falso Amor» (sic) ha segnato un nuovo punto più in basso della TV spazzatura, che sta divenendo sempre più una forma di spettacolarizzazione della tortura psicologica, ora consentita pure dalle inquietanti nuove tecnologie.
Nel programma cinque coppie della vita reale vengono divise in due case diverse, aggiungendo al gruppo un mucchio di single avvenenti.
La trasmissione quindi sottopone i concorrenti all’esperienza di guardare il proprio partner tradirle in video senza avere la certezza se tutto ciò sia un tradimento reale o un fake.
Il format in lingua spagnola chiede ai partecipanti di guardare i video dei tradimenti, molti dei quali sono semplicemente dei falsi estremamente convincenti. I partecipanti devono quindi indovinare se i video sono reali o inventati dall’Intelligenza Artificiale: nota bene che la premessa dello spettacolo sarebbe che le coppie non sapevano che sarebbero state sottoposte alle clip false ottenute con il deep fake. Alla fine della trasmissione, la coppia che indovina più di chiunque altro vince 100.000 euro.
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Si tratta, come ha notato persino il New York Times, di un incubo distopico.
Il tema, sempre più impellente nell’incapacità dei legislatori di fermare il fenomeno, è quello della «pornografia non consensuale»: si possono ora creare video osceni di chiunque, senza il loro consenso.
Come riportato da Renovatio 21, in varie parti del mondo è stato notato che gli studenti delle scuole medie già utilizzano l’Intelligenza Artificiale per creare pornografia «deepfake» delle loro compagne di classe.
«C’è ancora molto poco in termini di ricerca sull’impatto psicologico dei deepfake», scrive Futurism. «Qualunque sia la tecnologia deepfake utilizzata dai creatori dello show, è incredibilmente convincente e possiamo immaginare che le clip potrebbero avere un impatto mentale ed emotivo duraturo; quali potrebbero essere esattamente le conseguenze e per quanto tempo potrebbero durare, non è chiaro».
Tuttavia, aggiungiamo noi, come dicono gli americani, è «it is impossible to unsee stuff» – è impossibile disinstallare dalla mente qualcosa che hai visto. Vedere il proprio coniuge che ti tradisce cosa può provocare alla mente di una persona? Quali possono essere le conseguenze sul rapporto, dal quale, magari, sono nati o nasceranno pure dei figli?
Il deep fake si candida ad essere quindi una tecnologia distruttrice delle relazioni umane e, nello specifico, delle famiglie. E l’Europa della privacy, del GDPR e del DSA, quella che attacca Musk e Twitter e rende illeggibili i siti a forza di cookie e banner pop-up obbligatori, non fa nulla.
La fine è nota: veleggiamo verso la creazione programmatica di una società senza più relazioni forti e significative, dove tutto deve essere liquefatto e cangiante, e i rapporti stabili – quelli che costruiscono il futuro, quelli che creano la vita – devono cessare di esistere, devono essere cancellati togliendo ogni tabù residuo affinché sia instaurato un mondo pervaso da una sessualità perverso-polimorfa, come da pensiero di teorici del gender come Shulamith Firestone, un mondo senza più alcuna struttura relazionale, dove anche l’incesto diventa quindi possibile.
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Immagine screenshot da YouTube
Famiglia
Mons. Viganò sta con la famiglia nel bosco. Ma perché lo Stato si sta accanendo in questo modo?
Nell’esprimere il mio pieno sostegno alla Famiglia del Bosco, ricordo le immortali parole di Pio XI, che dovrebbero suonare di condanna per tutti coloro che si sono resi responsabili di gravissime violazioni dei più elementari principi della civiltà e dell’umanità:
“La famiglia… pic.twitter.com/JkNALcXvVJ — Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) March 12, 2026
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Famiglia
Funzionario sudcoreano nei guai per la richiesta di «importare vergini»
Il Partito Democratico (DPK) al governo in Corea del Sud ha espulso il capo della contea di Jindo, Kim Hee-soo, dalle sue fila dopo che il funzionario locale ha proposto di «importare vergini» dall’estero per affrontare i problemi demografici del Paese.
Lunedì il partito ha tenuto una riunione straordinaria del Consiglio Supremo per decidere le misure da adottare in seguito alle dichiarazioni controverse pronunciate da Kim la settimana scorsa. Le parole del funzionario hanno provocato indignazione in tutto il Paese e sono state giudicate in larga parte inappropriate e offensive verso le donne.
«La decisione è stata presa in risposta alla forte polemica pubblica scatenata dai suoi recenti commenti denigratori nei confronti delle donne straniere», ha affermato il portavoce capo del DPK, Park Soo-hyun, al termine della riunione.
Il capo della contea, situata su un’isola del sud, aveva fatto quelle dichiarazioni mercoledì scorso nel corso di un incontro sull’integrazione amministrativa tra la provincia di Jeolla Meridionale e Gwangju, la sesta città più grande della nazione.
«Se Gwangju e Jeolla del Sud si integreranno, dovremmo approvare una legge per contrastare l’estinzione della popolazione e, se questo non dovesse bastare, forse dovremmo importare giovani vergini da posti come lo Sri Lanka o il Vietnam, così che gli scapoli delle aree rurali possano trovare moglie», ha dichiarato Kim durante l’incontro, utilizzando un termine che indica sia «vergini» sia «giovani donne non sposate».
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Le frasi si sono diffuse rapidamente in rete, generando una vasta reazione nazionale: il funzionario è stato accusato di sessismo e comportamento scorretto, con le critiche incentrate soprattutto sul verbo «importare». Di fronte alle proteste, Kim ha presentato delle scuse piuttosto tiepide, continuando però a difendere la sostanza del suo ragionamento nonostante il linguaggio impiegato.
Il funzionario ha ribadito che «la sola rivitalizzazione industriale non può risolvere il problema dell’estinzione della popolazione» e ha sottolineato i «problemi strutturali come il forte calo demografico nelle comunità rurali e di pescatori e il progressivo indebolimento delle basi del matrimonio e della natalità». Secondo lui, il declino demografico richiede interventi non solo a livello locale, ma anche una risposta coordinata da parte del governo nazionale.
La pratica tra gli uomini di cercare mogli all’estero è una realtà nota nella Repubblica Popolare Cinese, derivante dallo squilibrio di genere (più maschi rispetto alle femmien) indotta politica del figlio unico (abolita nel 2015) e dall’aborto selettivo basato sulla preferenza per i maschi. Questa politica, unita a tradizioni culturali che favoriscono i figli maschi per il sostegno familiare e la continuità del lignaggio, ha portato a un surplus stimato di circa 35 milioni di uomini rispetto alle donne, secondo il censimento del 2020. Il rapporto tra i sessi alla nascita è sbilanciato, con circa 111-112 maschi ogni 100 femmine, contro una media globale di 105-106.
Molti uomini cinesi, specialmente nelle aree rurali e tra i meno abbienti, faticano a trovare partner domestiche a causa di questo divario, aggravato da alti costi per le doti nuziali e dalla migrazione urbana delle donne. Di conseguenza, si rivolgono a spose straniere, principalmente da paesi del Sud-Est asiatico come Vietnam, Birmania, Cambogia, Laos e Indonesia, ma anche da Nepal, Corea del Nord e Pakistan – ma non mancano le segnalazioni anche in siberia.
Questa migrazione sessuale include matrimoni volontari, attratti da opportunità economiche in Cina, ma spesso coinvolge traffico di esseri umani: donne e ragazze vengono ingannate con promesse di lavoro, vendute per 3.000-13.000 dollari a famiglie cinesi e costrette a matrimoni o a partorire. Secondo il sito Migration Polict, tra il 2013 e il 2017, oltre 7.400 donne dalla Birmania sono state trafficate in Cina, con migliaia in matrimoni forzati; similmente, più di 3.000 dal Vietnam.
Nel 2024 il giornale di Hong Kongo South China Morning Post ha pubblicato le dichiarazioni un professore dell’Università di Xiamen che ha proposto di «importare» spose straniere per alleviare il problema dei maschi della Cina comunista rimasti soli, scatenando un acceso dibattito online con critiche per sessismo e rischi di sfruttamento. Il governo cinese ha intensificato misure anti-traffico, con arresti e cooperazioni internazionali, ma il fenomeno persiste a causa di confini porosi e pressioni sociali.
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Essere genitori
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