Comunicati
È nata Gemma Linda
Vi scrive Roberto Dal Bosco di Renovatio 21.
Come già sapete, il cofondatore, Cristiano Lugli, lavora in una casa di riposo. Oramai due settimane fa, Cristiano ha contratto il Coronavirus.
La situazione era complicata dal fatto che sua moglie era praticamente al termine della gravidanza.
Di quello che è poi successo, tra isolamenti, contagi ed incubi logistici vari, ve ne parlerà Cristiano se vorrà: io non posso, sia per privacy delle persone coinvolte, sia per la durezza degli eventi, a mio parere al limite del tollerabile.
Ci sarebbe da scrivere libri interi su quanto è accaduto, da un punto di vista umano come da un punto di vista istituzionale, politico, amministrativo. Vedremo, non spetta a me iniziare questo discorso, dobbiamo aspettare Cristiano, che ora dovrebbe anche cercare riposo.
Ciò detto,
Vista la stupenda risposta che abbiamo avuto da Voi per i precedenti messaggi su questa situazione, ci sentiamo in dovere di darVi la bella notizia: è nata Gemma Linda, la secondogenita della famiglia Lugli.
Gemma Linda è venuta al mondo in quest’ora di caos, e la sua nascita è un’altra avventura che dovrà raccontarVi, se vorrà, suo padre.
L’immagine che vedete è proprio quella della sua manina, e per me ha un significato sublime: in ultima analisi, la Vita vince contro il Coronavirus, la Vita vince contro la Morte.
Vi chiedo di congratularvi con questa bella famiglia, ma al contempo Vi chiedo anche una preghiera. Come l’altra volta.
Come potete vedere voi stessi, ha funzionato.
Vi ringrazio.
Roberto Dal Bosco
Renovatio 21
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Renovatio 21 invitata ad una conferenza a Madrid
Il direttore di Renovatio 21 Roberto Dal Bosco è stato invitato da Brownstone Spagna a tenere una conferenza a Madrid il prossimo sabato 30 maggio.
La conferenza si svolgerà in località Cercedilla, appena fuori dalla capitale del Regno, all’Hotel Luce de Poniente, durante tutta la giornata di sabato. L’intervento di Dal Bosco è previsto alle 12:30 con il titolo «El abismo del mundo moderno» («l’abisso del mondo moderno»). Si segnalano inoltre gli interventi di David Souto Alcalde («La democrazia come feticcio e forma di superstizione nel mondo moderno»), Carlos Ruiz Miguel («La distruzione della legge e la distruzione della civiltà»), Paula Fraga («Transumanesimo e transessualismo: disciplina sociale e politica nell’era eugenetica») e Tom Harrington («L’imminente ricongiungimento dell’Occidente con la storia»).
L’intervento del direttore sarà pubblicato in italiano su Renovatio 21 nei prossimi giorni. Possibilmente, lo saranno anche altri.
Brownstone Spagna è il ramo iberico del Brownstone Institute, gruppo americano che mette insieme uomini e pensatori che hanno scelto di rimanere liberi durante l’orrore pandemico. Da diversi mesi Renovatio 21 ha iniziato con Brownstone un proficuo scambio, traducendo e ripubblicando diversi articoli, sia della parte americana che di quella spagnuola.
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Immagine di Diego Delso via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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Buon San Marco ai lettori di Renovatio 21. Per la Vita, contro la morte
Come tutti gli anni, anche questo 25 aprile, auguriamo Buon San Marco ai lettori di Renovatio 21.
Lasciamo che il cittadino sincero-democratico della Repubblica nata dalla Resistenza (tssss) festeggi pure la liberazione dal fascismo: quella che è servita ad introdurre la finzione democratica che ci ha portato – ricordate – al biofascismo.
Eh sì: la Repubblica nata dal grande sforzo partigiano (James Jesus Angleton, chi era costui?) per combattere le orrende coercizioni e gli sterminii del totalitarismo nazifascista ci ha portato l’apartheid biomolecolare e, nell’ultimo mezzo secolo, lo sterminio degli innocenti nel grembo materno, con numeri multipli di quelli della bomba atomica, ora moltiplicati con il fattore degli embrioni disintegrati per fare ai cittadini repubblicani i bambini in provetta.
Dall’antifascismo al biofascismo è stato un passo piuttosto breve. E quindi, lasciamo pure che i goscisti (cioè, i figli, i nipoti, nell’attesa che vengano inghiottiti dalla risacca maranza che hanno contribuito a creare) festeggino la «Liberazione» – è crollata una repubblichina «sociale», che Mussolini (che nulla aveva capito dell’evo di politica della morte che si stava caricando) voleva persino chiamare «socialista» – e si è installata una «Repubblica fondata sul lavoro», e già qui non si capisce come si possa essere liberati se poi bisogna lavorare. Qui ci starebbe il ricordo del film Accattone (1961) di Pier Paolo Pasolini, dove, verso la fine, quando dicono al protagonista Franco Citti che bisogna lavorare, lui risponde «Ma ndove stamo, a Bughenvald?».
Certo, questa cosa del principio politico assoluto del lavoro, incistato sovieticamente nel primo articolo della Costituzione più bella del mondo, poi è stato calpestato in ogni maniera possibile, e sappiamo quante cause di persone che hanno rifiutato il ricatto vaccinale sono ancora in corso.
Massì. Lasciamoli alle loro marcette, organiche e salubri come un pasto in Autogrill. Ovviamente che ne daremo puntualmente conto se poi nell’annuale promenade meneghina da Piazzale vi fossero numeri come negli scorsi anni, quando con i partigianofili sfilarono gli ucronazisti («Azovdimmerda!» ebbero a dire certuni scandalizzati) o perfino serque di bandierone della NATO (!) con la Rosa dei Venti tra le falci e i martelli, in una koiné di simboli apparentemente politici opposti che ne fanno emergere di fatto la cifra esoterica.
E che, finalmente i padroni, i veri vincitori, vogliono tirare dal mezzadro repubblicano la decima del Dopoguerra? Chi ha bombardato l’Italia e l’Europa ora dice alle figure cartonate della sinistra che comandano loro, e che tutta la narrazione resistenziale è ascrivibile alla favola di Fedro del «calcio dell’asino».
Ah, saperlo. Del resto tra i segretari della NATO ad una certa si facevano nomi di capi della sinistra parlamentare italiana. Qualcuno se ne accorge, i figli del PCI ora sono i reggicoda dei Darth Vadere dell’Impero più oscuro dell’universa. Altri non vedono, altri ancora fanno finta di niente, e proseguono fischiettosamente.
Vabbè, ci stiamo incancrenendo: in realtà questo doveva essere un articolo di puri auguri, magari ricordando che oggi, nel giorno di San Marco, è fatto spesso di scampagnate sull’erba con la primavera che batte decisa. Tutti i veneziani ed ancora molti veneti conoscono questa realtà: il 25 aprile è il giorno della gita in compagnia e del pic-nicco, è il giorno della natura generosa e del riposo.
Pax tibi Marce Evangelista Mevs. Sono le parole, che, secondo la leggenda, un angelo apparso sottoforma di Leone Alato a San Marco Evangelista, naufrago nella laguna. Hic requiescet corpus tuum. Qui risposerà il tuo corpo.
La Pace, sapeva la Serenissima, è il fondamento della stabilità, della prosperità – della Vita.
Un concetto apparentemente semplicissimo, che tuttavia nell’ora della Necrocultura divenuta sistema operativo dello Stato moderno, pochi sembrano aver presente.
Per noi, invece, è chiarissimo. La Vita prima di ogni cosa. La Vita contro la morte.
La pace sia con voi, lettori.
Roberto Dal Bosco
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